Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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Esercizi spirituali 10 e 13 settembre 1961

I. INTRODUZIONE AGLI ESERCIZI SPIRITUALI1

 

Ho pregato che possiate dare tanta gloria al Signore in questi giorni, e possiate amarlo tanto, sempre di più. Ogni anno un passo avanti, come ogni anno noi sentiamo di aver passato un altro periodo di tempo, trecentosessantacinque giorni. “Misericordioso Gesù” che ci conceda sempre nella sua misericordia ancora qualche tempo per aumentare i meriti per la vita eterna, per servirlo nell’apostolato, per perfezionare ogni giorno la vita religiosa. Voi avete cantato il Veni Creator, avete invocato quindi lo Spirito Santo, perciò confidare che Gesù vi abbia preparato molte grazie. Anzi, avete cominciato con la recita della coroncina a Gesù Maestro, e quest’anno l’Azione Cattolica dedica le sue iniziative proprio a Gesù Maestro.

Avete lavorato, vi siete affaticate, e poi è stato tanto anche lo sforzo di perfezionamento, perché avete voluto svolgere il programma per la vita spirituale e per la vita attiva che vi siete fatte l’anno scorso, cioè agli ultimi Esercizi. È perciò necessario dedicare un tempo esclusivamente all’anima, poiché molta della fatica e molto del tempo si impiega per altri, e per noi? L’invito di Gesù: «Venite in un posto solitario. Requiescite pusillum: riposatevi un poco»2. Un riposo però che è diverso dal dormire. Ci vuole riposo anche fisico, ma un riposo che porta a Dio, cioè riposare in Dio, quasi come avvenne nell’ultima Cena, allorché Giovanni, il discepolo amato, il più giovane, appoggiò il suo capo sul petto adorabile di Gesù, e da quei battiti del cuore di Gesù quante cose imparò! Divenne il discepolo

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amato e il discepolo amante. Riposare così: un riposo in Dio, sul cuore di Dio.

Primo: che cosa sono gli Esercizi; secondo, la necessità degli Esercizi; terzo, come fare gli Esercizi.

Che cosa sono gli Esercizi spirituali? Sono esercizi, ma spirituali. Vi possono essere gli esercizi di canto perché si deve poi cantare una bella Messa; vi sono gli esercizi di suono, per chi vuole imparare a suonare; vi sono gli esercizi di traduzione per imparare il latino, il greco, l’ebraico. Esercizi, ma spirituali. Spirituali vuol dire che riguardano l’anima. Quali esercizi? Di fede, di amore e di volontà.

Esercizi di fede: vuol dire che la base degli Esercizi è sempre la crescita della fede. In questi giorni meditare le verità principali della fede. E le verità principali sono riassunte nel Credo: Io credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo… e poi: nella Chiesa cattolica, fino alla vita eterna. Questi articoli del Credo sono quelli che segnano la nostra via: sono venuto da Dio, credo in Dio Padre creatore del cielo e della terra. Sono venuto da Dio e mi trovo in questo mondo: «Exivi a Patre, veni in mundum»3. Mi trovo su questa terra: quale strada devo fare? La strada di Gesù, in Gesù Cristo, il quale è nato, ha sofferto, è morto, è risuscitato, è salito al cielo e ci ha lasciato la Chiesa. Lui è la via. La Chiesa è la nostra madre e nella Chiesa abbiamo tutto: la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e, alla fine, la vita eterna.

Quindi sono uscito dal Padre, dalle mani creatrici di Dio, sono qui sulla terra per fare qualche cosa, cioè la sua volontà, e ritornare a Dio. Sono entrato senza nulla, devo ritornare a Dio con qualche cosa di fatto, non più a mani vuote, perché il Signore mandandoci sulla terra ha avuto la misericordia di chiamarci alla vita cristiana: il battesimo; alla vita di apostolato: la cresi-ma; alla vita religiosa di perfezione: i santi voti, la professione; alla conoscenza di Gesù Cristo Maestro, alla devozione a Maria Regina degli Apostoli, a san Paolo padre e maestro.

