Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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V. PROGREDIRE NELLO SPIRITO E NELL’APOSTOLATO1

 

Ora siete un po’ più riposate. Certamente occorre sempre che vi sia quel riposo sufficiente anche per le propagandiste, notando che altro erano le fibre di quarant’anni fa e altro sono invece le costituzioni attuali.

È una cosa buona fare sentire la divisione della Provincia italiana in delegazioni2 e questa è una delle delegazioni. La delegata certamente deve entrare un po’ in tutto, e cioè verificare l’andamento spirituale, dell’istruzione, dell’apostolato, dell’economia, dell’amministrazione, della formazione, delle vocazioni e la ricerca delle vocazioni. È bene mettere un po’ più l’accento sull’aspetto delle vocazioni nelle varie parti d’Italia, particolarmente nelle regioni dove c’è maggior abbondanza e dove ci sono vocazioni più robuste.

Continuando dunque l’argomento di questa mattina, bisogna dire che l’impegno principale di ogni suora, di ogni religioso, è quello di progredire. Progresso spirituale, santificazione, e poi progresso nell’apostolato, progresso che è proprio di ogni casa e progresso dell’Istituto. Altra è la condizione dell’apostolato com’era nel 1914-1915, e altra è la condizione dell’apostolato oggi, perché noi ci troviamo in altre circostanze, i nemici della Chiesa si sono rafforzati e si sono formati in gran numero degli attivisti. Ora ecco le attiviste Figlie di San Paolo. Si tratta di correre, in sostanza, cioè non correre a rompersi la testa, ma di arrivare prima di loro alle anime. Il mondo è di chi se lo prende.

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Ora se lo prendono gli avversari... Vedete, ci sono le elezioni politiche, le elezioni amministrative3, e man mano che ci sono queste elezioni, i comunisti4, i socialcomunisti5 hanno sempre guadagnato un po’ di terreno. E siamo ai ferri corti ormai, perché la distanza fra noi6 e loro, quanto a numero di rappresentanti al governo, è pochissima. La legge poi vuole che anche se ci fosse un presidente della repubblica democristiano, il presidente deve offrire il governo al partito che avrà maggior numero di voti. Per ora vi è ancora stata questa salvezza: i socialisti7 sono divisi dai comunisti come partito; quanto all’azione sono uniti, ma come partito sono divisi, altrimenti avremmo già un governo comunista. Pensiamo quali conseguenze sarebbero per l’Italia, la nazione che dev’essere la più cattolica, dove ha residenza il papa. Quale riflesso poi si sentirebbe nelle altre nazioni se l’Italia fosse governata dai comunisti, se fossimo ridotti come l’Ungheria, la Bulgaria e la Cecoslovacchia…8. Tuttavia il pericolo è grave. Ma il punto più grave è la discordia, perché i cattolici sarebbero ancora capaci, anche per numero, di far fronte, ma si vanno perdendo in piccoli partiti per l’ambizione, l’orgoglio, la voglia di arrivare. Allora si creano così delle fratture nel partito, corriamo pericoli. Occorre perciò arrivare nella maniera che è possibile a noi, cioè con l’apostolato.

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Seconda ragione: progredire, perché agli inizi bastava, l’Istituto faceva quello che allora poteva fare. Ma adesso con il numero di persone che ci sono e con la direzione delle edizioni, non possiamo fare soltanto come dieci anni fa, come vent’anni fa, occorre arrivare, arrivare. Se attualmente si arriva a settemila parrocchie ogni anno, con una maggiore dotazione di macchine credo si possa arrivare a quattordici. Il numero delle parrocchie è ventottomila, quindi ci vogliono due anni per arrivare alle varie popolazioni, a tutte le parrocchie, per far sentire la presenza paolina ovunque in Italia.

