Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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16. CHI È LA VERA VOCAZIONISTA?

Esercizi Spirituali (9-17 aprile 1964) alle Pie Discepole del Divin Maestro, novizie del 2° anno.
Ariccia, Casa Divin Maestro, 12 aprile 19641

La presente domenica è dedicata a Gesù buon Pastore. Gesù lo ripete in quel tratto di Vangelo che abbiamo letto: «Io sono il buon Pastore»2. E porta la ragione, e cioè: il buon Pastore dà la vita, sacrifica la vita per le pecorrelle3. E Gesù ha impegnata tutta la sua vita per le anime, in particolare modo dall'ultima Cena al momento in cui sulla croce piegò la testa et emisit spiritum4.
Questa immolazione: do la vita per le pecorelle, le anime. [La vita] può essere sacrificata nel martirio in pochi giorni o in pochi momenti. Ma vi è altro modo di sacrificare la propria vita per le pecorelle, e cioè: spendere i giorni, le ore, spendere tutte le grazie, tutte le facoltà naturali e tutti i doni soprannaturali, le virtù teologali, cardinali, i doni dello Spirito Santo. Ora, chiedere anche i doni dello Spirito Santo, facendo l'elenco: sapienza, scienza, intelletto, consiglio... Sette.
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Allora, che cosa dobbiamo pensare [in] questo giorno?
Ieri sera il Papa ha fatto un discorso, ancorché breve, per incitamento a quello che egli desidera, vuole. Ha stabilito una giornata mondiale per le vocazioni e, primo luogo, le vocazioni sacerdotali, poi le vocazioni religiose maschili e femminili, poi le vocazioni agli Istituti Secolari, ecc. Quindi la giornata di oggi dedicata a questa preghiera, sì: Rogate Dominum messis ut mittat operarios in messem suam1, la vostra giornata, che è così santa, non soltanto la preghiera, ma tutta l'osservanza e tutto il lavoro interiore, spirituale che state compiendo. Le vocazioni.
Il Papa ha fatto sentire il bisogno delle vocazioni. E d'altra parte me ne ha parlato anche l'altro giorno, nell'incontro2. Oh, le vocazioni. Attualmente, secondo il numero degli uomini viventi, presso a poco, occorrerebbero tre milioni di sacerdoti, e invece siamo a 260/70 [mila] sacerdoti diocesani e 140 [mila] sacerdoti religiosi. Occorrerebbero tre milioni [di sacerdoti] e occorrerebbero 9 milioni di suore, cioè di anime, figliuole consacrate a Dio o nella vita contemplativa o nella vita mista - contemplativa e attiva assieme - o nella vita in particolare attiva, e poi quella che riguarda la vita degli Istituti Secolari maschili e femminili. Necessità, perciò, delle vocazioni.
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Vediamo l'esempio del Maestro Divino, anche in questo. Egli ci ha illuminati e ce ne ha dato l'esempio. Iniziando il suo ministero pubblico, la preoccupazione è stata di chiamare uomini che lo seguissero e che stessero con lui per la formazione, e sentissero quello che egli insegnava, e prendendo l'esempio da lui come viveva. Ut essent cum illo1. E fra quelli che lo seguivano ne elesse 12, i quali furono chiamati Apostoli2. Oh, se Gesù ha invitato a pregare per le vocazioni e ne ha dato l'esempio, ha dato l'esempio di questo zelo vocazionario, cosa dobbiamo pensare?
La Chiesa è organizzata: sopra, il vicario di Gesù Cristo; poi vi sono i vescovi; quindi vi sono i sacerdoti, vi sono i religiosi, le religiose e tutte le anime che sono consacrate a Dio, consacrate per le anime, per gli uomini, sì. Allora, non soltanto in questa giornata pregare per le vocazioni, ma fare un esame di coscienza, perché questo impegno vocazionario è per tutti i religiosi e le religiose.
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Generalmente nelle diocesi un po' grandi e negli Istituti religiosi maschili e femminili, vi è chi è dedicato alla ricerca delle vocazioni.
Ma per le vocazioni vi sono tre compiti: primo, la ricerca; secondo, la formazione; e terzo, la santificazione, cioè la vita, poi. Ecco i tre punti.
Primo, la ricerca. La ricerca avviene in tante forme, e ciaschedun Istituto ha dei mezzi e delle forme particolari. E vi sono incontri, e vi sono visite a famiglie, vi è la corrispondenza, vi sono dischi vocazionari, vi sono pellicole vocazionarie e, fra tutti i mezzi, viene usato più frequentemente la stampa. Oh, [adoperare] tutti i mezzi che il Signore mette a disposizione secondo le necessità, dei mezzi di comunicazioni sociali. Se questi mezzi si adoperano per le cose naturali, supponiamo per le scienze, per la politica, per l'arte, ecc., quanto più per le vocazioni, le quali vocazioni sono veramente sale della terra, luce degli uomini: vos estis sal terrae1; vos estis lux mundi2. Egli aveva detto: «Io son la luce del mondo». Ego sum lux mundi3. Ma poi ha aggiunto: vos estis lux mundi, sì. Oh, perciò adoperare tutti i mezzi che il progresso ci mette a disposizione.
