Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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GIORNO QUINTO

Dignità di Maria

S. SCRITTURA

Allora tutti adorarono il Signore e dissero a Lei: «Il Signore t'ha benedetta nella sua potenza, per mezzo di te ha annientati i nostri nemici».
Ozia, principe del popolo, disse: «O figlia, tu sei benedetta dal Signore Dio altissimo a preferenza di tutte le altre donne della terra. Benedetto sia il Signore creatore del cielo e della terra, che diresse la tua mano nel troncar la testa del principe dei nostri nemici. Oggi egli così ha esaltato il tuo nome che le tue lodi saran sempre sulla bocca degli uomini, i quali si ricorderanno in eterno della potenza del Signore, perché per essi tu non hai risparmiata la tua vita, e viste le angustie e tribolazioni della tua gente, ne hai impedita la rovina davanti al nostro Dio.
([cf. Vulgata] Gdt. 13,22-25).
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Confessiamo con S. Tommaso, ad onore di Maria: «La B. Vergine per la ragione che è Madre di Dio, ha una dignità in qualche modo infinita, per ciò stesso che Dio è infinito; e sotto tale rispetto, Dio non poteva fare cosa più grande, perché niente è più grande di Dio».

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Il Dottore della Chiesa S. Bonaventura dice: «Il Signore poteva creare un cielo più bello, poteva fare un mondo più grande... ma non poteva creare una madre maggiore della Madre di Dio».
Lo comprende ogni mente: ancorché per ipotesi, si incarnassero il Padre e lo Spirito Santo, scegliendosi una madre, che cosa avremmo? Una madre uguale a Maria, non superiore; poiché il Figlio è uguale al Padre e allo Spirito Santo.

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Per quest'altissima dignità Maria acquistò una specialissima relazione con Dio. Il Sangue di Gesù, il Cuore di Gesù, il Corpo di Gesù sono formati dal sangue di Maria. E nell'adorazione del Sangue, delle Piaghe sante, del Cuore di Gesù, adoriamo qualcosa di Maria che fu assunto dal Figlio di Dio. Nella S. Comunione riceviamo qualche porzione che appartenne già a Maria e questa abita nei nostri Tabernacoli.
Tutte le creature procedono dalla potenza di Dio da cui hanno ricevuto l'essere. All'incontro Maria generò Dio, avendo Egli preso da Lei la natura umana. Il Figliuol di Dio le è come debitore.
Maria fu come l'arbitra dell'Incarnazione: poiché l'Angelo Le propose il grande mistero,
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ma la Madonna acconsentì liberamente: «Ecco l'Ancella del Signore, si faccia di me come hai detto» (Lc. 1,38).
Ancora: in Maria dovettero trovarsi tutte le perfezioni e la santità necessaria onde non fosse indegna dell'alto ufficio di Madre di Dio. In Lei una specie di superiorità rispetto a Gesù Cristo, poiché è nella natura stessa della maternità che la madre in qualche modo sia sopra al Figlio.

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La B. Vergine acquistò una particolare relazione con la SS. Trinità.
La sua unione col Verbo non fu solo di natura, e di grazia, ma in qualche modo ipostatica perché una parte di Maria divenne carne del Figlio di Dio.
Per la Divina Maternità, Maria entrò in certo modo, nella Famiglia divina, come la sposa che entra in una casa regale. Rispetto al Padre, divenne la Figlia primogenita: «Ego ex ore Altissimi prodivi primogenita ante omnem creaturam: Io uscii dalla bocca dell'Altissimo, primogenita avanti tutte le creature» (Sir. 24,5). Rispetto al Figlio fu Madre; rispetto allo Spirito Santo fu Sposa.
Ella procura al Padre grande gloria, poiché il Padre non ebbe da alcuna creatura una gloria così grande come l'ebbe da Maria; procura al Figlio un corpo per cui divenne capace di soffrire e di redimerci; presenta allo Spirito Santo la fecondità perché diventò Madre nello Spirito Santo:«Conceptus est de Spiritu Sancto».