Progredire. L’Istituto progredisce nella decisione, nel carattere paolino, è chiaro. Il Signore, nella sua misericordia, ha dato a noi oltre l’invito alla santità, oltre che glorificarlo nel modo comune, oltre l’apostolato delle tecniche audiovisive, ha dato ancora tre missioni che devono entusiasmare tutti, particolarmente le Suore di San Paolo e tutti quelli della Famiglia Paolina, ma particolarmente noi che siamo più vicini al centro della Famiglia. Gli altri sono piuttosto raggi che partono dallo stesso centro. Ma noi abbiamo la missione di mettere nel mondo, di portare nel mondo la devozione a Gesù Maestro, come altri hanno avuto la missione di fare conoscere il Cuore di Gesù, i Sacri Cuori e hanno avuto altre missioni, il rosario ad esempio. La devozione a Gesù Maestro come conoscenza, amore, imitazione, pietà. Poi Maria onorata sotto il titolo Regina Apostolorum. Questo titolo è il secondo che viene dato per onorare la Vergine: primo, madre di Gesù, subito dopo, Regina degli Apostoli. Ella ha formato Gesù, ma subito dopo ha avviato gli apostoli. Quindi la seconda devozione, per il tempo e per l’importanza, è il titolo Regina Apostolorum. Poi dobbiamo portare san Paolo un poco ovunque nelle nazioni e nel popolo. Qualcuno, quando si è detto: “Chi prendiamo a protettore dell’Istituto?”, suggeriva un nome, san Giuseppe, qualcuno ne suggeriva un altro a seconda delle tendenze. Ma alla fine quando si è detto “san Paolo”, tutti si sono rasserenati. Ma non è conosciuto, nessuno ne parla. Il nome di san Paolo lo troviamo appena nella teologia, perché noi studiando teologia incontriamo il nome di san Paolo in ogni momento. Ma ora il nome di san Paolo e la conoscenza

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di san Paolo, quanto più si è estesa! Questo continuo insistere dei Paolini e delle Paoline, in un senso o nell’altro: nelle predicazioni, negli scritti, nelle esortazioni, negli esempi di pietà, nelle pratiche che sono nei nostri libri… Vedete come hanno già fatto conoscere e hanno elevato il sentimento, la conoscenza: Gesù Maestro, Regina Apostolorum, san Paolo. Ho visto ieri ad Albano il primo volume dei quattro che devono uscire sul Divin Maestro. Il primo è già a metà in composizione9. Questo mette il fondamento teologico e filosofico della devozione a Gesù Maestro, perché si è molto parlato e molto si è anche già scritto, però la base teologica e filosofica viene adesso, in modo tale che ora è molto più facile farla conoscere anche a coloro che sono più esigenti e vogliono vedere i fondamenti teologici e filosofici.

Ora l’Istituto progredisce, ma quel punto su cui volevo fermarmi è questo: poiché l’Istituto progredisce nelle sue parti, non c’è da stupire che le giovani che vengono formandosi adesso, ne sappiano più di noi e i giovani ne sappiano più di me. Quindi bisogna che noi diamo loro quell’importanza dovuta e loro avere l’umiltà che devono possedere. Perché se uno ha fatto più scuole di noi e ha avuto più tempo per apprendere, oppure è stato avviato a una organizzazione di propaganda più profonda, più razionale, è necessario che noi, più anziani, stiamo a sentire. C’è poi tutto l’insegnamento che viene dalla Casa Madre, dalla Casa generalizia vostra.

Ora, quindi, non stupirsi. Io a tavola ho accanto quelli che compiono i migliori studi, e a tavola li facciamo parlare per apprendere. Perché tutto progredisce. Gli studi sono immensamente progrediti dal 1900-1905 anche per mezzo di san Pio X, poi di Pio XI. Così stare a sentire le giovani, far dire loro quello che hanno sentito dalla direzione dell’apostolato, dall’ufficio di Maestra Assunta, il quale ufficio a volte non ha ancora potuto avere tutto il personale di cui ha bisogno. Certamente fa un grande lavoro e la difficoltà è sempre quella. La Prima Maestra ha continuamente richieste: bisogno di suore,

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bisogno di suore. E questo vuol dire: bisogno di vocazioni. Se poi vengono, la Prima Maestra non se le tiene, le istruisce, non è vero? E così faccio sempre rispondere alle suore Pastorelle che l’anno scorso hanno avuto circa centocinquanta domande fra parroci e vescovi. La risposta è sempre: mandateci delle figliole, le formeremo, poi le avrete.

Dunque, non avere l’orgoglio di sdegnarsi e dire: “Ma tu che ne sai, sei giovane, sei senza esperienza, non sei tu che fai il mondo nuovo, abbiamo sempre fatto così”. Avete fatto così e avete fatto bene, ma ora c’è anche da fare di più, c’è da camminare perché nel 1916-1920 le automobili erano pochissime. Voi siete ancora giovani rispetto a me, ma nel 1900 era una meraviglia vedere una bicicletta, e ci si stupiva poi con le automobili. Ma adesso se uno va sempre con i mezzi di allora si dice: “Ma adesso avete le macchine”. Ce ne vogliono sempre di più per l’apostolato, e poi ci sono gli aerei, e se noi stiamo indietro gli altri arrivano.

