Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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I.
INTRODUZIONE

Nel cominciare gli Esercizi di questa volta, mi sento come in trepidazione. Man mano che va avanti la vita, si imparano tante cose anche dall'esperienza e fra le altre questa: che vi è sempre negli Esercizi chi ha più grazie e chi ne ha di meno, sempre chi corrisponde e chi non corrisponde, chi fa e chi non fa. Perciò, avendo poca fiducia in noi stessi, noi ci rivolgiamo alle misericordie di Dio. Non è che non vi sia da parte vostra buona volontà; ma vi è questo: che il demonio viene sempre a disturbare anche le cose più sante e più belle.
Eppure noi in questi Esercizi vorremmo ascendere al monte santo di Dio, non è vero? Ora, per assicurarci la protezione
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di Dio, il sostegno, la divina Grazia, bisogna che noi ci raccomandiamo caldamente e mettiamo questi Esercizi sotto la protezione di Maria, la nostra buona Maria. Oggi è la Commemorazione dell'ultima Apparizione di Lourdes alla Beata Bernardetta, la diciottesima apparizione. La Madonna si mostrò in quell'ultima apparizione quasi più tenera ancora che nelle altre volte. Vi era nel suo volto una mestizia e una gioia insieme: la gioia di farsi vedere l'ultima volta da questa fanciulla; e una mestizia pensando che quel ciclo, così dolce, veniva a chiudersi. Oggi è anche la Festa della Madonna del Carmine, la quale assicurò che i divoti che avrebbero portato il suo abitino non sarebbero andati perduti, e presto li avrebbe liberati dal Purgatorio e avrebbe portato loro speciale aiuto al primo Sabato dalla morte. Speriamo perciò nella Santa Madonna.
Quale sarà l'argomento degli Esercizi? Gli Esercizi Spirituali di quest'anno avranno questo argomento: la Vita Religiosa. E, per parlare più chiaramente, negli Esercizi per fine generale noi ci proponiamo di acquistare una mentalità religiosa, una virtù religiosa, una pietà religiosa.
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Diventare più religiosi di mente, di volontà e di cuore.
Ognuno di voi può essere che abbia dei fini speciali, e fa bene, negli esami e nei riflessi, e nelle letture; e nelle preghiere insistere per quei fini speciali. Io non intendo niente affatto disturbate i buoni desideri che si hanno, e gli argomenti che si vogliono considerare, si considerino pure liberamente. Ma in generale noi ci fermeremo qui come ho detto, sulla mentalità religiosa, sulle virtù religiose, è sulla pietà religiosa, per formare il buono, il massimo della virtù, cioè lo spirito religioso.
Stassera riflettiamo un momento su questi tre punti che formano un unico fine od unico argomento, per dir meglio, degli Esercizi.
Primo fine degli Esercizi è formare la mentalità religiosa. Che cosa voglio dire con questo? Voglio dire che il religioso ha una mente speciale. Vi sono degli uomini che non sono cristiani e per essi bastano le virtù naturali, e cioè basta che vivano secondo i principi di ragione: rispettare Iddio, non fare del male al prossimo, non commettere atti cattivi,
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ecc. Ma poi vi sono degli uomini che sono cristiani e questi oltre a quei principi di ragione, hanno dei principi di fede. I principi di fede sono specialmente quelli che riguardano Gesù Cristo, il mistero della SS. Trinità, l'Incarnazione di Gesù, la sua dottrina, i Sacramenti che egli ha istituiti, la Chiesa, i precetti che egli ha dato, ecc. Vi sono i principi di vita cristiana. E se noi andiamo più avanti vi sono fra i cristiani quelli che si fanno Sacerdoti: il Sacerdote ha degli altri principi, più alti ancora. E quali? Che l'Apostolato è la massima occupazione, la più nobile occupazione sulla terra: per salvare le anime; e quindi, oltre che credere il Sacerdote vuol praticare la fede; oltre che praticare le virtù e i Comandamenti, vuole portare gli uomini alla pratica dei Comandamenti; oltre che pregare lui, vuole indurre gli uomini ai Sacramenti, alla Preghiera. Quindi vedete che il Sacerdozio ha degli altri principi di fede che son sopra i principi dei semplici cristiani. Ma sull'uomo che si regola secondo natura, sull'uomo che si regola secondo i principi del cristiano, sul Sacerdote che si regola secondo i principi Sacerdotali, sta il religioso,
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il religioso Sacerdote. Perché il religioso Sacerdote ha ancora tre principi ché non sono contenuti nei principi di vita retta dell'uomo, né nei principi di vita cristiana, né nei principi di vita Sacerdotale.
