Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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16. LE TRE PRATICHE DI PIETA' FONDAMENTALI E L'APOSTOLATO EUCARISTICO1

Esercizi Spirituali (6-15 agosto) alle Superiore e Suore con voti perpetui delle Pie Discepole del Divin Maestro.
Ariccia, Casa Divin Maestro, 9 agosto 1959*

La Via Crucis si ha da fare con una certa solennità. Si procede in ordine cantando il Vexilla2. Poi si seguono le stazioni sempre con le parti che sono segnate come canto e si ritorna in ordine cantando le Litanie e il Magnificat, se rimane tempo.
La Via Crucis serve per ottenere queste grazie: dolore dei nostri peccati e fiducia nei meriti della Passione del Salvatore; per ascoltare meglio la Santa. Messa. La crocifissione e morte di Gesù viene riprodotta viva nella Santa Messa. Poi si può mettere questa intenzione: comprendere che cosa è la vita religiosa. Si dice: "ti seguirò al calvario". Che questo si imprima bene e sempre nel nostro cuore. Inoltre, per una grazia speciale che vi riguarda, ed è il progresso continuato e sempre più intenso della Congregazione, su qualche opera che il Signore aspetta da voi.
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Questa mattina fermiamoci a considerare tre pratiche di pietà che sono stabilite nelle Costituzioni. E quindi riflettere a quello che viene detto: che, prima di essere ammessi alle professioni, professione la prima volta, la seconda volta, ecc., occorre che già si conoscano bene queste tre pratiche e già si sappiano usare e gustare e farle, queste tre pratiche, con vero frutto spirituale: l'esame di coscienza, la meditazione e la Visita al Santissimo Sacramento1. Certamente i sacramenti sono, in primo luogo, quindi: la Messa, la comunione, la confessione, ecc. Ma quando si fanno bene queste tre pratiche, allora anche i sacramenti si riceveranno meglio, con maggior frutto, sì. D'altra parte, devono segnare lo spirito paolino.
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Primo: l'esame di coscienza. Che cosa sia l'esame di coscienza, ognuno lo sa. È la ricerca della condizione, dello stato dell'anima nostra; lo stato dell'anima nostra più ancora che delle singole mancanze: sono in istato di fervore? Vivo la mia vocazione? Mi trovo in istato di freddezza? Ho qualche cosa nel cuore, ho qualche cosa nella mente che m'impedisce il cammino? Sono lieta o sono triste? Amo veramente la Congregazione nei suoi membri, nelle sue Costituzioni, negli indirizzi? Cammino risolutamente o son fermo o dò indietro nella via spirituale? Lo stato Le grazie che ho ricevute, quali sono? E come ho corrisposto finora? Se adesso il Signore mi chiamasse a rendergli conto, come mi troverei? Ecco, uno sguardo generale. Si può dire che questo richiede un po' di tempo ed è per questo che l'esame principale si fa nel secondo tratto della Visita al Santissimo Sacramento e il tempo è sufficiente. Poi si passa ai propositi, specialmente quei degli Esercizi ultimi o del Ritiro ultimo e, quindi a quello che maggiormente interessa l'anima nostra in particolare; anche al programma e al proposito, perché si conchiudono gli Esercizi con un proposito individuale di santificazione e con un programma di apostolato e come compiere il proprio apostolato, il proprio ufficio. Allora le due parti del proposito e quindi le due parti degli esami del corso dell'anno.
Sempre portare avanti gli stessi propositi. Chi va un po' di quà, un po' di là, non cammina. Avanti nella via intrapresa e, anche se a un certo punto ci sembrasse diverso il cammino che si deve fare, portare il proposito fino al termine dell'anno di spiritualità. L'anno di spiritualità comincia con un corso di Esercizi e termina col corso successivo di Esercizi. Poi, nell'esame di coscienza, cercare le cause di quello che può essere il nostro stato spirituale, se non fosse buono, e cercare quali sono gli aiuti maggiori che possiamo avere per il cammino sempre più celere, sì. Alle volte è l'orgoglio che impedisce e alle volte una si sente facilitata, invece, la via con una maggiore profondità di fede, oppure si lancia nella via dell'amore verso Dio. Ecco che, o le cause delle nostre mancanze o la conoscenza dei mezzi più utili nell'esame di coscienza, si devono ricordare.
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L'esame di coscienza è assolutamente necessario, già l'abbiamo considerato, per non aspettare a essere poi esaminati e trovare tante sorprese nel giorno del giudizio: "Voglio presentarmi al Giudice già giudicato, perché mi son giudicato e ho sentito il giudizio che mi ha dato il confessore, che mi han dato i Superiori". E allora, se si è fatto frutto, ecco ci presentiamo al Signore già giudicati e già purificati perché quando conosciamo che manca qualche cosa, noi vogliamo rimediarlo e detestiamo ciò che c'è di male e cerchiamo di ripararlo e di cambiare condotta, sì. L'esame di coscienza, allora, è assolutamente necessario per sapere se si cammina e se si cammina per la via giusta oppure se si è su una via sbagliata. Però, l'esame di coscienza deve accompagnare il proposito individuale.
