Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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51. IN LUI VIVIAMO, CI MUOVIAMO, STIAMO (ALLE NOVIZIE)51
1. Adesso si può dire che siete al centro del noviziato. Siete arrivate al punto di stabilirvi proprio in Gesù buon Pastore. Il Signore viene a noi sacramentalmente nella comunione, ma poi continua a rimanervi spiritualmente, quando scompaiono le specie eucaristiche: dimora nella nostra anima che è allora come un Tabernacolo vivente.
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2. Tutta la santissima Trinità abita in noi perché vi sta Gesù e Gesù sta col Padre e con lo Spirito Santo: vi si stabilisce come se l'anima fosse una pisside.
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3. Se arrivate al punto di sentire questa dimora di Gesù in voi, la vostra vita si unirà talmente a Lui che opererete solo per Lui, con Lui, in Lui. La santissima Trinità opera nella mente.
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4. Il Figlio ci comunica quella sapienza che è compresa solo dal cuore umile: «Ti ringrazio o Signore che hai nascosto queste cose ai grandi e le hai rivelate ai piccoli» (Lc 10,21) e che produce pensieri santi, fa capire le anime. Agisce sulla volontà e fa agire come opererebbe Gesù stesso. Quando avvicino le suore piene di Dio mi sembra di avvicinare Gesù.
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5. Vedete se in questo tempo Gesù vi attira e vi fa sentire la sua presenza. Se non spezzerete l'unione intima con Lui, spargerete sempre attorno a voi un grande profumo che dirà agli altri che Gesù è in voi. Allora non si pecca più, non vi sono più parole imprudenti ed atti sconvenienti.
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6. Anno per anno non è che si cada, che si vada indietro, che passi la poesia della pietà o del noviziato, ma Gesù si inserisce sempre più nel cuore, si stabilisce sempre più nell'anima. Si è allora semplicissime, umili, svelte, sempre virtuose.
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7. Questa spiritualità a parecchie pastorelle il Signore l'ha comunicata bene, perché si sono lasciate prendere totalmente da Gesù. Gesù per mezzo di questa unione si comunica a tutto l'essere, anche al corpo che andrà all'umiliazione del sepolcro, ma che ha in sé il germe dell'eternità. Tutte le comunioni trasformano sempre più le anime: il cuore, la lingua, lo spirito di obbedienza, la delicatezza, tutta la persona.
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8. Questo tempo è preziosissimo e se potete stabilire sempre più radicalmente questa unione ed essere investite sempre più di Gesù, il noviziato darà allora un grande frutto: sarete altrettante Gesù buon Pastore. Pregare per ciascuna e ciascuna per tutte, per un frutto maggiore. Non basta apprendere la tecnica, non ci deve essere soltanto esteriorità! Ci vuole anche questo, ma tutto deve sgorgare dall'animo: «In Gesù viviamo, ci muoviamo e stiamo» come predicava san Paolo nell'Aeropago di Atene.
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9. Fate una detestazione generale di tutto ciò che ha offeso Gesù, in particolare dell'incorrispondenza alla grazia, al fine di far posto alla santissima Trinità: sentirla, portarla con rispetto nella letizia, affinché sia una espansione di Dio che ci guida e ci anima.
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10. Pensavo da tanti anni che si potesse arrivare a questo dalle pastorelle, ma si è fatto più della tecnica: ora però si va sempre più attuando. La pastorella deve portare in sé Gesù! Ed allora influisce su tutti i fedeli, anche sul parroco, ed in particolare sulle anime affidate alle sue cure: sulla gioventù femminile, sui piccoli, sugli ammalati. Al centro il tabernacolo, il parroco a destra, le pastorelle a sinistra.
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11. Volete fare questo passo? Non molte parole, ma sentire quello che Gesù vi dice nel cuore. Sono persuaso che il Signore lavora molto in voi, ma vorrei che lo lasciaste lavorare di più. La vita di Gesù in noi sia sentita, sia intima comunicazione: che entri ovunque e sia tanto operante e trasformante.
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12. La comunione è la Pasqua, è il Natale di ogni giorno ed è la comunicazione di Gesù alle anime: del suo spirito, della sua volontà. Questo non significa che dobbiate diventare tristi, perché Gesù è letizia, ma che possiate trasformarvi.
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13. Anche nella visita fare sì che non sia solo un movimento di preghiere, ma dire le stesse cose che Gesù dice al Padre suo celeste, pregare in Lui e con Lui, fare una fusione con Gesù per essere una cosa sola con Lui. Egli prega con noi, per noi, in noi.
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14. Le nostre preghiere allora hanno valore perché sono fatte con Gesù, con le Sue stesse intenzioni, i Suoi desideri, le Sue lodi, le Sue suppliche e riparazioni. Vorrei che andaste nella parrocchia non con una tecnica soltanto!
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15. Sentire e pensare con Gesù buon Pastore per essere sale che feconda, preserva e risana. In questo tempo, nella preghiera la vostra anima sia libera e si lasci prendere da Gesù che opera, parla comunica i suoi sentimenti: è questa la libertà di amare. Essere animate, guidate, impregnate dello spirito del buon Pastore ovunque andrete. Il Signore vi conceda queste grazie.
Portate e glorificate Gesù.

Albano Laziale (Roma)
19 gennaio 1957

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51 Albano Laziale (Roma), 19 gennaio 1957