Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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XVII. ISTITUTI RELIGIOSI SECOLARI
L'altra domenica sono stato a Milano a tenere il ritiro mensile alle «Missionarie della parrocchia» (a), che sono [un] istituto secolare, e questa parte di apostolato si adatta molto bene per venir coltivato da voi.
D'altra parte un'altra iniziativa che si va formando ora nelle Marche, dove già stanno persone che lavorano in questo istituto delle Annunziatine, per le persone di servizio dei parroci, /quelle/ (b) cioè che fanno le cose che riguardano la vita intima del parroco, la vita domestica. <Queste> Questi istituti secolari, non avete mica paura che vi sostituiscano! No. Gli istituti secolari, in generale, hanno quegli apostolati che il prete, il religioso, la suora non potrebbero fare perché hanno l'abito, hanno la vita comune, hanno i loro regolamenti...
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Oh. I membri degli istituti secolari devono avere due condizioni, due qualità o due impegni meglio: primo - come dice il Papa nell'approvarli - che brucino di amor di Dio; e secondo, che traducano tutta la loro vita in apostolato, sì.
Vi sono ora gli ordini religiosi, quelli di vita contemplativa in generale come i benedettini, le benedettine, le basiliane, i basiliani, ecc. che fanno la vita comune strettamente presa e per loro lo zelo è qualche cosa di accessorio; loro hanno da fare la vita liturgica, la vita di mortificazione, di penitenza, in generale, [come ad] esempio i trappisti, i cistercensi, le trappiste, ecc. Poi venendo avanti nei secoli, sono nati istituti in cui i membri volevano santificarsi, come le trappiste ad esempio, che hanno i loro tre voti, così questi [volevano] <fare> emettere i loro tre voti e poi dedicare il tempo libero alle opere di zelo. Supponiamo <quelle che si dedicano> le suore che si dedicano alla scuola, alle missioni, che fanno cioè le opere di zelo, ma: tre voti, vita comune, abito comune e opere di zelo.
Però in questi istituti, in generale, come a esempio le salesiane, le paoline, non hanno l'obbligo del coro per poter attendere maggiormente alle opere di zelo.
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Quindi è venuto ora a stabilirsi una terza specie di anime che vivono la vita di perfezione, <in> nello stato di perfezione; una terza specie è: queste persone, queste anime, emettono i tre voti, non hanno la vita in comune nel senso vostro, tuttavia traducono tutta la loro vita, la loro attività in opere di zelo. E queste han preso il nome di «Istituti Secolari», dato loro dal Papa Pio XII. Quindi vi sono le persone di vita contemplativa totalmente comune e non operano nelle cose di zelo, eccetto qualcosa di secondario: le trappiste fan dei lavori, e così, come i trappisti al mattino alle nove prendon la zappa e gli altri strumenti di lavoro campagnolo e vanno a lavorare i campi, perché essi hanno per regola di dover mantenersi ricavando il vitto dalla terra, lavorando la terra. Quindi questa specie di religiosi, i quali poi han subìto delle trasformazioni ma [sono] così, nella loro parte essenziale. Poi ci sono questi istituti, specialmente dal 1600, 1500 ad oggi, che vivono come vivete voi e cioè i tre voti, vita pienamente comune e opere di zelo: [per] voi l'apostolato parrocchiale e per le salesiane l'educazione della gioventù, per le suore della Consolata per le missioni, ecc., altre avranno le opere caritative negli ospedali, avranno le opere caritative per gli orfani, per i vecchi, avranno le scuole, ecc.
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Oh. Adesso questo terzo genere di istituti: Istituti Secolari. Oh, quali sono i caratteri di questi membri degli istituti secolari o quali sono i caratteri degli istituti secolari?
Primo: la totale consecrazione a Dio devono avere, che vuol dire: donarsi al Signore osservando povertà, castità, obbedienza.
Secondo: impiegare tutta la loro vita nell'apostolato.
Terzo: mancano della vita comune propriamente detta, cioè quella che praticate voi, quindi, mancando la vita comune, non hanno l'abito comune, non hanno gli orari comuni e non hanno certe maniere di osservar la povertà e l'obbedienza, quale si usa nelle istituzioni, nelle congregazioni propriamente dette.
I loro voti non sono come i vostri voti pubblici, semplici e pubblici, perché quelli di vita contemplativa hanno i voti solenni, i vostri sono voti pubblici e semplici, quelli degli istituti secolari sono semi-pubblici-sociali, sono semi-pubblici-sociali e riconosciuti dalla chiesa, riconosciuti dalla chiesa.