Dunque questo progresso dell’Istituto nelle sue parti: spirito, studio, apostolato, amministrazione, formazione umana. Questo è sempre progredire, sempre progredire. Perciò non c’è da stupirsi. D’altra parte avevo proprio domandato a una delle superiore: “Quali sono i vostri discorsi?”. Era una superiora a cui si poteva domandare un po’ tutto, perché tanto aperta, tanto buona: “Eh, i nostri discorsi sono sull’apostolato. Questa settimana discorriamo di tutti i libri che abbiamo ricevuti. Ne escono, si può dire, due al giorno”. Due titoli al giorno, comprese le Figlie di San Paolo. L’anno scorso, quanti titoli sono usciti? Seicento mi pare tra Figlie e Società San Paolo. Escludiamo i giorni festivi riducendoli a trecento giorni. Allora di cosa parlate? Noi parliamo sempre di apostolato, del libro che è uscito… Questo vuol dire che si sente nel cuore l’amore all’apostolato, si vogliono conoscere i libri per saperli meglio presentare. “Come lo dici questo? A chi va presentato questo libro? Per chi è fatto?”. Supponiamo che sia per le giovani, per il giovane, per la madre giovane, cioè la madre che è diventata tale da poco tempo, per gli adulti, per i professionisti. E poi, a chi si presenta, come possiamo presentarlo. Impariamo dalle giovani. Come diceva la circolare

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del governo durante la guerra del 1914-1918: “Voi che siete ufficiali, tante volte dovete imparare dai soldati che hanno avuto più scuola”. Infatti, molti ufficiali erano improvvisati, sapevano appena da che parte si spara con il fucile anche se erano venuti fuori dal liceo, dall’università, dall’accademia... È così alle volte!

La Maestra è Maestra di apostolato oltre che Maestra di spiritualità. Che cosa significa questo? Significa che stia a capo e diriga l’apostolato. Non che dica: “Riempite le borse e partite”. Questo non può essere, bisogna invece dirigere. E che cosa ci vuole per dirigere? In primo luogo una superiora deve conoscere quante diocesi ci sono. In Italia ci sono circa novanta case10.

In sostanza, per cinquanta milioni di abitanti, ogni casa dovrebbe avere circa cinquecentomila sudditi, cioè parrocchiani. Ogni casa dovrebbe essere la catechista di questi cinquecentomila abitanti pressappoco. La Maestra studia quali sono i paesi, cosa c’è, quali giornali arrivano; se ci sono biblioteche. Le suore propagandiste chiamate a consiglio facciano un po’ passare le parrocchie che ci sono in questi luoghi, se ci sono già molte biblioteche. Le avete visitate tutte? Quali difficoltà ci sono? Dove avete ricevuto buona accoglienza e dove no? E il parroco come vi accoglie? L’autorità ecclesiastica vi appoggia oppure no? Avete già dei cooperatori, avete persone che seguono qualche cosa della San Paolo? Seguono l’Ut unum sint oppure la Società biblica o altre iniziative che possono essere Famiglia Cristiana, Così, Madre di Dio?11. E poi tutte le varie vostre iniziative compresa Via Verità e Vita?12. Vedere un po’. Studiare quali aiuti avete perché una delle ragioni per essere razionali è quella di farvi delle amicizie. Bisogna che arriviamo alle cooperatrici, ai cooperatori della propaganda, affinché dopo facciano molto dalla nostra parte e non sia sempre necessario ogni anno andare famiglia

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per famiglia per rinnovare l’abbonamento, perché là c’è una persona incaricata, anche se si deve dare poi qualche regalo e qualcosa che possa incoraggiarla senza, in generale, stabilire proprio uno sconto, ma qualche volta arrivare fino lì. Da molto tempo nell’ufficio edizioni si è pensato a questo, non è vero13?

