Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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17. L'APOSTOLATO STAMPA*

Il primo fine che vi siete proposto nel consacrarvi a Dio, si è quello di attendere alla vostra santificazione; cioè a quel progresso quotidiano della fede, della speranza e della carità che portano all'osservanza dei voti nella vita comune. In questo noi non perdiamo nulla, anzi facciamo un guadagno: «Voi che avete lasciato tutto e mi avete seguito... riceverete il centuplo e possederete la vita eterna»1.
Il secondo fine è di attendere all'Apostolato-Stampa. Questo sarà l'argomento della presente istruzione: 1) che cos'è l'apostolato; 2) l'importanza dell'apostolato.
L'apostolato è quell'impegno che noi ci assumiamo di spenderci per la salute delle anime. Gesù Cristo, Figliuolo di Dio, discese dal cielo a portare il Vangelo al mondo. «Evangelizo vobis gaudium magnum»2, dissero gli angeli ai pastori. E Gesù: «La buona novella è annunziata ai poveri»3. E il Padre disse: «Questi è il mio Figliuolo diletto, nel quale io mi sono compiaciuto. Lui ascoltate»4.
Questo Vangelo sarà predicato in tutto il mondo: «Andate e predicate il Vangelo ad ogni creatura»5.
La grande occupazione degli Apostoli fu la predicazione della divina parola. Apostolato dunque, abbiamo detto, che significa: spendersi per le anime. E se si spende tutta la vita, ecco una vita di apostolato come quella degli Apostoli.
L'apostolato in generale ha tre fini: 1) quello di far conoscere il Vangelo. 2) Di dar buon esempio affinché tutti gli uomini
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vedendo il vostro bene glorifichino il Signore6, lo amino e si salvino. 3) Dar la vita alle anime coi Sacramenti. Questa parte è riservata ai sacerdoti, ma voi potete spingere queste anime ad andare ad attingerla.
Dar la vita anche con i sacramentali: anno liturgico, benedizioni, esorcismi, divina parola. Di questo, come vedete, potete farne una parte. Poi potete dar la vita con la preghiera.
Potete quindi esercitarne e in molte maniere. Soprattutto potete dare buon esempio. Oh, l'esempio è un grande apostolato! E per dare il buon esempio non c'è bisogno di esporsi. Si può dare come la viola la quale attira, guadagna i cuori, piace per esteriore aspetto7, odore gratissimo, tanto che in maggio tutti vanno a cercarla.
Quando, ad esempio, in missione si stabilisce un monastero di Carmelitane, quale apostolato di buon esempio! Chi infatti va in chiesa e le sente pregare attraverso alle grate, comprende come al mondo vi siano anime che attendono unicamente a Dio.
Voi date buon esempio col vostro abito sacro, il quale dice alle persone del mondo come vi siano anime che lasciano tutto per il cielo.
Parrà che esse vi guardino con un certo sorriso di compassione, e in realtà sorrideranno anche, ma in fondo al cuore sono obbligati a confessare: Io sono un povero mercante, esse sono le vergini prudenti.
Voi date buon esempio con l'atteggiamento modesto, con un umile e dignitoso comportamento che ricorda quello della santa Madonna.
Inoltre voi esercitate l'apostolato della preghiera. Voi tutto comprendete nelle vostre intenzioni poiché avete compreso il «Venite ad me omnes»8 di Gesù e vi spendete per attirare tutti a lui estendendo il suo regno.
Ma oltre a questi due apostolati generali, vi è l'apostolato della stampa.
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Gli Apostoli hanno predicato, ma hanno anche scritto.
La suora può fare molto bene con l'apostolato della stampa poiché, come i servizi prestati dalla suora negli ospedali sono più graditi di quelli degli uomini, così il Vangelo portato dalla suora è più gradito perché essa lo offre con semplicità e con modestia.
È vero, molti lo rifiutano: «Sui eum non receperunt»9, ma anche molti lo accolsero, i più semplici: la santa Madonna, le pie donne, i discepoli, ecc. e questi divennero figliuoli di Dio. Conducono sulla terra una buona vita, si dispongono ad una santa morte, si preparano alla beatitudine eterna. La suora può quindi offrire tutto ciò che è esposizione letterale e ad sensum della divina rivelazione e tutto ciò che riguarda il santo Vangelo.