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Oh. Questi istituti possono essere in una diocesi o in più diocesi. E in questi giorni, ho inaugurato il primo gruppo in Portogallo; poi in Spagna [è] già messo un fondamento sia per i Gabrielini e sia per le Annunziatine; per le prime persone a Milano, Torino, meridionale, Roma già abbiamo messo i fondamenti e già ci sono membri in numero soddisfacente. /Negli/ (a) Stati Uniti son già tre o quattro anni che li coltiviamo, perché, quando si è pubblicato, eh, la cosa era già fatta! (b) Non bisogna dire le cose prima di farle, e si dicono se son fatte e se non riescono, non riescono.
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Ora, è conveniente che ci siano questi istituti? Questi istituti, detti secolari, ora sono arrivati a circa duecento nella chiesa di Dio e van sempre aumentando. Duecento tra quelli che han già l'approvazione definitiva della santa Sede, quelli che hanno la prima approvazione, quelli che hanno il nulla osta diocesano, quelli che hanno presentato le loro domande e attendono l'approvazione, e poi altri che sono in formazione, in formazione. Oh.
In gran parte adesso gli istituti religiosi si formano d'accanto degli istituti secolari. Come se voi vedete che i parroci han sempre, quasi, difficoltà con le persone di servizio si possono dare loro membri degli istituti <religiosi> secolari, <i cui> donne che hanno voto di povertà, castità, obbedienza, e quindi si mettono a servire per quello che occorre in canonica, con spirito religioso. E questo è il loro apostolato di servizio al clero.
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Questi sono quasi, quasi da considerarsi nel vostro spirito? No, perché voi non avete quello e non dovete far quello. Invece <questi> vestite queste figliuole con abito secolare, che non si sa se siano religiose o non religiose, perché tra il resto c'è il segreto - da non dire che sono religiose e dissimularsi - anche l'aver l'abito comune dei secolari le tiene nascoste, <nel> non si sospetta.
Poi vi sono le «Missionarie della parrocchia» che fanno anche delle cose che voi non potete fare, ad esempio: tener l'archivio parrocchiale per tutte le annotazioni e le pratiche: battesimi, cresime, matrimoni, sepolture..., e poi il pagamento delle tasse per le varie cose; e poi anche si estende questo fino ad altri servizi. Oh, possono anche aiutare il parroco nell'assistenza alle giovani dove non ci sono le suore; in altri posti come in Germania - anche là abbiamo già qualche movimento - vanno sino alle cose che rendono più solenni le funzioni, e in certe cose possono anche fare qualche cosa che è vostro, ma quello che essi devono propriamente fare è ciò che la suora in generale non potrebbe fare. La suora non può stare al cinema fino a tardi, ma loro possono fare il cinema fino a mezzanotte, perché esteriormente sono secolari... se occorre, specialmente i Gabrielini si intende, ma anche le Annunziatine possono fare questo. Oh, così vi sono altre mansioni ma io ho solamente ricordato questo perché è più vicino a voi, e a voi specialmente sarebbe dato di coltivare quegli istituti secolari che tendono a servir la parrocchia in quelle cose che non potete fare voi con il bell'abito che portate e con gli obblighi di vita comune che avete.
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Oh, perché sono nati? Vedete, dopo la rivoluzione francese i governi - quasi tutti liberali, che sono nati, ora poi son venuti i governi comunisti, ecc. - /i/ (a) governi liberali hanno derubato gli istituti religiosi dei loro beni, cacciate le monache e i religiosi dai loro conventi, presi persino le chiese a loro, e quante sono /finite male/ (b)!
Ora per evitare questo, ecco, si sono unite delle anime di buona volontà: «Noi siamo religiosi coi nostri voti, viviamo però nelle nostre case e nelle mansioni che abbiamo anche come secolari. I beni son nostri privati, non son dell'istituto». Ognuna possiede i suoi beni che non sono dell'istituto, e allora il governo non può più prendere i beni ai conventi. Essi son nelle loro case, possiedono come qualunque altro civile, come il medico del paese o come il contadino del parroco, che hanno i loro beni, e quindi si salvano dalle persecuzioni.
