Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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16. PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA1

La devozione della Quaresima è la devozione al Crocifisso. E qui, in questa cappella, avete dominante un bel Crocifisso, il quale esprime da una parte tutto l’intensissimo dolore di Gesù nel momento in cui diceva: «Consummatum est»2 e d’altra parte esprime una grande serenità e calma nel suo dolore. Raffigura quello che ha da avvenire in noi cioè imitare la sofferenza che può essere più interna o più fisica, e poi la rassegnazione: O Signore, mi metto nelle tue mani.
La Quaresima è periodo di preparazione alla Pasqua, è tempo di purificazione, perché Gesù abbia a nascere e crescere in noi: nella nostra mente, nel nostro spirito, nella nostra attività, in tutto il nostro essere, anima e corpo.
Quaresima! Tempo di purificazione, tempo in cui le nostre Confessioni devono essere più ben fatte, con dolore più intenso, perché meglio comprendiamo cosa sia il peccato, l’offesa a Dio, come esso sia la nostra rovina spirituale. Quanti meriti si perdono per indifferenza e tiepidezza! Quindi noi dobbiamo tenere conto non solo del male fatto, ma anche del bene tralasciato e del bene non fatto bene, fatto non con tutta quella perfezione possibile. Qualche volta non si riesce a fare tutto bene, nonostante si metta buona volontà. Malgrado l’offerta delle sofferenze, qualche volta lo spirito si accascia un po’. Ma nessuno ci può comprendere meglio di Gesù, perché egli guarda l’interno, vede la volontà, il desiderio. Desiderare è già una perfezione. Nessuno può comprendere come sia fatta la natura umana, egli invece comprende cosa possiamo dare con la nostra buona volontà anche nella nostra infermità.
Per purificarci la Chiesa ci offre dei mezzi.
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1) Considerare i doni che ci fa la Chiesa! Fare bene la Via Crucis, recitare bene i misteri dolorosi. In questo tempo recitare molto i misteri dolorosi.
2) Mortificazione, pazienza, serenità nella prova. Tutto e sempre e solo per Gesù e per il paradiso: la disposizione di spirito, serenità e pazienza, aiutano anche le medicine e il medico. Quindi la pazienza offrendo i nostri dolori e sofferenze con le stesse intenzioni con cui Gesù si immola continuamente sugli altari e si è immolato sulla croce.
3) Esercizio di carità: la virtù grande, quella virtù beatificante, l’unica che si inizia sulla terra e si estende e si allarga in cielo! È l’amore, l’abbandono sereno in Dio. E tanto noi avremo di gloria in cielo, in quanto di carità abbiamo avuto sulla terra. Quell’amor di Dio, quel riguardo per tutti, quella pazienza in tutto e per tutto, sia nel pensare, nel parlare che nell’operare: tutto in carità. «Omnia vestra cum caritate fiant»3, tutto sia fatto per amore di Dio e delle anime. Da questo centro di vita spirituale e di pazienza, allargare la vostra vita di sofferenza al bene di tutta l’umanità! Vorrei che questa casa fosse tutto un cenacolo di carità e di pazienza, pratica della carità non solo fra di voi, ma verso tutta l’umanità intera. Ecco! La vostra carità porti frutti grandissimi a tutta l’umanità: ai sofferenti, ai traviati, ai viziosi, ai dimentichi del paradiso.
4) Inoltre esercizio di umiltà fra di noi. Stimiamo tutti gli altri meglio di noi, superiori a noi. Sappiamo mostrare la stima che abbiamo verso gli altri: ai superiori, agli uguali, agli inferiori. Gesù ha parlato dell’umiltà, ma dell’umiltà del cuore. Gesù esige l’umiltà del cuore, ci ha detto di impararla da lui e disse delle parole così gravi: «Se non vi farete come questi piccoli non entrerete nel regno dei cieli»4. Non è un consiglio, è un comandamento. L’umiltà è condizione assoluta per la salvezza eterna.
Ecco come si potrà santificare la Quaresima: la Quaresima sia una vita nuova con il Cristo. Avanti con coraggio, sempre, guardando al paradiso e a Gesù.
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1 Predica tenuta ad [Albano, 19 febbraio 1956]. Dattiloscritto, carta comune, fogli 1 bianca e volta (22x31,5). Non c’è né titolo, né data, né autore, né luogo. In calce a matita è scritto: “19.2.1956 - Prima Domenica di Quaresima”. Dal Diario curato da don Speciale risulta che il Primo Maestro quel giorno tenne ad Albano la meditazione alle ammalate.

2 Cf Gv 19,30: «Tutto è compiuto».

3 Cf 1Cor 16,14: «Tutto si faccia tra voi nella carità».

4 Cf Mt 18,3.