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Pensiero fondamentale: come Gesù Cristo, sono uscito dalle mani del Padre, sono venuto in questo mondo, lascio il mondo, «Relinquo mundum, et vado ad Patrem»4. Tra poco noi passeremo al di là, la morte è una porta che finché sta chiusa ci tiene di qua, quando si apre ci porta di là, al Padre, quel Padre che è buono, quel Padre che ci aspetta in paradiso: vitam aeternam. Perché i momenti passano e qualche volta noi siamo peccatori. Quest’oggi recitando il salmo, mi sono fermato al versetto: l’ira di Dio... quando siamo cattivi dura un momento, ma la misericordia dura sempre. Quante misericordie avete ricevute! Potete contarle? È possibile che facciate la storia delle misericordie di Dio? È possibile che possiate scrivere quanto c’è stato di corrispondenza e di non corrispondenza? Ma sì, avete voluto amare il Signore, vi siete impegnate, ma su quella veste candida della grazia non ci sono anche delle macchie? Qualche spruzzatina d’inchiostro? Qualche minima lordura, qualche strappo nella veste bella della grazia?

I pensieri fondamentali sono quelli del Credo: credo in Dio Creatore, in Gesù Cristo e devo imitarlo; egli ha patito, è morto sulla croce, è risuscitato, è salito al cielo. Credo nello Spirito Santo che si comunica all’anima nostra con la grazia; la santa Chiesa cattolica che ci predica, che ci amministra i sacramenti, che ci guida all’eterna salvezza. E poi il perdono dei peccati, la risurrezione della carne, e quindi finalmente la vita eterna. Esercitarci nella fede perché tanto si amerà il Signore quanto si sarà approfondita la fede: amerai il Signore con tutta la men-te. Se noi santifichiamo la nostra testolina, non santificheremo anche questo cuoricino che è così volubile? Quindi prima amerai il Signore Dio tuo con tutta la mente. Pensare come Gesù, pensare come Gesù pensava, cioè come egli ha insegnato, le verità che ci ha comunicato mediante il suo Vangelo, nel suo Vangelo.

La fede! Si dice: “manco di carità”, ma perché manchi di fede. Perché se avessi un po’ più carità, non faresti dispiacere al prossimo che è immagine di Gesù, e tutto quello che fai Gesù lo ritiene fatto a sé stesso, tutto quello che fai per il pros-

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simo, di piacere e di dispiacere. Diceva una suora: “Voglio far piacere a quelle suore perché, facendo piacere a loro, faccio piacere a Gesù. Ho desiderio di fare qualche piacere a Gesù, perché poi gli chiedo qualche piacere per me...”. Esercizio di fede, specialmente sul Credo.

Secondo, esercizi di pietà, quindi di amore. Fare molto bene le pratiche di pietà. Per gli esercizi di fede, valgono molto gli appunti che prendete e i riflessi5 che devono essere fatti in camera, quando è possibile. Le camere sono fatte apposta, perché ognuna sia più libera, possa scrivere, possa pregare, possa anche muoversi, leggere, secondo il bisogno che ha per non comunicare con altri, e comunicare solo con Gesù. Stare con Gesù e non avere relazione con altri. Quindi il clima giusto: chiesa, camera. La camera è per i riflessi e completa la chiesa, la cappella.

Quindi, esercizi di pietà. Nell’anno vorrete fare bene le confessioni? Adesso esercitatevi a fare bene le confessioni degli Esercizi, per imparare a farle meglio. Nell’anno vorrete fare bene gli esami di coscienza? Esercitarvi ora per migliorarli e fare poi meglio gli esami di coscienza lungo l’anno. Esercitar-vi a sentire sempre più intimamente la Messa per poter fare una migliore assistenza e una migliore partecipazione. Così delle Visite al SS.mo Sacramento. Siano più belle, siano più intime e si impari a farle in modo più illuminato, con una maggiore intimità con Gesù, maggiore fiducia... Così si esercitano le pratiche di pietà perché siano migliori nell’anno seguente.

E poi ancora, esercizio di volontà. Volontà vuol dire praticare le virtù. Il silenzio: parlare poco con le persone e non parlare se non per un motivo veramente ragionevole, per cosa del tutto necessaria. Non scrivere e non ricevere lettere. Sole con Dio. Farci una clausura del cuore e della fantasia che vola… Una clausura della memoria, non pensare a quello che adesso non ci appartiene, pensare solo alle cose dell’anima. Poi l’osservanza degli orari, la disposizione ad accettare tutto quello che ascolterete nelle prediche, negli avvisi del confessore e nel conferire con le Maestre. Disporre la volontà nostra al volere

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di Dio e abituarsi a dire sempre: Signore, ecco la tua ancella, sia fatto di me come volete. Oppure: non la mia volontà sia fatta, ma la volontà tua, o Padre celeste.

