L’attaccamento all’Istituto è il primo segno di vocazione. Poi ci vogliono anche le qualità. La perseveranza nell’Istituto e il santificarsi nell’Istituto dipende ancora dall’attaccamento. Quindi l’attaccamento all’Istituto è quello che bisogna scoprire nel fondo di ogni anima delle aspiranti o professe giovani, o professe anziane, perché quando c’è questo attaccamento, si prende tutto ciò che viene detto e si collabora, se ne parla in bene, si difende l’Istituto. “Guai se me lo toccano – diceva quel nostro sacerdote – lei lo sa già che quando mi dite qualche cosa contro l’Istituto è la volta che io mi arrabbio davvero. Solo in quell’occasione mi arrabbio...”.
Allora, non è lodevole quell’arrabbiarsi, ma è un senso interiore che esplode un po’ così, in fondo ha del buono. Gesù ha fatto anche «flagellum de funiculis»2: ha messo insieme delle corde e poi battendole a destra e a sinistra, li ha mandati a casa, e ha mandato all’aria anche i loro banchi dove avevano tutte le cose esposte.
Ma sentire anche un po’ tutta la Famiglia Paolina. In questo è modello la Prima Maestra che si prende cura anche delle più piccole che sono le suore dell’Istituto “Regina Apostolorum”3. È lei che ha disegnato l’abito, è lei che di tanto in tanto dà gli avvisi più sostanziali, sebbene non siano molti, perché non è abituata a parlare molto a loro, ma quel che dice è sostanziale.
Ho messo un’intenzione generale per quest’anno per le adorazioni delle Pie Discepole: le biblioteche e passare alla propaganda razionale. Le biblioteche sono un mezzo, non un apostolato come un altro, sono un mezzo che costringe a pensare, a riflettere... L’intenzione per le adorazioni è quella.
Due mesi fa, dovevamo fare gli Esercizi alle Annunziatine4, e non tutte potevano venire ad Ariccia, nella casa degli Esercizi. D’altra parte non ci sarebbero stati locali sufficienti per tutte. E allora si è mandato don Gabriele Amorth5 a cercare un posto nell’Italia settentrionale, anche per far risparmiare un po’ di soldi di viaggio, che costa. La spesa non è sempre adatta a tutte le borse. Ha cercato e avrà visto dieci posti: cerca di qua, cerca di là, finalmente ha trovato un luogo vicino a Como. È andato a vedere, e c’era il posto per una cinquantina di persone, non alloggiate proprio come ad Ariccia, ma pressappoco. “E adesso cosa preferiamo?”. Mi ha risposto: “Io preferisco lì, perché ci sono le suore Benedettine che hanno l’adorazione, fanno l’adorazione continuata notte e giorno. E ho domandato loro: Se veniamo qui pregate per noi? Metteremo l’adorazione di quei giorni per voi. Allora veniamo qui!”. E infatti ho dormito una notte là. Tutta la notte si sentiva l’eco un po’ lontana dei canti eucaristici, e tutta la notte si davano il cambio per l’adorazione. Dare tanta importanza all’adorazione.
Adesso volevo aggiungere una piccola cosa per continuare l’ultimo pensiero delle cooperatrici o dei cooperatori nella propaganda. Molte Annunziatine non sono ancora molto brave quanto a iniziative, e le più brave sono sempre già prese da parecchie opere; un buon numero lavora nell’Azione Cattolica o in altre opere affini. Tra le altre cose che abbiamo ricordato loro in questi Esercizi, vi è l’apostolato delle edizioni. Aiutarle come cooperatrici per aiutare la diffusione. Se nella diocesi si sapesse quali sono le Annunziatine che risiedono nei paesi
dove c’è una nostra casa si potrebbe avvicinarle e invitarle a fare dei gruppi di propagandiste. Quella di Taranto è quella più pronta, pronta a qualunque cosa. C’è la Maestra di Taranto? Quella di Torino è prontissima e adesso è entrata nella direzione diocesana dell’Azione Cattolica. È una brava maestra, brava sotto ogni aspetto.
E così in altri posti. Le Vicini di dove sono? Quelle sono due brave sorelle, capaci di organizzare... Mi pare che le Vicini sono dell’Emilia, adesso non ricordo se di Modena o Reggio o più in là ancora, Piacenza... Se potete conoscere qualche elemento capace di organizzare, ditelo a noi, cioè a don Amorth, a suor Felicina6 e a me. Per quanto è possibile, vorremmo insistere e avviarle come vostre cooperatrici.
