Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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ISTRUZIONE SULL'APOSTOLATO VOCAZIONALE

Art. 2 delle Costituzioni
D. Alberione
: Oh!1 Secondo punto. Apostolina: Terzo. D. Alberione: Terzo. Apostolina: Per il primo fine adoperano e seguono lo spirito delle Figlie di s. Paolo, sostanzialmente2. D. Alberione: E, cioè, le Costituzioni, in quanto, e, aiutano a conseguire il primo fine santificazione e la gloria di Dio è sempre uguale, quindi il fine comune alle Figlie, alle Pastorelle, alle Domenicane, alle Francescane, ecc. Per il secondo fine... Apostolina: Per il secondo e speciale loro fine con i mezzi tradizionali e con i mezzi moderni: stampa, cinema, radio, televisione, fotografia, ecc., compiono tra specie di opere3. D. Alberione: Un momentino. Dunque: i mezzi tradizionali quali sono? I mezzi tradizionali per la ricerca delle vocazioni? Sono la pre..., le conferenze e sono la visita alle famiglie. E, poi, quali altri mezzi? Apostolina: La visita alle scuole. D. Alberione: Visita alle scuole. Vedete, negli Stati Uniti, tutti gli istituti hanno, e, sacerdoti che vanno in giro nelle scuole parrocchiali e poi fan le conferenze ai giovani, si mettono in relazione, ecc. E le suore fanno altrettanto perché vanno nelle scuole parrocchiali femminili per le loro vocazioni. Là, però, le cose sono un po' diverse, negli Stati Uniti: ogni nazione ha le sue particolarità. Negli Stati Uniti per lo più entrano non a 10-12 anni, ma a 18. Fanno tutte le scuole medie, che son obbligatorie. Le scuole medie: non solo le tre prime, ma anche le medie superiori sono obbligatorie per tutti. Quindi, prima di, che abbiano finito gli studi non vanno negli istituti, in generale. Fanno eccezione alcuni istituti che prendono anche i ragazzi, ma anche loro, poi, devono far le scuole, in maniera che davanti allo stato, quando visita, si sia a posto. Perché viene a visitare! E, poi, ognuno, ogni istituto manda poi i suoi agli esami pubblici statali.
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Apostolina: Scuole parrocchiali: che cosa si intende? D. Alberione: Ci sono, c'è la scuola libera, va bene? Non è come in Italia che la scuola non è libera: è sopportato che gli istituti tengano le scuole e i seminari, non è vero? Là, invece, lo stato mette le sue scuole che crede, ma i parroci, o gli istituti, possono aprire quante scuole vogliono. E siccome i ragazzi e le ragazze nelle scuole pubbliche, per lo più, perdon la religione, i parroci si istituiscono, quasi tutti, la scuola parrocchiale dove i fede..., i cattolici mandano lì i loro fanciulli, le loro fanciulle. Così anche in Francia. Adesso si tratta, in Italia, di passare una legge che darebbe questa autorizzazione. Se ne parla già da un pezzo ma, finora, non si è fatto niente; vedremo se si farà in avvenire. E, allora, sarebbero le scuole messe dai parroci e i bambini cattolici pagano a andarci, mentre che allo stato non pagano. Eppure i cattolici mandano alle sc..., alle scuole parrocchiali, pagando, i loro fanciulli, di preferenza, perché sono meglio tenute e, poi, crescono più ben educati. Così, anche in Francia, ci sono le scuole parrocchiali. Vicino a noi, a Parigi, c'è una scuola che ne ha 800, parrocchia, la parrocchia. E sono stato a visitar una scuola vicino a New York, alla periferia: alla, aveva, alla scuola, 3.000 fanciulli della parrocchia; una parrocchia che fa sessantamila anime: una diocesi. Sì. Il parroco era un vescovo della Sicilia, [...] della Sicilia [...]: ma il suo padre era siciliano, lui è già nato lì. Sì. Oh! Le visite alle scuole, le visite alle famiglie giovano tanto. Tutti gli istituti si muovono adesso. Domandate un po' [interrotto da d. Panebianco: Oh! quanti quanti!] quanti se ne incontrano in giro! Tutti van a cercare, siete solo voi che non vi