Sentiamo di essere religiosi e che tutta la mente, tutto il cuore, tutte le forze sono a servizio di Dio? E poi quale apostolato qui? L’apostolato della preghiera. Il primo apostolato è quello della vita interiore, quello è il più profondo, il più necessario. Infatti, cinque sono gli apostolati particolari che si possono esercitare anche qui: vita interiore, e questi giorni sono per la vita interiore, per pulire l’anima e per adornarla di virtù, di meriti. Poi c’è l’apostolato della preghiera: comune a tutti. Poi vi è l’apostolato della sofferenza: qualche cosa da soffrire perché in qualche cosa dobbiamo sempre mortificarci. E poi c’è l’apostolato del buon esempio. Buon esempio vicendevole. E poi vi è l’apostolato dei sensi per il quale vi sono più occasioni nella vita ordinaria, ma tuttavia qualche volta si applica anche qui. Custodire bene gli occhi, la lingua, l’udito, il tatto. Comporsi bene, con posizione da religiose. Quando al cimitero di Alba, abbiamo aperto la cassa dove c’era la salma del can. Chiesa, tutti hanno guardato con stupore come era ancora conservato e come erano congiunte le mani in preghiera, come quando viveva e aveva sempre quel suo atteggiamento originale nel pregare. Che ci abituiamo anche all’esterno, a conservare quella posizione, quell’atteggiamento, quel comportamento che piace a Dio e all’angelo custode che ci vedono.

Gli Esercizi sono utili? Gli Esercizi sono utili per tutti: per le anime calde, fervorose perché si riscaldino di più. Per chi già ama, perché ami di più; per chi ha fede perché ne acquisti ancora; per chi ha spirito di preghiera perché lo aumenti; per chi ha amore all’apostolato, perché si accresca ancora. «Qui sanctus est sanctificetur adhuc: chi è più santo che si santifichi di più»6.

Gli Esercizi sono ancora più necessari per chi è tiepido perché se non sei né caldo né freddo, piaci a Dio? Non piacerai né a Dio né agli uomini. «Utinam frigidus esses»7! Anime

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che si trascinano avanti, religiose che vivono nello scontento, persone che vanno tardi alla preghiera, che non ci mettono la volontà. Dicono qualche cosa ma non è sentito, danno poca importanza alle venialità, alle trascuratezze, alle piccole disobbedienze, alle piccole mancanze di carità: tiepide! Scuotersi! Il tempo degli Esercizi è il tempo utile. Quando Gesù vi guarda, quante anime vede calde che vuole riscaldare di più? E quante anime vede un po’ tiepide o fredde che vuole finalmente scuotere e accendere del suo amore?

Gli Esercizi poi sarebbero assolutamente necessari per chi fosse in uno stato un po’ deplorevole. Confessioni e peccati, e poi peccati e confessioni e tirano avanti in stato deplorevole. È tempo di mettere fine a questa condizione e a questo andamento di vita. Non scoraggiarsi. Gesù che ha aspettato, aspetta. Sull’orlo del pozzo di Sichem ha atteso la donna adultera e l’ha cambiata, ne ha fatto una santa, un’apostola. E dopo, lei ha fatto l’apostolato tra i suoi concittadini8.

C’è Maria, la Madre, la quale guarda specialmente chi è più bisognoso: Illos tuos misericordes oculos ad nos converte, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi, o Madre. Ho tanto bisogno della tua misericordia, intercedi presso il tuo Figlio Gesù. E non scoraggiarsi perché san Paolo quand’era persecutore era ben lontano da Gesù Cristo. Ma Gesù gli ha usato la misericordia delle misericordie: lo ha convertito, ne ha fatto un santo, ne ha fatto l’apostolo che ha lavorato più di tutti.

E poi, come fare gli Esercizi? Gli Esercizi farli con due disposizioni: umiltà e abbondanza di preghiera. Umiltà, per essere disposti a sentire le ispirazioni, a sentire quello che fa per noi che viene dalle prediche, da quello che si legge in qualche libro, da quello che ispira il Signore, da qualche richiamo... In sostanza, essere disposti a cambiare vita dove bisogna cambiarla, altrimenti diventano nove giorni come gli altri, solo che invece di essere giornate comuni, diventano giornate un po’ speciali.