Arrivati a dicembre o gennaio non si possono più diffondere libri, perché tutto il tempo è impegnato negli abbonamenti. Ma sapete la ragione principale? Gli abbonamenti individuali, invece di diminuire – non parliamo dei collettivi, gli individuali sono più indicativi, – specialmente quelli di Famiglia Cristiana, crescono continuamente anche senza visite, mentre gli altri non crescono. Orizzonti sta sempre giù anche se si va, e qualcuno poi si abbona per cavarsi quel disturbo, quell’insistenza. La propaganda prima e principale la fa il direttore del periodico e chi segue l’edizione, chi scrive.

Una volta avevate in diffusione Sii pura14 e poi c’era un altro libro simile. Qual è?15 Andavano solo quelli perché rispondevano a un bisogno. La persona ha la sensazione di avere bisogno di conoscere quell’argomento. In sostanza l’uomo è sempre lo stesso, va a comperare ciò che gli giova. E se uno va a comperare, supponiamo, un’automobile che costa ottocentomila lire o un milione, o seicento, secondo, perché tira fuori i soldi? Perché la macchina gli giova più che avere i soldi in portafoglio. Così bisogna che noi soddisfiamo i bisogni e che il lettore abbia un utile, in sostanza, perché trova in Famiglia tante cognizioni che gli sono utili, trova che quei problemi che vengono risolti, sono problemi che l’anima sente.

Ma che cosa fa don Pasquali16? Adesso, poveretto, è stato anche malato e non ha potuto predicare il secondo corso di

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Esercizi ai sacerdoti e non sta ancora bene. Ma quando studia il problema singolo si chiede: “Devo indovinare il bisogno di quell’anima” e poi prega. Si firma sempre padre Atanasio, ma è don Pasquali che continua quello che padre Atanasio17 aveva cominciato.

Bisogna che siamo utili, allora ci cercano. Se è utile il sale andiamo a comperarlo, se è utile la carne andiamo a comperarla, ma se uno una volta si abbona per le insistenze, per togliersi quella noia, un’altra volta cercherà di evitare che vengano di nuovo a suonare il campanello per quell’abbonamento.

Bisogna avvertire e bisogna persuadere che diverse Figlie di San Paolo sono capaci a fare delle cose belle e utili, come Famiglia Cristiana. E direi anche di più, perché la donna alle volte è più capace di presentare le cose, a non renderle difficili, a presentarle nella maniera giusta e popolare, accessibile alle anime. La gente, se vuole avere soluzioni di questioni tanto difficili, non viene da noi. E poi, anche se viene da noi, la nostra soluzione è semplice, chiara, facile. E perché devo fare questo? Perché c’è il paradiso. Alle volte è tanto facile rispondere. Ma adesso c’è quella mania che quando studiano non sono più buone a scrivere. Le prepariamo a scrivere e poi hanno sempre la paura di essere credute meno profonde o meno... Quindi pregare perché la redazione sia buona, pregare per i redattori. Adesso, volete metterlo nelle intenzioni? Perché è proprio così. Alle volte si dice: “È meglio studiare o non studiare?”. Anche se sono poche le studenti, ma siano di grande pietà e di grande umiltà. Allora badano alle anime, non alla figura che si deve fare, più o meno. E delle figure brutte ne facciamo tante, tutti; anche Gesù ha fatto delle brutte figure quando era vestito con la porpora e incoronato di spine. Bisogna sempre adattarsi a questo. Essere umili. Questo credo sia una malattia che vi è e bisognerà un po’ curarla, anche se questo già si fa. Anche se si credono buone a niente, possono fare gli studi superiori, naturalmente bisogna che abbiano l’intelligenza, che siano umili e abbiano molta pietà.

Allora, per non perdere il filo, la Maestra abbia la cogni-

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zione di tutto il quadro di popolazione, paesetti, parrocchie, che deve evangelizzare per mezzo delle sue figliole. Questa è la prima cosa. Se non c’è il quadro come si lavora? Ci sono protestanti, ci sono comunisti, ci sono cattolici ferventi e la gioventù com’è? E com’è la frequenza alla Parola di Dio, quante sono le biblioteche? E con i periodici come si sta? Quanti sono già abbonati in questa zona dove abitano cinquecentomila persone che io devo aiutare? Io sono venuto per queste anime, le devo sentire sulla mia coscienza, non per diventare scrupolosa, ma per sentirmi un po’ responsabile.