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Se si fa un proposito, supponiamo, lo spirito di fede, oppure la carità, oppure la speranza, ecc., il proposito comprende la mente: approfondire lo spirito di fede, più istruzione religiosa e poi avere costantemente presente di giudicare le cose secondo Dio, vederle tutte in Dio, vederle tutte come mezzi per la santificazione, le cose che succedono attorno a noi o anche in noi. E l'esame di coscienza, quindi, abbraccia la mente: pensieri giusti; il cuore: i desideri giusti riguardo, supponiamo, allo spirito di fede; e la pratica, l'attività, la volontà. L'esame di coscienza sempre ha da estendersi alla mente, alla volontà e al cuore, perché noi abbiam da santificare tutto il nostro essere. Non basta la preghiera, ci vuol la volontà. E non basta né la volontà, né la preghiera, ci vuole la mente, l'intelligenza, la quale soprattutto onora Iddio, quando è retta, quando è illuminata dalla fede: Amerai il Signore, Dio tuo, con tutta la mente1, primo. L'esame di coscienza abbracci tutto. E i propositi saran fatti così (proposito individuale, parlo). Ma questo si potrebbe anche applicare all'apostolato, perché se una persona vuol conoscere sempre meglio il suo apostolato per farlo sempre meglio e per metterci il cuore, pregare perché esso riesca di gloria di Dio e di bene alle anime, eh, sì.
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L'esame di coscienza, quindi, preventivo. C'è il preventivo della giornata; c'è il preventivo della settimana, quando ci confessiamo; c'è il preventivo del mese, quando noi facciamo il Ritiro mensile, e c'è il preventivo, adesso, degli Esercizi per l'anno di spiritualità. Poi, dopo il preventivo, viene il consuntivo. E vi è il particolare e vi è il generale; centro, l'esame di coscienza della Visita.
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Secondo: la meditazione. La meditazione è diversa dalla lettura spirituale. La lettura spirituale è particolarmente ordinata a illuminar la mente. La meditazione è particolarmente ordinata a fortificare la volontà e anche a stabilire il cuore nella via giusta, nella via che deve seguire la volontà, perché c'è la preghiera. La meditazione, quindi, serve ad accendere il fuoco nell'anima: exardescit ignis1, sì. La meditazione fatta al mattino, possibilmente prima della Messa o subito dopo la Messa, sì.
La meditazione, se è guidata, ecco chi guida deve scegliere gli argomenti e perché siano scelti bene, ci siano gli argomenti che riguardano la fede, la mente, specialmente le verità eterne; e che riguardano, poi, la pietà e che riguardano le virtù, specialmente le virtù teologali e le virtù religiose. Scegliere bene. Se poi, invece, ognuna ha il suo libro, si faccia consigliare prima quale libro scegliere in conformità allo spirito paolino. E non sia tanto la lettura, quanto piuttosto, quello che chiamiamo riflessi, cioè, penetrazione di quel che si è letto. Alle volte basta una frase per nutrirsi un mese. Alle volte, invece, bisogna leggere un po' di più perché non abbiamo ancor trovato quel punto che ci mette in intimità col Signore e che ci fa entrare in noi medesimi e ci fa compire buone risoluzioni.
Primo, dunque, ricordare una verità o ricordare un episodio, un fatto del Vangelo, esempio della Via Crucis, un mistero, sì, della nostra santa religione, specialmente il mistero eucaristico, la Messa, la comunione, la Visita al Santissimo Sacramento.
E poi sempre via, verità e vita, lì comprende tutto: la via che è la morale e che c'insegna [ad] andare al Padre per mezzo di Gesù Cristo; e la verità che riguarda la fede. E la vita, la santificazione dell'anima nostra, l'unione con Dio, la vita soprannaturale.
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Oh, la meditazione alle aspiranti sarà più breve, certamente, e anche con argomenti adatti alla loro età. Poi dovrà prolungarsi di cinque minuti, a un certo punto; di altri cinque minuti a un altro punto, finché si arriva a quanto è scritto nelle Costituzioni1.
Se la meditazione è diretta, non divenga un complesso di avvisi pratici e non alluda troppo a qualche particolare così da disgustare chi sente, che allora non fa più i propositi, sì. E quindi, il rispetto alle anime. Persone che han gran rispetto alle anime che son di Gesù, specialmente se se ne ha una responsabilità, perché possono camminare nella serenità e generosità verso Dio; né disorientarle nel parlare, nei discorsi comuni, familiari e meno ancora disorientarle nelle cose di spirito. Può essere che qualche volta si voglia penetrare troppo in giù e può essere che non si guardino che le cose superficiali. Teniamoci nella giusta via e l'esempio prendiamolo dal Vangelo. Forse che Gesù abbia ancora rinfacciato una volta il peccato a Pietro? Gli ha solo dato uno sguardo, uno sguardo che era espressivo e basta2, l'ha confermato nella missione che gli era destinata3, lo ha assistito con la sua grazia e Pietro ha imitato il Maestro anche morendo sulla croce.