Quali sono i principi che formano la sua mentalità, la sua fede speciale? I principi speciali della vita religiosa che formano la mentalità, che formano i principi di ragionamento soprannaturale, religioso, sono questi: Primo: lo Stato Religioso è Stato di maggior perfezione, è Stato di perfezione: «Si vis perfectus esse» (Mt 19,21).
Quindi ne dipendono tutte le conseguenze. Dunque: voglio essere perfetto, c'è poco da dire, voglio volerlo, voglio abbracciare questo Stato: se lo voglio, sono religioso, se non lo voglio, non lo sono. È Stato di perfezione che si acquista appunto colla pratica della perfetta obbedienza, della castità e della povertà. Secondo: è Stato di mortificazione. E se gli altri stati, il cristiano e il Sacerdote vanno fino ad un certo punto della mortificazione, il religioso invece va più avanti e non solamente si distacca dai frutti, ma ancora dalla pianta,
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cioè dai frutti del suo lavoro e cioè anche dalla libertà di disporre di certe cose: il religioso va molto più avanti. Terzo: è Stato di predilezione: cioè uno stato in cui si hanno grazie speciali sulla terra e un posto speciale in cielo.
Ecco i tre principi di fede che riguardano la vita religiosa.
Se noi, in questi giorni, accresceremo la fede, noi avremo in testa i principi da cui si deducono poi tutte le conseguenze della vita religiosa. Ma se noi non acquistiamo la fede, noi non riusciremo a niente, perché è impossibile acquistare le virtù religiose, la vita religiosa, quando non vi siano i principi che illuminano. Si tenterà, si farà qualche cosa, per un po' di tempo si resiste, ma poi alla fine, alla fine... Oh non si sta su! E allora che cosa bisogna fare? Bisogna proprio darsi con tutta l'anima e con tutto il cuore a questo: in questi giorni chiedere la fede religiosa, la mentalità religiosa: «Signore, accrescete la mia fede», in questi giorni, quando si dice in generale l'«atto di fede», qui bisogna che chiediamo l'aumento di fede religiosa.
Vi sono alcuni che possono dire così:
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«Io non penso sempre come pensano i religiosi, come pensa il maestro. Ecco: io non capisco». Questo è perché non si ha fede religiosa abbastanza profonda. Perché poi è possibile avere delle sfumature di diversità, ma mai di sostanza. Poi è assurdo che si tirino le conseguenze quando non si sono messi i principi. «Il giusto vive di fede» (Rm 1,17), il religioso vive di fede religiosa. Quando uno sia persuaso che quello è Stato di perfezione, che quello è Stato di mortificazione, che quello è stato di predilezione, ne deduce da solo le conseguenze, con grande volontà, con grande fortezza, con grande soddisfazione.
E come si fanno gli Esercizi per accrescere la fede?
Per accrescere la fede in questi giorni le preghiere devono essere qui dirette: ad ottenere questo gran dono di credere: «Credo, Domine, sed adjuva incredulitatem meam» (Mc 9,23). Credo, ma debolmente, fate che creda di più. Ecco la sostanza delle nostre domande che faremo al Signore.
Inoltre: bisognerà alimentare la fede colle letture. Che cosa leggere? Vedete: alimento della fede del religioso è la
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Bibbia, dove Iddio ci attira più avanti. Poiché gli altri che seguono solo i Comandamenti in generale, aderiscono a Dio fino a un certo punto, ma il religioso deve aderire a Dio sempre più. Quindi in questi giorni sarebbe bene leggere il Vangelo, le Epistole di San Paolo, ecc. Anzi, il Vescovo esortava che si leggesse quel piccolo libretto dove San Paolo è proposto come modello dei religiosi: là vi è lo Stato Religioso descritto nella sua essenza, nei suoi doveri, nei suoi gradi, nei suoi meriti, nei suoi privilegi e nelle sue ricompense, tutto con i testi di San Paolo. È molto bello e quindi la lettura di San Paolo va molto bene. Perciò il Vangelo e le Epistole in generale, specialmente quelle di San Paolo, quelle di San Giacomo, di San Giovanni, e se volete anche prendere qualche cosa dell'Apocalisse servirà per farvi molto coraggio. Ma se volete anche avere oltre alla parola della Sacra Scrittura, la parola della Tradizione della Chiesa, quello che riguarda lo Stato religioso, la fede e i principi di vita religiosa, è concentrato nel libro: lo «Stato Religioso». Quindi fate bene, nei riflessi, a prendere quel libro e leggerlo.
