Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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Anno 5 – N. 8 – 15 Dicembre 1923 – Bollettino mensile – Conto corrente colla Posta

UNIONE COOPERATORI BUONA STAMPA


Opus fac Evangelistae
(II Tim. IV 5)



ALBA – Scuola Tipografica Editrice - ALBA
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UNIONE COOPERATORI BUONA STAMPA


Opus fac Evangelistae (Tim. IV – 5)



IL PAPA PARLA DELLA STAMPA


Il potere che sempre guadagna

«Mentre tutti i poteri sembrano indebolirsi e perdere, il potere della Stampa è l'unico che non solo mantiene le sue posizioni, ma sempre ne guadagna» ha detto Pio XI.
Il Papa, in cui pulsa tutta la vita della Chiesa, il Papa che ha la visione delle vicende del mondo e dei poteri, il Papa che è il maestro dei popoli, il Papa che sorge sempre adatto ai tempi e suggerisce i mezzi di bene più adatti ed efficaci ai bisogni della vita che vivono i suoi figli, di questi giorni, durante la visita dei Sovrani di Spagna, ha pronunciato, ha lasciato per ricordo ai giornalisti cattolici di Spagna quella grave sentenza. Sono gravi le parole, è formidabile il paragone, è ammonitrice la posizione, che il Papa attribuisce alla Stampa.
Gli altri poteri umani cadono, la Stampa resta e guadagna sempre: guadagna il pensiero, guadagna i costumi, guadagna i governi, guadagna le popolazioni.
La prima grande, magnifica, vittoriosa battaglia in difesa della Chiesa fu combattuta in Francia nel secolo scorso. Uno dei capitani è stato Luigi Veillot.
L'indipendenza Italiana fu preparata col giornale: i colpi di giornale, furono più efficaci che i colpi di cannoni: e gran parte dell'Italia fu unita a Savoia a colpi di giornali quasi esclusivamente. La vittoria di Vittorio Veneto, i nostri reduci, la chiamano una brillante vittoria della Stampa, che non colpi l'Austriaco, ma congiunse il popolo italiano e orientò il nostro soldato.
I poteri umani cadono: la Stampa ne suscita dei nuovi: i nuovi reprimono la Stampa dissidente, ma nutrono i giornali che li sostengono e perché li sostengano.
Ma le più gravi conquiste sono le conquiste delle coscienze: oggi nelle coscienze trionfa la stampa; e trionfa anche in tutti quei paesi e in quelle case dove non entra, perché forma l'ambiente. I cattolici di oggi non possono in coscienza trascurare il posto e il potere invincibile e sempre vincitore della Stampa.
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Lasciamo in disparte i fatti pontici: la stampa sta al suo posto come difesa della Chiesa e come divulgatrice della Religione.
La Pia Società San Paolo per l'apostolato della Buona Stampa è nata nell'ora propizia, e Dio le dà misericordia e grazie, perché vive nella sua ora. La Pia Società San Paolo, come casa non è un ricovero di bambini bisognosi, non un istituto di apprendisagio; ma
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un Seminario di formazione degli Apostoli e dei Missionari della Buona Stampa. Così l'istituto delle Figlie di San Paolo.
Come, editrice non è una tipografia di esecuzione di lavori commerciali, che intende vivere a stampare libri a più, buon mercato: è anche questo un gran segreto di bene: la preparazione esige poi molti adattamenti, come nei missionari che esplorano la terra da evangelizzare. È invece una casa di iniziative: quelle esistenti saranno sviluppate: altre saranno prese secondo che ci guiderà la Divina Provvidenza.
La Pia Società San Paolo si pone a fianco e a servizio del ministero parrocchiale, si pone a fianco, accanto ai parroci e intende coadiuvarli per la parte che deve avere la Buona Stampa nella evangelizzazione del loro popolo.
Efficaci iniziative sono ora: l'opera delle mille messe per propiziare Iddio sulla Stampa, il giornale settimanale per l'istruzione delle masse popolari in diocesi; l'opera prosperosa del bollettini parrocchiali diffusa in tutta Italia, che portano, nelle famiglie, la parola del Parroco e della fede; l'opera delle biblioteche circolanti e popolari che sono pascolo salutare delle molte anime sitibonde di lettura; i depositi-rivendita per la formazione della pietà; l'opera antiblasfema per purificare l'Italia dal cancro che l'umilia e la fa cattiva davanti a Dio; la Società biblica per la diffusione dei vangeli nel popolo. Oh! il campo è ancora tanto vasto!...
E tutti i Cooperatori devono dar modo di compiere questo bene e di parteciparne.

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La divina Provvidenza, è la madre di questa Casa: la Pia Società non è nata da sé.
Qual tratto di misericordia di Dio è oggi la vocazione alla Buona Stampa, quale grazia è il poter cooperare allo sviluppo della Buona Stampa!
Attorno alla B. Stampa, e attorno a S. Paolo, e attorno alla Pia Società S. Paolo si dovrebbero raccogliere molti amici, molti più cooperatori: è l'ora della Buona Stampa: come attorno a Santo Francesco e ai suoi figli si raccoglievano i fedeli di quei tempi, e aiutavano il nascente istituto a svilupparsi, e tenevano come S. Elisabetta le vesti ai religiosi.
Forme di cooperazione sono ora: la pensione per un Missionario Buona Stampa; unirsi alla Casa nelle varie iniziative, pregare per questo apostolato, portare aiuti materiali nelle diverse forme che il bollettino suggerisce. Il Signore sarà a noi il cibo della immortalità.