L'apostolato stampa ha tre parti.
1. Parola di Dio redatta. In questi tempi si sono scritte molte cose circa S. Geltrude10, grande santa. Sono le rivelazioni, dette anche Esercizi. Sono molto belli. Chi può immaginare il bene operato da S. Geltrude con quelle meditazioni fatte da lei ottocento anni fa nei suoi giorni di ritiro? Esse quasi da ottocento anni fanno del bene nel mondo. E così diciamo di S. Caterina da Siena11, morta giovanissima, con poca scienza umana, ma con molta sapienza divina. Una suora dimostra una istruzione straordinaria quando applica alla vita il santo Vangelo e il catechismo. Poteva una suora fare cosa più sublime?
Il P. Rodriguez12, portinaio, scrisse libri magnifici, meditati da grandi santi, papi, vescovi e sacerdoti.
2. La tecnica. Si può imparare e fare meglio che in qualunque altra tipografia perché la suora non ha da pensare alla famiglia,
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al pane quotidiano, ai divertimenti, ecc., cose proprie degli uomini e delle persone del mondo, dei laici, ma la suora è più tranquilla.
Quando si diceva: Le suore piantano i fagioli con le Ave Maria, era giusto, perché l'uomo può piantare, irrigare, ma «Deus incrementum dat»13. Così, tutto il vostro lavoro di stampa, brossura, propagazione, ecc., è un merito per voi che lo fate, ma nello stesso tempo il vostro sacrificio che lo accompagna, merita grazia ai lettori.
Lavoro nobile, delicato e prezioso è fare un conopeo, un copri-pisside, un piviale, insomma preparare il vino, le ostie ed i sacri lini che attorniano Gesù, ma che è questo in confronto al lavoro che fate voi nell'apostolato stampa? Voi preparate e diffondete i catechismi, il santo Vangelo, voi vi dedicate ad un apostolato che è la continuazione della stessa missione di Gesù e degli Apostoli. La vostra missione è sacra.
V'era un re che aveva piantato una vigna e faceva il vino che dava ai sacerdoti per la santa Messa. Seminava grano, mieteva e faceva ostie. S. Teresina14 faceva le ostie, ma voi fate di più: voi preparate i catechismi e la vostra opera sarà tanto più fruttuosa e meritoria quanto più la farete con cuore puro e con retta intenzione.
Ma qualcuna dirà: Io non faccio direttamente questo, io faccio il pane, curo la biancheria, sono cuoca. Ma che importa questo? Voi esercitate tutte lo stesso apostolato perché siete tutti membri della medesima Congregazione. Nella Congregazione voi siete come le varie membra del corpo: ognuna fa il proprio lavoro, ma tutte sono guidate dalla testa. Tu dici: Io mangio; ma è il naso che mangia? Ma chi è che fa? Nella Congregazione l'individuo scompare15, egli resta solo in quanto si fa meriti e ne riceverà la ricompensa in cielo.
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3. Lavoro di propaganda. È il principale, riguardo al frutto. Il primo è lo scrivere, il secondo la tecnica e in terzo luogo viene la propaganda che è la parte più diffusa e che esige maggior personale.
16Oh, quanti begli scritti, quanti bei libri; ma purtroppo non diffusi! Com'è bello il santo Vangelo, ma se non si diffonde? Su questo punto quanto avete ancora da fare! [Di] quanto lume e [di] quanta grazia di Dio avete ancora bisogno! Da duemila anni un miliardo e mezzo di uomini non conoscono il santo Vangelo perché nessuno l'ha loro portato. Essi hanno bisogno di luce e di pane, ma nessuno glielo porta. Bisogna che il santo Vangelo arrivi. Se la prudenza ci ritardasse dalla diffusione, sarebbe stolta prudenza, e se lo zelo facesse lasciare ogni prudenza, sarebbe zelo imprudente.
Intanto è avvenuto che ovunque si leggono stampacce eretiche, immorali; per Gesù solo non si può, per Gesù solo non c'è posto.
Si lasciò la santa Comunione quotidiana! Tutti lasciarono Gesù, ma restarono le pie discepole che lo seguirono fino al Calvario. Oh, piangete innanzi a questo triste spettacolo, ma il vostro pianto non sia sterile!
Portate Gesù alle anime, portatelo sempre e sempre meglio: egli vi benedirà. Portatelo con prudenza e semplicità. S. Paolo riceveva spesso consigli sul modo di comportarsi coi gentili: egli ascoltava tutti, ma in particolare seguiva i consigli e gli insegnamenti di S. Pietro; così voi ascoltate, ma fate sempre più e sempre meglio come vuole il Papa.
Quest'oggi esaminatevi sul come fate l'apostolato; sul come fate: 1) la propaganda; 2) se curate la tecnica; 3) se vi sforzate a rendervi atte a scrivere.
Domani, se piacerà al Signore, vedremo come si può fare l'apostolato nel silenzio, nel nascondimento e con spirito di preghiera.
Farete tanto bene se sarete anime che amate il silenzio amoroso ed operoso che nasce dal Tabernacolo, da quel divino e
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silenzioso Gesù, il quale fa sentire la sua voce alle anime silenziose: egli esige il sacrificio della lingua quando vuole parlare alle nostre anime.
Quanto meno parlerete in tempo di silenzio, tanto meglio parlerete alle anime, meglio darete ad esse la parola divina.
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* Predica stampata in EC, 11[1934]7-8. Il testo, non completo, continua nel numero di dicembre 1934, p. 4. Al posto del titolo è posta la data: “Mercoledì 14-8-34” (In realtà il 14 era un martedì). Dattiloscritti successivi hanno come titolo: “L'Apostolato Stampa”.