Considerare sempre, in generale, le persone come di buona volontà e che se vi sono mancanze siano più ignoranza che non malizia. Non portare lo sconforto, no. Eccetto il caso che arriviamo a quello che noi conosciamo dal Vangelo. Quanto era buono Gesù e quanto incoraggiava Gesù! E il caso era solo quello che riguardava i farisei ostinatissimi, perché doveva anche mettere in guardia i suoi uditori dal seguire quello che essi insegnavano e dall'imitarli nella loro ostinazione, opposizione alla redenzione, alla salvezza che stava passando per la Palestina. Stava passando, per le vie di Gerusalemme, Gesù Cristo, il Redentore.
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La meditazione, poi, ricordarla qualche volta nella giornata. Certo i riflessi comprendono: il fermarci sopra i pensieri letti; poi l'esaminare noi stessi; poi pregare e fare i propositi. Una meditazione completa. E abbondare di più nella preghiera. Se poi ci fossero distrazioni troppo insistenti, si può anche ricorrere ad una maggior lettura, oppure a recitare una terza parte di rosario, per praticare i propositi ultimamente fatti o nel Ritiro mensile o negli Esercizi. Nella giornata, qualche istante fermarsi, perché di nuovo siamo illuminati da quella luce che il Signore ci ha comunicato nella meditazione.
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Terzo: la Visita al Santissimo Sacramento. Voi la fate e la migliorate sempre di più. Questo è l'apostolato eucaristico, cioè, l'apostolato della preghiera vostra eucaristica, particolarmente. Non che si restringa qui tutto l'apostolato della preghiera. E vi è tutta l'orazione, la prima è liturgica e poi è l'orazione personale, comune. Ma questo delle due ore di adorazione segnano la particolarità e anche, diciamo, l'essenziale dell'apostolato vostro eucaristico. Forma, ho detto, la parte quasi essenziale, non che sia la principale che rimane sempre la Messa, ma è quella che serve, poi, per ascoltare la Messa e serve per compiere le altre pratiche di pietà, in modo particolare la confessione e la comunione.
La Visita al Santissimo Sacramento, come è descritta e come insegnata, si divide, generalmente, nelle tre parti. Ma ciò che più importa è di farla volentieri, che sia disposto il cuore, che sia disposta la mente, e preparare il cuore, la mente a quel raccoglimento che è necessario nella Visita. Vi può essere anche questa tentazione: "Ho molto da fare". E allora? Quale è la cosa da fare? Prima la preghiera, poi il resto lo farai e lo farai bene e lo farai più presto. Non dispensarsi dalla Visita, né abbreviarla. Ma sicuro, dobbiamo anche dire che, qualche volta, ci son delle ragioni, ragioni vere, ma non dobbiamo fabbricarcele le ragioni. E dobbiamo sempre dire: "Questo che io ritengo causa scusante, questo, mi servirà anche quando mi incontrerò con Gesù, e mi domanderà conto delle mie adorazioni? E peserà se le mie cause scusanti erano veramente tali, da scusare". (Come c'è anche la scusa della Messa domenicale, qualche volta, in certi casi, lo sappiamo). Oh, ma che siano vere cause scusanti. Soprattutto che le Madri camminino sempre prima, prima, in questo. Non dire: "Andate". Ma dire: "Venite con me? Andiamo?" Precedere. Oh, e non ridurre troppo la cosa alla sera tardi, quando si è stanchi. Le ore migliori, come si dice, le ore che han l'oro in bocca, son le ore mattutine. Tuttavia le Visite vengono distribuite ragionevolmente, secondo le condizioni della Casa in cui si è.
Prima parte riguarda l'accrescimento della fede. Seconda parte riguarda la via, come la prima riguarda la verità. La via, cioè la pratica, l'osservanza delle virtù, delle Costituzioni, la vita religiosa. E terza parte, riguarda l'unione con Gesù, la vita. Quindi abbiamo praticamente: l'esercizio della fede, della speranza, della carità. Fede, si capisce più facilmente. Speranza, mediante le buone opere che io debbo e voglio fare. E carità, l'unione con Dio, anche questo è capito più facilmente, la preghiera.
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Siccome la vita religiosa è una vita cristiana più perfetta: Se vuoi esser perfetto, vieni e seguimi1, ecco come la vita religiosa è un po' più che la vita cristiana, la vita religiosa si fonda su questo treppiedi, un candelabro che porta una candela accesa e si poggia su tre piedi: fede, speranza e carità. E a misura che c'è fede, speranza e carità, c'è il fervore, c'è l'osservanza religiosa e c'è l'apostolato ben compiuto. Tutto. E con queste virtù teologali: dalla fede, avremo la visione di Dio in cielo; e per la speranza, avremo l'attività in cielo, possederemo Dio e avremo quell'attività celeste che qui, sulla terra, non possiamo neppure indovinare: neque oculus vidit2: e c'è il paradiso, il gaudio, l'intimità con Gesù, con Dio, con la Trinità che produce il gaudio: intra in gaudium Domini tui3. Quindi [la Visita] è preparazione a viver bene la vita cristiana per i cristiani; preparazione a viver bene la vita religiosa per le religiose; è preparazione a viver bene la vita celeste per tutti, ciascheduno nella sua misura e ciascheduno secondo le grazie che da Dio ha ricevute.