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La B. Vergine è la vera Madre di Dio. Acquistò perciò presso il Figlio di Dio Incarnato il
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diritto ad essere obbedita. Mirabile cosa che una creatura comandi al Creatore! Acquistò diritto all'amore che ogni Figlio deve verso la Madre. Sublime cosa che Maria avesse diritti presso Dio! Acquistò diritto alla riconoscenza. Così alle nozze di Cana, sebbene Gesù Cristo affermi che non è ancora venuta l'ora sua, Maria dispone e il miracolo è operato. E S. Pier Damiani afferma che Maria presso il trono di Dio non prega soltanto, ma ancora comanda; non è soltanto una serva, ma di più la gran Signora.

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S. Alfonso scrisse il magnifico e piissimo libro «Le glorie di Maria»; il Suarez nelle feste della Madonna impiegava due ore a meditare le grandezze di Maria; nessuno potrà mai onorare la Madonna quanto l'onorò Dio stesso. «Signum magnum apparuit in coelo: mulier amicta sole, et luna sub pedibus eius, et in capite eius corona stellarum duodecim». Cioè: «Una stupenda visione si fece vedere in cielo: una donna vestita di sole, la luna sotto ai suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle» (Ap. 12,1).
Sia gloria a Dio! Sia onore alla madre di Dio!
Il Signore volle salvare il mondo per mezzo dell'Incarnazione del Figlio suo: ed a questi diede una madre che è la SS. Vergine. Unì così la Madonna a Gesù Cristo come una madre è unita al suo Figliuolo. La Chiesa ed i Santi, guidati dallo Spirito di Dio, disgiungono mai Gesù Cristo da Maria. I Pastori ed i Magi trovarono il Bambino con Maria sua Madre; Maria è lo stelo, Gesù Cristo il fiore; Maria la pianta, Gesù Cristo il frutto benedetto. Separare significa rompere il piano redentivo di Dio, avvicinarsi al
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protestantesimo. Gesù è il vertice nel cristianesimo, Maria la scala. Dove entra la divozione a Maria si ottiene come frutto la divozione a Gesù Cristo.
All'aurora segue il sole: «Ex te enim ortus est sol justitiae Christus Jesus: da te è sorto il sole di giustizia Cristo Gesù» (Liturgia: Natività 8 Settembre). Il ramo porta il fiore: «Egredietur virga de radice Jesse, et flos de radice eius ascendet: Un germoglio spunterà dalla radice di Jesse, un fiore verrà su da questa radice» (Is. 11,1).
A poca divozione a Maria corrisponde poco amore a Gesù Cristo; a fervente divozione a Maria corrisponde fervente amore a Gesù.
Il culto e la divozione verso la Madre di Dio sono segno sicuro di predestinazione: chi serve, onora, prega Maria, prega, onora serve Gesù Cristo.
Maria è la guida, la regina, la madre, la custode degli eletti: difatti i suoi veri servi fuggono il peccato e camminano fedelmente nella via della virtù. Felici dunque e infinitamente beati coloro che amano Maria e la venerano con fervoroso culto.

PREGHIAMO MARIA

Preghiera di S. Luigi alla SS. Vergine:
O Signora e Madre mia SS. pieno di fiducia in voi; oggi e per sempre in vita e nell'ora della mia morte, io mi metto sotto la vostra singolare custodia, e come in seno alla vostra misericordia; io raccomando l'anima ed il corpo mio nelle Vostre mani: io ripongo in voi ogni speranza e consolazione, tutte le angustie e miserie; per
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la vostra intercessione e per i meriti Vostri ogni mia azione sia diretta e disposta secondo la vostra volontà e quella del vostro SS. Figlio Gesù. Così sia.