1 Cf Mt 19,27.29.

2 Cf Lc 2,10: «Vi annunzio una grande gioia».

3 Cf Lc 7,22.

4 Cf Mt 17,5.

5 Cf Mc 16,15.

6 Cf Mt 5,16b.

7 Originale: dipinto.

8 Cf Mt 11,28: «Venite a me, voi tutti».

9 Cf Gv 1,11: «Ma i suoi non l'hanno accolto».

10 Geltrude di Helfta (1256-1301), sassone, monaca benedettina. Il suo nome è legato ad alcune opere mistiche, come L'Autobiografia (Legatus), Le rivelazioni, Gli Esercizi spirituali. Nel luglio del 1934 è stata pubblicata dalle Ed. Paoline una biografia della santa (cf EC, 7[1934]3).

11 Caterina da Siena (1347-1380), terziaria domenicana, ebbe doni mistici notevoli. Molto operò per il ritorno del papa a Roma da Avignone. La sua dottrina mistica è espressa nelle oltre trecento lettere e specialmente nel Dialogo sulla divina Provvidenza.

12 Sant'Alfonso Rodriguez (1533-1617), spagnolo, religioso gesuita, dotato di doni mistici. Scrisse opere di ascetica.

13 Cf 1Cor 3,7: «È Dio che fa crescere».

14 Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo (1873-1897) francese, carmelitana nel monastero di Lisieux. Nell'autobiografia Storia di un'anima descrive il cammino dell'infanzia spirituale.

15 Il Fondatore sottolinea qui l'importanza dell'apostolato compiuto da tutta la Congregazione e in suo nome, pur nel rispetto delle singole persone.

16 Quest'ultima parte è stampata in EC, 12[1934]4.