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Perciò, il primo frutto che produrrà la Visita, sarà per l'anima, la persona che fa la Visita; secondo, per la vita che è l'Istituto, la vita interna, la vita di famiglia religiosa, l'osservanza; e terzo, per la vita celeste e l'apostolato, l'apostolato il quale compisce l'amor di Dio perché il Vangelo di stamattina ricorda appunto quello che è detto: Amerai il Signore, Dio tuo, con tutta la mente, tutte le forze, tutto il tuo cuore. Questo è il primo e massimo comandamento. Poi vi è l'altro che è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso1. E significa: io cerco per il mio prossimo i beni che il Signore ha dato a me. E quindi, se io ho una vocazione, vorrei che fossero tante le persone chiamate e mi adopererò. Poi, se io voglio la santità, che tanti si facciano santi. Se voglio il paradiso, che abbiano tutti il paradiso. Desiderare, pregare e cercare agli altri i beni che desideriamo, cerchiamo e vogliamo seriamente per noi, praticamente per noi.
Oh, questo poggiare, poi, la vita spirituale e la vita di osservanza religiosa, la vita di famiglia religiosa, sopra la Visita, è sapienza, è sapienza. Sapienza perché ci mette nell'osservanza delle virtù fondamentali: la fede che è la radice; la speranza che è la necessità: fides sine operibus mortua est2: è morta la fede senza le opere; e poi la carità, la quale è lo stato di grazia vissuto nei vari gradi fino ad una profondità quale si potrà da ogni anima raggiungere. La vita poggiata sopra questa Visita-treppiedi. Non c'è dubbio che dalle tre virtù teologali si sviluppino, poi, le altre virtù cardinali, sì, ma particolarmente noi adesso parliamo delle virtù religiose e delle virtù morali: l'umiltà, l'obbedienza, il rispetto a tutti, la stima, il riguardo. Oh, amare, amare, sì. Non con la lingua soltanto, sed opere et veritate3.
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Oh, allora, sì, le tre parti: primo, la lettura che ci porti a emettere atti di fede. Molto bene se si leggono le Costituzioni; benissimo, il Vangelo. Molto bene se una persona si fissa di legger tutta la Bibbia e ne determina un capitolo per ogni giorno, non molto, ma con calma, penetrato bene.
Il canonico Chiesa1 aveva fatto così e insegnava ai seminaristi così: "Alla sera studiate due versetti di Bibbia, e al mattino, mentre che fate la pulizia e poi nell'andare in chiesa per la Messa, recitate questi due versetti". E così lui sapeva tutta la Bibbia. E per qualunque cosa di cui si parlasse, sempre aveva qualche versetto appropriato della Bibbia. Era come la sua luce.
Oh sì, su questo insistere. È la lettera di Dio agli uomini2, che è la Bibbia, sia letta da tutti noi, suoi figli. Mostrare che vogliam bene al Padre celeste, che abbiamo rispetto, se ci scrive. Se una figlia non leggesse la lettera che il padre buono le indirizza, cosa bisogna dire?
Secondo: l'esame di coscienza, perché si tratta della speranza, della speranza la quale ci porta [ad] appoggiarsi: Per Christum Dominum nostrum in tutto. Adoriamo per mezzo di Cristo; ripariamo per mezzo di Cristo, cioè dei suoi meriti; abbiamo la fede, per Cristo, che ci ha rivelato; supplichiamo il Signore per le grazie: Per Christum Dominum nostrum; e così la soddisfazione per i nostri peccati, sempre per Cristo: Ne respicias peccata mea, sed fidem Ecclesiae tuae3. E la fede della Chiesa è proprio questa: che ogni perdono noi lo otteniamo: Per Christum Dominum nostrum, per i suoi meriti. Quindi l'esame di coscienza un po' più abbondante. E quindi, i propositi. Fiducia in Cristo. Ma la nostra volontà: mediante le buone opere spero il paradiso, ma mediante le buone opere che io voglio e debbo fare, se davvero desidero il paradiso. Qui si può prolungare abbastanza la cosa. E poi si fanno atti di pietà, come per la fede, così per la speranza.
In terzo luogo, poi, la Visita ci porta all'unione con Gesù Cristo. Quindi è preghiera. Il rosario non deve mai mancare. Ma poi ciascheduno ha le sue preghiere. E può essere che ci sia un profondo raccoglimento e che l'anima trovi più facile parlare essa medesima con Dio con parole proprie, con sentimenti che escono dal cuore. Benissimo. Diversamente vi son le preghiere comuni e adatte per questo. Per una religiosa è meglio che terminino le preghiere con la rinnovazione dei voti, della professione, e con la comunione spirituale.
Allora: "Dove sei stata?" "Sono stata a parlare con Gesù". Questa è l'ottima parte. Questa intimità prelude a quella intimità con Gesù in cielo.
Sia lodato Gesù Cristo.
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1 * Nastro 28/a (= cassetta 63/a). - Per la datazione, cf PM:“Questa mattina, fermiamoci a considerare le tre pratiche di pietà (...). Terzo... L'apostolato eucaristico” (cf c138 in PM). “Il Vangelo di stamattina ricorda appunto quello che è detto: "Amerai il Signore Dio tuo con tutta la mente, tutte le forze, tutto il cuore..."”. (Il Vangelo qui ricordato dal PM, Lc 10,23-37, si leggeva nella Domenica XII dopo Pentecoste che nel 1959 cadeva al 9 agosto). - dAS, 9/8/'59: “Dopo la Messa e le due prediche alle esercitanti (PD), parla con altri..” - VV (cf c82).

