Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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14. COME VINCERE LE TENTAZIONI DEL DEMONIO
(Domenica III di Quaresima)

Meditazione alla Comunità delle Pie Discepole del Divin Maestro.
Roma, Via A. Severo 56, 21 marzo 19651

Il Vangelo secondo san Luca, capo XI.
In quel tempo: Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Cacciato il demonio, il muto parlò, e le turbe si stupirono. Ma alcuni dicevano: «Egli caccia i demoni in nome di Beelzebub, principe dei demoni». Altri, poi, per metterlo alla prova, gli chiedevano un segno dal cielo. E Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va alla rovina e le sue case crollano l'una sull'altra. Se anche Satana è diviso in se stesso, dacché voi dite che caccio i demoni in nome di Beelzebub, come reggerà il suo regno? E se io caccio i demoni per Beelzebub, in nome di chi li cacciano i vostri figli? Per questo essi stessi vi condanneranno. Ma se io caccio i demoni col dito di Dio, è giunto dunque in mezzo a voi il regno di Dio. Quando un forte difende in armi l'atrio, è al sicuro quanto possiede. Ma se viene uno più forte di lui e lo vince, gli toglie tutte le armi nelle quali confidava e ne divide le spoglie. Chi non è con me è contro di me e chi non raccoglie con me disperde. Quando lo spirito immondo, è uscito da un uomo, va per luoghi aridi cercando riposo e, non trovandolo, dice: Tornerò a casa mia da cui sono uscito. Quando vi giunge la trova pulita e adorna. Allora va a cercare altri sette spiriti peggiori di sé e questi si stabiliscono in quell'anima. E la nuova condizione di quell'uomo è peggiore della prima». Mentre Gesù diceva queste cose, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e gli disse: «Beato il seno che ti ha portato e le mammelle che hai succhiato». Egli aggiunse: «Beati piuttosto quelli che ascoltan la parola di Dio e la mettono in pratica»2.
Bisogna dire che il demonio può operare in tre maniere. Primo, è questa maniera più infelice, e cioè, di quell'uomo: «stava cacciando un demonio che era muto e, cacciato il demonio, il muto parlò e le turbe si stupirono». Quando c'è l'ossessione. L'ossessione è anche ai nostri giorni, si verifica di tanto in tanto. Ma in secondo luogo vi son le tentazioni comuni del demonio; cioè egli suscita nell'uomo specialmente le passioni, e le passioni generalmente che si riferiscono al cuore; i sentimenti. E poi il demonio opera in altre maniere, e cioè, mettendo davanti a noi delle occasioni pericolose. Oh, pericolose in tante maniere: possono essere i libri, i giornali, le figure, i discorsi, i cattivi esempi per cui il diavolo cerca di indurre al male.
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Bisogna dire che il Signore aveva creato Adamo ed Eva e li aveva creati in santità. La grazia di Dio. Non avevano bisogno del battesimo perché il Signore mentre che li ha creati li ha santificati, Adamo ed Eva. Ma il nemico, satana, come si è vestito di serpente grazioso (e allora il serpente non spaventava perché tutte le creature erano soggette all'uomo) e allora si vestì di abiti - diciamo così - di figura, meglio, colore, e si avvicinò ad Eva. E come insidia! Insidia con tanta astuzia: «Perché non mangiate anche di quel frutto?». «Perché il Signore ci ha proibito e se noi ne mangiamo, moriamo», rispose Eva. «Ma no, dice satana, no, non morirete affatto». Ecco contraddice al comando di Dio: «Non morirete, ma saprete il bene e il male». E poi facendo scegliere la donna che è più debole. E allora la lusinga di Eva, curiosa di sapere anche il male. E poi guardando il frutto che era ben colorito, ecc., le sembrava che fosse gustoso, e cedette. Allora la donna si alleò con satana e tra satana e la donna l'uomo cadde. Mangiò il frutto vietato e allora si accorse che erano privi della grazia e intanto già vi erano le passioni che si ribellarono alla ragione, al comando di Dio1.
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Ora bisogna dire che abbiamo da evitare e cacciare il demonio, in primo luogo, con i pensieri santi. Custodire i pensieri buoni, secondo la fede, secondo l'insegnamento di Gesù Cristo, ecco. Nessuno va escluso, nessuno va escluso dalle tentazioni di satana, e, infatti, satana tentò anche Gesù Cristo nel deserto, quando Gesù aveva fatto digiuno di quaranta giorni e quaranta notti; e allora tre tentazioni contro Gesù1. Oh, quindi, nessuno va esente, nessuno. Il demonio tenta tutti e opera nelle varie maniere. E il primo modo è di insinuare pensieri non buoni, pensieri cattivi e gioca sulla fantasia, sulla memoria, l'interno, nella sua influenza che ha; e allora i pensieri che possono essere contro la fede, contro la carità, contro l'umiltà, contro l'obbedienza, pensieri che non sono conformi al Vangelo, quindi.
