Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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58. IN MORTE DI M. CLAUDIA DA SOIS58
1. E' qui davanti a Gesù buon Pastore la salma di M. Claudia, davanti a quel Gesù buon Pastore che disse: «Ecco, io do la mia vita per le pecorelle»; questo è il segno del suo amore.
La vita di M. Claudia è stata data per Gesù e per le anime nell'apostolato riservato alle suore pastorelle.
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2. Ma Gesù aggiunse altre parole: «Io sono la Risurrezione e la Vita», Egli è la nostra resurrezione finale, la nostra vita. Fra poco chiuderete la salma in un loculo che sarà sigillato, come è già chiusa e sigillata la cassa, ma questa cassa e questo loculo sono destinati ad aprirsi alla fine, quando gli angeli intimeranno: «Sorgete o morti, venite al giudizio». Allora risorgeranno belli e gloriosi tanti martiri, santi apostoli e fra i beati vi sarà una schiera numerosissima di vergini che vestirà un abito proprio ed andrà incontro a Gesù buon Pastore vittorioso con il cantico ad essa riservato, cantico che non potranno imparare le anime che non furono vergini. La schiera sarà preceduta dalla Regina dei vergini.
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3. Madre Claudia, da quando io l'ho conosciuta, l'ho conosciuta come la suora del «tutto» non suora per metà, ma totalmente osservante nella povertà, nella delicatezza, nell'obbedienza, nella vita comune. La suora del «tutto» che corrisponde all'offerta della professione religiosa: tutta mi dono, tutta mi offro, tutta mi consacro.
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4. Anche quando l'istituto ebbe le sue giornate oscure, l'ho veduta sempre nella serenità. Quando si fecero le votazioni ebbe un gran numero di voti che la indicavano degna della carica, e fu consigliera. Questa sua vita del «tutto» la visse non solo nei giorni lieti, ma anche nei giorni tristi. Rimase costante sempre, anche nell'ultimo combattimento, che fu cosciente, contro il male e le potestà delle tenebre; lotta che fu coronata dalla vittoria. Beati i vittoriosi!
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5. Il sacerdote che l'ha assistita e preparata ad andare incontro a Gesù Cristo con la lampada accesa, emanante la luce delle opere buone, sa come ella ha combattuto con costanza. Così pure sono stati santamente, in costante lotta fino all'ultimo, i bravi dottori e le pie infermiere, contro la morte che si avvicinava.
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6. Non ho bisogno di dire molte parole, perché le suore e le aspiranti che sono qui la ricordano tutte, sono testimoni e portano ricordi consolanti delle virtù della cara defunta.
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7. Ci sono da dire tre cose:
- Il filo della sua vita è stato stroncato mentre tutto sembrava promettere salute e forza. Ma il divino volere è stato diverso. Questo è di ammonimento per noi.
- Imitare le sue virtù: non stiamo a metà. Siamo persone consacrate a Dio e bisogna che consumiamo, come lei, tutta la nostra vita nel lavoro spirituale e nella dedizione alle anime attraverso l'apostolato.
- Moltiplichiamo i suffragi, poiché il Signore vuole da noi questa carità anche quando crediamo non sia necessaria.
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8. Gli istituti religiosi sono così conformati: hanno membri nella Chiesa militante, forse nella Chiesa purgante e nella Chiesa trionfante; gli uni e gli altri si uniscono nello scambio di preghiere. Perciò i nostri suffragi per le anime consacrate a Dio e in particolare per Madre Claudia.
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9. Voi avete capito il modo di dimostrare il dolore; non tanto con fiori e lacrime ma con sacrifici, opere buone, indulgenze, rosari ecc. per le anime religiose che possono trovarsi nella Chiesa purgante. I beati del cielo pregano per le anime purganti e per le viventi, le viventi mandano suffragi alle purganti ed invocano le sorelle che sono in cielo, avviene così uno scambio di bene per tutti. Non si scioglie l'amore che ci ha uniti «Congregavit nos in unum, Christi amor», ma si perfeziona perché «Charitas manet in aeternum» (cf. 1Cor 13,8) con Dio e con le persone con cui si condividono gli ideali.
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10. Offrite suffragi secondo le costituzioni; ricordiamo soprattutto quanto ci insegna la santa Chiesa: «Pregare e suffragare specialmente con la santa messa». Il Signore è buono ed applica i suffragi secondo il bisogno e la sua misericordia.
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11 Le suore pastorelle che rimangono abbiano come in custodia questa salma e quando si avvicinano alla sua tomba pensino che lei di là le aspetta e rispondano «verremo, arrivederci!».

Albano Laziale (Roma)
16 febbraio 1957

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58 Albano Laziale (Roma), 16 febbraio 1957