Da luglio a settembre 1961, si organizzano quattro brevi corsi di aggiornamento per le superiore delle quattro delegazioni della provincia Italia (Italia Nord/Ovest, ad Alba; Italia Nord/Est, a Verona; Italia Centrale e Italia del Sud, a Grottaferrata) per comunicare i contenuti del corso di Esercizi di venti giorni di Ariccia. Don Alberione stesso sottolinea che sarebbe stato meglio organizzare “un ritiro mensile un po’ lungo o meglio un corso di Esercizi per le superiore, ma si supplisce con questi Convegni” (Corso Italia N/O, I) che hanno l’obiettivo di “rinvigorire lo spirito e aggiornarci, cioè uniformarci alle Costituzioni e alle abitudini che si sono andate formando nell’Istituto” (Corso Italia Centro, II).
Nei quattro corsi di aggiornamento, della durata di due giorni, il Fondatore affronta temi di carattere spirituale, formativo, apostolico e concentra l’attenzione su alcuni argomenti che gli stanno particolarmente a cuore: il ruolo delle superiore, il progresso nell’apostolato, l’importanza della confessione e comunione.
Ampi interventi sono dedicati alla figura della Maestra che si distingue dalla semplice insegnante perché è colei che “deve dare buon esempio […] insegnare la via religiosa e la via dell’apostolato cioè la vita paolina […] e con la sua preghiera e con la cura della pietà, donare la vita alle anime, comunicare la vita come l’ha comunicata Maria” (Corso Italia N/O, I).
Pertanto le superiore possono “essere Maestre con Gesù, dipendenti da Gesù […]. Egli ha insegnato, ma prima ha dato l’esempio […] ha riconquistato la grazia” (Corso Italia Centro, II).
“La Maestra dev’essere: via, verità e vita per le sue figliuole, per quelle persone che sono con lei, che lei deve precedere […]. Maestra di spirito e Maestra di apostolato. Maestra di vita paolina” (Corso Italia N/E, II).
Il Fondatore insiste sulla necessità che le Maestre siano vere Maestre di apostolato, Maestre di propaganda. C’è infatti l’esigenza di continuo progresso per rendere la propaganda più razionale e diffondere un maggior numero di biblioteche perché l’apostolato venga moltiplicato (cf Corso Italia Centro, III). Ma anzitutto, “l’apostolato, per la Figlia di San Paolo è vivere la perfezione della carità, dell’amore al prossimo, per darsi tutta e tradurre l’esistenza in apostolato” (Corso Italia N/O, II).
Viene ribadita l’importanza della confessione e della comunione e perciò il bisogno di una continua purificazione e unione con il Signore. È necessaria “la confessione continuata con noi stessi, confessione continuata con chi ci guida e ci richiama […]. E poi la confessione sacramentale che sarà veramente l’occasione di aumento di grazia, perché interviene nostro Signore Gesù Cristo con la sua potenza […]. Il grande atto in cui è messa in moto la potenza di Dio, è proprio il perdono” (Corso Italia Centro, I).
La confessione ci prepara alla comunione, cioè all’unione: “Quando si vive con il cuore di Gesù, quando è lui che pulsa in noi, è lui che purifica l’anima per mettere lo Spirito Santo […] l’amore va crescendo e diviene una fiamma. Allora non si vive solo di fede, ma si vive anche di amore, di amore di Dio […]. E così Gesù non è solamente vita, ma è la via […]. Anime in cui l’Ostia opera una trasformazione. E allora si passa da un grado di preghiera a un altro più elevato, fino all’ultimo: «Vivit vero in me Christus: non son più io che vivo, ma vive in me Gesù Cristo». “Io ho la mia personalità, ma è dominata da un’altra personalità: dalla seconda persona della Santissima Trinità, il Verbo di Dio incarnato […]. Allora dovunque si va, si semina il buon profumo di Gesù Cristo” (Corso Italia Centro, IV).