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Fatelo passare tutto quest'anno nei tempi dei riflessi e pregateci sopra.
E questa sarà la prima grazia che domanderemo al Signore: il modo di fare gli Esercizi. La mentalità filosofica ci aiuta a ragionare nella filosofia, la mentalità cristiana, cattolica, ci aiuta a ragionare nella teologia, cioè a sviluppare i principi, le idee cristiane, e la mentalità religiosa ci aiuta a ragionare e sviluppare i principi della vita religiosa.
Secondo frutto degli Esercizi è questo: domandare al Signore le virtù della vita religiosa. E quali sono le virtù della vita religiosa? Le virtù della vita religiosa sono tre, o se vogliamo dir meglio, quattro, essendo la quarta quella in cui si esercitano le altre tre, e più l'Apostolato.
Quali sono dunque? Principale virtù, principale dovere si è la vita comune. È vero che lo Stato Religioso è costituito dal consiglio, ma il religioso non è più riconosciuto tale se non segue la vita comune e d'altra parte la vita comune è il vero mezzo, ed è proprio nella vita comune che si può raggiungere il grado più alto di perfezione nella pratica
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del Vangelo e delle virtù religiose. La vita comune è quel complesso di uffici, di doveri che si hanno nella Congregazione; la vita comune è quel complesso di orario e di pratiche esterne che abbiamo nella Congregazione; è quel complesso di indirizzi, di disposizioni che formano e occupano la nostra giornata.
Seconda virtù: esercizio dell'ubbidienza perfetta. Che non è il meglio che sia giudicato da noi, ma è il meglio quale è dato dalla Divina Volontà, che ci è manifestata per mezzo dei Superiori. Chi guida può anche essere meno perfetto, come nella Sacra Famiglia vi era San Giuseppe che era il meno perfetto, ma quello che è disposto è sempre quello che ci santifica di più e che ci fa guadagnare i maggiori meriti.
Terza virtù: la povertà perfetta, come parte negativa in quanto che è privazione e come parte positiva in quanto che è costruzione ed edificazione al fine di aiutare le anime.
Quarta virtù: la castità, e come parte negativa in quanto che priva delle soddisfazioni peccaminose e come parte positiva in quanto è il vero amor di Dio esercitato con grande fervore di spirito.
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E poi, oltre alla vita religiosa come tale, vi è anche la vita religiosa nel suo fine secondario: perché il fine primario è la propria santificazione, ma il fine secondario è l'Apostolato, cioè la salvezza delle anime. E bisogna che guardiamo se anche noi abbiamo questo fine secondario, cioè se noi abbiamo le virtù dello zelo, perché non siamo in una vita contemplativa soltanto, ma siamo in una vita mista, in cui la contemplazione si accompagna all'azione.
Che cosa dunque dobbiamo fare in questi giorni? In questi giorni dobbiamo esaminarci sulle virtù religiose; dobbiamo condannare ciò che non è perfetto religioso; dobbiamo domandare al Signore la grazia di acquistare queste virtù religiose; dobbiamo sforzarci di praticarle negli Esercizi in modo più perfetto che in tutti gli altri tempi: ubbidienza perfetta, castità perfetta, povertà perfetta, vita comune perfetta, Apostolato perfetto. E poi chiedere al Signore di fermarsi lì: Cosa mi manca ancora, perché io sia veramente come mi ha detto in principio e come mi ha fatto sentire il maestro intorno al voglio essere; perfetto, «si vis perfectus esse»?
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Ecco: con coraggio e animo in questo: si tratta di esercitare le virtù; si tratta proprio di esercitare la volontà con coraggio e animo.
Oh, figliuoli, vedete: non è tanto uno stato o un altro che ci fa felici, ma è il modo con cui santifichiamo lo stato, è l'esercizio della virtù; perché lo Stato Religioso è bensì uno Stato di perfezione, ma non di perfetti, è uno Stato in cui si può praticare la perfezione, in cui uno è chiamato alla perfezione, alla vita di perfezione, cioè in cui ognuno si rende perfetto: quindi è uno Stato di perfezione, ma nel senso che si desidera attendervi. In questi giorni esercitare dunque molto la volontà, la vita religiosa; le virtù religiose.