L'Immacolata e il Natale

La festa di Maria Immacolata cade dopo la prima domenica di Avvento: è un faro che illumina tutto questo tempo di aspettazione e di preparazione al Messia.
Al primo uomo caduto per l'invidia del serpente fu promesso il liberatore: il Messia liberatore sarebbe il frutto di una Donna grande. La Donna avrebbe schiacciato il serpente: e questa Donna è Maria Immacolata.
La maggiore maledizione e la più terribile condanna che Dio inflisse al serpente tentatore fu questa: Io porrò l'inimicizia più assoluta e totale fra te e la donna, tra il tuo seme e il suo Seme, Ella ti schiaccerà il capo, e tu continuerai ad insidiare alle sue calcagna, ma invano.
Ecco Maria Immacolata: la Donna per eccellenza, la creatura tutta bella, preservata dal peccato originale, e piena di grazie fin dal primo istante della concezione: ecco Maria, la nemica del peccato, la debellatrice del demonio, il terrore dell'inferno.
Nel Santo Natale Gesù Cristo ha incominciato il suo regno: il regno del Salvatore si estende sui popoli, ma prima nei cuori: ma contro il regno di carità, di pace e di bene dell'amabilissimo Redentore si schiera e s'oppone e combatte con ogni arma il demonio: la città di satana fa guerra alla città di Dio: E satana
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assume le vesti e le armi più adatte ai tempi: nel giardino terrestre prese forma di serpente: contro Gesù prese la forma del tiranno Erode, e cercò a morte il neonato Bambino, e poi di Sinedrio e di Pilato che lo condannano: poi il demonio si chiamò eresia, poi mussulmani, poi scisma, poi impero, poi Lutero, poi razionalismo, modernismo: oggi il demonio ha preso forma di carta; si è incartato, si chiama libro galeotto, si chiama giornale perverso.
La Stampa si vince con la Stampa.
Maria Immacolata è la condottiera sempre vittoriosa delle anime apostoliche, ricche di grazia e nemiche del peccato, che piene di fede e ardenti di amore, militi di Gesù Cristo colla parola e colla stampa, sono scese in battaglia contro il demonio e il regno di satana, per conquistare a Gesù Redentore cuori e nazioni.
Maria vinse il serpente, Maria spezzò tutte le eresie, Maria vince oggi la stampa cattiva: anche per questo titolo Maria è la Regina degli Apostoli.
Amici Cooperatori, che volete bene a Gesù Bambino e desiderate vederlo da tutti conosciuto e da tutti amato... domandate questa grazia ai piedi del Presepio, e date mano a Maria.
E tu, Maria Immacolata, copri col tuo manto, e porgi il tuo aiuto a tutti quanti, in questa valle di lagrime, lottano contro l'inferno, e lavorano per il Cielo.
E tu, Gesù Bambino, Via, Verità e Vita, abbi pietà dei nostri desideri, concedi a noi la grazia di amarti e di lavorare per te, e la tua misericordia fecondi ogni mezzo di bene e l'opera della Buona Stampa.


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Combinate le esigenze postali, ritorniamo al bollettino «Unione Cooperatori Buona Stampa».
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Anime zelatrici! Riflettete a quanti preziosi meriti pel cielo vi potete guadagnare cercando, trovando inscritti all'opera delle Mille Messe!

Natale e Capo d'Anno ai nostri giorni

Tutti gli anni i nostri amici e cooperatori vanno a gara per rendere più allegre le Feste di Natale e Capo d'Anno ai nostri giovani.
Ceste, cestini, scatolette e scatoloni piene di alcunché di dolce e gustoso che fa saltare i ragazzi dalla gioia, vengono indirizzati alla Pia Società S. Paolo.
Quest'anno la famiglia è aumentata: siamo circa 300 e sarebbe bene qualcosa in più!... Tutto s'accetta... aranci, pere, panettoni, dolci ed anche qualche bottiglia di vino proprio buono.
I ragazzi accoglieranno festosi; faranno i dovuti onori ai doni e pregheranno Gesù Bambino per i loro benefattori.
Amici, Cooperatori, acquistatevi ancora questo merito!
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I PAOLINI DEI TEMPI APOSTOLICI

S. Filemone e S. Appia - 22 Novembre

Filemone era un ricco negoziante di Colossi: Appia era la sua donna: aveva un figlio di nome Archippo, il quale, secondo alcuni, fu Vescovo di Colossi, dopo che venne imprigionato il Vescovo Epafra. Aveva pure uno schiavo ancora pagano, di nome Onesimo, schiavo, come dicevano e appariva davanti ai pagani; ma Filemone lo considerava come un servo a vita come un famiglio, e lo trattava come uno della sua casa. San Paolo aveva convertito e battezzato questo ricco signore ad Efeso: ed egli aveva appreso subito a procurarsi, coi tesori materiali, dei tesori spirituali e soprannaturali ed eterni pel Cielo. Aveva messo la sua casa a disposizione dei cristiani e in essa convenivano il Vescovo, i sacerdoti e i fedeli: il Vescovo Epafra predicava la parola di Dio, celebrava le sacre funzioni e distribuiva il pane eucaristico.
La casa di Filemone ed Appia era diventata la casa di Dio: essi vivevano nella casa di Dio: e vicino a Dio crescevano in grazia ed in virtù. Era di buon esempio a tutti in Colossi la loro carità, nel fare elemosine e nel sovvenire prudentemente chiunque avesse bisogno.
Filemone ebbe l'onore di ricevere una lettera scritta da S. Paolo inspirata dallo Spirito Santo: una delle lettere che formano il corpo della S. Scrittura. Onesimo, il servo, abusò della bontà di Casa Filemone, e si rese infedele: danneggiò gravemente il suo padrone: rubò in casa una grossa somma, e scappò: fece come il figliuol prodigo, e venne a Roma cogli amici, e trovò modo facile di scialacquare presto la vistosa sostanza portata via a Filemone.
Era poi ridotto alla miseria, e sentì parlare di Paolo, prigioniero in Roma con Epafra: e studiò il modo di farsi conoscere; e San Paolo lo riconobbe. Povero Onesimo! aveva bisogno di tutto ma prima della fede. San Paolo lo istruì e lo battezzò, e lo pregò di rimanere con lui, per servirlo: ne aveva tanto bisogno! Ma prima volle che Onesimo andasse a chiedere perdono e a prendere licenza da Filemone: e lo mandò a Colossi con Titico, e gli diede in mano una lettera por Filemone, una epistola inspirata. In essa S. Paolo ragionava coi motivi del cuore, e fa leva sul cuore di Filemone e di Appia, dice così: Paolo, prigioniero di Gesù Cristo, col fratello Timoteo: a Filemone nostro fratello e cooperatore, ad Appia sorella carissima, ad Archippo nostro compagno di ministero, grazia e pace... Io faccio sempre memoria di te nelle mie preghiere... per questo benché con molta fiducia ti possa comandare quello di cui ho bisogno, tuttavia ti prego, siccome sei tale, io Paolo vecchio ed ora anche prigioniero per Gesù Cristo.
Ti prego per questo mio figlio che ho generato alla fede fra le catene, Onesimo, questi un giorno ti fu dannoso ma ora è utile e a te e a me: tu accoglilo quindi come mie viscere: avrei ora voluto tenerlo con me, ma non lo faccio senza tuo consiglio, perché il bene che fai diventi volontario... Ora egli non è più uno schiavo, ma un fratello carissimo, di qualunque cosa ti sia egli debitore, passa il debito su me.
Io Paolo ti scrivo queste cose di mia mano: ma tu devi a me tutto te stesso. Sì, o fratello, ricrea le mie viscere; confido sulla tua obbedienza, ma tu farai più ancora!
Quanta famigliarità di cuori, e quanta tenerezza di affetto. È un altro carattere della santità di Filemone e di Appia: la devozione e la famigliarità con S. Paolo. S. Filemone riammise Onesimo nella sua famiglia: e lo rinviò poi a San Paolo, come uno dei suoi. Onesimo divenne poi Vescovo di Colossi e fu santificato. Filemone, secondo i Greci, morì martire.
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I Cooperatori di America

