Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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Madonna del Carmine


La festa della Madonna del Carmine si celebra il 16 luglio e fu istituita in ringraziamento a Maria per gli insigni favori concessi all'Ordine Carmelitano. La divozione alla Madonna del Carmine, benché di modesta origine, si sviluppò assai e molti sono i vantaggi che essa reca alla Chiesa ed alle anime.
Si può dire che questa divozione è antica quanto è antica la Chiesa. Infatti, come si legge nel Breviario Romano, alcuni tra i primi seguaci di Gesù, ritiratisi sul monte Carmelo, vi fabbricarono una Chiesa ad onore di Maria e cominciarono a pregarla. Chi avrà loro suggerito una tal cosa? Non altri certo che Maria, che essi avevano conosciuta personalmente.
Questa divozione che, come la nuvoletta
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apparsa ad Elia, esisteva allora appena in germe, era destinata ad uno sviluppo grande, perché Maria desiderava che molte anime partecipassero ai meravigliosi suoi effetti; ed ecco diffondersi nei secoli posteriori, in tutto l'orbe cattolico.
Correva l'anno 1245: i religiosi carmelitani si raccolsero a Capitolo generale in Inghilterra per l'elezione di un Superiore. L'eletto fu Simone Stoch, uomo insigne per la nobiltà dei natali e per le grandi sue virtù. Desiderando egli di accrescere il culto e la divozione a Maria, la pregò insistentemente a voler concedere ai suoi divoti un segno della sua particolare benevolenza. E mentre un giorno era assorto in fervorosa preghiera, ecco apparirgli la celeste Regina corteggiata dagli angeli. Ella gli mostrò il santo Abitino e gli disse: «Prendi, dilettissimo figlio, questo Scapolare e riconosci in esso l'onorata divisa di cui io voglio insignito il tuo Ordine, ed il segno visibile, sotto il quale voglio che d'oggi innanzi si unisca chiunque voglia essere nel numero privilegiato dei miei figli e dei tuoi confratelli; per mezzo di questo scapolare io stabilisco tra me e gli uomini un patto eterno di alleanza e di pace; e, purché essi si serbino fedeli a me, loro prometto sicuro scampo nei pericoli, salute in questa vita, e gloria immortale nell'altra».
Trascorsi 50 anni, la Vergine si degnò di apparire nuovamente al Pontefice Giovanni XXII
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e lo assicurò che Ella avrebbe ottenuto da Gesù tantissime grazie e privilegi ai Carmelitani.
Queste apparizioni, unite alle consolanti promesse, diedero nuovo incremento alla divozione del Carmine e al S. Abitino.
Persone di ogni età, sesso e condizione, andarono a gara per onorare Maria sotto questo titolo: Papi, cardinali, re, principi, vollero fregiarsi della santa divisa dello Scapolare.
E come la nube di Elia coprì tutto l'orizzonte, così la divozione del Carmine si diffuse ovunque; come quella si sciolse in pioggia, e fecondò la terra arsa dalla siccità di tre anni, così questa fu apportatrice dei più grandi e segnalati favori.
La Madonna del Carmine concede talvolta, a coloro che ne portano l'abitino ed osservano fedelmente quanto è prescritto, una duplice misericordia: di liberarli al più presto dalle pene del Purgatorio e di farlo loro anzi evitare. Così appunto dice il Breviario di questa festa:
«Quando il santo giorno di Pentecoste gli Apostoli, divinamente ispirati, parlavano diverse lingue, e facevano molti miracoli invocando l'augustissimo nome di Gesù, numerosi uomini (a quanto si racconta) che s'erano messi a seguire le orme dei santi profeti Elia ed Eliseo, e che Giovanni Battista, con la sua predicazione aveva preparato alla venuta di Cristo, avendo riconosciuta e constatata la verità delle cose, abbracciarono subito la fede del Vangelo e
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cominciarono a venerare e ad amare con tale affetto la beatissima Vergine (dei cui colloqui e famigliarità poterono facilmente godere) che primi fra tutti, costruirono un santuario alla stessa purissima Vergine su quel medesimo punto del monte Carmelo, dove Elia aveva già visto innalzarsi una nuvoletta, espressiva figura della Vergine.
«Radunandosi dunque più volte al giorno nel nuovo oratorio, vi onoravano con pie pratiche, con preghiere e lodi, la beatissima Vergine come singolare protettrice del loro Ordine. Così cominciarono ad essere chiamati dappertutto fratelli della B. Maria del Monte Carmelo; ed i Sommi Pontefici non solo confermarono questo titolo, ma concessero indulgenze speciali a quelli che designassero sotto questo titolo o l'Ordine in generale o i fratelli in particolare. Ma col nome e la protezione, la santissima Vergine concesse loro anche l'insegna del santo scapolare, ch'Ella diede al beato Simone Inglese, affinché con questa veste il santo Ordine si distinguesse da ogni altro, e fosse preservato dai mali avvenire. Ma quest'Ordine, essendo sconosciuto in Europa, e perciò molti avendo fatto istanza ad Onorio III perché lo sopprimesse, la Vergine Maria apparve di notte ad Onorio ingiungendogli di concedere la sua benevolenza all'Istituto ed ai suoi membri.
«Né in questo mondo soltanto, la beatissima Vergine ha voluto ornare di prerogative un
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Ordine che le è si caro; poiché è pia credenza che anche nell'altro mondo (il suo potere e la sua misericordia valgono dappertutto moltissimo) ella soccorra con affetto veramente materno e introduca quanto prima, col suo intervento, nella patria celeste quei suoi figli che stanno espiando nel fuoco del purgatorio, e che ascritti alla confraternita dello scapolare, praticarono le leggere astinenze e le piccole preghiere, e osservarono la castità a seconda del proprio stato. Così, arricchito di tanti e sì grandi favori, questo Ordine istituì una solenne commemorazione della beatissima Vergine, da celebrarsi perpetuamente ogni anno, a gloria della Vergine medesima».