muovete... Vi muovete, vi muovete poco! D. Panebianco: In certi posti passano una volta al mese, passano lo hanno detto i parroci. Quindi è chiaro: batti oggi batti domani qualcosa ci viene fuori. D. Alberione: Poi cominciano a prendere i nomi, poi scrivono, mandano i foglietti, hanno dei bollettini. Poi li chiamano a venire in estate a passare un mese lì, un mese nell'istituto: li fan giocare, divertire, fanno un po' di scuola, li fan pregare, ecc. E alla fine hanno conosciuto il giovane, che qualità ha di intelligenza, di salute, di tendenze. Poi decidono lì se han da invitar quello, o non invitarlo. Ah! Il lavoro miss. vocazionario che si fa adesso è immenso! Non ne avete un'idea! Tanto, in Italia! Prima si faceva soprattutto in altre nazioni, ma si è introdotto anche in Italia molto intenso. E ora c'è bisogno di un istituto il quale si incarichi di fare questo. E per tutti! Naturalmente che se vanno i Gesuiti loro fanno, lavoran solo per i Gesuiti. La differenza tra voi e loro è questa: se vanno le Domenicane, prendono, e, le fanciulle che aspirano a, a farsi Domenicane. Invece, cosa dovete fare voi? Per tutte le vocazioni, maschili e
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femminili. Naturalmente, lì ..., lì dentro, il fiore dovrete raccogliervelo voi, poi, perché, in primo luogo, sono le vostre. Perché, se non ne avete voi il numero, come farete poi a andare? Se siete poche, dove andrete? Oh, sì! La visita alle famiglie poi è facile: si porta il foglietto, il bollettino e si spiega, si spiega, ecc. Oh! Poi? I mezzi, oltre i tradizionali... [Apostolina: moderni] i mezzi [Apostolina: i mezzi moderni]. Apostolina: Stampa, cinema, radio, televisione e fotografie, ecc1. D. Alberione: Stampa. Stampare. Adesso bisognerà che almeno qualche numero di bollettino esca. Supponiam che ne escan due all'anno, sotto la guida di d. Panebianco. [...] Oh! Lui ha già molto materiale, poi lo stamperete magari ad Albano. Poi dopo, stampa: qui tanti foglietti, come quelli che han circolato, magari ce ne vogliono migliaia, ce ne vogliono [interviene d. Panebianco] migliaia e migliaia e migliaia. Si distribuiscono dappertutto: alla gioventù, sì, ai genitori, ai maestri, perché molte vocazioni, in certi luoghi, vengono dai maestri, proprio dai maestri e dalle maestre, specialmente nelle scuole parrocchiali. So che il, negli Stati Uniti hanno 130.000 suore. Sono divise in suore nella scuola, scuola parrocchiale, e suore che fan le opere caritative: ospedali, ecc. Opere di carità. Oh! Prima la stampa, poi? Apostolina: Cinema2. D. Alberione: E adesso faccia..., facciamo un cortometraggio vocazionario. Dunque, l'hanno già le Figlie di s. Paolo, non è vero? L'hanno già le Pastorelle, l'hanno già le Pie Discepole. Oh! Bisogna, poi - tra un po' di tempo - bisognerà, poi, che lo facciamo tra di voi, che spieghi la vostra vita e faccia... E poi si dà la pellicola e dopo qualcheduna, a qualcheduna resta impresso. [interviene D. Panebianco]. Ti ringrazio. Perché vanno a vedere con curiosità. Poi? Apostolina: Radio3. D. Alberione: La radio. E, dunque, in Italia c'è solo una radio, che è governativa. In quasi tutti gli stati la radio è libera e, cioè, si mette una società, fonda una radio. È come si fonda, non so, un'altra società e parlano e spiegano e vivono sopra la réclame di, supponiamo, di liquori, di medicinali, tante cose. Oh! Vive così e fa molti soldi e, poi, gli istituti si prendono,
