Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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del S. Rosario facevano le preghiere prescritte dai loro Statuti. Il Pontefice S. Pio V, che aveva esortato i fedeli a pregare la Vergine per il trionfo delle armi cristiane, conobbe, per divina rivelazione, che la vittoria era ottenuta. E, in memoria dell'avvenimento, ordinò che ogni anno, il 7 ottobre, si rendesse grazia alla Vergine SS. Due anni dopo (1573), Gregorio XIII stabilì che la festa fosse solennemente celebrata la prima domenica di ottobre, sotto il titolo di Regina del S. Rosario.
Dopo un'altra vittoria dei cristiani sui Turchi, riportata il 5 agosto 1716 in Ungheria, dall'Imperatore Carlo VI, e dopo la liberazione dell'isola di Corcira (Corfù), Clemente XI rese universale la festa del S. Rosario, a perpetuare la memoria della protezione della Vergine.
Finalmente Leone XIII (nell'anno 1888) elevò questa festa a rito doppio di seconda classe con Ufficio speciale e Messa propria, e aggiunse alle Litanie Lauretane l'invocazione: Regina Sacratissimi Rosarii, ora pro nobis.

Fine.
- La festa del Rosario è la festa con cui la Chiesa ricorda ed onora i misteri «gaudiosi, dolorosi e gloriosi» della vita di Gesù Cristo e della sua SS. Madre.
Il Rosario è preghiera vocale e insieme mentale. La preghiera vocale consiste nella recita di 150 Ave Maria, divise in quindici decine, le quali sono precedute ciascuna da un Pater noster e seguite da un Gloria Patri. La preghiera mentale consiste nel ricordare e meditare i principali misteri della Redenzione; quelli cioè che riguardano la vita di Gesù Cristo e di Maria SS. La meditazione di questi misteri si fa precedere
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a ogni decina di Ave Maria. Essi perciò sono in numero di 15, divisi in tre gruppi. I primi cinque (detti misteri gaudiosi) riguardano la vita umile di Gesù e di Maria fino al ritrovamento di Gesù nel tempio. Gli altri cinque (dolorosi) riguardano la passione di Gesù Cristo, fino alla morte. Gli ultimi cinque (gloriosi) contemplano la gloria di Gesù Cristo risorto e di Maria assunta in cielo.
Il Rosario è un compendio del Vangelo; è un riassunto della vita di Nostro Signore e di Maria Vergine; è il sommario di tutta la dottrina cristiana. Perciò meritatamente fu detto il Breviario del cristiano.

Motivi. - 1. Divozione facile. Il Rosario si compone di preghiere che tutti hanno imparato da bambini, che non richiedono sforzo alcuno né difficoltà. Esso si può recitare in ogni tempo, in ogni luogo e in qualunque condizione uno si trovi.
2. Gradimento alla Vergine, per la sua origine e per la sua eccellenza. Infatti il Rosario non è invenzione del capriccio di un uomo, ma fu suggerito dalla SS. Vergine stessa agli uomini, per altissimi fini. Maria in persona ci diede questo prezioso pegno di salute, insegnando anche il modo di farne uso.
V'è divozione più eccellente di questa? Essa è una corona di lode, in cui tiene il primo posto l'orazione domenicale insegnataci direttamente da Gesù Cristo; la più bella di tutte le preghiere. Segue l'Ave Maria, tante volte ripetuta, la quale ricorda alla Vergine i suoi due grandi privilegi, cioè l'Immacolato Concepimento e la divina Maternità. Ogni Ave Maria è dunque una
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lode che deve salire alla Vergine come un soave profumo. Il Gloria Patri che chiude ogni decina di Ave Maria, è un atto di ringraziamento alla SS. Trinità per il grande beneficio dell'Incarnazione e della Redenzione. Infine i misteri che si meditano sono i tratti più importanti della vita di Gesù Cristo e di Maria SS., i quali ci ricordano la nostra Redenzione e salute e ci stimolano ad amare Gesù e la sua Madre e a seguirne gli esempi. Ecco perché il Rosario deve tornare di sommo gradimento alla Vergine SS.
3. Grande efficacia. La Chiesa, nella sua Liturgia, ci presenta il Rosario come un singolare presidio contro le eresie ed i vizi. E i f atti lo hanno dimostrato. Per esso furono, più volte, sconfitti i nemici del cattolicesimo, che seminavano mostruose dottrine; per esso furono convertiti a Dio tanti peccatori; per esso rifiorì il culto di Dio e della Vergine. La Chiesa stessa ha trovato nel Rosario il suo scudo di difesa e l'arma validissima a sconfiggere Satana, come fu arma potente in mano a Davide la fionda per abbattere il gigante Golia. Non per nulla i Sommi Pontefici raccomandarono tanto questa pratica, arricchendola di indulgenze.
4. Il Rosario è per noi il mezzo più facile per onorare Dio e la Vergine; il più sicuro per trionfare sui nostri nemici spirituali; il più adatto per progredire nella virtù e nella santità. Tali sono gli ammaestramenti che la Chiesa ci dà nella festa del S. Rosario. Ascoltiamoli, apprezzando questa devozione come merita, e praticandola con tutto l'impegno.