Anche nella lontana America San Paolo ci ha cercati e fatti trovare amici e Cooperatori entusiasti dell'opera della Buona Stampa.
Sono Sacerdoti, Signore, Signorine e giovanotti, i quali lavorano con intensità e zelo per la Buona Stampa.
Un Arcivescovo ci inviava il suo plauso accompagnato da una cospicua offerta.
Un signore dalla California ci inviava parte dei frutti dei suo lavoro e risparmi per aiutare un'opera così potente di bene.
Alcune Signore da New York ci mandano, di tanto in tanto, i frutti dei loro sacrifici e della loro propaganda.
Un Sacerdote, da Arequito, giorni fa ci scriveva:
«Dalla lettura del Bollettino della Pia Società ho potuto apprezzare coi sensi di profonda ammirazione, l'importanza di cotesta istituzione, cotanto necessaria.
Il Signore voglia concederle tutti gli aiuti necessari a proseguire con entusiasmo l'opera ardua.
Io, da parte mia, non posso darle grande aiuto, perché mi trovo ancora coi lavori di questa chiesa; però vorrà accettare, come attestato d'adesione alla opera sua, il piccolo dono di 100 lire che rimetto unitamente per giro bancario.
Mi raccomando alle loro preghiere e mi pregio rassegnarmi...».
Specialmente per l'opera delle Mille Messe lavorano i nostri Cooperatori d'America.
Colà l'ascoltare la Messa non è cosa facile come da noi: più poche sono le chiese, e grandi talvolta le distanze. Si sente maggiore il bisogno della Messa, si comprende di più il valore e l'efficacia di essa, si sente più impellente il desiderio di parteciparvi.
E l'opera delle Mille Messe incontra e si diffonde. A New York, a Buenos Aires, nel Messico, nella California, Sacerdoti, Signore e Signorine, lavorano attivamente contente e comprese dell'importanza del loro Apostolato.
Il Signore benedice il loro lavoro; hanno già trovato inscritti e continuano, instancabili per guadagnarsi il paradiso, per salvare anime.
Un giovanotto ci scriveva in questi giorni tutto contento e soddisfatto di avere già riempito due bollettari; che continuava nel lavoro nella speranza di riempirne molti altri.
Il Sangue di Gesù, che misticamente si versa nel S. Sacrificio, scenderà su queste anime sugli inscritti e non sarà anche per loro sparso invano.

Date alla Chiesa un Missionaria Buona Stampa

Il Bambino Gesù è venuto per salvare il mondo: il sacerdote è posto per salvare il mondo, San Paolo lo scrive molto chiaro: il sacerdote è il continuatore della missione di Gesù: il sacerdote è un altro Gesù.
Le mammine dei sacerdoti missionari Buona Stampa, sono come la Santa Madonna, le salvatrici del mondo. Tutti i piccoli chierichetti mandarono per il Santo Natale gli auguri più affettuosi e figliali alle loro benefattrici e ai loro benefattori, e a tutte le persone che lavorano e pregano e offrono per formarli altri Gesù. A queste persone che creano nuovi salvatori al mondo, il Salvatore del mondo nel suo Natale sarà specialmente largo di grazie e di favori,
Dio ascolta le preghiere di quelli che verranno i suoi ministri; e abbiano fiducia le anime che chiedono preghiere.
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San Paolo vince il mondo
"Il mondo e a me crocifisso e io al mondo"