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alle volte, un cinque minuti per settimana per parlare ai genitori soprail futurodei loro figli e finiscono con l'indicare, fra le altreprofessioni, sì,anche la vita religiosa fe... per le donne, la vita sacerdotale per i giovani. Fanno la réclame tutte le settimane, specialmente quando si avvicina la, la stagione buona. Io ho sentito diverse volte a parlare. In una parrocchia dove sono stato fermo lì - per parecchio, parecchio tempo sono stato in America, dove anche ho detto Messa e ho predicato sedici volte in un giorno, perché sono quasi tutti italiani, siciliani: i più son siciliani. E mi hanno fatto tante offerte dopo la Messa: sono andate per l'istituto. Ma questo sarà subito dopo la guerra; ora non potrei più fermarmi così. Oh! La radio dopo il cinema. E poi? Apostolina: Televisione1. D. Alberione: Così rappresentano, per esempio, un istituto cosa fa. Quante volte hanno rappresentato i monaci Trappisti, oh!, dell'America, films, o l'opera dei sacerdoti, o l'opera delle suore nelle, nelle missioni, negli ospedali, ecc. È interessantissimo: vanno a vedere quelle cose lì. Poi, si capisce, vi è sempre grande diversità fra nazione e nazione. In ogni nazione bisogna fare quello che è possibile in quella nazione, quello che è possibile. Televisione, poi c'è? Apostolina: Fotografia2. D. Alberione: Le filmine ho detto l'altro giorno che son fotografie, in sostanza, che giovano a illustrare, sì, a illustrare. Poi ci sono le esposizioni. Adesso non so dove se ne faccia qualcheduna. D. Panebianco: Ne ho vista una tempo fa a Vicenza [...] D. Alberione: Monteberico. D. Panebianco: Proprio lì. Una mostra delle vocazioni. D. Alberione: È per tutte le vocazioni? D. Panebianco: Sì. Sì. Mostra. Mostra della vocazioni; però facevano solo, propaganda solo della propria vocazione. Facevano vedere... C'erano due schiere di padiglioni, da una parte, tutto il curriculum di questi ragazzi. Per via, o di fotografie così giganti, oppure di sculture, in modi diversi [...]. Dall'altra parte il loro apostolato missionario, una serie di padiglioni [...]. D. Alberione: Sì, quello è per un istituto.
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D. Panebianco: Quello è per un istituto, sì. D. Alberione: Lì, a Parigi, l'ultima che è stata, a cui sono, han preso parte i nostri, è per tutti gli istituti, e tutti [...], e i seminari. Poi quella ultima, Padre [...] non era andato in Umbria? [intervienee d. Panebianco]. Quando sono anche andati i nostri, dopo hanno avuto delle domande. Hanno esposto anche loro, sì, [interrotto] e poi hanno avuto delle vocazioni buone. E bisognerebbe farne una, dove è più facile. Per certe regioni è più difficile che per altre, eh! Perché Roma è Roma! Ma siccome ci son tanti istituti, ognuno può farsi una, un piccolo spazio, mostrare le loro vocazioni cosa fanno. Lì avete quel quaderno, no? [...] dove sono illustrati. Loro, in Canada, usano così: domandano agli istituti che mandino fotografie della loro [interviene d. Panebianco] e poi li pubblicano, li pubblicano e li fanno circolare. D. Panebianco: [intervento incomprensibile] D. Alberione: Questa cosa? [interrotto] Sì. Questo qui bisognerebbe che cominciassimo: se c'è qualcheduna che si dedica con cuore! Ognuno mette le sue vocazioni, metta la suora come è vestita, qui per esempio [interviene d. Panebianco] vedete e mette [interviene d. Panebianco: poi si spiega le finalità] [...] Sì, si spiegano le finalità, dove sta la casa, come bisogna far le domande, ecc. Haiti, questo, né? A Haiti c'è un bel risveglio di vocazioni! Son stati lì. Ho visto sopra qui la vita religiosa. Sì. Questo è un lavoro che potete far su..., subito: non è niente difficile, si fa da casa in generale. Ecco. [...]: son fotografie, le quali poi si lavorano. Certo bisogna che siano belle, eh! Non, non si faccian degli scarabocchi, se no perdono, perdono il senso, fanno scappare la voglia, fanno scappare la voglia di andar tra i religiosi! Sì. Apostolina: Ma queste fotografie dovremmo farle noi, non da ritagliarle da altri giornali [...]. D. Alberione: Oh! Se avete l'abilità di farne voi, va bene, così va molto bene, perché purtroppo non ci sarà tutto. Poi, se no, ci son delle case che vendono tutte 'ste fotografie e poi lì sopra si lavorano. Apostolina: E dove si comprano? D. Alberione: Anderson. Anderson, poi quella lì come è [interventi vari] Spinelli... Poi ce n'è, c'è ancora un'altra grande... D. Panebianco: Basta che chiedono lì a Orizzonti, loro... D. Alberione: Ah! Quelli, quelli sanno tutto, perché tutte queste fotografie si comperano lì per, per i giornali. Ma se si prende già dai giornali, son già ricopiate, sono già deteriorate! [interviene d. Panebianco]. Bisogna andare all'originale!
