Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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80. LA VOCAZIONE: DONO DI DIO80
1. Nel mese di luglio è bene mettere le intenzioni per le vocazioni, difatti spesso in questo tempo si maturano le ispirazioni di Dio negli esercizi, si decide per l'anno venturo.
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2. Il Signore lavora nei cuori in una direzione, e anche il diavolo lavora; allora bisogna che preghiamo perché trionfi lo spirito di Dio nelle anime e nei cuori. Occorrono tante vocazioni. Voi penserete che le vocazioni dipendono da noi: no, è il Signore che le dà, a noi l'incarico di scoprirle; e se non sono in numero sufficiente è perché non c'è la corrispondenza.
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3. Dio aveva creato tanti angeli in paradiso e tanti sono andati perduti. Aveva creato gli uomini, li ha fatti intelligenti e riempiti di grazia, ma quanti hanno perduto questa grazia! Che non siamo noi causa di nessuna perdita di vocazioni. Che il Signore le preservi dal male, che dia loro tanta tendenza alla preghiera, ai sacramenti, e che un giorno sentano la voce di Dio ed abbiano accanto un angelo ad indirizzarle.
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4. Ci vuol sapienza a scoprire le vocazioni. Sovente non sono quelle che a prima vista hanno impressionato, ma quelle che hanno virtù. Occorre scoprire le vocazioni, il Signore ci dia la sapienza.
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5. Occorre che ci sia l'umiltà di corrispondenza. E' necessario che chi entra non pensi di apportare un vantaggio ma di riceverlo. Delle vite religiose ce ne sono di tre qualità: la prima è quella semplicemente religiosa come la claustrale; la seconda è la vocazione religiosa e apostolica che è una vita che unisce i meriti della contemplazione e della vita attiva; la terza riguarda il sacerdote.
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6. Apprezzate tanto la vostra vita religiosa. Su questa terra la suora che sa pregare e lavorare ha molta più stima ed avrà i meriti raddoppiati in cielo.
Siate liete sempre e imparate anche la socievolezza tra di voi.

Albano Laziale (Roma)
11 luglio 1957

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80 Albano Laziale (Roma), 11 luglio 1957