La Chiesa introducendoci nel tempo di Avvento, ci ricorda l'umanità del mondo. Gli Apostoli sono la luce del mondo, il sale del mondo: per questo sono odiati dal mondo: ma i santi che, più calpestarono le vanità del mondo e furono più perseguitati, conquistarono il mondo a Dio.
San Paolo calpestò le vanità del mondo affrontò la contraria corrente del mondo e la vinse, affrontò la potenza del mondo e la vinse.
Egli era nobile discepolo del più illustre dei Rabbini, istruito nelle lettere greche e profondo nelle sacre scritture, stimato dal Sommo sacerdote, rispettato dai condiscepoli, temuto dai cristiani: una posizione invidiabile gli preparava il mondo: Gesù lo atterrò sulla via di Damasco; a Damasco riceve il battesimo e poi si trova davanti alla scelta: il mondo gli propone la gloria, Gesù Cristo gli propone ignominia e patimenti: S. Paolo non esita: egli ha scelto Gesù.
La lettera ai Romani e la lettera agli Ebrei pulsano di amor patrio: dell'amore che San Paolo nutriva per la sua terra e per la sua nazione: Gesù gli propone per suo campo di evangelizzazione le nazioni gentili, i popoli idolatri: S. Paolo non esita e sceglie Gesù.
«Noi non abbiamo quaggiù la nostra patria permanente, ma siamo destinati ad un'altra: sulla terra siamo ospiti e pellegrini: da questo mondo non ci porteremo via nulla: come nulla con noi abbiamo portato, quando vi siamo entrati: quindi coloro che si servono di questo mondo, se ne servono come se non se ne servissero».
Gesù Cristo ci ha liberati dagli elementi di questo mondo, perché ci lasciamo ancora imporre dal mondo il giogo?
Il mondo è condannato da Dio, ed esso, per parte sua, condanna e perseguita
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i santi, perché non è degno di loro.
Il mondo di S. Paolo aborriva la croce: per i giudei era uno scandalo, per i gentili era una stoltezza. San Paolo esclamava invece: «e noi predichiamo Gesù crocifisso: ed io non conosco altri che Gesù, e questo crocifisso: e sia lungi da me ogni altra gloria, io mi glorio della croce del Signore nostro Gesù Cristo, e solo in esso mi glorio: il mondo è per me crocifisso ed io sono crocifisso al mondo: poiché se cercassi di piacere agli uomini, non sarei amico di Gesù Cristo».
Il mondo lo derideva ed egli non si stupiva, poiché «noi non abbiado ricevuto lo spirito di questo mondo, ma siamo giudicati dallo spirito di Dio».
Il mondo ride? «La sapienza di questo mondo è stoltezza presso il Signore, al Signore piacque di far salvi gli uomini per mezzo di quella predicazione, che il mondo reputa stoltezza».
Il Vangelo infatti nei primi tempi fu poco accettato dai grandi del mondo: i poveri e gli umili formano il popolo cristiano dei primi tempi, e i grandi rimproveravano alla Chiesa di esser composta di gente umile.
Considerate quelli che abbracciarono la fede «non molti i sapienti, non molti i potenti, non molti nobili secondo il mondo: ma gli stolti secondo il mondo elesse Iddio per confondere i sapienti: e i deboli secondo il mondo elesse Iddio per confondere i forti; e gli ignobili secondo il mondo, quelli degni di spregio, e quelli che sono tenuti per niente elesse Iddio per distruggere quelli che credono di essere qualche cosa».
«E penso che Dio abbia esposto noi Apostoli, come gli ultimi e i più abbietti degli uomini; come condannati alla morte, — e noi siamo diventati lo spettacolo del mondo, degli angeli e degli uomini. — Secondo il mondo noi siamo stolti per Gesù Cristo, noi siamo deboli, noi siamo spregevoli: — e tutt'oggi, soffriamo la fame e la sete, e siamo senza vesti, e veniamo schiaffeggiati, e non abbiamo un paese ove fermarsi e ci affanniamo per lavorare colle nostre mani... maledetti... perseguitati... bestemmiati... siamo diventati come la spazzatura del mondo, e la feccia di tutti: e tali siamo oggi davanti agli uomini del mondo, ma se io piacessi agli uomini non sarei amico di Gesù Cristo. Così voi che vivete nel mondo usate di questo mondo come se non ne usaste».
E si fece condurre nell'Areopago, il maggior tribunale e la maggior università del mondo, e là parlò di Gesù, e convertì S. Dionigi e altri areopagiti.
E affrontò il mondo, non con parole che piacevano al mondo, cercando di persuaderlo con dottrina di umana sapienza, ma con lo spirito e la virtù.
E vinse il mondo, vinse perché non aveva voluto piacergli.
E San Paolo fa di più: marcia contro il mondo.
Atene viveva immersa negli affari, nei divertimenti, nella filosofia pagana: San Paolo era forestiero, era ebreo, era piccolo, e ogni giorno si portava nel foro e introduceva discorsi sulla religione cristiana, e parlava di Gesù: gli epicurei e gli stoici lo attaccavano: e alcuni dicevano: ma che vuol dire questo chiacchierone! San Paolo continuava l'offensiva.
Il Salvatore è l'erede del mondo, e noi dobbiamo darglielo tutto. «Noi, fedeli cristiani, siamo i giudici del mondo, il mondo sarà giudicato in noi il mondo è nostro». Ed egli sapeva prenderselo: a Cipro ha conquistato il proconsole Paolo; a Efeso si fece portare i libri proibiti e ne fece il falò, ai Corinti scrisse e li fece piangere tutti: a Roma, prigioniero del mondo perché non piaceva al mondo, sempre vigilato da un pretoriano, predicava al mondo, e convertiva gli ebrei e i romani. La vita di S. Paolo, e la sua predicazione ci dà un monito: se vogliamo conquistare il mondo, dobbiamo non piacere al mondo.

Amici Cooperatori!

Un preziosissimo dono per Natale e Capo d'anno farete ai vostri defunti inscrivendoli a partecipare al frutto delle Mille Messe, che ogni anno e per sempre si celebrano dai Sacerdoti della Pia Società S. Paolo per i loro benefattori. Basta una offerta di L. 10 una volta per sempre.
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Nella Pia Società S. Paolo


Buon Natale
A tutta la famiglia dei Cooperatori, che cercano la gloria di Dio, Gesù, nel S. Natale, sia apportatore di quella Pace vera e sola che gli Angeli cantavano sulla capanna di Betlemme agli uomini di buona volontà.