E allora quanto bene alle anime ne verrà! E d’altra parte, quando una Maestra con le sue propagandiste è arrivata a farsi questo concetto, farà la comunione portando a Gesù tutti quei bisogni e tutte quelle anime perché divengano docili. Nella visita come le ricorda? Io tengo sul tavolino l’elenco delle case per mandare tutte le sere la benedizione a tutte. Dietro l’immagine della Madonna c’è l’elenco. Ora nella visita che fate, tenere presente un po’ tutto, ma non occorre leggere tutta la fila delle parrocchie, per non occupare troppo tempo, il tempo di preghiera è prezioso, ma nella sostanza averle presenti, che Gesù le veda. E dico sempre alle Pie Discepole: avere presenti tutte le nazioni e averle scritte se c’è bisogno, anche su un quadro, oppure dipingere la figura del mondo, del mappamondo in maniera che la preghiera si estenda largamente.

Quindi si prega, ma prima bisogna proprio chiedersi: a chi mi rivolgo; com’è la popolazione alla quale devo, in qualche maniera, portare soccorso, quello che posso, un soccorso di luce e anche di grazia. Così la suora che esce offrirà tutti i suoi passi. Le stanno a cuore e le sente queste anime. Avete tra di voi delle anime che sono elette, che sentono il bisogno, sentono la pena: questi qui sono tutti rossi18, dove vanno a finire? Non ci fanno pena tutte queste anime avviate verso la perdizione? Allora nel loro cuore si innalzano delle domande al Signore e poi la carità, l’amore alle anime si ravviva. Gesù che cosa ha fatto? Si è preso la Palestina, ha girato tutti

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i borghi e tutte le cittadine e Gerusalemme in modo speciale. Si è fatto tutto a tutti. E san Paolo che si è presentato al mondo pagano come l’apostolo dei gentili. Di nazione in nazione, tornava spesso dov’era stato, dove aveva avuto dei frutti e dov’era stato magari flagellato fino al sangue. Ora, sentire queste anime. E allora anche a tavola, anche nei momenti che adesso chiamiamo tempo libero, ritornare a questi pensieri, anche senza sforzarci altrimenti divengono un peso, ma che venga spontaneo. Ognuno dice con la bocca quello che ha nel cuore. Rendersi conto!

Poi in secondo luogo: che cosa dobbiamo portare a queste anime? Che cosa ci viene da Roma? La Maestra è quella che deve leggere prima le circolari che riguardano l’apostolato. Il Raggio19” esce ancora?20. Si è spento Il Raggio? Sono quelle le cose da guardare. Ma, se siete fatte per quello, che cosa dovete guardare? “Questo è il mio ufficio”, può dire la Maestra. E se deve dare disposizioni, non può mettersi l’ultima, deve proprio precedere, ma non può arrivare a tutto. Può dire: “Quello lì lo fai tu?”, e darlo da fare a una suora. E fanno insieme a lei. E quella che è più capace prepara gli ordini, le disposizioni per andare qui o là, prendere i tali libri, portarli, vedere che cosa si potrebbe ancora aggiungere, vedere quanto già c’è e quanto manca ancora: tutto questo è un aiuto. La Maestra non può mettersi nel banco, deve andare a tavolino a insegnare. Mettere una scolara a fare scuola? E no, bisogna che la faccia lei. La Maestra fa scuola, quindi vedere quello che viene da Roma, ma poi anche conoscerlo. Se non si possono leggere tutte quelle pubblicazioni che ci sono, e non si può leggere sicuramente tutto, almeno conoscere superficialmente di che cosa parlano.

Qualche volta lo si ricava dall’indice, qualche volta dall’introduzione, qualche volta dai titoli dei capitoli, qualche volta invece in altre maniere. Poi ci sono sempre più ab-

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bondanti... Fate sempre le recensioni, le schede?21. E adesso a Torino22 sono incaricati di fare un Leggerete23 con cui si dà notizia dei libri che usciranno nel corso dell’anno, cioè fra un mese, due mesi, tre mesi24.

[...] poiché ai ratealisti diamo la macchina, alle Figlie di San Paolo dobbiamo dare la macchina. Quanto poi ai particolari li combinerete con Maestra Assunta, perché in sostanza la macchina ha questo ufficio: se vi è una zona che comprende cinquecentomila abitanti, diciamo cinquecentomila, ma in certi luoghi saranno trecentomila, in altri luoghi saranno duecentomila... Ma se si potesse, avendo tante case pressappoco quante sono le province, che le suore possano partire al mattino con la loro macchina piena senza stancarsi, possano andare sul posto riposate, fare i loro piani di diffusione, trattare con la biblioteca, fare gli abbonamenti, continuare la propaganda anche capillare alle famiglie e poi forse incontrare qualche vocazione o vedere qualche cooperatore.