2 Liber Usualis, Dominica I Passionis Hymnus ad Vesperas.

1 Cf Costituzioni delle Pie Discepole (1948) art. 167.

1 Cf Mt 22,37.

1 Cf Sal. 38,4.

1 Cf Costituzioni delle PD, (1948), art. 166.

2 Cf Lc 22,61.

3 Cf Gv 21,15ss.

1 Mt 19,21.

2 Cf 1Cor 2,9.

3 Mt 25,21.23.

1 Lc 10,23-37 (Domenica Xll dopo Pentecoste).

2 Gc 2,26.

3 1Gv 3,18.

1 Chiesa Francesco di Lorenzo, nato il 2 aprile 1874 a Montà (Cuneo); entrato nel seminario vescovile di Alba (Cuneo), fu ordinato sacerdote il giorno 11 ottobre 1896. Fu professore nel seminario di Alba di svariate materie. Canonico dal 27 agosto 1913, parroco dei Santi Cosma e Damiano, in Alba, dal 21 settembre 1913. Morì ad Alba il 14 giugno 1946. Fu maestro, confessore, direttore spirituale, consigliere e sostegno continuo di Don Giacomo Alberione, nella sua vita seminarile e nella sua attività di apostolo della stampa, e di fondatore di diverse Congregazioni religiose. E sepolto nella Chiesa di San Paolo Apostolo, in Alba. È Servo di Dio.

2 Cf S. GREGORIO MAGNO, EP. V,46.

3 Missale Romanum, “Canon Missae”.