Potrebbero fare dei gruppi, sostenuti magari dall’autorità delle diocesi dove sono più sensibili a questo, sebbene questo non sia necessario, perché loro non appartengono all’Azione Cattolica, sono vere religiose che hanno l’approvazione definitiva dalla Santa Sede. Quindi non devono dipendere dall’Azione Cattolica. Piuttosto organizzare qualche cosa come Azione Cattolica, perché col nome di Azione Cattolica si può comprendere tutto. I nostri cooperatori sono d’Azione Cattolica, i cooperatori salesiani sono anche d’Azione Cattolica; l’apostolato del mare è Azione Cattolica, e così via. Il papa ha spiegato bene, citando trentasei o trentasette iniziative universali, cioè mondiali e che sono sempre “Azione Cattolica”. Il nome di Azione Cattolica è generale. Per esempio, l’iniziativa cattolica della “Protezione della Giovane”, l’Associazione medici cattolici, gli insegnanti cattolici… Voglio dire, tra le maniere di farvi delle cooperatrici c’è anche questa.
Se qualche casa è disposta e vede bene che nella diocesi dove si trova questo potrebbe aiutare ed è possibile, potremmo dare i nomi delle Annunziatine. Tra le altre regole, vi è anche quella del segreto ma non è un segreto stretto. Il consiglio stretto è di non far sapere che appartengono a un Istituto
religioso, perché quando si sa che sono religiose, divengono meno efficaci. Invece hanno bisogno di presentarsi dappertutto come semplici fedeli, cristiane comuni. Ma fanno in modo di penetrare, e quindi di portare un po’ di cooperazione. C’è tanto bisogno di cooperare al bene e alla salvezza delle anime in tutti i sensi, in tutti i campi, in tutti gli ambienti. Potremmo darvi i nomi singolarmente. Ma poiché in realtà sono soltanto trecento circa, e vi è qualche diocesi che ne comprende parecchie, e altre che non ne hanno nessuna, si va adagio adagio. Bisogna anche scegliere molto, poi hanno delle condizioni speciali per cui non tutte sono adatte.
Questo sarebbe uno dei modi. Se potete costituirvi un gruppo di cooperatrici, dicendo che sono cooperatrici paoline, allora farete qualche ritiro, e abbiamo nominato un sacerdote perché si occupi di questo, don Selle7. È tornato ultimamente dall’Argentina e si dedica ai gruppi regionali o anche diocesani dei cooperatori, e a quelle che sarebbero le vostre cooperatrici. E allora può venire da voi, non molto spesso, forse due volte all’anno per far qualche conferenza sul loro apostolato e qualche ritiro mensile, dove fosse possibile. Allora don Amorth per gli Istituti Secolari e don Selle per i Cooperatori che hanno bisogno di essere ravvivati un po’. Si coltivavano di più, e poi lo sbaglio grosso è stato di dire questo: sei cooperatore se mandi le offerte. Ma possono essere persone ammalate che offrono, ad esempio, tutte le loro sofferenze per l’apostolato; poi ci può essere la cooperazione di opere, se dirigono una biblioteca in qualche paese o se vanno a riscuotere gli abbonamenti per i giornali, se distribuiscono i giornali nell’ospedale. Invece di mandare una persona per la distribuzione, si potrebbero affidare i giornali a una incaricata che potrebbe essere un’infermiera. Conosco un’infermiera che in un ospedale di Torino è una piccola apostola. Allora invece di andare da ogni infermo, si va dalla zelatrice o dalla cooperatrice. Il nome poco importa, importa quello che è l’ufficio. Adesso, due parole sulle biblioteche e sulla Storia Ecclesiastica. Come avete già letto, l’opera delle biblioteche è tra
le primissime opere, iniziata nel 1921. Sono passati tanti anni. Qualche anno prima che qualcuna nascesse, l’opera c’era già. Quest’opera è sempre stata più o meno viva, secondo i tempi. Mi pare che facendo i calcoli fra una casa e l’altra delle Figlie di San Paolo e della Società San Paolo, si riforniscono o si sono costituite circa quindicimila biblioteche. Bisogna arrivare a centomila. Perché? Perché proprio adesso si fanno delle biblioteche contrarie. E dal Centro hanno detto che vogliono arrivare a duecentomila8.