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Apostolina: Ma conoscendo qualche istituto, si può anche richiedere all'istituto stesso [interviene d. Panebianco]. D. Alberione: Anche all'istituto. D. Panebianco: Molto meglio se si può fare. Apostolina: [intervento incomprensibile] D.Panebianco: Si, perché la loro è tutta propaganda. Apostolina: Era una propaganda. D. Alberione: Ah! Pagano a metterli lì! Sì! [interviene Apostolina]. Sicuro, perché fan la loro propaganda. E gli istituti che fan la propaganda sui giornali, allora, pagano tutti! Supponiamo: alle volte, dunque, si vede quando arriva il mese di settembre, tanti ist... collegi fanno la réclame. Supponiamo: quali collegi sono a Roma? Volere è potere, c'è poi Leopardi [interviene Apostolina] e mett..., mettono quelle réclame sui giornali per i loro istituti. Così gli istituti religiosi! E, e costano, né! E pagano tanto, tanto: pagano quanto la riga, in generale? D. Panebianco: Bisogna vedere l'importanza del giornale e il numero delle copie, è tutto in relazione. Quindi sono cose che variano da giornale a giornale. D. Alberione: Pagano tanto per riga, in generale [interviene d. Panebianco]. Ah! Per le vocaz..., le vocazioni si cercano con fatica. Però noi troviamo che quelli, quei mezzi tradizionali lì, Esercizi e ritiri, è efficacissimo. Vengono, si sentono, si spiegano, [...] si mette in relazione; non entrano subito, ma poi dopo si tiene corrispondenza e il lavoro si fa gradatamente. Si fa gradatamente. Poi, le Figlie di S. Paolo, hanno alcune suore che fan solo quello. Le Pastorelle hanno una suora [...] che fa solo quello, adesso. Prima c'era un'altra, che è defunta. Così le Discepole [...] che fa questo lavoro. Perché poi, se si vedono prima di entrare, si conoscono inclinazioni, tendenze. Poi? Apostolina: Compiono tre specie di opere: a) Istruzione a tutti i fedeli su questo problema fondamentale nella Chiesa1. D. Alberione: Quindi istruire. Pubblicazioni, libri. Adesso, del catechismo vocazionario bisogna far tante copie. Sì. [interviene d. Panebianco]. D. Alberione: Certo, quelli giovano. Quel catechismo vocazionario
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è la base. Poi, tutto quello che c'è nel catechismo serve per conferenze. Si dicono sempre quelle cose lì. Poi? Apostolina: Azione: organizzazioni, centri di aiuti agli aspiranti al sacerdozio e alla vita religiosa. Esposizioni nelle parrocchie, istituti, ecc. Convegni, settimane, tridui, giornate per le vocazioni, edizioni di fogli, libri, periodici, pellicole, trasmissioni della radio e della televisione, conferenze e trattenimenti, laboratori per confezionare abiti e cose necessarie per i chiamati poveri, ecc.1. D. Alberione: Dunque, c'è poi anche da, da aiutare le vocazioni povere! Quanti! Per povertà, negli istituti religiosi, non si dovrebbe mai rifiutar nessuno, per la ragione della povertà. Ogni vocazione. Ma nei seminari, se non pagano la retta, non li accettano, perché non possono e, allora, qualche volta bisogna cercar le pensioni, a questi ragazzi, bisogna confezionar le vesti, bisogna anche provvederli dei corredi. Questo si fa per le vocazioni! Vi sono le opere fatte apposta dove le dame iscritte non confezionano pianete, piviali e roba di chiesa, ma confezionano abiti e anche biancherie