Terzo: gli Esercizi Spirituali devono formare in noi la pietà religiosa, la pietà paolina, possiamo dir così. Che cosa significa questo? Significa: primo: che noi dobbiamo acquistare in questi giorni una pietà molto fervente, molto viva; secondo: che dobbiamo acquistare fedeltà alle pratiche di pietà, vita religiosa; terzo: che dobbiamo acquistare il metodo paolino nel fare la pietà, la meditazione,
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l'esame di coscienza; fatti cioè in quella maniera in quella forma, in quella costanza; metodo di sentire la Messa, metodo di fare la Comunione, di fare la Visita, dividendola possibilmente nei tre punti, seguendo l'ordine che sapete.
Poi dobbiamo dare alla pietà il posto principe; perché la vita religiosa è principalmente per santificare noi, mica per fare bene agli altri: in primo luogo è per noi: fine primario della vita religiosa è la santificazione nostra. Di conseguenza noi dobbiamo dare alla pietà il primo tempo: il tempo del mattino, le ore più belle, non l'adorazione alla sera tardi, le ore più belle della giornata, non quando si è stanchi, sfiniti, distratti colla mente pesante: andare a dormire non è andare a pregare. Dobbiamo poi nella pietà raccogliere tutti i sentimenti e tutto ciò che è di idee, di principi di fede, ciò che siamo noi stessi e metterci bene davanti a Dio e glorificare il Signore. In questi giorni che cosa dovremo dunque fare? Esaminarci se la pietà in noi ha sempre tenuto il posto principe, l'opera della nostra santificazione se è stata sempre l'occupazione principale. Alcuni vogliono studiare, altri
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vogliono riuscire buoni cantori, qualcuno vuol essere buon scrittore, qualcuno vuol essere elegante, e qualcheduno vuol essere santo. È l'essere santo che è stato il nostro principale intendimento? Questo fu il massimo problema che avevamo e questo problema, ci interessava così che ci siamo di esso occupati dal mattino alla sera e che fu il nostro primo pensiero al mattino, pensiero ancora che ci accompagnò nella giornata e col quale abbiamo chiusa la giornata. stessa? Quindi esaminare se nella pietà vi è questo fondamento. Il fondamento è costituito dalla necessità e dal bisogno e dalla preoccupazione di farsi santo.
Secondo: oltre che il primo posto le pratiche di pietà furono costanti? Esame di coscienza fatto una settimana sì e una settimana no: il fervore di qualche giorno che seguì gli Esercizi, o la Comunione, o la Confessione... Ed è buono tutto questo, ma vedete subito che non basta; bisogna che ci sia un fervore costante, una pratica costante. Inoltre: abbiamo avuto noi cura di seguire il metodo paolino con costanza, con amore, con fedeltà? Noi ci siamo sforzati e abbiamo avuto il cuore a seguire questo metodo in
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tutte le nostre cose? E le orazioni della sera e l'esame di coscienza e le altre cose della giornata come furono fatte? Pietà paolina, e in questi giorni la pietà deve avere non solo il posto principe o predominante, ma deve essere quasi l'unica cosa; e anche lo stesso Apostolato che si fa è solo un riposo per attendere meglio allo spirito. In questi giorni pregare bene e poi provarsi a fare le Visite, ascoltare le Messe, fare l'esame di coscienza, le Comunioni con questo metodo.
Poi dopo vedere come stanno le pratiche di pietà, non solo, ma esercitarci nella divozione alla Madonna come vorremo fare durante l'anno, nella divozione a San Paolo, agli Angeli Custodi, al Divin Maestro, come vorremo avere lungo l'anno. Devono essere Esercizi o prove: come si fanno, ad esempio, gli esercizi di canto per riuscire a cantar bene. Prima la pratica, la virtù viene dopo. Così noi, finiti gli Esercizi, incominciamo. Intanto in questi giorni si prova a fare; così gli esami di coscienza, la Confessione, si provano a fare come si vorranno fare lungo l'anno: sono Esercizi.