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Però, parlando in generale di questo altro mezzo, che è il principale, in fondo, che supera ancora il mezzo della preghiera - e Gesù lo ha mostrato in altri punti -, sta bene il vocazionista, sta bene la vocazionista, ma tutte vocazioniste. Chi è più vocazionista? Chi vive meglio la sua vocazione. Perché chi vive bene la sua vocazione, non solo prega, ma dà l'esempio, e l'esempio, nella formazione, è più efficace: la fedeltà, la vita religiosa, l'osservanza, cioè, dell'obbedienza, povertà, castità, e nel vivere come vuole il Signore, la religiosa, il religioso, perché c'è l'esempio. Ma più c'è d'altro, e cioè, chi vive la [vita] religiosa spande attorno a sé un profumo delizioso, edificante che opera. Poi la preghiera vitale della religiosa fedele, del religioso fedele, osservante. C'è la preghiera vocale, ma è più efficace la preghiera vitale e quindi, in quella osservanza dell'obbedienza dal mattino alla sera, in quell'impegno di obbedire in tutto, di fare con più perfezione [che si] può, le cose che sono affidate, come la persona va giorno per giorno perfezionandosi coi suoi propositi, con la sua fede, con l'umiltà. Ecco, questa è la vocazionista principale. Quindi tutte: e quelle che sono in cucina e quelle che fan la pulizia e quelle che fanno gli abiti e quelle che fan le confezioni varie e quelle che attendono all'arte liturgica in generale e quando si è veri religiosi, quando si è vere religiose. Queste persone, non solo collaborano alla ricerca delle vocazioni - perché la vocazionista deve avere una luce per scoprirle, una luce per parlare convenientemente nell'invito che si dà e nel persuadere che [cosa] si cerca, sì -, ma la vocazionista di orazione, come orazione di vita, non le cerca solo, ma tutta la formazione accompagna. Le suore edificanti sono l'esempio di quelle che sono in formazione: aspiranti, novizie o professe temporanee; quindi operano con la loro preghiera e col loro esempio per tutti gli anni di formazione, e poi ancora hanno l'influenza sopra tutta la vita religiosa di quelle anime che si son consacrate a Dio, perché vivano secondo la Professione, secondo le Costituzioni.
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Vedete la Chiesa che dà importanza su questi punti. Vi sono nel Messale parecchie Messe votive, supponiamo, per la pace, per l'elezione del Pontefice, ecc.; ma per le vocazioni ne ha messo cinque, Messe votive, la Santa Sede, cinque, vuol dire che dà la massima importanza a questo delle vocazioni. Cinque: vi è la Messa della professione dei religiosi, parte maschile; la Messa per le professioni delle religiose, femminili; vi è la Messa per le vocazioni diocesane, cioè i sacerdoti; e vi è la Messa per la loro vita, il loro ministero; e poi la Messa per il perfezionamento, non solo per la costanza, ma per la vera corrispondenza, il perfezionamento, e compiere ciascheduna e ciascheduno la propria missione segnata da Dio e scelta. Cinque Messe. Non parla così, la Santa Sede, quasi più coi fatti che non con le sue disposizioni, più ancora con le raccomandazioni che sono fatte qua e là, in tanti tempi, per le vocazioni?
Che siano complete fino al momento in cui il religioso, la religiosa, il sacerdote diocesano, offra la vita, già vicino a conchiudersi, come Gesù Cristo. Allora è l'offerta definitiva della vita: In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum1. Nelle tue mani raccomando il mio spirito. Vedete che abbiamo tutti un impegno, cioè, tutti vocazionisti.
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Oh, vi sono tre "Unioni": l'una, Unione, riguarda il clero secolare, diocesano; l'altra Unione, riguarda i religiosi; e la terza è plenaria.
Ora, qual è lo statuto di questa? Lo statuto di questa è, non solo per la ricerca, ma è per le tre parti: ricerca, formazione e corrispondenza; tutte e tre le parti, che si distingue, quindi, dalle altre. Poi, quanto ai mezzi c'è: preghiera, vita e sacrifici, specialmente nelle opere di carità. E vi sono anche le vie aperte per chi vuole consacrarsi, offrir tutta la vita per le vocazioni.