Cenni storici generali della Pia Società S. Paolo

La Scuola Tipografica era editrice del Buon Angelo, della Gazzetta d'Alba, di vari corsi di Dottrina Cristiana e di alcune operette ascetiche: fin dagli inizi si doveva essere casa non tipografica, ma di iniziative, e il fine si concretava e si conquistava a passi. Venne dato alla casa il nome di Scuola Tipografica Editrice: ma la Scuola Tipografica non doveva rimanere che una funzione della Pia Società San Paolo.
Ma la missione della Buona Stampa è l'apostolato dell'opera presente: oggi i testimoni di Gesù Cristo sono gli operai della Buona Stampa: la necessità di questo lavoro per la difesa della Chiesa e per la diffusione del Vangelo è sentita e pulsa fortemente nelle anime grandi.
Il Cardinale Pietro Maffi di Pisa vide con viva compiacenza sorgere e crescere la tenera pianticella della Pia Società San Paolo, seminata da Dio e fatta nascere all'ombra del Vescovo di Alba, Mons. Giuseppe Francesco Re.
La prima volta che il Sig. Teologo fece visita a Sua Eminenza, ebbe, al primo incontro, queste parole dal Cardinale: «Io ho sempre seguito la sua opera; è la Provvidenza di oggi. La Chiesa ha bisogno di un ordine religioso di Tipografi e Scrittori! come un giorno aveva i Benedettini che copiavano le carte ... a che punto si trova questo ordine?
— Eminenza, suma furic...
— Continui ad ogni costo in questa opera. Se io avessi 20 anni mi ci metterei a fondarla, o entrerei io in questa famiglia Congregazione.
Il Card. Richelmy di Torino più volte benedisse e fu lieto della nuova famiglia che Iddio si formava nella Chiesa subalpina per il bene della Chiesa.
Naturalmente però il tappeto aveva anche il suo rovescio.
La Divina Provvidenza che mandava in Casa le vocazioni, mandava alla Casa e alle vocazioni i cooperatori e gli aiuti: è una prova divina che la Casa era sua: e che il Signore voleva bene alla sua Casa: con S. Francesco il Signore aveva anche fatto così. I cooperatori sono approvazione e argomento di fede: e Dio li mandò, mentre la sua casa era nascosta nel nulla e il fine discusso o ignorato: ed essi ricevettero la grazia e vi corrisposero fedeli, e perseverarono a voler bene ai piccoli apostoli, trascurando le molte dicerie, e contro il gelido soffiare dei venti contrari. E furono cooperatori con preghiera, cooperatori con offerte, cooperatori con opere di stampa o di propaganda: l'Unione Cooperatori Buona Stampa che Mons. Vescovo approvò e benedisse nel 1918 e il santo Padre arricchì di indulgenze nel 1923, mise solo in forma di statuto quello che già facevano i cooperatori, che lavoravano non stretti in unione, senza particolari indulgenze, per una famiglia che camminava per vie spesso oscure. Li sosteneva la fede in Dio, e la carità verso Iddio e le anime:
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quella era la fede delle grandi vittorie: e il libro della vita, ebbe certo scritte pagine fulgenti per i primi amici, che si offrirono a Dio docili mezzi per alimentare l'apostolato dell'ora, la missione della Buona Stampa; che si concretava in una piccola famiglia religiosa.
I primi cooperatori furono della diocesi d'Alba: ora la famiglia dei cooperatori ha membri in tutta Italia, in Europa, in America: le preghiere si innalzarono a Dio ferventi e copiose fin da principio: gli aiuti vennero proporzionati ai tempi: dapprincipio bisognava comperare le macchine, ed una prima generosa offerta mise in grado di poterlo fare: una pia signora istituì in Casa una messa perpetua ogni mese, e fu il principio dell'opera salutare e benefica delle 1000 Ss. Messe; poi si ebbe bisogno di tanti soccorsi in natura e i cooperatori li portarono; il Sig. Teologo non poteva più attendere alla correzione delle bozze, e i giovani eran ancor troppo giovani: Dio mandò la persona istruita che faceva ogni settimana quel lavoro con passione di apostolato; i giovani avanzarono negli studi, occorreva un aiuto per la scuola superiore e fu pronto l'insegnante.
Poi si ebbe anche bisogno del medico, perché la famiglia cresceva, e si rendevano perciò abbastanza frequenti i disturbi, e il medico si offrì da se stesso a visitare gratuitamente in ogni caso; più tardi, quando si ebbero relazioni editoriali più larghe, quando si ebbe a fare contratti, nacquero anche i problemi di diritto sociale, e qualche contestazione giudiziale, e la Divina Provvidenza diede alla casa l'avvocato che è contento di assumersi e condurre le pratiche per divozione a S. Paolo, fidente nel premio che Dio promette a chi lavora per lui.
E la Divina Provvidenza fu generosa e di misericordia copiosa: i cooperatori tecnici, diciamo così, sono campioni dell'arte, e della scienza, e della dottrina: di cui potremo a suo tempo fare i nomi a buona edificazione, a gloria di Dio. Una signora, tra i cooperatori, ebbe assegnato dalla Divina Provvidenza un ufficio materno: fu la signora Amalia Vitali Cavazza.

NOTIZIETTE MENSILI
Nuovi Sacerdoti

Un prezioso regalo ci porterà Gesù nel Santo Natale. I nostri tre Diaconi: Borrano Pietro, Chiavarino Giovanni, Costa Desiderio vengono nella vigilia di Natale ordinati Sacerdoti. Per la prima volta Gesù scenderà tra le loro mani e l'offriranno al Padre Celeste anche per tutti gli amici e Cooperatori.
Saremo così undici Sacerdoti in Casa, e undici Messe al giorno! Tornerà di molta consolazione ai nostri Cooperatori. Per undici volte al giorno saranno presentati al Signore i loro bisogni particolari ed il sangue di Gesù scenderà propizio su di loro!

Il Natale

Il Natale sarà passato da tutti in Casa. La Casa nostra è una famiglia, ed i giovani si affezionano volentieri, sentono meno il bisogno di portarsi in vacanza.
Parlano con piacere delle funzioni che si faranno in quel giorno, delle Messe di mezzanotte e della relativa... polenta. Sarà giorno di molta preghiera, di divertimento, di allegria.

Esami

Prima delle feste natalizie si daranno gli esami a tutti gli alunni. I genitori riceveranno le pagelle e potranno constatare il progresso dei loro figli.