Da questa meditazione si tragga il proposito di essere molto divoti della beata Vergine del Carmelo.
Preghiamo Maria a liberare le anime del Purgatorio: se suffragheremo quelle anime, ci assicureremo il Paradiso, poiché troveremo tanta misericordia quanta ne avremo usata verso gli altri.
«Animam salvasti? Animam tuam praedestinasti», dice S. Agostino.
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Messa della B. Vergine del Carmelo

lntroitus. - Gaudeamus omnes in Domino diem festum celebrantes sub onore Beatae Mariae Virginis, de cujus Assumptione gaudent Angeli, et collaudant Filium Dei.
Ps. 44, 2. - Eructavit cor meum verbum bonum; dico ego opera mea regi.
Gloria Patri.

Oratio. - Deus qui beatissimae semper Virginis et Genitricis tuae Mariae singulari titulo Carmeli Ordinem decorasti; concede propitius; ut cujus hodie Commemorationem solemnis celebramus officio, ejus multi praesidiis, ad gaudia sempiterna pervenire mereamur. Qui vivis.

Lectio libri Sapientiae. Eccli. 24, 23-31.
Ego quasi vitis fructificavi suavitatem odoris: et flores mei, fructus honoris et honestatis. Ego mater pulchrae dilectionis, et timoris; et agnitionis, et sanctae spei. In me gratia omnis

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Introito - Rallegriamoci tutti nel Signore celebrando il giorno festivo in onore della B. Vergine Maria per la cui assunzione godono gli Angeli ed insieme lodano il Figlio di Dio.
Ps 44, 2. - Dal mio cuore sgorgò una buona parola, io innalzo al re il mio canto
Gloria al Padre.

Orazione. - O Dio, che volesti decorare col singolare titolo del Carmelo l'Ordine della beatissima sempre Vergine e Madre tua Maria, concedi propizio che, mercé l'aiuto di colei che oggi con solenne ufficio celebriamo, meritiamo di pervenire ai gaudii sempiterni. Tu che vivi.