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E allora abbiamo tanti che vanno come secolari nella Russia e <fanno o> si dissimulano fra il popolo e magari alcuni son preti, altre sono suore, altri sono religiosi e si dissimulano, van vestiti come loro, non si distinguono dagli altri, fanno gli uffici che fanno loro e magari uno vende i gelati ma la domenica celebra la messa in case private, se è uno degli istituti secolari. Oh, un altro <è> fa un altro mestiere: hanno, supponiamo, le patenti da maestre, ma loro, con le patenti da maestre, mentre che prendono la scuola e tengono la scuola, allora educano in senso cristiano e fanno entrare il catechismo, e tuttavia non sono riconosciuti come religiosi. La persecuzione contro di loro è più difficile e cercano di scoprirli eh, cercano di scoprirli questi, ma queste persone sono votate al sacrificio e, come dice il Papa e come ho detto, bruciano di amor di Dio e traducono la loro vita intiera in apostolato. Oh, i documenti che la santa Sede ha emanato per l'approvazione di questi, sono un numero notevole. Oh.
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Parlando solo delle Annunziatine: vi sono figliuole che non han salute per la vita comune e invece hanno salute per stare in famiglia e praticare l'apostolato nella parrocchia, nell'Azione Cattolica, ecc. Persone che non han potuto entrare nella vita religiosa prima dei venticinque anni, - adesso han trenta, trentadue, - ma in questi istituti si accettano fino a trentotto e, se sono persone un po' distinte, anche a quaranta-quarantacinque, tanto non hanno da abituarsi alla vita comune, nel senso ordinario. Persone che vogliono proprio far del bene lì e, se si allontanassero dall'ufficio che occupano, sarebbe mica un bene maggiore. Abbiamo qualche deputata negli istituti secolari, qualche ministro in Spagna che è [negli] istituti secolari, ecco. E allora difendono le leggi sane, e specialmente guardano che le leggi, che riguardano la scuola, siano leggi conformi all'insegnamento cristiano; poi le leggi che riguardano la moralità pubblica, ecc. E non andrebbe bene, e sarebbe sconsigliabile, che queste persone prendessero l'abito e entrassero nella vita strettamente comune, molte volte, non sempre, ma molte volte.
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Poi vi sono persone che non amano l'abito religiosi e persone le quali hanno un carattere un po' difficile e nella vita comune coi loro nervosi (a), coi loro nervi non si troverebbero bene e non starebbero bene le altre. Persone che han poca salute alle volte; han tanto bisogno di aver quel vitto fatto così, quell'orario in quella maniera, e questo non è sopportabile nella vita comune. E allora in questi istituti hanno maggior libertà di farsi la minestra che vogliono e di conservar l'orario che a loro è possibile: se non possono alzarsi alla tal ora, si alzeranno un po' tardi <avranno> e forse alle volte lavorano ancor di più. In sostanza questi istituti sono una vera provvidenza del nostro tempo.
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Oh, non vorrei poi che qualcheduna dicesse: «Ma allora sarebbe stato meglio che mi fossi messa negli istituti secolari» (a), perché è meno, eh?, è meno sacrificio! Oh, e il minor sacrificio da cosa si conosce? Primo: la vita di castità è sempre uguale, però devono tante volte vivere in mezzo ai pericoli. <Ve> Ne abbiamo alcune <che sono al ministero> signorine che sono al ministero a lavorare e lì c'è sempre giovinotti che sono mica tanto delicati, e sono in posizione alle volte in cui quasi le si obbliga a firmare cose, - quasi si vorrebbe, almeno - e quindi devono trovare tanti più pericoli: se danno il cinéma alla sera, se devono alle volte andare in comitive, per escursioni o per accompagnare persone in pellegrinaggi, in gite, in ascensioni, oppure in corsi estivi di cultura, ecc. È più difficile, e vi sono tante figliuole che devono ricorrere all'istituto religioso, come voi, appunto perché non sono capaci, non hanno la forza di vivere castamente in mezzo a tanti pericoli.
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Oh, il voto di castità è uguale al vostro, non è vero?, solo che vi sono più difficoltà a osservarlo. Tuttavia l'essere tesi da mattina alla sera verso l'apostolato, eh, le rende applicate, e quante volte stanno lì perché han la mamma vecchia e che devono assistere, e devono dividere con lei il poco stipendio che hanno e fanno dei sacrifici. Eh, devono: curar la mamma vecchia, andare alla fabbrica, oppure andare all'impiego, <dove> dove devono guadagnarsi il pane e poi la domenica, o la sera o al mattino, impiegato, impiegato nelle opere di zelo.
