Con questo testo dell’Opera Omnia Alberioniana della serie ALLE FIGLIE DI SAN PAOLO si completa la raccolta della predicazione del Fondatore nell’anno 1961, un tempo di particolare grazia per la Congregazione in cui Don Alberione, già avanti negli anni, volle trasmettere alle sue figlie un patrimonio di fede e di metodo, con la chiarezza essenziale di chi sente di dover consegnare un’eredità spirituale.
Queste pagine nascono nel contesto del fervore con cui la Chiesa universale si preparava a vivere il Concilio ecumenico Vaticano II. Anche il Fondatore percepisce l’urgenza di un autentico rinnovamento, che non sia un semplice “adattamento ai tempi”, ma un ritorno alle sorgenti del carisma, alle Costituzioni, alla preghiera, alla purificazione dei pensieri, sentimenti e desideri, alla fedeltà alla missione.
Si rivolge alle sue figlie con cuore di padre, in un linguaggio semplice, diretto, a volte ripetitivo, animato solo dal desiderio di formare persone unificate, capaci di coniugare contemplazione e missione. Per realizzare questa unità di vita insiste, tra l’altro, su due mezzi semplici ed efficaci: la comunione e la confessione spirituali, possibili “in ogni istante e in ogni luogo”.
Don Alberione, come sempre, manifesta una grande attenzione all’apostolato paolino, che presenta come vero atto di carità. Per lui l’evangelizzazione è la forma più alta del secondo comandamento: amare il prossimo con il cuore di Dio.
Per portare a tutti questo amore, lancia l’Anno delle biblioteche. Sollecita la diffusione delle biblioteche come “centri di luce permanente” nelle famiglie, nelle scuole, negli ambienti sociali. Insiste sulla propaganda razionale, uno stile di apostolato che richiede intelligenza, organizzazione, capacità di leggere i segni dei tempi, uno stile da estendere a tutta la missione paolina.
Non si sofferma solo sull’aspetto operativo. Sa bene che l’apostolato non può essere portato avanti senza una profonda motivazione spirituale. Perciò ripete più volte che la Figlia di San Paolo deve essere apostola sempre, in ogni età e condizione, trovando un modo per contribuire alla missione con un consiglio, una preghiera, l’offerta della sofferenza.
Un’attenzione particolare il Fondatore la riserva alla formazione delle superiore. Non vuole che siano semplici amministratrici o insegnanti, ma vere Maestre nello spirito e nell’apostolato: guide capaci di essere via, verità e vita per le loro figlie. Devono precedere con l’esempio, insegnare non solo con le parole ma con la vita, ottenere grazie con la loro preghiera.
Ringraziamo le sorelle del Segretariato Internazionale di Spiritualità perché, anche attraverso questo testo, le parole di Alberione continuano ad essere per noi un’eredità viva. Accoglierle significa lasciarsi ancora oggi interrogare, formare e inviare. Ci auguriamo che la lettura di queste meditazioni possa suscitare in noi un desiderio ardente di vivere unite a Cristo Maestro, di fare della nostra vita un’adorazione continua mentre offriamo al mondo, con l’amore appassionato di Paolo, non semplici parole ma la Parola che illumina e salva.
Con affetto
Sr Anna Caiazz
a Superiora generale
Roma, 15 giugno 2025
110° anniversario di fondazione delle Figlie di San Paolo