ecc. per gli studenti dei seminari. Di queste opere ce n'è in tutte la nazione, non è una cosa nuova, eh! Poi? Apostolina: Preghiera: devozione a Gesù Maestro, alla Regina Apostolorum, a s. Paolo Apostolo. Adorazione a Gesù Ostia. Promuovere preghiere per i fanciulli, i genitori, gli istituti. Fare giornate di sacrifici, ecc. Rogate Dominum messis2. D. Alberione: E a Lu Monferrato il parroco fa sempre quella predica lì: Coloro che quest'anno si son fidanzati, o che nel corso dell'anno intendono contrarre matrimonio, preghino perché il Signore dia loro un figlio sacerdote, o una figlia suora. E son così raccolti quei giovani e quelle giovani! Tutti fan quelle domande. Relativamente è il paese - relativamente al, al numero degli abitanti - che ha più sacerdoti e più suore di tutta l'Italia: Lu Monferrato. Dunque la provincia non so se è ancora di Alessandria, o se è di Vercelli. Lu Monferrato: è una cosa! Poi la festa delle mamme per le vocazioni. Quest'anno l'han fatta i Salesiani a Roma e il Papa le ha ricevute tutte quelle mamme. E, sì, ce n'era un bel numero. Sì, la festa delle mamme. Poi ci son ancora opere che, sì, man mano che sarete il numero e vi sarete preparate. Poi? Apostolina: L'ideale è contenuto nella preghiera speciale: tutti i cattolici con tutte le forze, con tutti i mezzi, per tutte le vocazioni, per tutti gli apostolati. Tutti i fedeli per tutti gli infedeli, tutti i ferventi per tutti gli indifferenti, tutti i cattolici per tutti gli acattolici. Tutti i chiamati corrispondano,
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tutti i sacerdoti e religiosi siano santi. Tutti gli uomini li accolgano e raggiungano la salvezza1. D. Alberione: Quello sarebbe l'ideale da raggiungersi, eh! Che tutti si impieghino per il personale religioso, perché lo stato ha le sue scuole per fare: formarsi i medici, formarsi i giudici, formarsi i legali, ecc. La Chiesa deve formarsi il suo personale, che poi si compone di sacerdoti e di suore, in generale. E questo, siccome tutti han bisogno del sacerdote e non pagano le tasse a andarsi a confessare, così almeno formarlo il sacerdote. Negli st... in generale, nelle Americhe, si paga il servizio sacerdotale, si chiede per tutto, perché i sacerdoti non hanno da vivere che le offerte. Si pagano tutti i servizi sacerdotali, meno che la confessione. Si paga per un battesimo, si paga per un matrimonio; si paga per una sepoltura, si paga come qui in Italia, per le sepolture, perché non hanno altro modo di vivere che le offerte. C'è un'offerta che in qualche luogo è libera e in qualche luogo è fissa. Apostolina: Padre, senta, per il punto precedente: adorazione a Gesù Ostia, noi avremo l'adorazione perpetua come le Pie Discepole? D. Alberione: Ah! Cominciate a farla, la visita, di un'ora ogni giorno. Poi, se a andare avanti sarete un numero sufficiente; perché bisogna poi essere un numero sufficiente. Apostolina: Sì, certo, lo so che bisogna essere in tante, ma dico proprio come ideale nostro, così, arriveremo un giorno che l'avremo in quella forma lì? D. Alberione: Questo, certo, in quella forma; se non continuativa, per esempio: la prima domenica del mese tutto il giorno. Questo: Gesù esposto, sì. Tutto il giorno Gesù esposto e si succedono a fare la visita. Noi l'abbiamo dalle dieci. D. Panebianco: Dopo la Messa solenne, quindi dalle dieci fino al vespro. D. Alberione: Vespro. Dalle dieci fino a vespro. Va bene. Apostolina: [...] Pensava che fosse sempre, come le Pie Discepole. D. Alberione: Non ho capito. Apostolina: Pensava che sempre Gesù esposto, come le Pie Discepole; a anche le Pie Discepole non ce l'hanno proprio mica sempre. D. Alberione: Dunque: quando sono un numero sufficiente l'hanno notte e giorno, né? Ma bisogna che sia un bel numero nella casa!