Ecco che ho detto quello che mi sembrava davanti a Dio doversi dire. Io avrei
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anche potuto parlare dell'importanza di questi Esercizi, ma non vi ho detto quasi niente dell'importanza. Perché? Perché questo fu già spiegato altre volte e poi ho molta fiducia nella grazia e anche sulla volontà che avete dimostrato. Figliuoli, adesso avete lavorato abbastanza, avete studiato abbastanza, vi siete impegnati, avete assecondato in generale abbastanza; avete avuto quindi nel corso dell'anno molte preoccupazioni per le cose che riguardano lo studio e adesso: «Venite in desertum locum et requiescite pusillum» (Mc 6,31): lasciate per alcuni giorni da parte le vostre occupazioni solite, riposate con lo spirito, cioè quietatevi. Se oggi dovessi comparire davanti a Dio come sarei? La vita si è aperta con la nascita, si chiude con il giudizio: in mezzo vi sono gli anni di vita e tante tappe: ogni anno una. Come vi è l'anno civile che va dal primo gennaio al 31 dicembre, che si può chiamare anche l'anno solare, come vi è l'anno ecclesiastico che comincia con la prima Domenica di Avvento e va fino all'ultima dopo Pentecoste e si chiama anno Ecclesiastico, come vi è l'anno scolastico che ha diverse date di principio e diverse date di chiusa, secondo
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il modo con cui viene concepito ed adottato, così vi è anche l'anno spirituale. Quando incomincia l'anno spirituale? Incomincia col giorno di chiusa degli Esercizi. E quando si chiude? Col primo giorno con cui incominciano gli Esercizi dell'anno successivo. Ogni anno negli Esercizi si deve fare un programma, non di studio, ma spirituale, di progresso in questo o in quello. Prima della chiusa degli Esercizi mi farò dunque il programma di lavoro spirituale in quest'anno e cioè il programma di lavoro per ottenere fede religiosa, virtù religiosa, pietà religiosa: un bel programma e poi ogni settimana vedere a che punto si è arrivati. Perché quando uno si fissa per es. nel programma dello studio della geografia i Continenti extra-Europei, ogni settimana se ne propone un pezzo, un tratto. Così ogni settimana si guarda nelle Confessioni, ogni sera con l'esame si guarda nella giornata, nel ritiro si guarda il mese: come ho fatto, che cosa voglio fare, che cosa mi manca allo sviluppo? Ecco dunque: nell'anno spirituale sia ben determinato il programma di lavoro e con grande spirito di coraggio e di fervore.
E voi avete già compreso quello che voglio
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dire. Non è già tanto un corso di Esercizi in cui guarderemo specialmente la parte negativa; sì, la guarderemo la parte negativa, fare cioè una buona Confessione, ma sarà specialmente un corso di Esercizi di parte positiva, andare avanti, andare avanti nella vita religiosa di progresso spirituale.
Vi sarà anche chi avrà bisogno di vedere se si sente capace di portare questo peso, non è vero? Perché è vero che: «iugum meum suave est» (Mt 11,30), ma bisogna misurare se le nostre spalle sono capaci: «si valeant sumere».
Vi benedica il Signore. Io domattina dirò la Messa in riparazione di tutti i miei peccati e di tutti i peccati vostri commessi non praticando abbastanza la vita religiosa. Voi mettete bene le intenzioni: unitevi adesso perché domani la mia Messa con molta probabilità sarà molto presto. Poi, dopo aver soddisfatto per il passato, rinnoviamo la fiducia che la Divina Misericordia, la quale ci ha chiamati a questo stato di predilezione, voglia abbondare con noi in grazia. E incominceremo generosamente. Vi furono delle cadute? Sapete come fanno i bambini quando cadono: chiamano la mamma, si alzano e cominciano
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a correre per guadagnare il tempo perduto. Facciamo così! Se qualcheduno ne avesse bisogno, si confessi molto presto, ma in generale, è bene tardare. E la Messa di riparazione sia molto ben applicata, metteteci cioè bene tutte le intenzioni che avete: io le raccolgo tutte le vostre intenzioni e le offro al Signore, col Sangue di Gesù Cristo, perché ha soddisfatto per tutti i peccati Gesù, anche per quelli della vita religiosa. E voi ben sapete il lamento Divino: quello che più mi addolora, quello che più mi rincresce è che anche le anime a me consacrate sono fredde.
Sia lodato Gesù Cristo!
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