Per il Natale e Capo d'anno

I nostri giovani inviano ai loro genitori, fratellini, sorelle, parenti ed amici i migliori auguri: nella messa del S. Natale, quando stringeranno Gesù Bambino nel loro cuore, li ricorderanno in modo speciale, e Lo pregheranno a far scendere su loro le sue grazie particolari.
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Associazione Generale Biblioteche
Pia Società San Paolo – Alba (Piemonte)


Ricordiamo a tutte le Biblioteche associate il loro dovere di farci tenere al più presto la QUOTA DI ASSOCIAZIONE PER L'ANNO 1924 per continuare a godere dei privilegi concessi ai nostri Soci e per mantenere salde e compatte le forze della nostra Giovane Istituzione che dovrà fare tanto bene.
È così piccolo in proporzione ai benefizi che si ottengono, il contributo di L. 10 annue che vi chiede l'Associazione!
Eppure vi sono di quelli che ancora devono adempire il loro dovere per l'anno corrente 1923. Parecchi hanno dimenticato la tassa d'inscrizione di L. 5. Preghiamo tutti a voler mantenere il loro impegno.

La Circolare del Presidente Nazionale G. C. I.

L'Ill.mo Avv. Camillo Corsanego, Presidente Nazionale della Gioventù Cattolica, è stato sempre zelante apostolo delle buone letture.
Lo ricordano bene i Giovani Cattolici Genovesi, i quali hanno avuto la fortuna di averlo a capo delle loro organizzazioni.
Ora ha voluto esortare vivamente tutti i Giovani Italiani ad occuparsi di questo ramo tanto importante di Apostolato. Per poter presentare subito le cose in maniera che fossero più facili ad attuarsi, venuto a conoscenza della nostra organizzazione in favore delle Biblioteche ci ha incaricati di fornire noi stessi il materiale necessario, e manda a tutti i Circoli Giovanili la seguente lettera:

"È volere dell'augusto Pontefice che tutti, e specialmente le istituzioni cattoliche cooperino alla maggior diffusione della Buona Stampa, sia combattendo con ogni mezzo la cattiva, sia procurando alla buona, il maggior numero di aderenti e sostenitori".
Per la diffusione del pensiero cristiano, delle massime del Vangelo oggi è mezzo principe il giornale e il libro cattolico.
Crediamo perciò opportuno ora, che si avvicina la stagione del raccoglimento e delle buone iniziative, ricordare a tutti i Circoli l'alta importanza, per la formazione religiosa, intellettuale e morale dei giovani, di una biblioteca di buoni libri, scelti con giusto e sano criterio; importanza che diventa una vera necessità specialmente nei grandi centri, dove con molta facilità, si possono avere dai giovani pubblicazioni tutt'altro che adatte a educarne la mente e il cuore. Tutti ormai si è compresi della urgenza di porre argine al dilagare delle cattive letture, opponendovi il contraveleno dei giornali e libri buoni.
Ed è per questo che siamo lieti di annunziare che per l'istituzione, pel corredamento e rifornimento di buone biblioteche, i Circoli della G. C. I. per il nostro interessamento, potranno avere facilitazioni specialissime dalla Pia Società San Paolo per l'Apostolato della Buona Stampa in Alba (Piemonte) alla quale tutti potranno rivolgersi per schiarimenti, acquisti di libri delle principali case cattoliche italiane, avendone le più ampie facilitazioni di sconto e di pagamento. Specialmente raccomandiamo l'Associazione Generale Biblioteche, istituita presso la Pia Società, federandosi alla quale si avranno maggiori sconti e facilitazioni.
Roma, 14 Ottobre 1923.

Avv. Camillo Corsanego.



Il nuovo Catalogo per Biblioteche

Abbiamo preparato un nuovo catalogo dei volumi che teniamo disponibili per le Biblioteche Circolanti. Questo catalogo è più completo, ben rifornito
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di tutti quei volumi che possono occorrere e permette una larga scelta, adatta a qualsiasi classe di persone, ai bisogni particolari dei diversi luoghi.
La prima parte comprende lo statuto dell'Associazione, con l'elenco di tutti i favori e benefizi a cui hanno diritto tutti i soci dell'A. G. B. - Seguono le due collezioni di Romanzi o Avventure stampate per le Biblioteche dalla Pia Società San Paolo.
La seconda parte comprende i volumi stampati dalle principali Case editrici cattoliche Italiane e comprende due categorie di edizioni. Alcune, che abbiamo potuto avere a buone condizioni, vengono pareggiate alle nostre per gli sconti. Altre invece, in minor numero, ci vengono concesse con sconto mitissimo e anche noi le dobbiamo dare alle nostre Biblioteche con uno sconto minore, restando a nostro carico la spesa del trasporto dalla Casa editrice ad Alba: su queste edizioni si concede a tutti i soci dell'A. G. B. lo sconto del 15 per cento per ordinazioni inferiori a L. 250 nette e il 20 per cento per ordinazioni superiori.
L'Associazione, quando si desiderasse, può incaricarsi di fornire ai suoi Soci qualunque pubblicazione, tanto di Case Italiane, come di Case estere, praticando lo sconto massimo che le sia possibile, tolte le spese che restano a suo carico.
Il catalogo verrà spedito gratis a quanti ce ne faranno richiesta. Per comodità dei RR. Sacerdoti e per risparmio di posta, abbiamo stampato in seconda pagina di copertina, un modulo che si può spedire in busta aperta colla scritta "Stampe" con soli cent. 10 invece dei cent. 30 che occorrono per una cartolina postale.
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Per mancanza di spazio non ci è possibile riportare la relazione delle numerose biblioteche costituite dall'Associazione in quest'ultimo mese.
Da ogni parte d'Italia e anche dall'estero ci piovono domande di istruzioni, di catalogi, ecc. Ringraziamo di cuore il Signore che abbia voluto suscitare in tanti cuori un po' di zelo per la diffusione delle buone letture. Ma dobbiamo riconoscere che siamo ancora troppo lontani dal punto a cui sono arrivati i nostri avversari.
Teniamo sempre presente il nostro programma: In ogni Parrocchia in ogni scuola, in ogni centro deve sorgere una Biblioteca nostra.