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Apostolina: Tutti, tutti i giorni? Sempre? D. Alberione: Sì, a Alba tutti i giorni, notte e giorno. E così Roma tutti, tanto nella casa loro generalizia, come lì a S. Paolo: tutti i giorni, notte e giorno, così. D. Panebianco: Si, c'è questo: che in certe ore, siccome ci sono altri turni che fanno, forse loro non vanno sempre tutti i giorni: ci sono gruppi di ragazzi, gruppi di cherici che fanno l'adorazione in quel momento lì. D. Alberione: Ma questo è per... questo è per noi, questo è per noi. Poi, invece, due stanno continuamente, non è vero? Si succedono. Poi due non passano tutte, perché due passano: 24 e 24 son 48. Ma se in una casa son 300, vi sono poi le ore in cui ci va un gruppo forte, eh! Supponiamo alla sera prima di cena, oppure al mattino, sì. Apostolina: Quando noi avremo più case, nella casa madre questo lo potremo fare? D. Alberione: Certo. Cominciate intanto a farla la domenica, adesso. Da dopo la Messa fate l'esposizione e poi fate l'adorazione fino a vespro. Bisogna poi dar la benedizione, però, eh! Al pomeriggio bisogna dar la benedizione per ritirar il Santissimo. Apostolina: La prima domenica del mese. D. Alberione: Sì. E sì, perché voi non potete fare l'esposizione. Apostolina: Certo! D. Alberione: Ben, in America c'è anche questo, tra il resto, ma non credo che sia approvato, ma solamente ho visto in Argentina. Apostolina: Aprire il Tabernacolo? D. Alberione: Sì, [interrotto da voci] è fatto così. È fatto così, però: ci son due porte, la seconda è di vetro, quindi aprono la prima e la seconda la apre poi solo il sacerdote quando... Però, aperta la prima, dietro al vetro c'è il raggio, ci sta il Santissimo. Benedettine. Apostolina: Proprio nell'ostensorio? [...] D. Alberione: Loro lo tengono nell'ostensorio. Secondo i posti, ma generalmente è l'ostensorio. Ma son, poi, [interrotto da voci] ma son tabernacoli grandi, in generale, eh? [interrotto da voci]. Credo, credo che il primo che ho visto così è a Buenos Aires: il tabernacolo è più di un metro e quindi la porta sarà 70, almeno 70 - 75 centimetri. [voci varie] Adesso bisogna cominciare da questo, sì. L'adorazione [...].
E poi, [...] com'è?
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Apostolina: Noi siamo contente che intanto cominciamo a farla la prima domenica del mese. È già qualche cosa! D. Alberione: Sì. Ma Gesù vi farà tante grazie nell'incontrarlo! Di lì vengono tante grazie! L'adorazione. Perché è stare un'ora con Gesù: quando si parla con Gesù si viene sempre via contenti! Poi uno, poco per volta, a forza di parlar con un amico, gli rassomiglia, prende il suo modo di fare, alla fine gli rassomiglia. Prendete il modo di fare di Gesù e rassomigliate a Gesù. [Apostolina: Magari!] Quello lì è lo scopo, eh! Conformes fieri imagini Filii sui1: diventar come Gesù. Leggi un po' l'ultimo punto? Apostolina: Segue quanto è contenuto nella lettera e nello spirito dei documenti della S. Sede a riguardo delle vocazioni, particolarmente nelle due Opere Pontificie per le vocazioni religiose e sacerdotali. Di più cureranno anche le vocazioni dei laici per le opere caritative, sociali, scuola, culto, ecc.2. D. Alberione: Vedete come è esteso il vostro lavoro? Dunque, vi son due Opere: una per il clero secolare e i seminari: vocazioni al clero secolare. Poi vi è la seconda, seconda Opera per le vocazioni religiose maschili e femminili. Questa, a cui ha fatto parte la superiora e allora, e, un po' già sapete spiegare, no? Apostolina: Ho letto anche il libretto delle regole dell'Opera Pontificia dei Religiosi. D. Alberione: L'avete letto? Apostolina: Sì, documenti pontifici [...] D. Alberione: Va bene. A tavola cosa leggete? Qualche cosa? Fate un po' di lettura? Apostolina: [intervento incomprensibile] D. Alberione: Ecco, in generale, qualche cosa che sia per le vocazioni. Poi, quest'anno, nel pomeriggio, sì, chi sta a casa fare un'ora di scuola tutti i giorni sopra l'opera vocazionaria; libri, cos'è la vocazione, ecc. Spiegare bene il catechismo e farlo studiare. Apostolina: Un'ora di scuola tutti i giorni su questo? D. Alberione: Sì, e non sempre su questo, ma qualcheduna ha ancora una brutta calligrafia: fare scuola di calligrafia. Qualcheduna sa il catechismo solo un po'così, no? Si fa studiare catechismo. Le religiose devono saper tutto il catechismo! Lo sapete cantare? Lo sai bene? [interviene Apostolina]