Quindi disposizioni di umiltà: ho bisogno di questi esercizi. Ringrazio il Signore che mi concede questi giorni per at-

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tendere all’anima mia. Forse li aspettavi? Forse ne avevi anche un po’ paura? Forse avevi già preparato i propositi perché già conoscevi i bisogni dell’anima tua e sei venuta per confermare i propositi, a pregare per osservarli, per romperla con quei difetti, in sostanza per mutare vita. Umiltà: Signore, siate misericordioso con me perché sono peccatore. Forse non pensiamo a quello che non abbiamo fatto di bene, non pensiamo a quello che abbiamo tralasciato ma tutta la nostra ricchezza è la misericordia di Dio. Di che cosa possiamo vantarci? Della misericordia di Dio! Guardare il Crocifisso, quelle piaghe e quel sangue versato sono per noi, sono per l’anima nostra. Gesù è qui nel tabernacolo: «Venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis, et ego reficiam vos»9, venite a me, voi che siete travagliati, siete in pena: vi ristorerò, vi conforterò, vi manderò via sereni, e starò sempre con voi, nella vostra anima.

Secondo: l’abbondanza di preghiera, rosari e rosari, tutte le orazioni che ci sono nel corso della giornata, poi le preghiere particolari. E vi è del tempo libero per leggere qualche libro, per fare due passi verso i piloni del rosario, verso la via crucis, e così poter continuare la recita del rosario, o altre preghiere. Il tempo libero non è per stare in compagnia. E non allontanarsi troppo. Il posto più brutto per trovarsi è qui davanti alla chiesa perché siamo vicini alla strada, quindi fermarsi il meno possibile.

Un mezzo per cominciare subito e bene gli Esercizi è quello di entrare nel corso, nel corpo degli Esercizi, a partire da questa sera facendo subito l’esame di coscienza. Adesso vi sarà la Santa Messa, la si sentirà bene. Esaminarci bene nel corso degli Esercizi, ma incominciare subito. Sopra quante cose? Un esame generale: comandamenti, consigli evangelici, cioè i santi voti, osservanza delle Costituzioni. Poi sugli uffici che ognuna ha: come svolgo il mio ufficio, com’è l’apostolato e quindi in sostanza quello che riguarda tutto l’andamento della giornata, della settimana, dell’anno. Naturalmente bisogna anche esaminarsi sopra certi punti: se veramente si ama il pros-

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simo o se si giudica male; se si è sinceri nelle cose o se c’è l’ipocrisia, se si rispettano le persone o si criticano, si giudicano, si condannano; se in comunità si è di peso o si è di aiuto; se si vive nel fervore o nella tiepidezza. Inoltre, qual è la passione predominante che riporta su di noi molte vittorie.

Questi i punti generali oltre ai punti particolari. Perché alle volte ci si ferma sopra una cosa meno necessaria e che facciamo facilmente, e non su quella che dobbiamo toccare e correggere, su quella cosa in cui dobbiamo progredire. Stiamo un po’ in silenzio. Non vorremmo su quel punto fare il sacrificio, arrenderci alla voce di Dio. Ma forse da tanto tempo Dio ci dice: adopera questo mezzo, schiva quel pericolo, guarda un po’ te stessa. Non senti che da tanto tempo ti sto chiamando? Quando comincerai a farti santa? Vani desideri, volontà che sono velleità, buone volontà di cui è lastricato l’inferno, come diceva santa Teresa. È un’illusione.

Dobbiamo domandare luce a Dio perché, all’ultima candela sul letto di morte, conosceremo tante cose che adesso magari non consideriamo ma che, in qualche momento di luce, forse il Signore ci farà capire. Quando trova l’anima disposta, abbonda in grazia, quando invece l’anima non è disposta, tace, non fa più sentire le sue ispirazioni, i suoi inviti.

Suggerisco che subito diciate la coroncina: Fateci santi10. Poi al mattino, prima delle istruzioni, il Segreto di riuscita; e alla sera, prima dell’istruzione, la Preghiera per la buona morte.

Vi benedica tanto Gesù che vi vuol tanto bene, vi ha amato tanto e vi ha dato una così bella vocazione, e vi vuole lassù, vicine a sé, in paradiso.

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1 Meditazione tenuta ad Ariccia (RM) il 10 settembre 1961 in occasione di un Corso di Esercizi spirituali. Trascrizione da nastro: A6/an 137b = ac 216a.

2 Cf Mc 6,31.

3 Cf Gv 16,28: «Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo».

4 Cf Gv 16,28: «Lascio il mondo e vado al Padre».

5 Riflessi: modo di esprimersi per indicare il momento della riflessione.

6 Cf Ap 22,11.

7 Cf Ap 3,15: «Magari tu fossi freddo o caldo».

8 Cf Gv 4,5-30.

9 Cf Mt 11,28: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro».

10 La coroncina Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci santi fu ereditata da Don Alberione da san Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), fondatore della Pic-cola Casa della Divina Provvidenza in Torino. Il Primo Maestro ne propose la recita alla Famiglia Paolina, al mattino e alla sera.