Se hanno la macchina possono venire a casa nella maggior parte delle sere per riposarsi meglio, non è vero? Il gran fastidio degli alloggi! In parte e non dappertutto si può fare ogni giorno, ma almeno che si possa tornare al sabato. A casa, prima si fa la pulizia dell’anima, poi la pulizia degli abiti, e poi si fanno chiacchiere con le sorelle, si raccontano le cose che si sono vedute, cioè le difficoltà, i mezzi usati, ci si consiglia insieme. E poi dopo aver passato una bella domenica nella quale si è anche mangiato il gelato, si riparte serene, con l’animo lieto. Non è vero? Poi la Maestra le accompagna fin dove può, le fa salire sulla macchina, dà la sua benedizione.

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Una benedizione che non sarà fatta con la mano, ma dicendo: “Il Signore vi benedica”. Una madre può sempre dare, invocare la benedizione di Dio sopra i suoi figli, sopra le sue figlie, non è vero?

E quando vedono che la Maestra ha aiutato a scegliere i libri, a organizzarsi, a chiedersi come trattare quel paese, come fare, su chi appoggiarsi… allora tutte sono più aiutate e più incoraggiate. Poi, quando vengono a casa, anche alla sera o almeno il sabato, daranno i loro resoconti. E non si domandi mai subito: “Quanto hai fatto di soldi?”. Oh, che brutta cosa!

Certo bisogna vivere, non è vero? Sicuro. Se in un paese la parrocchia non ha più nessuna entrata, il parroco non può più starci. Quindi se voi non avete più entrate, cosa fate? Non potete più fare l’apostolato in futuro. Ma quella cosa non si domanda. Invece: “Sei stanca? Come ti trovi? Hai bisogno magari di un piccolo ristoro, di un rinfresco oppure un caffè caldo?”. E si prende interesse della salute e così si vede se lo spirito è elevato, se c’è letizia, oppure se c’è una stanchezza eccessiva. E fare l’accoglienza migliore, come la mamma con i suoi buoni figlioli. “Che cosa avete fatto quest’oggi che ho sentito tanto chiasso in casa?”, ho domandato a un signore che ha, mi pare, sei o sette figli e li manda a scuola. “Sono stati tutti promossi, abbiamo fatto una gran festa in casa”. Ecco, va bene. Festa quando arrivano e anche se uno fosse vinto, cioè avesse fatto niente... In quei tempi, prima di Gesù Cristo, quando i romani avevano perso quella grande battaglia25, sembrava che per Roma fosse finita. Ma i romani sono andati incontro, hanno ricevuto i capitani con onore, perché? Avevano perduto, ma li hanno ricevuti con onore, e si sono ripresi tutti con l’incoraggiamento e dopo hanno vinto un’altra battaglia che è stata decisiva26. Quindi mai arrendersi, sempre tentare altre vie, anche se abbiamo sbagliato fila.

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E poi i soldi si mettono tutti insieme, senza dire: “Una ha fatto tanto, l’altra tanto”. No. Tutti insieme, poi si renderà conto al Centro27 in maniera che non lavorino per la cifra, se no si materializza l’apostolato. Anche se dobbiamo dare delle macchine alle Figlie, i conti li farà Maestra Assunta con chi darà le macchine. Senza venire nei particolari, senza dire: “Questa deve fare tanto”. No, si deve amare la popolazione, si devono amare le anime e poi si spendono quelle forze che si possono spendere.

Poi, se si viene spesso a casa, al sabato si organizza tutto, si vede quali libri occorrono, come facciamo la biblioteca, come bisogna rispondere a questo, come provvedere a quello; si lavora più a casa che in giro, si lavora più col pensiero e l’organizzazione con la Maestra, che non a fare dei passi. Benedetti i passi, ma i passi ben studiati. Per quanto possibile, nessun passo sia falso, sia un passo inutile. Allora si organizza ed ecco la propaganda razionale: conoscere chi si deve evangelizzare, cosa portare, quali cose abbiamo a disposizione noi come Famiglia Paolina, quali produzioni, periodici, libri, quali pellicole. Poi vedere come darli e di chi disponiamo.