Lettura del libro della Sapienza. ECCLI. 24, 23-31.
Come vite diedi frutti di soave odore, e i miei fiori dan frutti di gloria e di ricchezza. Io sono la madre del bell'amore, e del timore, della scienza e della santa speranza. In me ogni grazia della via
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viae et veritatis: in me omnis spes vitae et virtutis. Transite ad me onnes qui concupiscitis me, et a generationibus meis implemini. Spiritus enim meus super mel dulcis, et hereditas mea super mel et favum. Memoria mea in generatione saeculorum. Qui edunt me, adhuc esurient: et qui bibunt me, adhuc sitient. Qui audit me, non confundetur: et qui-operantur in me non peccabunt. Qui elucidant me, vitam aeternam habebunt.

Graduale. - Benedicta et venerabilis es, Virgo Maria, quae sine tactu pudoris inventa es mater Salvatoris. Virgo Dei Genitrix, quem totus non capit orbis, in tua se clausit viscera factus homo. Alleluja, alleluja.
Per te Genitrix nobis est vita perdita data: quae de coelo suscepisti prolem et mundo genuist Salvatorem.
Alleluja.

Sequentia sancti Evangelii secundum Lucam. Luc. 11, 27-28.
In illo tempore: Loquente Jesu ad turbas, extollens vocem quaedam mulier de turba dixit illi: Beatus venter qui te portavit et ubera quae suxisti. At ille dixit: Quinimmo beati, qui audiunt verbum Dei, et custodiunt illud.

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e della verità, in me ogni speranza di vita e di virtù. Venite a me, o voi tutti che mi bramate, e saziatevi de' miei frutti, perché il mio spirito è più dolce del miele, e il mio retaggio più del favo del miele. Il ricordo di me durerà nelle generazioni dei secoli. Chi mi mangia avrà ancor fame, e chi mi beve avrà ancor sete. Chi mi ascolta non avrà da arrossire, e quelli che lavorano per me non peccheranno; coloro che m'illustrano avranno la vita eterna.

Graduale. - Benedetta e venerabile sei, Vergine Maria che, salvo il pudore, fosti madre del Salvatore. O Vergine Madre di Dio, Colui che il mondo tutto non può contenere, si chiude nelle tue viscere, fatto uomo. Alleluia, alleluia.
Per mezzo tuo, madre di Dio, a noi fu data la vita perduta che per virtù del cielo generasti il Salvatore.
Alleluia.

Seguito del S. Vangelo secondo Luca. Luc. 11. 27-28.
In quel tempo: mentre Gesù parlava alle turbe, levando la voce una certa donna fra la turba, gli disse: beato il ventre che ti ha portato ed il seno che ti ha nutrito. Ma Egli disse: Anzi beati coloro che odono la parola di Dio e la osservano.
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Offertorium. IEREM. 18, 20. - Recordare Virgo Mater, in conspectu Dei, ut loquaris pro nobis bona, et ut avertat indignationem suam a nobis.

Secreta. - Sanctifica, Domine, quaesumus, oblata libamina; et beatae Dei Genitricis Mariae saluberrima intercessione, nobis salutaria fore concede.

Communio. - Regina mundi dignissima, Maria Virgo perpetua, intercede pro nostra pace et salute, quae genuisti Christum Dominum et Salvatorem omnium.

Postcommunio - Adiuvet nos, quaesumus Domine, gloriosae tuae Genitricis semperque Vitginis Mariae intercessio veneranda: ut quos perpetuis cumulavit beneficiis a cunctis periculis absolutos, sua faciat pietate concordes.Qui vivis.

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Offertorio. GEREM. 18, 20 - Ricordati, o Vergine Madre, di dire al cospetto di Dio, per noi una buona parola e che allontani da noi il suo sdegno.

Secreta. - Santifica, te ne preghiamo o Signore le nostre offerte, e, per la valida intercessione della beata madre di Dio Maria, fa' che ci siano sorgenti di salute.

Comunione. - Regina del mondo degnissima, Maria sempre Vergine intercedi per la nostra pace e salute, tu che hai generato Cristo Signore Salvatore di tutto.

Dopocomunione. - Ci venga in aiuto, deh o Signore, la veneranda intercessione della gloriosa tua madre e sempre Vergine Maria: ed avendoci arricchiti di continue grazie e liberati da tutti i pericoli per la sua pietà ci renda concordi. Tu che vivi.
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