Nel Breviario. - «Allorché l'eresia degli Albigesi si estendeva empiamente nella provincia
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di Tolosa, mettendovi di giorno in giorno radici sempre più profonde, S. Domenico, che aveva fondato allora l'Ordine dei Predicatori, si applicò interamente a sradicarla. E, per riuscirvi più sicuramente, implorò con assidue preghiere il soccorso della B. Vergine, la cui dignità quegli eretici attaccavano impudentemente, ed a cui è dato di distruggere tutte le eresie nell'intero universo. Ricevuto da lei l'avviso (come vuole la tradizione) di predicare ai popoli il Rosario quale aiuto singolarmente efficace contro l'eresia e i vizi, stupisce vedere con qual fervore e con qual successo egli eseguì l'ufficio affidatogli.
«Il Rosario è una formula particolare di preghiera, nella quale si distinguono quindici decadi di salutazioni angeliche, separate dall'orazione domenicale, e in ciascuna delle quali ricordiamo, meditandoli piamente, altrettanti misteri della Redenzione. Da quel tempo, dunque, questa maniera di pregare incominciò, grazie a S. Domenico, a farsi conoscere e a spandersi. E ch'egli ne sia l'istitutore e l'autore lo si trova affermato non di rado nelle lettere apostoliche dei Sommi Pontefici.
«Da questa istituzione sì salutare promanarono nel popolo cristiano innumerevoli benefici.
«Leone XIII, in tempi turbolentissimi per la Chiesa, e nell'orribile tempesta di mali che da lungo tempo ci opprimono, ha sovente e vivamente eccitato con reiterate lettere apostoliche tutti i fedeli del mondo a recitare spesso il Rosario di Maria, soprattutto nel mese di ottobre.
«Veneriamo, dunque, sempre la santissima Madre di Dio con questa divozione che le è graditissima, affinché, invocata tante volte dai fedeli
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di Cristo con la preghiera del Rosario, dopo averci dato d'abbattere i nemici terreni, ci conceda altresì di trionfare di quelli infernali».

Frutti. - Come recitare il S. Rosario?
1. Con fede. Non ogni Rosario ottiene le grazie per cui si recita perché mancano le disposizioni richieste. S. Agostino, parlando della preghiera, dice che non si ottiene perché si chiede mali, male, mala: mali, cioè in peccato; male, cioè senza vera pietà; mala, cioè cose non necessarie all'eterna salute.
Esercitiamo la fede meditando bene i misteri e chiedendo grazie utili per l'anima.
2. Con volontà decisa di riformare la vita. Imparare quindi le virtù di Gesù e di Maria: umiltà, povertà, amore a Gesù, mortificazione, purezza, distacco dalle cose della terra e amore alle celesti. Quae sursum sunt quaerite, quae sursum sunt sapite: Cercate e gustate le cose del Cielo (Col. 3,1-2).
3. Con devozione. Considerare bene il senso dei Pater ed Ave; avere il cuore pieno d'amore verso Gesù e Maria. Possibilmente recitare il Rosario in Chiesa ed in ginocchio; però si può recitare ovunque.
4. La recita del Rosario non è solo un uso del popolo, ma dei grandi e dei dotti. Una sera, tra l'anno 1850 e 1855, in una casa religiosa, sopra Stresa (Lago Maggiore), si poteva assistere ad un edificante spettacolo. Tre personaggi, due laici ed un Sacerdote, discorrevano tra loro di alte questioni filosofiche. A un certo punto il Sacerdote guardò l'orologio e, interrompendo il discorso, disse: «Don Alessandro, è tempo di recitare il Rosario». E cominciò la preghiera a cui
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