I nostri bisogni

Parecchie iniziative della Pia Società S. Paolo prosperano all'ombra benefica del Divin Maestro, della Regina degli Apostoli, del S. Apostolo. Tra esse: La sezione biblica, l'opera delle Mille Messe, l'opera dei bollettini parrocchiali, i settimanali della diocesi, il lavoro antiblasfemo, l'associazione generale delle biblioteche, i depositi-rivendita di libri buoni e oggetti religiosi ecc.
Tre sono le necessità che più urgentemente si prestano, nell'ordine materiale:
1. una casa distinta per le figlie di S. Paolo, capace di cento persone almeno;
2. una bella chiesa a S. Paolo;
3. una cartiera per la fabbricazione della carta.
Chi conosce da vicino la Pia Società S. Paolo lo vede chiaramente; e invitiamo umilmente i nostri buoni Cooperatori a pregare con noi, pensare ed operare.


ITALIA ANTIBLASFEMA

A giorni si diffonderà un altro strumento di propaganda educativa.
Si inizierà la pubblicazione di un periodico mensile, formato giornale quotidiano, dal titolo Italia Antiblasfema organo di tutto il movimento italiano antiblasfemo.
La Direzione è stata generosamente accettata dal cav. Amedeo Balzaro di Verona infaticabile promotore e sostenitore della campagna antiblasfema.
Fidiamo in un'ottima riuscita e apriamo gli abbonamenti a L. 3 annue anticipate. Ai rivenditori L. 0,16 la copia.
Il giornale uscirà dalla Scuola Tipografica di Alba, cui si debbono indirizzare tutte le ordinazioni.
Italia Antiblasfema oltre articoli culturali porterà rubriche brillanti e la cronaca del movimento antiblasfemo di tutto il «Bel Paese».
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Mille SS. Messe annuali per i nostri Cooperatori


Una preghiera

rivolgiamo a quelle zelatrici che da parecchi mesi hanno ricevuto il bollettario per raccogliere inscritti alla Mille Messe di volercelo ritornare, anche con pochi nomi, anche vuoto se non hanno potuto o non possono interessarsi; farci conoscere se stanno lavorando, con frutto, per opera sì salutare. È necessario saperlo per regolarità.

La Santa Messa è soddisfazione dei peccati

L'uomo col peccato si ribella a Dio, ingiuria Dio, minaccia Dio.
Di qui nasce un nuovo dovere: Espiare e riparare il peccato, e propiziare Dio ai peccatori.
Non basta che noi adoriamo, che ringraziamo, che amiamo: dobbiamo anche soddisfare la giustizia di Dio e pagare i debiti contratti verso di Lui con i nostri peccati. Allo stesso modo che si deve riparare un'offesa fatta al prossimo.
Anche in questo però noi siamo incapaci: il peccato ha una malizia infinita, perché offende Dio infinito.
Si richiede una riparazione adeguata, infinita che noi, misere creature, non possiamo dare.
E Gesù ci viene in aiuto e supplisce Lui alla nostra impotenza. Egli volle soddisfare Dio per noi colla morte in croce, versando fino l'ultima goccia il suo Sangue per noi e continua a farlo ogni giorno sui nostri altari nel S. Sacrificio della Messa; in cui si rinnova la sua Passione e morte.
«Il sacrificio che noi offriamo, dice S. Cipriano, è la stessa Passione di Gesù Cristo».
«Il Salvatore, scrisse S. Gregorio, nel S. Sacrificio, soffre per noi in un modo misterioso».
«Nella S. Messa, dice S. Agostino, il Sangue di Gesù scorre per i peccatori».
S. Giovanni Grisostomo dice: «L'Agnello di Dio si sacrifica per noi, il suo sangue che sgorga dal lato trafitto del Salvatore, si sparge sull'altare in un modo mistico e si versa nel calice per purificarci».
Questo mistero si compie a nostro vantaggio.
Il Papa S. Alessandro dice: «Per virtù del S. Sacrificio, il Signore ci perdona i peccati».
S. Tommaso insegna: «L'effetto proprio di questo sacrificio è di riconciliarci con Dio».
La S. Messa ci ottiene la grazia di conoscere detestare i nostri peccati. L'ira del Signore contro il peccatore viene placata col S. Sacrificio della Messa.
Nella S. Messa diventano nostra proprietà il Sangue di Gesù, i suoi patimenti, i meriti e i frutti della sua Passione.
In essa è il Sangue di Gesù che si versa su di noi, che ci purifica, ci monda, è Gesù che impetra perdono e pietà per i nostri peccati.
Oh sì, ascoltiamo più Messe possiamo ed offriamo quel preziosissimo Sangue di Gesù al Padre nostro in espiazione pei nostri peccati.
La Messa per i nostri Cooperatori Buona Stampa è espiazione per i tanti peccati che si commettono per i giornali, libri cattivi, è per tenere lontani i castighi di Dio meritati per il dilagare della stampa perversa, rovinatrice di anime.
Quanti amano pentirsi dei propri peccati, soddisfare ai debiti contratti con Dio per i peccati, aver abbreviato il purgatorio si iscrivano alle mille Messe che ogni anno si celebrano e per sempre dai sacerdoti della Pia Società S. Paolo; si richiede una offerta di L. 10 una volta
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per sempre e tutta una famiglia può godere di questo grande benefizio.
Ricordino gli zelatori: Il loro lavoro torna assai gradito a Gesù, il quale versò il Sangue per gli uomini, si sacrifica sugli altari per gli uomini e vuole che tutti abbiano da godere dei frutti benefici dei Sangue suo.
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Le vie e i mezzi della Divina Provvidenza