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Sì, va bene. Quelle che son andate bene al catechismo poco per volta [...]. E poi, sì, alla fine dell'anno bisogna dare l'esame su quelle materie: bisogna fare un programmino, eh! Anche un po' di materie civili: che non vi sbagliate a fare i conti! Quando si comprano le uova, se costano 40 lire l'una, non sbagliatevi i conti, non darne di più! Se comprate una dozzina: 12 per 40, quanto fa? [voci varie] [...]. Un po' di storia della Chiesa ci andrebbe, eh!, perché se non si san le cose come si fa? Sì, in sostanza bisogna che tutte imparino un po', che ci sia un po' di scuola, né?, Perché tutte fanno, quando vengono, sempre si fa scuola a tutti. Apostolina: E quelle che non hanno fatto oltre le elementari, fanno lo studio per la terza media proprio in un anno? D. Alberione: Ci riescono? Apostolina: Le Pastorelle ci son riuscite. D. Alberione: Ci son riuscite, però devono studiar tutto il giorno, né? Ci arriverete... Apostolina: [...] Magari fare in due anni. D. Alberione: E, in due anni, sì. Ma la scuola di, dunque l'Assunzione. L'Assunzione: come si chiama? Maria Assunta? Quanto tempo è? Apostolina: [...] In un anno le medie e in due anni il diploma di maestra [...]. In un anno si prende la licenza: medie inferiori; in tre anni si diventa maestre, però bisogna avere l'età. Si, si però bisogna avere l'età, più di ventun'anni. Se uno non ha l'età. [...] D. Alberione: Sì, dicevo perché c'è una legge che quando han fatto 21 anni non hanno bisogno di nessun altro esame e quindi possono dare l'esame direttamente per quelle materie lì. C'è una legge così, sì. Apostolina: [...] Vede, lo studio fatto così affrettato [...] perché non ha esercizio, non ha [...]. D. Alberione: Beh!, adesso un'idea l'avete. Allora mettetevi sul serio, eh? Come chiudere gli Esercizi? Ora avete già fatto le vacanze [...]. Vi mettete già al lavoro, oppure vi riposate ancora un po'? Perché, da quando avete cessato le scuole? Apostoline: I primi di giugno, i primi di luglio, metà giugno; secondo che tipo di scuola, chi prima e chi dopo. In media il 30 giugno hanno finito tutti, no! Il 15 giugno, voglio dire il 15. Bhè, noi fino al 22 giugno avevamo le presenze. [...] D. Alberione: Siamo in agosto: e cominciate non tanto intensamente, ma qualcosa tutti i giorni, così. Quelli del catechismo vocazionario
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che si deve studiare bene, prenderlo adesso, per esempio. Ma però non c'è ancor le copie, né? Ne abbiam solo due copie. No, bisogna aspettar ancora un po'. Prendete un'altra cosa, poi vi daremo tutte le copie perché è già pronto, ma poi quando arriva [...] [si interrompe]
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1 Nastro originale 7a/57 - Nastro archivio AP 11a-b. Istruzione fatta alle Apostoline - Castelgandolfo il 13 agosto 1957, probabilmente alla conclusione degli Esercizi Spirituali.

2 Lettura dalle Costituzioni: [da cercare quali]

3 Art. 2 delle Costituzioni.

1 Art. 2 delle Costituzioni.

2 Art. 2 delle Costituzioni.

3 Art. 2 delle Costituzioni.

1 Art. 2 delle Costituzioni.

2 Art. 2 delle Costituzioni.

1 Art 2 delle Costituzioni.

1 Art. 2 delle Costituzioni.

2 Art. 2 delle Costituzioni.

1 Art. 2 delle Costituzioni.

1 Rom 8,29.

2 Art 2 delle Costituzioni.