Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

Effettua una ricerca

Ricerca Avanzata

PRESENTAZIONE

Questo è l'ottavo volume delle meditazioni tenute da don Alberione alle suore pastorelle, ritrascritte dalla registrazione su nastro magnetico. Sono state rivolte, come di consueto, alla comunità di Albano (I-VIII; XIV; XIX; XXIV-XXVII) e alle partecipanti ai corsi di esercizi spirituali (IX-XIII; XV-XVIII; XX-XXIII).
Il 4 aprile 1964, don Alberione compiva 80 anni e il 10 aprile venne ricevuto in speciale udienza da Paolo VI. Ricorreva, quell'anno, anche il 50° di fondazione della Famiglia Paolina. Le suore pastorelle festeggiarono don Alberione, ad Albano, il 12 aprile, domenica del buon Pastore, allorché vi si recò a celebrare la prima santa messa. Tenne per l'occasione la meditazione: dopo un breve riferimento alla festa liturgica di Gesù buon Pastore, parlò ampiamente della giornata mondiale per le vocazioni - introdotta da Paolo VI - che quel giorno si celebrava per la prima volta. Concluse invitando a raccogliere nel cuore tutte le sorelle nel mondo con un ricordo particolare per quelle che avevano " iniziato con fedeltà e generosità, le due nuove case nelle due nuove nazioni: Colombia [27 febbraio] e Argentina [1° marzo] " (VI).
Il pomeriggio di quello stesso giorno don Alberione ritornò dalle suore pastorelle. Benedisse la nuova biblioteca poi si intrattenne, assieme ad alcuni sacerdoti paolini della casa degli scrittori di Albano, ad una recita organizzata in suo onore. Ne fu lieto: " Vi ringraziamo tanto. Ci avete fatto passare due ore di sollievo e di distensione - disse e lodò l'iniziativa -. Avete scelto bene, avete cantato ed eseguito bene. Credo tutto vi serva molto nelle parrocchie (...). Continuate così " (PP IX, P- 99).
In occasione delle professioni, il 3 settembre, amò ricordare il 50° della Famiglia Paolina, un evento che apparteneva a tutte le congregazioni da lui fondate. " Questa professione che si ripete ogni anno - disse - ha però nell'anno presente una speciale importanza: sì compiono quest'anno i cinquant'anni da che è iniziata la Famiglia Paolina. La Famiglia: la congregazione vostra [venne] dopo, ma l'inizio della Famiglia Paolina è stato nel 1914, il 20 agosto " (XIX).
Il 31 maggio venne introdotta la causa di beatificazione di fratel Borello. Don Alberione, di ritorno da Alba dove si tenne la cerimonia, ne parlò e ne trasse lo spunto per dire la forza e la grandezza che viene dall'umiltà di vita e dalla disponibilità vissute per amore del Signore (VII).
Il Vaticano II, con il suo orientamento prevalentemente pastorale, promulgando il 4 dicembre i due primi documenti, Sacrosanctum Concilium e Inter Mirifica, rispettivamente sulla liturgia e sui mezzi della comunicazione sociale, fu la più autorevole conferma delle intuizioni giovanili di don Alberione e delle sue grandi realizzazioni. " Vedete - disse -, il Signore ha guidato sempre la Famiglia Paolina, prima ancora che nascesse l'istituto, nel 1914, già si pubblicava Vita Pastorale. E quindi tutto quello che si fa, è in ordine alle anime e cioè: è azione pastorale. E ora il Concilio ecumenico è tutto ispirato da questo pensiero: la pastorale, la pastorale. Poi nell'istituto sono nate le suore dedicate alla liturgia; ed ecco che la liturgia è stata la prima parte del Concilio che già è stata definitivamente approvata. E poi quello che riguarda ì mezzi tecnici, e cioè la stampa, il cinema, radio, televisione... E questo è stato ciò che il Concilio ecumenico definitivamente e solennemente ha approvato " (I).
Il Vaticano II fu come una ventata di giovinezza per don Alberione, gli diede un vigore nuovo. Lo si nota anche dal tono della voce, dal trasporto con cui parlò della pastorale insistendo, tra l'altro, sul dovere di acquisirne lo spirito e la scienza. Lasciò tuttavia a noi la scelta dei modi e dei mezzi adeguati ai tempi, riservando a sé, fino alla fine, il compito di fedele discepolo e nostro primo maestro alla scuola principale, quella di Gesù buon Pastore. La pastorale " dobbiamo impararla in primo luogo da Gesù buon Pastore. È Lui la pastorale. Io, sono il buon Pastore " (VIII).
Da ultimo va menzionato il tema degli esercizi spirituali. Don Alberione volle dare alla Famiglia Paolina un testo che contenesse le linee fondamentali della spiritualità cristiana, come era andato insegnando fin dall'inizio. Trovò nel volume La teologia della perfezione cristiana, di Royo Marin, quello che cercava e ce lo propose. Anzi ne fece fare un " estratto " per facilitarne la lettura e ne commentò il contenuto durante tutti i corsi di esercizi spirituali del 1964.
Il lettore attento e paziente, che ama cioè cercare, soffermarsi, riflettere sull'insegnamento di don Alberione, scoprirà anche nel presente volume le tantissime perle che rendono preziosa e significativa la vocazione di seguaci del Signore Gesù, Maestro e Pastore.

INFORMAZIONI METODOLOGICHE

Le meditazioni sono disposte in ordine cronologico e contrassegnate da numeri romani. I numeri dei paragrafi sul margine esterno della pagina, sono progressivi dall'inizio alla fine del volume onde facilitare la ricerca dei temi a partire dall'indice analitico.
La divisione in paragrafi, la punteggiatura e la scelta dei titoli sono opera dei curatori. I periodi, per quanto possibile, sono corti, costruiti attorno al verbo principale, come era nello stile di don Alberione quando scriveva. Nella numerazione marginale si segue in genere il criterio dell'unità di argomento. Quando poi un'idea viene sottolineata con una certa insistenza con espressioni che si ripetono e che nell'insieme danno al contenuto significato o importanza particolari, i pensieri sono disposti a bandiera.
Nell'indice dei titoli, accanto al numero della pagina è segnato quello della cassette in cui si trova la meditazione. In fondo è stata introdotta anche la bibliografia delle opere citate. Nell'Opera Omnia Alberione il presente volume porta il numero 9/VIII.
Per altre notizie e utili suggerimenti per la lettura e la comprensione del presente lavoro, rimandiamo il lettore alle pagine informative del volume 9/IV e di quelli precedenti.
~