Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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ESERCIZI SPIRITUALI 1961

 

Questa sezione comprende sei meditazioni dettate da Don Alberione in occasione di tre corsi di Esercizi spirituali, tenuti ad Ariccia nei mesi di giugno e settembre. Particolare rilievo ha il corso del mese di giugno, al quale hanno partecipato le novizie che poi avrebbero emesso la prima professione il 30 giugno, nel Santuario “Regina Apostolorum”. A queste giovani il Fondatore raccomanda soprattutto la prudenza perché, in occasione delle scelte più importanti, divengano capaci di una decisione matura attraverso la riflessione, la preghiera, la richiesta di consiglio (cf ES, 22 giugno 1961, I). E inoltre, le esorta a vivere lo spirito delle Costituzioni e perciò a meditarle, amarle, considerarle come la “via di santificazione”, crescendo nella fedeltà alle varie pratiche di preghiera e nello studio, sempre ordinato alla diffusione della Parola di Dio. Don Alberione non perde l’occasione per sollecitare le future professe a impegnarsi in una propaganda più razionale e a dare una maggiore premura alla lettura della Bibbia che “ci porta raccoglimento e spirito soprannaturale e ci fa respirare un’aria più sana e più pura” (ES, 23 giugno 1961, II).

Il 10 settembre, introduce un altro corso spiegando, in modo molto pedagogico, il significato degli Esercizi, la loro utilità, le disposizioni di umiltà e di preghiera che devono accompagnarli.

Rivolge un caldo invito a esercitarsi nella fede, nell’amore, nella volontà, e soprattutto “a riposare in Dio, come avvenne nell’ultima Cena, allorché Giovanni appoggiò il suo capo sul petto adorabile di Gesù” e divenne “il discepolo amato e il discepolo amante” (ES, 10 settembre 1961, I).

Nel secondo intervento di questo corso, l’Alberione si sofferma sulle pratiche, sullo spirito e sul dono della pietà:

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“Quando c’è questo spirito di pietà, la persona si ricorda spesso di Dio lungo il giorno, si mantiene alla presenza di Dio, ottiene il raccoglimento più facilmente, arriva a gustare la pietà, per cui non è più un peso ma un riposo in Dio” (ES, 13 settembre 1961, II).

Nelle meditazioni del 29 e 30 settembre, viene sottolineato il valore della confessione e della comunione come mezzi necessari per il progresso spirituale. La confessione è una purificazione completa che ci libera da ogni attaccamento, freddezza e tiepidezza. E la comunione è un’adesione totale a Gesù per “amarlo con tutto il cuore sopra ogni cosa”, per “acqui-stare i pensieri di Gesù, approfondire le verità che egli ci ha insegnato e quanto è spiegato e proposto nel santo Vangelo”. Una comunione che ci porta a vivere più pienamente il “tutto, offro e consacro” della professione in modo che Gesù “possa disporre di noi come vuole, quando vuole, senza trovare delle resistenze, delle obiezioni, delle difficoltà” (ES, 30 settembre 1961, II).

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