Però, offrir la vita è cosa da farsi con molta prudenza, sì, perché alle volte si sbaglia, e cioè, si esercita, meglio, sarebbe una specie di lusso, lusso spirituale, di offrirsi vittima e, se il Signore li chiama domani, supplicano il Signore che l'allontani. Quindi bisogna che ci sia una preparazione buona, totale e che ci sia il consiglio.
D'altra parte, se ognuna di voi porta questo spirito o, meglio, questo zelo vitale per le vocazioni, è già offerta perché si offre tanto il riposo, come prendere il cibo; tanto la ricreazione, come la preghiera; e tanto l'ufficio che si ha da compiere, come quid facitis1: tutto quello che voi fate.
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Vi è poi una considerazione particolare, e cioè, la vostra associazione allo zelo sacerdotale. Quindi quel contributo che date nell'assistenza agli aspiranti, e già con la preghiera perché siano in numero sufficiente gli aspiranti e siano scelti bene, e perché vengono ben formati, e perché poi, nel ministero, ciascheduno compia il suo dovere, la sua parte di dovere, e poi che si tenda con tutto l'animo alla santificazione. Quando poi c'è la santificazione, gli altri doveri si compiono facilmente ed hanno sempre le benedizioni di Dio.
E voi accompagnate il sacerdozio e le anime consacrate a Dio in varia maniera. E poi pregate perché siano sempre più santi e perché la vita sia veramente offerta a Dio.
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E Gesù dice: «Io sono il buon Pastore, il buon Pastore dà la vita per le pecorelle»1. Perché, quando poi uno è consacrato a Dio e cammina in una vita tiepida, con molte negligenze, ecc. allora, dà la vita propriamente? E quando poi ci fosse l'amor proprio sotto la forma di orgoglio, sotto la forma di attaccamenti, o sotto altre forme, si consuma la vita proprio per le anime? Il buon Pastore ha dato la vita per le pecorelle. Così, tutte le forze, tutte le giornate della vostra vita, tutti i momenti, da offrirsi ogni giorno, mattino specialmente, o nella Visita: per le vocazioni, sì, per le vocazioni. «Chi mette mano all'aratro e poi si volta indietro, non è degno del regno dei cieli»2 - dice il Vangelo -. E questo tratto di Vangelo è messo in una delle cinque Messe: «Chi mette le mani all'aratro e poi volta l'occhio indietro, non è degno del regno dei cieli». O che si tradisce la vocazione, oppure esteriormente rimane con l'abito e con l'orario e con la casa religiosa; ma quando, invece, religiosamente non si vive, allora è una vita che ha una specie di tradimento della Professione. E cioè, il primo articolo delle Costituzioni: la perfezione; il secondo articolo delle Costituzioni: l'apostolato. Ma questo, con la preghiera e con la vita e la preghiera vitale, ecco, otterremo le grazie per tutte le anime consacrate.
Progredire un tantino ogni giorno3. Ogni mattina svegliandosi: oggi ho da fare qualche passo verso Dio, verso la santità, nel compimento sempre più esatto degli uffici che sono assegnati. "Progredire un tantino ogni giorno". Non un giorno di fermata, non un sedersi, non un voltar l'occhio indietro, no, ma piccoli passi, continui passi. E i giorni ci son dati per questo. E dei giorni che abbiamo avremo da render conto a Dio, perché il tempo è il dono in cui si contengono tutti gli altri doni, il dono del tempo è il dono che compendia tutti gli altri doni. Allora: Benedicam Domino omni tempore4. Benedire il Signore in ogni momento, e cioè, nelle nostre giornate, nelle nostre ore. "Progredire un tantino ogni giorno".
Sia lodato Gesù Cristo.
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1 Nastro 73/e (= cassetta 155/b). Per la datazione, cf PM: «La presente domenica è dedicata a Gesù, Buon Pastore (...). Ieri sera, 1l Papa ha fatto un discorso (...) ha stabilito una giornata mondiale per le vocazioni (...). Il Papa ha fatto sentire il bisogno delle vocazioni. D'altra parte me ne ha parlato anche l'altro giorno nell'incontro». - In dAS, in data 10/4/l964, si legge: «...ricevuto [il PM] dal Santo Padre Paolo VI». - dAS, 12/4/1964 (domenica del Buon Pastore): «Alle 9,30 e alle ore 15, predica ad Ariccia (PD)». - VV (cf c104).

2 Gv 10,11.

3 Gv 10,11.

4 Cf Gv 19,30 e Mt 27,50.

1 Mt 9,38.

2 Cf PM e dAS in c115.

1 Mc 3,13-15.

2 Cf Lc 6,13.

1 Mt 5,13.

2 Mt 5,14.

3 Gv 8,12.

1 Lc 23,46.

1 1Cor 10,31.

1 Gv 10,11.

2 Lc 9,62.

3 Proposito di Maggiorino Vigolungo (1904-1918), aspirante della PSSP.

4 Sal 33,2.