E poi c’è anche il riposo fisico. È uno dei fini che penso di proporre con la propaganda razionale: conservare meglio la salute delle suore. Alcune, già molto stanche, potranno lavorare a casa in altro modo perché questo lavoro razionale richiede proprio che ci sia chi segue da casa. Bisogna scrivere, bisogna prendere le annotazioni, fare i cartellini28 e quando la Maestra va via da un posto, li lascia in eredità e magari istruisce la Maestra seguente: i registri sono così, i cartellini sono questi, questo è stato fatto, quello non è stato fatto, dovevamo ancora arrivare lì, e adesso sarebbe il lavoro da fare. Allora si sente molto più la gioia e si sente che quando si porta un libro, lo si porta perché quelle persone, in quel luogo, ne hanno bisogno: sarà la gioventù femminile, saranno invece dei professionisti,

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avvocati, medici e si potrà anche tentare: andremo ai professionisti, andremo alle porte dei signori… Uno dei fini che sono da raggiungere è questo: il frutto, ma anche la salute delle suore, perché poi, se possono stare a casa un giorno o due ogni settimana, allora c’è un ristoro buono in famiglia. Quando si è in giro non è facile... voi sapete meglio di me le difficoltà, come sono le condizioni di vita.

Poi pensare al progresso. Prima c’era soltanto la propaganda capillare, anzi era preceduta dalla propaganda da casa. Nel 1920-1921-1922, quando si facevano le biblioteche da casa… Maestra Assunta si ricorda ancora quando lavorava per le biblioteche. Ora vedere un po’. Ma prima si era cominciato con la propaganda da casa, poi con la propaganda alle case, una propaganda capillare che ha dato molti frutti, e molte suore hanno molto ben meritato. Poi propaganda collettiva, vedo per esempio quando si va nelle fabbriche, nelle scuole e nelle comunità.

Adesso dalla propaganda collettiva si passi alla propaganda razionale bene organizzata, dove tutte le suore possono prendere più interesse. Se si parte così per portare dei libri comunque, senza un programma ben studiato, l’esito sarà molto minore. Con questi aiuti di macchine, di propagandiste, di autiste che, come dite, si stentano a trovare, e con i collaboratori che un poco per volta troverete, si farà molto di più. Si visiteranno più parrocchie e rimarrà anche qualche cosa di più stabile nella parrocchia. Adesso è passata l’ora, tramandiamo per un’altra volta? Che non vi stanchiate troppo, perché per fare del bene non ci facciamo del male. E anche voi sentite il caldo. La Visita a che ora è? Quattro e mezzo, cinque e mezzo?

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1 Istruzione tenuta a Verona il 9 agosto 1961 in occasione del Corso di aggiornamento per le superiore dell’Italia Nord-Est. Trascrizione da nastro: A6/an 133a = ac 208. L’audiocassetta riporta il titolo: “Progredire in tutto nello spirito e nell’apo-stolato”.

2 La provincia Italia è stata costituita ad experimentum il 24 marzo 1959. Il governo, era formato dalla superiora provinciale, da quattro delegate e quattro consigliere. Cf VPC, 230.

3 Le elezioni amministrative italiane si tennero nei giorni 28-29 maggio 1961.

4 Il Partito Comunista Italiano (PCI) è stato un partito politico di sinistra, nonché il più grande partito comunista dell’Europa occidentale, fondato il 21 gennaio 1921 a Livorno con il nome di Partito Comunista d’Italia come sezione italiana dell’Internazionale Comunista.

5 Denominazione usata per indicare comprensivamente gli appartenenti al Partito Comunista Italiano e al Partito Socialista Italiano, con riferimento al «Patto d’unità d’azione» del 1934.

6 Riferimento alla Democrazia Cristiana (DC), un partito politico italiano di ispirazione democratico-cristiana e moderata, fondato nel 1943 e attivo per 52 anni, sino al 1994. La DC è stata per decenni il partito di riferimento dei cattolici.

7 Il Partito Socialista Italiano (PSI) è stato il più antico partito politico di sinistra fondato a Genova nel 1892 con la primitiva denominazione di Partito dei Lavoratori Italiani. Nel 1921, al XVII Congresso di Livorno, una parte della componente massimalista uscì dal partito e diede vita al Partito Comunista d’Italia in sostegno alla rivoluzione d’ottobre.