DIVOZIONE A MARIA

I CINQUE MISTERI DOLOROSI

I MISTERO. - Gesù nell'orto del Getsemani alla vigilia della sua morte, suda sangue e prega con umiltà, confidenza e perseveranza; l'Angelo lo conforta. Chiediamo lo spirito di preghiera.
II MISTERO. - Gesù, legato alla colonna, è crudelmente flagellato, in isconto delle tante disonestà degli uomini. Domandiamo la bella virtù della castità.
III MISTERO. - Gesù, viene incoronato di spine e vilmente schernito in pena di tanti pensieri e sentimenti cattivi. Domandiamo la purezza della mente e del cuore.
IV MISTERO. - Gesù condannato alla morte di croce, porta la pesante croce al Calvario. Ammiriamo la pazienza del Salvatore e chiediamo la pazienza nelle nostre croci.
V MISTERO. - Gesù è crocifisso fra due ladroni, è insultato per tre ore sulla Croce e muore per salvare noi dall'inferno. Chiediamo la divozione alla S. Messa, che è la rinnovazione del sacrificio del Calvario.
I misteri dolorosi ci insegnano a chiedere la mortificazione cristiana e la vittoria sulla concupiscenza della carne.
Nel primo, infatti. consideriamo l'agonia del Cuore di Gesù e chiediamo la santificazione del cuore e dei sentimenti;
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nel secondo consideriamo e chiediamo la mortificazione esteriore, nei nostri sensi;
nel terzo consideriamo e chiediamo la mortificazione della mente, dello spirito, della volontà;
nel quarto consideriamo e chiediamo la mortificazione cristiana nelle nostre relazioni in famiglia e nella società;
nel quinto consideriamo e chiediamo la mortificazione nelle due grandi prove della vita: fedeltà alla vocazione ed accettazione della morte quale incontreremo.
Questi misteri si recitano il martedì ed il venerdì.

ESEMPIO

I GRANDI DIVOTI DEL ROSARIO

S. Luigi IX, re di Francia, recitava il Rosario anche in guerra stando a capo del suo esercito.
S. Carlo pure lo recitava tutto intero, ogni giorno, quantunque oppresso dalle molteplici cure della sua vasta diocesi.
S. Giovanni Berchmans spirava stringendo tra le mani il Crocifisso, la corona, le regole della sua Compagnia: «Queste furono le tre cose a me carissime durante la mia vita, andava ripetendo, con esse muoio contento».
S. Filippo Neri percorreva le contrade di Roma col Rosario alla mano, cercando anime traviate, e con esso le riconduceva a penitenza.
L'Imperatore Carlo V non voleva udire mai negozi di guerra senza aver prima compiuta la quotidiana recita del S. Rosario.
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Così praticava Luigi XIV re di Francia. Un giorno gli ambasciatori del re d'Inghilterra, lo trovarono mentre recitava la Sua corona, e chiese loro permesso di terminarla. «E' questa una pratica, disse, che ho ricevuto dalla regina mia madre e sarei dolente di mancarvi un sol giorno della vita».
Emanuele Filiberto, duca di Savoia, si gloriava di recarsi coi Cavalieri dell'Annunziata nella Chiesa dei Domenicani, a Torino, per recitarlo pubblicamente insieme al popolo.
L'infelice regina Maria Stuarda, nei lunghi anni di sua prigionia, attingeva forza e consolazione nella recita del S. Rosario.
Daniele O'Connel, col S. Rosario, salvò l'Irlanda dall'oppressione dell'Inghilterra.
Garcia Moreno, Presidente della Repubblica dell'Equatore, Aless.[andro] Manzoni, Contardo Ferrini, Silvio Pellico, Federico Ozanam, Andrea Ampère, ecc. furono costanti nella divozione del Santo Rosario.

LODE

Attristasi e langue - nell'orto il Signor
lo copre di sangue - mirabil sudor - Ave.
Mitissimo Agnello - venuto a soffrir
del duro flagello - sopporta il martir - Ave.
Di spine pungenti - il serto crudel
raddoppia i tormenti - al Dio d'Israel - Ave.
Pilato l'atroce - sentenza al fin dà
Gesù con la croce - al monte sen va - Ave.
Consegna al suo Padre - lo spirito e muor;
trafitta è la Madre - da acerbo dolor - Ave.
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