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Quanto al voto di povertà; il voto di povertà non esclude che abbiano beni propri, possono aver beni propri, anzi devono, perché devono vivere mica alle spese dell'istituto, ognuna vive da sé, nella famiglia o da sola, secondo i casi. Poi, il voto di povertà per voi esclude l'amministrazione; loro invece devono fare l'amministrazione. Poi il voto di povertà per voi non /comporta/ (a) la preoccupazione: «Eh, chissà, come sarò in vecchiaia, o se divento malata», perché è l'istituto che deve provvedere per le malattie e per la vecchiaia; invece loro devono provvedere per malattia e vecchiaia. Oh, quindi ha delle difficoltà. Ma come si osserva il voto? Amministrano, ma devono vestire come le altre persone della loro categoria e se una ha da andar a far scuola con le altre maestre, bisogna che vesta come le altre maestre eccetto quello che non è lecito, allora no. Ma saper risparmiare, negarsi le cose che non sono necessarie, fare del bene se possono dando elemosine o aiutando gli apostolati, in sostanza. Poi, in principio dell'anno presentano, negli esercizi, alla superiora il programma delle spese che dovranno fare, sia per mantenere se stesse, sia per l'apostolato che praticano e sia forse [per] la famiglia nella quale vivono. Allora la superiora approva o corregge o aggiunge, secondo i casi, sì; e poi, quanto all'esecuzione poi, se nell'anno si presentano dei casi speciali che non erano previsti - si devono fare spese speciali, viaggi speciali per qualche ragione - chiedono per lettera o, se possono, direttamente /vengono/ (b) di presenza dalla superiora, sì, ad avere il permesso; poi renderan conto alla fine dell'anno, come hanno osservato o non osservato.
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La vita comune poi si riduce a questo: almeno otto giorni nelle case dell'istituto per gli esercizi spirituali; poi, se si può, arrivare fino ad un mese passato nelle case dell'istituto, e nelle case dove c'è la direzione (perché le loro case sono pochissime, vivono nelle famiglie, o negli ambienti in cui devono trovarsi per causa dei loro uffici). Ricevono però ogni mese istruzioni e indirizzo. Poi hanno tutte le stesse preghiere, l'orario è diverso per ciascheduna persona, ma le stesse preghiere, la stessa pietà, <lo stesso> l'esame di coscienza, l'ora di adorazione, ecc.
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Oh, quanto poi al voto di obbedienza, come si fa? Quella signorina lavora nell'ufficio o è maestra e ha la mamma anziana che deve sostenere e la mamma vuol ancor comandare alla sua figlia... Allora il voto di obbedienza: in principio dell'anno espongono negli esercizi il programma e l'orario delle loro giornate; verrà approvato, corretto secondo i casi, poi ne daranno il resoconto.
Poi una cosa di molta importanza è questa: che generalmente si chiede che ogni mese facciano il rendiconto dell'esame di coscienza, non sul peccato veramente, ma sopra le cose che han fatto o non han fatto: supponiamo la meditazione se è fatta, se le spese son state regolate bene, se l'ora di adorazione fu fatta, se l'apostolato fu compiuto bene... E noi avevamo, da sacerdoti giovani, una specie di questi istituti, e ogni mese mandavamo il nostro resoconto di coscienza al superiore!
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E così la vita comune viene ridotta al minimo, sì, ma è proprio <un> ridotta in maniera sapiente: unità di spirito, di indirizzo! Non son più anime che vanno un po' cercando una spiritualità un po' un'altra, un confessore o un altro: hanno lo spirito dell'istituto. Ora lo spirito dell'istituto come è? È paolino, e cioè è uniformato alle istituzioni paoline. Uniformato così. Certo non possono aver le pratiche come avete voi, come han le Figlie di San Paolo, ma le hanno; non nello stesso modo perché il loro apostolato è nel mondo, coi mezzi del mondo. E se uno è avvocato deve fare l'avvocato in bene, e cioè difende veramente gli innocenti, e poi difende la moralità pubblica, ecc. E se una è maestra deve fare la buona maestra <per far insegnare> per insegnar bene, perché le alunne, gli alunni imparino bene; ma, oltre alle materie civili, dirà qualche cosa sul catechismo. Se il catechismo è permesso farà direttamente il catechismo bene, se non è permesso, come è in tante nazioni che non si deve parlar di Dio, farà entrare il nome di Dio in tante maniere, magari quando si vuol far l'analisi di una proposizione, ecc.
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Oh, che cosa potete fare voi qui dentro? Primo, pregare; secondo, sapere che son molte le anime chiamate proprio a questo, e il Papa dice: «L'Azione Cattolica e i religiosi e le religiose si occupino di queste vocazioni». Non avete un'idea, certamente, [di] quante anime sono pronte a entrare in questi istituti, quindi guadagnare i meriti di una vita religiosa e nello stesso tempo di compiere un apostolato sincero, leale, largo, e quasi dissimulato. E pure mantegono il segreto! Oh! Adesso, prima: preghiera; secondo: scoprire queste anime e sapere che c'è un dovere di aiutare queste vocazioni (perché è una vera vocazione) quando l'occasione si presenta.