Dare al Signore

Dare al Signore, ossia fare della carità, della beneficenza, è una bella fortuna, una grazia che il Signore non concede a tutti.
Quanto si dà in nome del Signore, perché si estenda il suo regno, frutta il cento per uno in benedizioni su questa terra e per la felicità eterna. È Vangelo e non fallisce. L'elemosina, la beneficenza, disarma la mano di Dio, ottiene il perdono delle colpe, è fonte di benessere anche temporale.
Ma il Signore non fa a tutti questa grazia: occorre sapersela meritare. Don Bosco ed il Cottolengo alle persone che portavano loro offerte dicevano: «Ringraziate di cuore il Signore che vi ha fatto una grazia così preziosa nell'ispirarvi a fare della carità».
È un fatto che si vede tanto bene: Il Signore è largo di protezione e di benedizioni nella salute e nella roba colle famiglie benefattrici e caritatevoli mentre d'altra parte noi osserviamo individui e famiglie colpiti dalle, più dure avversità perché arcigni, avari, insensibili davanti ai bisogni del prossimo, davanti ai bisogni di chi vuole estendere il regno di Gesù Cristo.
Benefattori! Siete i prediletti da Gesù: avete in mano la calamita potente che vi attira la protezione del cielo.

Chi domanda e chi riceve

Un padre di famiglia, lasciandoci l'offerta dice: Le preghiere degli innocenti trapassano il Cielo... ed io ho bisogno di una grazia grande.
Un altro ragionava così: Noi diamo volentieri al Signore tre, se egli ci dà tremila: questi patti li facciamo volentieri con Dio; ma sovente promettiamo e poi viene la grazia e noi non diamo... bisogna dare... e poi chiedere... così si impegna il Signore.
Si vedono casi miserandi: uomini rovinati, che hanno soldi e hanno terre e non hanno pace e sono colpiti da disgrazie molteplici: ed è visibile la mano di Dio che colpisce l'ingratitudine, e la promessa non mantenuta e schiaccia l'ingrato.
Una signora scrive: Mando L. 15 perché faccia pregare i suoi piccoli bambini che si trovano in S. Paolo perché ottenga la grazia che guarisca la mia bambina Giulia. [segue elenco offerenti].
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LE FIGLIE DI S. PAOLO


Un po' di storia

Per il genere di lavoro di ciascuna le tre figlie adulte potevano assai poco trovarsi assieme: una attendeva alla libreria; l'altra passava ancor sempre la mattinata negli uffici della Ditta; l'altra doveva preparare la cucina ai giovani della Scuola Tipografica, che non erano ancora capaci a fare da sé, e il... Teologo Alberione, doveva pensare anche ad altro.
Si introdusse in casa l'uso della lettura spirituale: ogni giorno alle nove – era l'unica ora un po' libera per tutte – una leggeva, le altre sentivano e intanto occupavano le mani col cucito o con la calza: ora si fa ancora recitando il S. Rosario durante il lavoro: quando invece si fa lettura, due volte al giorno, tutte smettono l'occupazione, perché ora... sono troppe per farsi sentire in ogni parte del laboratorio.
La Maestra ricorda il valore di quelle letture: «Quel quarto d'ora di lettura, e più quei momenti passati assieme, lasciavano nel cuore una forza, a proseguire, misteriosa e che non si sapeva spiegare. Sarà forse perché il lavoro di ciascuna ci portava ad essere divise tutto il giorno, e non ci trovavamo assieme che nell'ora del pasto».
Il nome di Laboratorio femminile si vuotava di tutto il suo contenuto. Alla «Nuova libreria» si aggiunse il lavoro tipografico.
Il Signore tutto guida e dispone in numero, peso e misura: la sapienza e la Provvidenza di Dio non si inganna,
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né s'inganna mai chi si lascia da essa condurre: chi resiste a Dio, chi vuol correre da sé, sbaglia e tronca la sua strada; chi è docile, chi confida, chi corrisponde, tocca la meta, anche se la via per cui Dio fa passare si chiama sacrificio, si chiama umiltà, si chiama oscurità di ogni cosa. Il lavoro tipografico fu una misericordia, e fu una provvidenza di Dio nel tempo opportuno. Si comperò a Canale, di seconda mano, una tipografia, e si impiantò il Laboratorio delle figlie. Il fatto urtò in Alba il senso e l'interesse di parecchi: ma le figlie di San Paolo non sorgevano, per far concorrenza ai tipografi: come oggi il loro intenso lavoro non dannifica alcuno: il loro lavoro è un altro: è quel che non farebbe altri.
Ma la macchina da stampa non funzionava: lavorava invece per bene una cucitrice, e questa si mise a servizio della Buona Stampa: la macchina da stampa fu alienata. Il lavoro delle bambine si limitò alla composizione corrente dei libri: i pacchi venivano portati alla Scuola Tipografica per l'impaginazione o la stampa.
Era il principio del lavoro tipografico: ma le piccole erano anche... piccole; e fu necessario e buono cosi.

La ragazza... campanello

La maestra, fa un giro in legatoria. Manca un ragazza. – Dov'è andata? Chiede. Alla risposta delle compagne dà uno sguardo all'intorno.
La bambina gira rapidamente nei reparti, poi torna a suo posto. Ha suonato un campanello speciale.
Tutti consegnano nelle mani del Signor Teologo il frutto delle loro preghiere quotidiane, e pregano volentieri per ottenere sei grazie particolari per la Casa. Per essere più facilmente esaudite un'alunna per settimana ha l'incarico di ricordare alle compagne, nel corso del giorno, di sollevare la mente a Dio con frequenti giaculatorie. A sera tira giù i conti. In una scatola, suddivisa in scompartimenti su piccoli quadratini di carta fu scritto il numero delle Comunioni fatte, Messe sentite, Rosari e giaculatorie recitate.
L'incaricata (campanello) devo ricordare alle compagne di star buone, chiedere sempre, indefessamente, finché il Signore non abbia esaudito.
E i nuovi campanelli funzionano bene.


Buon Anno

A tutti gli amici, con cui lavoriamo a salvare le anime il Signore sia largo di misericordia, abbondi in grazie. Sia il nuovo anno pieno di dolcezze e di molti meriti pel cielo.


Teol. G. Giaccardo - Dir. Respons.
Alba — Scuola Tipografica — Alba

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