Ora una parola sulla Storia ecclesiastica. Che cos’è la Storia ecclesiastica? È una serie di volumi che narrano la storia della Chiesa dalla sua istituzione, quindi da Gesù fino ai tempi nostri. Prima dominava la Storia del Rohrbacher, adesso la storia migliore che c’è in circolazione, quella un po’ grande, è la Storia del Martin: ventisette volumi, ma sette non sono ancora scritti neppure in francese, e gli altri circa diciassette sono usciti, ma solo alcuni sono già stati consegnati la settimana scorsa. Sono stato a Torino e da Alba ne avevano ordinato quattrocento copie di ogni titolo dei cinque volumi, quindi sono cinque per quattro... La Storia narra tutte le vicende che la Chiesa ha incontrato nei diciannove secoli. La storia inte-riore, come si sia andata precisando la dottrina, la morale, il culto, tutta la vita…. Poi la storia esteriore, cominciando dalla propaganda, quindi le missioni degli apostoli, poi le missioni varie dei tempi successivi, le relazioni con gli stati, le eresie, le lotte interne, le lotte esterne, la storia dei pontefici, la storia dei principali santi e dei principali scrittori, dei padri, dei pastori, degli scrittori ecclesiastici. È una cultura grandissima.
Questa storia voluminosa ma completa non è uscita neanche in Francia. Devono uscire sette volumi e anzi uno va corretto, un altro, quello del Concilio di Trento, va rifatto9.
[...] Dopo la storia della redenzione viene la storia ecclesiastica. La storia della redenzione va fino al «Consummatum est»10 di Gesù Cristo: ho fatto tutto quello che dovevo fare. Da
lì comincia la storia dell’applicazione della redenzione, cioè come gli uomini possono accogliere la redenzione, e per mezzo della redenzione non solo diventare cristiani, ma diventare uomini santi. Il libro principale della Scrittura è il libro dei Vangeli.
Dopo l’Apocalisse comincia la storia ecclesiastica. Nella storia ecclesiastica, si trovano tutte le verità come la Chiesa le ha proclamate e le ha difese; tutti i principi di morale; la storia di tutti i concili. Si trova tutto il rinnovamento della liturgia e poi tutta l’azione dei papi verso l’umanità, anche come cultura, ma soprattutto come messaggio di salvezza. Perciò interessa tutti.
Quindi a chi può essere offerto questo libro che esce a poco a poco? A tutte le curie diocesane, ai seminari diocesani, alle biblioteche anche civili di qualche importanza. Infatti anche le biblioteche civili ci tengono ad avere la Storia della Chiesa anche per conoscere le relazioni tra Chiesa e Stato. Poi i parroci, i vescovi e in generale quella gente che vuol distinguersi, vuol avere una certa biblioteca, o quelle persone che si danno abbondantemente agli studi. Forse anche soltanto per fare bella figura, per vantarsi di avere quell’opera che è tra le principali opere che ci siano adesso nel mondo.
Molti, ad esempio, hanno comprato l’Enciclopedia Treccani, e la tengono negli scaffali o nel salotto, per sfizio intellettuale. Magari non l’hanno mai confrontata, ma la tengono là pensando che farà sempre un po’ di bene.
Questa Storia costa cinquemila lire per volume. Si può fare l’abbonamento ai volumi, ne usciranno, mi pare, quattro all’anno (c’è nella circolare). Sono quelli scritti e approvati definitivamente. Sono tutti già in traduzione o in preparazione. Siccome i volumi usciti prima della guerra sono mancanti, cioè non hanno le ultime cose, le ultime notizie, si devono aggiornare e perciò si ritarda un po’. Si deve aggiungere tutto quello che è avvenuto nella Chiesa dal 1938, cioè da quando si è iniziata l’opera. Si dovranno aggiornare anche le notizie, gli studi nuovi che si sono fatti e perciò si va con una certa lentezza. Ma un certo numero di persone aveva già sottoscritta tutta l’opera. Chi ha cominciato a prendere due o tre volumi, generalmente
finisce per prenderli tutti. Se fanno l’abbonamento vi è un piccolo sconto. Se invece vogliono prendere il volume man mano che esce, dovranno pagare un volume per volta.
È certamente una delle opere migliori che noi potessimo fare, forse la migliore, al di là della Scrittura. Anche se non ci sarà la diffusione di quarantamila copie... Questa è riservata a persone distinte, non sarà acquistata dalle ragazze delle scuole. Quanto istruisce la storia! La storia è maestra della vita, la storia è maestra, e anche le storie individuali, le storie dei santi sono maestre di vita.
Adesso, cosa avete ancora da dire? Le suore più giovani, dopo aver studiato molto, sono spaventate perché si chiedono come fare a dare tutto quello che hanno imparato. Sembra che non possano più fare niente. Hanno molta preoccupazione, a volte è meglio sapere un po’ di meno. Può essere che sentendo ciò che state meditando, anche voi vi troviate un poco disorientate: come facciamo? Si fa cosi: tutti i giorni un passettino, piccolo, piccolo. Se una arriva lì, ai piedi della scala, al Campidoglio11, e deve salire la scala dell’“Ara coeli”12, si spaventa a vederla. Ma lei è vecchio, come fa a salire queste scale?... Una per volta, adagio. E andiamo fino lassù...