8 Allusione ad alcuni paesi facenti parte del Blocco sovietico stabilito tra Unione Sovietica e le nazioni dell’Est Europa siglato con il Patto di Varsavia del 1955, detto anche Trattato di Varsavia, patto di amicizia, cooperazione e mutua assistenza in contrapposizione al Patto Atlantico (NATO) del 1949.

9 Cf Dragone Carlo Tommaso, Maestro Via, Verità e Vita. Parte I: Dio uno e trino – il Fine – Missione e magistero, Edizioni Paoline, Roma 1961.

10 La registrazione riporta queste parole: “Ci sono novanta case, novanta e novanta sono cento ottanta, e più novanta sarebbero duecento settanta. Le diocesi sono quasi così, ma ci sono diocesi come Milano che ne valgono cinque del meridionale”.

11 Mensile mariano fondato nel 1932 dal beato Giacomo Alberione per promuovere la devozione e lo studio su Maria, madre di Gesù e madre nostra.

12 Rivista catechistica mensile iniziata nell’ottobre 1952 dalle Figlie di San Paolo, per la conoscenza e l’insegnamento della dottrina cristiana secondo il metodo Via, Verità e Vita, indicato dallo stesso Fondatore.

13 Intervento di Maestra Assunta Bassi che parla del problema del rinnovo degli abbonamenti. La gente è ormai abituata al passaggio della suora ma se la suora non passa, il numero dei rinnovi diminuisce. D’altra parte questo richiede alle propagandiste molto tempo a scapito della diffusione dei libri. Segue la risposta del Primo Maestro.

14 Lucina Bianchini, Sii pura, Istituto missionario Pia Società San Paolo, Alba 1941.

15 Maestra Assunta dice il titolo del libro, ma non si capisce quale sia.

16 Pasquali Giuseppe Alfonso (1912-2002) sacerdote della Società San Paolo. Per qualche tempo ha sostituito don Lamera nella cura della rubrica “Il Padre risponde”.

17 Lamera Stefano Atanasio ssp (1912-1997) per quasi un ventennio ha usato lo pseudonimo “Padre Atanasio” per firmare la rubrica di Famiglia Cristiana “Il Padre risponde”.

18 Si intendono i comunisti.

19 Periodico interno delle Figlie di San Paolo iniziato nel febbraio 1957 con lo scopo di aiutare le propagandiste e le libreriste nel loro compito apostolico. Cf Andrea Damino, Bibliografia di Don Giacomo Alberione, o.c., pp. 271-272.

20 Si rivolge a Maestra Assunta.

21 Si rivolge a Maestra Assunta.

22 Alla fine del 1958 a Torino in Corso Regina Margherita, 2 furono inaugurati gli uffici e i magazzini del Centro diffusione UEP (Unione Edizioni Paoline) della Provincia Italia ssp e della Rateale SAIE-UEP (magazzini- uffici). Il Centro diffusione UEP iniziò le sue attività nel settembre 1962. Cf AA.VV., 50 anni a servizio della Chiesa coi mezzi di comunicazione sociale, Edizioni Paoline, Roma 1964, pp. 136-137.

23 Leggerete, mensile di informazione bibliografica della SAIE fondato nel 1953 e diretto da Teresa Ruffinelli Bertotti (1933). Le pubblicazioni continuarono fino al 1961. Cf AA.VV., Editrice SAIE 50 anni, Editrice SAIE, Torino 2004, p. 33.

24 Nel passaggio del nastro dal lato A al lato B alcune frasi non sono state registrate.

25 Nella battaglia di Canne (Puglia) del 216 a. C., combattuta tra cartaginesi e romani, l’esercito cartaginese condotto da Annibale inflisse una terribile sconfitta all’esercito romano condotto dai consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone.

26 Nella battaglia di Zama (Cartagine) del 202 a. C. i romani sconfissero definitivamente i cartaginesi.

27 Centro apostolico delle FSP guidato da Maestra Assunta Bassi, consigliera generale per l’apostolato e dalle sue collaboratrici con la finalità di informare, sostenere e animare le sorelle impegnate nell’apostolato della diffusione.

28 Queste espressioni indicano la preoccupazione per una organizzazione interna e per la conservazione dei dati apostolici.