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Satana è il gran nemico di Gesù Cristo. E quindi se Gesù Cristo predicava la santità, predicava la verità, predicava le virtù, satana veniva a seminare la zizzania dove Gesù Cristo aveva seminato il buon grano1. Quindi, bisogna che noi preghiamo, in generale, per essere liberati, perché non sappiamo mai da che parte viene, e non possiamo mai essere sicuri, quindi, di essere immuni; no, mai! Quindi: sed libera nos a malo2: Signore, liberaci da ogni male. Ci sono le tentazioni della carne, le tentazioni dello spirito, la superbia, in modo speciale; ma vi è il complesso delle tentazioni anche di satana. E non crediamo di andare esenti, il diavolo ne sa più dell'uomo perché è angelo. E quindi chi ci libera? Solamente la grazia di Dio. Quanti pensieri, sentimenti interiori non sono conformati a Gesù Cristo! Allora: «liberaci da ogni male». E nella Messa diciamo: «da ogni male passato, presente e futuro»3, sì. Quindi diffidare sempre. [Il diavolo] non cesserà di tentare neppure in punto di morte. Libera nos a malo. E il demonio allora farà gli sforzi contro un'anima per disorientarla e magari per ribellarsi al volere di Dio per i mali che ci sono.
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Oh! Mi avevano descritto come è stata l'ultima giornata del padre (...) e quali sofferenze! Piena cognizione, dall'altra parte, e tuttavia sempre col Crocifisso: «Sia fatta la tua volontà»1. E allora sono veramente i meriti più preziosi in quel momento, le prove più fruttuose e quindi la purificazione di tutto quello che ci può essere stato nella vita, e quindi gli ultimi meriti. E morire allora con Gesù, tre ore di agonia.
Quindi temere sempre le tentazioni: «Non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male»2. O che non vengono le tentazioni, o che noi possiamo superare, con la preghiera, con la grazia di Dio, superare le tentazioni.
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Inoltre bisogna temere i pericoli che ci sono attorno: cattivi esempi, parole che non sono buone, anche tra persone consacrate a Dio, alle volte, espressioni, parole che non sono conformi del tutto ai voti, all'obbedienza, alla castità, alla povertà, ecc. Quindi sapere che il diavolo ci tenta da tutte le parti e sempre stende degli inganni, come un cacciatore che va agli uccelli, alle lepri; sì, il demonio.
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Poi [può] tentare, in terzo luogo, quando c'è già stato un male, un peccato. Allora il diavolo è cacciato per mezzo del dolore, per mezzo della confessione. Ma dice il Vangelo, che il diavolo allora torna con altri sette spiriti cattivi per poter di nuovo rientrare nell'anima e così portarla o alla disperazione o a cattive abitudini. Quindi allora si ha più bisogno di grazia perché non c'è solo la tentazione di satana, ma c'è anche l'abitudine del male e allora ci vuole più grazia ancora. Sed libera nos a malo1. Così. Oh, ecco, l'uomo può esser tentato in tante maniere, ma una delle maniere è quella che procede da satana.
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Pregare per gli innocenti, bambini, fanciulli, fanciulle, che così facilmente sono ingannati e sembra loro che sia di piacere questo o quello. Pregare per tutti, perché anche quelli che sono già passati per anni in esercizio di virtù, e tuttavia non temere mai, cioè, voglio dire, non credere di essere, che siamo esenti. Mai, no! E allora temere sempre e stare sempre vigilanti. E se due domande son fatte nel Padre nostro: «Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male»1, due domande, allora il Signore Gesù ci ha messo in guardia. E che chiediamo sempre questo: di essere liberati da certe tentazioni; che se poi siamo provati nelle tentazioni, che siamo liberati dal male.
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Poi la divozione a Maria. «Ti schiaccerà la testa»1 ecco la Donna ti schiaccerà la testa. Così Dio parlò a satana, sì. Oh, quando poi si alleano la donna e il serpente, allora è più facile per l'uomo fare del male. Quindi sempre invocare Maria, sempre invocare Maria. Maria spaventa il demonio, il demonio ha paura di Maria perché così ha annunziato Dio nel paradiso terrestre: «Lei ti schiaccerà la testa». Allora, Maria è conservata immacolata, e satana non ebbe mai alcuna vittoria sopra Maria. È concepita anche priva del peccato originale. Subito santificata. E quindi satana non ebbe più alcuna vittoria sopra Maria.
Allora invocare Maria per la nostra vittoria contro tutte le tentazioni che procedono dal demonio. Ne abbiamo già tante tentazioni che procedono da noi e procedono dal mondo, ma vi è ancora questo grande nemico, il demonio, che vorrebbe trascinarci giù all'inferno. Allora chiamare Maria per vivere sempre in attenzione; sempre attenzione. Quando il demonio vuole entrare nel nostro intimo, e quando procedono da altre cose le tentazioni: «Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male»2. Così.
Sia lodato Gesù Cristo.
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1 Nastro 125/b (= cassetta 177/a.1). Voce incisa: "Domenica III di Quaresima: meditazione del PM". In PM, nessun accenno cronologico (cf nostra nota in c101). - dAS, 21 marzo 1965 (domenica): «Celebra [il PM] in cappella CGSSP alle ore 5,15 (cf dAS in c9). Rimasto a casa per la molta corrispondenza».

2 Lc 11,14-28.

1 Cf Gn 3,1ss.

1 Cf Mt 4,1-11.

1 Cf Mt 13,24-30.

2 Mt 6,13.

3 Cf Missale Romanum, Canon Missae, «Libera nos...».

1 Mt 6,10.

2 Mt 6,13.

1 Mt 6,13.

1 Mt 6,13.

1 Cf Gn 3,15.

2 Mt 6,13.