Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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XX.
MARIA E GLI APOSTOLI

Il titolo «Regina degli Apostoli» è il più glorioso dopo quello di «Madre di Dio». Per la divina maternità, Maria diventò Regina del cielo e della terra, degli Angeli e degli uomini e, tra questi, particolarmente degli Apostoli: «Astitit Regina a dextris tuis in vestitu deaurato, circumdata varietate: La Regina siede alla tua destra (o Re del cielo), sta la regina con la veste ricamata d'oro e coperta d'ornamenti» (Salm. XLIV, I0).
Si legge negli Atti degli Apostoli che, dopo l'ascensione di Gesù al cielo, gli Apostoli discesero dal monte degli ulivi, e si raccolsero nel Cenacolo con Maria e le pie donne in attesa dello Spirito Santo.
Il Divin Paraclito, promesso da Gesù, venne portando a tutti luce, grazia, conforto. Maria senza dubbio ne ricevette più di tutti. Essa è la più santa, è regina, è dispensiera d'ogni grazia.
Consideriamo:

I. MARIA FU ESEMPIO AGLI APOSTOLI. - Sul Calvario ai piedi della croce, immersa in un mare
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di dolore e di amore, Maria non venne meno nella fede. Più forte di Abramo, offrì il suo Unigenito al Padre, rimanendo ferma nella fede e nel proposito di tutto soffrire per la redenzione del mondo. Quando il morto Gesù venne seppellito, gli Apostoli dubitarono un po' della sua Risurrezione: solo Maria mantenne accesa la lampada della fede e rafforzò gli Apostoli in questa virtù. Si può ben dire che la fede della Chiesa primitiva era tutta raccolta in Maria!
Maria, inoltre, fu esempio di fervore, di zelo, di fortezza, di temperanza. Quando cominciarono a infierire le prime persecuzioni, Maria consolò, confortò, sostenne gli Apostoli e i primi fedeli coll'esempio, colla parola, ma soprattutto colla preghiera.

II. MARIA FU CONSIGLIERA E LUCE PER GLI APOSTOLI. - Dopo l'Ascensione di Gesù, Maria non abbandonò gli Apostoli, ma si trattenne spesso con essi; li amava qual Madre affettuosa e li istruiva qual autorevole Maestra. Che quadro sublime: contemplare Maria in mezzo agli Apostoli! Con quanto ardore e con quanta assiduità parlava loro di Gesù! Fu Maria che raccontò agli Apostoli i particolari della vita di Gesù, quei piccoli episodi ora tristi, ora lieti, che intesserono l'infanzia e l'adolescenza di Gesù. E da chi mai S. Luca avrà attinto la notizia di quei fatti che ci espone nelle prime pagine del suo Vangelo, se non da Maria? A ragione dunque S. Anselmo esclama: «Nonostante la discesa dello Spirito Santo, molti grandi misteri furono manifestati agli Apostoli da Maria».
La Chiesa era la continuazione della vita di Gesù Cristo, il corpo mistico di lui. E la Provvidenza
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agiva in maniera consentanea ai suoi disegni, affidando alle cure di Maria la Chiesa di recente istituita, come già a Lei aveva affidata la cura del Pargoletto Gesù. Cornelio a Lapide scrive, che Gesù lasciò in terra la Vergine, perché fosse la Madre degli Apostoli e dei primi fedeli; rialzasse i caduti, confortasse gli afflitti, fortificasse i vacillanti, consigliasse i dubbiosi e tutti dirigesse, istruisse, animasse.
Finché avevano con sé Maria, la Madre, i primi fedeli, gli Apostoli sentivano con maggior sicurezza l'assistenza, la protezione del Figlio.

