Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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39. L'INVIDIA39
1. I vizi capitali sono sette, e derivano dalle tre concupiscenze: dalla concupiscenza della carne, dell'avarizia e della superbia.
Dipendono dalla concupiscenza della carne: la golosità, la pigrizia, la sensualità; dalla superbia dipendono: la vanagloria, l'ira, l'ambizione, l'invidia.
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2. Come passione l'invidia è uno stringimento di cuore che uno prova davanti a qualche bene fatto dagli altri. Sovente l'invidia porta a diminuire lo zelo, la fedeltà nel bene. Il vizio dell'invidia è un'inclinazione che abbiamo per natura e che ci porta a rattristarci del bene altrui quasi fosse una diminuzione del nostro. Un esempio lo troviamo in Caino, il quale concepì invidia contro Abele perché i suoi doni erano graditi a Dio, e lo uccise. L'invidia è un disgusto del bene degli altri, è un desiderio di eccellere, di innalzarsi sopra gli altri.
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3. L'invidia non è l'emulazione. L'emulazione è buona mentre l'invidia è cattiva. Imitare i santi del cielo e anche quelli della terra, cioè i buoni, è cosa buona. san Paolo parla due volte di questa buona emulazione. San Basilio consiglia di imparare da tutti, prendendo da ciascuno ciò che c'è di buono. Così si cerca di accumulare in cuore le virtù di tutti. Detestate quindi l'invidia e praticate l'emulazione.
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4. L'invidia porta molti mali. Se ci fosse una che invidia proprio sul serio i frutti di apostolato, la pietà, la virtù di una consorella, e ciò fosse proprio acconsentito, ci potrebbe essere peccato grave. Generalmente però se viene questo sentimento non è peccato grave, ma è una radice cattiva e se non è sradicata porterà cattivi frutti.
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5. L'invidia è il contrario della carità. L'invidioso è sempre triste; è difficile che sia ascoltato dal Signore nelle sue preghiere. Contro l'invidia e la gelosia vi sono due mezzi: confessare nelle preghiere e al confessionale che si hanno questi vizi; riflettere sulla sciocchezza dell'invidia e della gelosia e coltivare pensieri molto alti quali l'incorporazione di Cristo, la comunione dei santi, per cui si partecipa del bene altrui.
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6. Pregare lo Spirito Santo che produca in noi le stesse virtù che si vedono nelle altre, così si avrà non un danno, ma un vantaggio. Pregare lo Spirito Santo che ci cambi l'invidia in sana emulazione. Se la sorella si distingue per l'applicazione ai propri doveri, noi facciamo altrettanto. Provocandoci così al bene, si piacerà più al Signore.
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7. Togliamo l'invidia dal cuore perché disgusta tanto Dio. Abbiamo il cuore di Dio: desideriamo che tutti siano buoni, che facciano bene, così parteciperemo dei loro beni sulla terra e quindi della loro gloria in paradiso. Lassù i santi che sono meno gloriosi non invidiano affatto quelli che godono di più.

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