Vi fate sante poco per volta, non tutto insieme, e si fa un piccolo passo ogni giorno. Ciò che importa è mai stare fermi, non farsi dei programmoni grossi, come se volessimo cambiare il mondo e rivoltare tutto quello che c’è nel mondo. I piccoli passi, ma costanti, indicano il vero amore di Dio. Qualcuna può anche fallire, e qualcuna può anche concludere poco, perché ci vuole un complesso di cognizioni, un orientamento un po’ più largo... Ma anche il fallimento non è inutile, perché fa imparare, e poi il sacrificio che si offre al Signore è sempre un merito perché in una maniera o nell’altra, il frutto dell’apostolato ci sarà. Purché si lavori e si vada avanti.
Non spaventarsi. Tre mesi fa circa, si leggeva nel breviario il racconto di Saul e di Davide13.
Anche noi siamo estremamente piccoli. Siamo rappresentati dal piccolo Davide, ma abbiamo Dio con noi. Quindi non perdersi d’animo. Dio è con noi e abbiamo la sicurezza di vincere come dice il Vangelo, sicurezza che la Chiesa durerà fino alla fine dei secoli, e cioè «Portae inferi non praevalebunt»14.
Quindi, anche se siete piccole, anche se vi sentite molto distanti da quel compito così grande che vi ha offerto il Signore, da una missione così meravigliosa, voi potrete fare tanto e fare molto di più di quel che già state facendo. Piccole, ma forti perché Dio è con voi.
Andare avanti con fiducia in Dio, coraggio, tutti i giorni un piccolo passo e sempre al mattino il viatico per la giornata: buona meditazione, buona Messa, bella comunione, e poi si parte con Dio.
Sono contento che siate venute ben numerose. Quante siete? E siete tutte piene di buona volontà, e avete già fatto tanto. Portate anche i saluti e la benedizione per tutte le suore nelle vostre case. E siccome io vi benedico tutte le sere, intendo benedire ognuna secondo i suoi bisogni... I bisogni sono tanti, vero? Perché il vostro fastidio maggiore è quello di farvi sante, quello sì che è un fastidio! Ma tuttavia fate un passo per volta...
Ci sono passi indietro, e allora bisogna prendere la rincorsa: i mezzi più celeri, e la preghiera è il mezzo più celere. Pregate anche un po’ per me e vi benedico.
1 Istruzione tenuta a Grottaferrata (RM) il 31 agosto 1961 in occasione del Corso di aggiornamento per le superiore dell’Italia Centrale. Trascrizione da nastro: A6/an 136b = ac 214. L’audiocassetta riporta il titolo: “Conversazione su argomenti vari: attaccamento all’Istituto, Istituti secolari, Biblioteche”.
2 Cf Gv 2,15: «Una frusta di cordicelle».
3 La Congregazione Regina degli Apostoli per le vocazioni (Suore Apostoline)
è stata fondata da Don Alberione, l’8 settembre 1959.
4 L’Istituto secolare Maria Santissima Annunziata (Annunziatine), aggregato alla Società San Paolo, fondato da Don Alberione nel 1958.
5 Don Gabriele Amorth (1925-2016), sacerdote della Società San Paolo, scrittore e noto esorcista. Negli anni 1954-1956 si occupò delle vocazioni adulte della SSP. Dal 1959 al 1976 svolse un prezioso e alacre apostolato vocazionale e, in collaborazione con suor Felicina Luci fsp (1917-2001) particolarmente per la formazione dell’Istituto delle Annunziatine.
6 Sr Felicina Luci (1917-2001), Figlia di San Paolo incaricata da Don Alberione nel 1948 di avviare il nascente Istituto delle Annunziatine. Ne fu la responsabile per circa vent’anni, durante i quali l’Istituto trovò la propria configurazione giuridica. Nel 1977 l’Istituto contava oltre quattrocento Annunziatine.
7 Giovanni Massimo Selle (1924-2010). Sacerdote paolino.
8 Segue un dialogo di Don Alberione con l’assemblea nel quale commenta in modo molto discorsivo alcuni elementi di quanto già detto.
9 Interruzione del nastro.
10 Cf Gv 19,30: «Tutto è compiuto».
11 Il Campidoglio, detto anche Monte Capitolino (Mons Capitolinus), è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma. Attualmente è sede del Comune di Roma e dei Musei Capitolini.
12 La basilica di Santa Maria in Ara Coeli è una delle chiese di Roma e sorge sul colle del Campidoglio. Alla chiesa si arriva tramite una scalinata di 124 gradini.
13 Cf 1Sam 17,1-54. Don Alberione legge questo brano biblico.
14 Cf Mt 16,18: «Le potenze degli inferi non prevarranno [su di essa]».