III. MARIA FU CONFORTO DEGLI APOSTOLI. - Quante volte gli Apostoli hanno dovuto ricorrere a Lei e raccomandarsi alle sue preghiere! Essi erano stati presenti alle nozze di Cana: avevano veduto la potenza di Maria sul cuore di Gesù: e perciò quando si sentivano deboli, scoraggiati, ricorrevano a Lei. Prima di partire per terre lontane, a predicare la buona novella, si raccomandavano a Maria e volevano la sua benedizione. E Maria li benediceva, li confortava, li incoraggiava.
La Madonna raccolse ed incoraggiò gli Apostoli, allorché la cattura di Gesù li aveva dispersi e messi in fuga; Ella sostenne e confortò Pietro scoraggiato per la negazione del suo Gesù e l'animò a confidare ed a tenersi certo del perdono di Gesù; Ella portò la calma e la fiducia negli altri, scompigliati e confusi; Ella nel tempo della persecuzione, quando il furore dei Giudei si armò di tutto il potere per annientare la Chiesa nel suo nascere, imprigionando gli Apostoli, li sostenne e insegnò loro a sopportarla, a superarla. Quanto
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è bello immaginare gli Apostoli prostrati ai piedi di Maria in atto di ricevere la benedizione e conforto! Se essi furono così forti ed impavidi di fronte alle persecuzioni ed agli ostacoli, è certo perché trovarono conforto ed aiuto in Maria.
Quello che Maria SS.ma fece per i primi Apostoli, lo fa anche per noi. Consideriamo dunque Maria come Regina di ogni Apostolato, ricorriamo a Lei, speriamo tutto da Lei. Si compia l'Apostolato sotto il suo sguardo materno.
Maria è esempio agli Apostoli di tutti i tempi. Ella diede Gesù al mondo; diamolo anche noi colla stampa e coi mezzi a nostra disposizione! L'Apostolato sia fatto soprannaturalmente, mai per fini umani. Maria è anche nostra consigliera sapiente.
Ricorriamo a Lei in ogni dubbio, in ogni incertezza, in ogni tentazione: «Respice stellam, voca Mariam».
La divozione a Maria Regina degli Apostoli è garanzia per l'Apostolato, perché Maria benedice tutti gli Apostoli. E come potremmo compiere il nostro apostolato, se non fossimo benedetti da Maria?

* * *

Cerchiamo di comportarci con Maria Regina degli Apostoli, come si comportarono gli Apostoli stessi. Essi l'amavano, la veneravano, la pregavano, ricorrevano a Lei in tutte le necessità. E noi?
Protetti da Maria, lavoreremo con maggior efficacia per l'avvento del Regno di Gesù Cristo e porteremo al suo cuore tante anime, quanto più saremo divoti della B. Vergine.
«Per Mariam ad Jesum!»
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PENSIERO DI S. ANTONINO. - Volle il Figlio che dopo l'Ascensione Maria rimanesse per un certo tempo nel mondo Maestra e illuminatrice degli Apostoli.

LETTURA: LE 7 PAROLE DI MARIA SS.

Le parole di Maria SS. ad eccezione del Magnificat, furono poche ed assai espressive e brevi. Il Vangelo ne riporta sette.
La prima parola fu di verginale pudore: «Quomodo fiet istud, guoniam virum non cognosco?» (Luca I, 34).
La seconda fu parola di obbedienza fedele: «Ecce Ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum: Ecco l'ancella del Signore si faccia di me secondo la tua parola» (Luca I 28).
La terza parola fu di modestia riverente: «Salutavit Elisabeth: Salutò Elisabetta» (Luca I, 40).
La quarta fu parola di giubilo riconoscente: «Magnificat anima mea Dominum: l'anima mia glorifica il Signore» (Luca I, 46).
La quinta fu parola di autorevole mansuetudine: «Fili, quid fecisti nobis sic? Figlio perché ci hai fatto questo?» (Luca II, 48).
La sesta fu parola di tenera carità: «Vinum non habent: non hanno più vino» (Giov. II, 3).
La settima fu parola di fede ferma: «Quodcumque dixerit vobis facite: Fate tutto quello che vi dirà» (Giov. II, 5).
Beato chi sa discernere con la prudenza di Maria il tempo di tacere e il tempo di parlare ed ancor più beato chi sa parlare e tacere nel modo che seppe tacere e parlare la Vergine SS.

(Enciclopedia Mariana).


POESIA: ALLA B. VERGINE MARIA

Quanto all'orecchio mio suona soave
a Te, Madre Maria, ripeter: «Ave»!
Ripeter «Ave» e dirti Madre pia,
è a me dolce, inneffabile armonia.
Delizia, casto amor, fida speranza
tale tu se' ch'ogni desire avanza.
Quando spirto m'assal maligno, immondo
quando d'ambasce più m'opprime il pondo,
e l'affanno del cor si fa più crudo,
Tu mio conforto, mia difesa, e scudo.
Se a me tuo figlio apri il materno seno,
fugge ogni nube, il ciel si fa sereno.
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Ma già morte s'appressa: deh! in quell'ora,
Madre, m'aita: lene lene allora
quando l'ultimo dì ne disfaville,
con la man chiuda le stanche pupille
e conquiso il demon che intorno rugge
cupidamente, all'animo che fugge
Tu, pietosa, o Maria, l'ala distendi:
ratto la leva al ciel, a Dio la rendi.

LEONE XIII.

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