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Oh, vi sono poi cose da dire che riguardano poi il caso di malattia e della vecchiaia, ma queste cose che ci sono e che son le vere provvidenze per questa gente, per queste persone, devono poi decidersi molto caso per caso. Vi è la maestra la quale ha poi la pensione: è finito, per la malattia e vecchiaia è provveduto; vi è un'altra che è povera e bisognerà fare un'altra provvidenza. Vi sono persone anche ricche e vi sono persone le quali sono magari benestanti, ma dan via tutto quello che hanno in opere buone. Caso per caso si scioglie poi la difficoltà.
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Attualmente, per i casi che incontrate voi, rivolgetevi alla madre in qualche lettera, perché poi le Figlie (a) hanno destinato anche una suora per i casi che incontrano loro e le Pie Discepole per i casi che incontrano le Pie Discepole. Quanto ai sacerdoti che si iscrivono in questi istituti religiosi, oppure i secolari, cioè san Gabriele, allora ci sono due sacerdoti che si occupano e cioè Don Speciale (b) e Don Sabarino (c). Tuttavia la corrispondenza in generale si indirizzi pure al Primo Maestro, il quale poi distribuisce la corrispondenza secondo il caso; per adesso bisogna fare così. Dopo le une avranno le loro superiore e i Gabrielini avranno il loro superiore e quindi si amministrano da sé, come camminate voi, solamente nella maniera così diversa.
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Il Papa conchiude: «In questo tempo in cui vi sono tanti disordini e tanti peccati, il Signore si compiace di suscitare anime che son veri gigli in mezzo al fango». È il Signore, è lo Spirito Santo che li lavora; noi cooperiamo all'azione dello Spirito Santo. In questo, se qualcheduna poi ha qualche cosa da chiedere, può fare un biglietto che poi, non potendo io rispondere a tutti, (eh, non posso e [per] quel che è necessario rispondo io), ma farò rispondere, dicendo che cosa si deve spiegare perché in principio si ha bisogno di molte spiegazioni. Non basta aver sentito una piccola conferenza...
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E con settembre entreranno un bel numero di aspiranti, altre nel noviziato; perché l'aspirandato è di un anno e il noviziato di due e gli anni di professione temporanea otto, perché vi sono molte difficoltà, più difficoltà. Bisogna avere dato prova di virtù soda, ecco, e di zelo. Tuttavia lo zelo non è tutto uguale, eh? Le opere di zelo cui possono dedicarsi non si possono contare, tanto son numerose: in generale tutto quello che contribuisce alla salute spirituale delle anime e al bene della chiesa e alla carità verso il prossimo.

Albano Laziale (Roma)
29 luglio 1958

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223 (a) Missionarie della parrocchia, Pia Unione fondata da mons. Virgilio Casnici nel novembre del 1953 a Verolavecchia (Brescia), eretto canonicamente in Pia Unione diocesana il 21-6-1963 e approvato come Ente religioso morale nel 1965.
I membri della pia unione intendono partecipare a tutte le iniziative di azione religiosa pastorale, con incontri personali ritiri speciali per la gioventù, partecipazione alla vita liturgica parrocchiale, diffusione della buona stampa, visite agli ammalati, attività sociali, ecc.
(b) R: quelli.

227 (a) R: In.
(b) Tono allegro e risposta da parte delle uditrici.

230 (a) R: ma prima i.
(b) R: e quante sono andate a male.

233 (a) Con umorismo.

234 (a) Tono scherzoso.

236 (a) Importa.
(b) R: venir.

242 (a) Figlie di San Paolo.
(b) Sacerdote della SSP Nato a Castrovillari (CZ) il 5-1-1922. Entrato in congregazione a Roma, ha emesso la prima professione nel 1946. Ordinato sacerdote nel 1950, divenne segretario del Primo Maestro, rivestendo quella carica fino alla morte del Fondatore. Attualmente si trova a Roma con mansioni varie di ministero e apostolato.
(c) Sacerdote della SSP Nacque a Ceresana (VC) l'11-7-1901. Entrato in congregazione ad Alba, emise la prima professione nel 1931. Fu ordinato sacerdote nel 1935. Rivestì la carica di Maestro degli Aspiranti ad Alba fino al 1951, poi di Maestro dei Discepoli, sempre ad Alba, fino al 1957. Morì ad Alba il 3-1-1963.