Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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Anno XXVI

S. PAOLO
DICEMBRE 1951
ROMA - Casa Generalizia

AVE MARIA, LIBER INCOMPREHENSUS, QUAE VERBUM ET FILIUM PATRIS MUNDO LEGENDUM EXHIBUISTI (S. EPIPHANIUS EP.)

Auguri e preghiere partono dal Presepio e sono rivolti a tutti i membri delle Famiglie Paoline, ai Cooperatori e ai loro cari.


Primo Maestro


Costruire e santificare le nostre Case

Gesù Bambino è nato non in una casa ma in una povera grotta, alla quale, come alla sua prima aula di insegnamento, invita tutti. Insegna con il suo esempio.
Noi dobbiamo ordinariamente abitare e svolgere l'apostolato in una casa, secondo la necessità della vita naturale, religiosa, apostolica.
Vi è una divisione di grazie: chi ha il dono di costruire le case; e chi ha le grazie di santificarle.
Le case sono uno dei mezzi per mantenersi nel servizio di Dio e delle anime: come il cibo, come la salute, come il vestito, ecc.
Considerarci come operai del Signore, felici di cooperare alla Divina Provvidenza: considerando sempre: «Nisi Dominus aedificaverit domum in vanum laboraverunt qui aedificant eam».

Fini


Le nostre case devono insieme ordinarsi al primo fine: santificazione dei religiosi; ed al secondo fine: esercizio dell'apostolato nostro. Determinati i fini si dispongono i mezzi.
Perciò: Nel progettare le costruzioni, le disposizioni dei vani, la scelta della posizione, ecc. vi sono tante buone regole: altre volute dall'igiene, altre dalla stabilità, altre da l'urbanistica, ecc. Ma il primo e decisivo criterio, al quale soggiacciono e servono tutte le altre norme è quello morale: più facile la vita di raccoglimento ed assistenza, più facile la formazione e l'esercizio dell'apostolato; più facile passare da un'occupazione all'altra e da ambiente ad ambiente.
Tener presente il servizio che deve fare la casa nuova: noviziato? studi speciali? apostolato? scrittori? cura della salute? ecc. Richiamiamo alcuni articoli delle Costituzioni: Art. 39 - «Per quanto è possibile, il noviziato sia separato da quella parte della casa ove abitano i professi, in modo che, senza una causa speciale e la licenza del Superiore o del Maestro, i novizi non abbiano alcuna comunicazione con i professi, né questi con i novizi. Ai novizi discepoli venga assegnato un luogo separato».
Art. 246 - «Nelle nostre case una parte sia riservata al centro di diffusione, che sia di facile accesso ai fedeli e presenti carattere religioso; si apra in ore stabilite e convenienti, affinché non porti detrimento alla regolarità della vita comune».
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Mezzi


Non ricercatezza né lusso; ma decoro, pulizia, igiene, proprietà religiosa. Tutto, dall'ingresso ai più umili ambienti, porti al raccoglimento ed alla vita di pietà, di studio, di apostolato.
Notare che la nostra vita religiosa è cosi intimamente connessa con l'apostolato da non potersi separare, specialmente per il periodo di formazione; perciò gli stessi locali dell'apostolato saranno anche materialmente collegati con quelli di abitazione: nel modo e nello spirito con cui la canonica del Parroco (dove le cose son fatte bene) è collegata con la chiesa, così da formare un «quid unum». Questo specialmente per le case di formazione: non temendo se in qualche parte ne soffrano la pulizia, il silenzio, l'accoglimento dei visitatori. All'apostolato si dia posto d'onore; locali belli, igienici, secondo i migliori esempi per il funzionamento, l'assistenza, la sicurezza personale. Quanto più la casa sarà destinata a giovani aspiranti, tanto più occorre che sia facile l'assistenza! Perciò nella sistemazione evitare i facili nascondigli, le facili evasioni, le facili e incontrollate uscite.
Circa la clausura: disporre le costruzioni in modo che gli esterni non possano entrare liberamente neppure per funzioni religiose, e possano comunica re con i nostri nei cortili e nei locali soltanto nelle ore e modi voluti dalle Costituzioni e dalle esigenze di una buona vita religiosa.
Nello stesso modo chi ha bisogno di uscire di casa dovrà passare nel posto e nel parlatorio a ciò destinato, ove è facile la vigilanza sopra le persone e le cose. Questo vale per il giorno e tanto più per la notte.
Art. 165 - «Nessuno esca di casa senza la licenza del Superiore a cui se ne esporrà la causa e si indicherà il luogo ove uno è diretto; al ritorno di nuovo si avvertirà il Superiore».
Art. 115 - «Perciò i religiosi, nelle relazioni tra di loro, si asterranno da ogni eccessiva familiarità e da segni di amore puramente naturale; la qual cosa con più ragione vale per le relazioni che si hanno con altre persone per motivo di ufficio, di lavoro o di sacro ministero».
Art. 116 - «Con le persone poi di altro sesso, qualunque esse siano, si evitino del tutto le relazioni o conversazioni non necessarie e non approvate dai Superiori e si usino sempre le cautele raccomandate dai Santi, affinché sia tenuto lontano ogni pericolo e sospetto cattivo».
Art. 162 - «In ogni casa si osservi accuratamente la clausura; per nessun pretesto, entro la cinta delle case ed anche entro le aule scolastiche e di apostolato proprie dei religiosi, vengano ammesse donne, a meno che si tratti di quelle eccettuate dal can. 598 del Codice di diritto canonico e di quelle che per giuste e ragionevoli cause i Superiori stimeranno di poter ammettere».
Art. 163 - «Se poi una casa ha annessa l'abitazione degli aspiranti, oppure edifici o locali destinati alle opere di apostolato, si riservi, per quanto è possibile, qualche parte dell'abitazione per i religiosi, in cui gli esterni non sono ammessi se non a norma dell'art. precedente. E le donne non si ammettano neppure in questi luoghi esterni, se non per giusta causa e con la licenza dei Superiori».
Art. 164 - «I Superiori e gli incaricati diligentemente procurino che le porte della casa si chiudano e si aprano a tempo opportuno e conveniente ; e vigilino che la disciplina religiosa non venga turbata da discorsi inutili ed importuni di visitatori indiscreti, e ne venga a soffrire lo spirito religioso».
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Norme particolari


Si usano camerate per gli aspiranti, chierici e professi temporanei: camerate che saranno più piccole per minor numero di persone man mano che queste sono più adulte; sino a destinare una cameretta per religioso.
In questo, però, è da tenersi presente l'uso dei migliori istituti nei diversi paesi.
Comunque si debba procedere, sempre sia provveduto ad una ragionevole e formativa illuminazione e vigilanza, perché si possano davvero conseguire i benefici della vita comune.
Ancora. Il progresso porta anche nuovi ritrovati nell'edilizia; né rigettarli, né accettarli senza serio esame. Vale qui ciò che è detto per l'apostolato, congrua congruis referendo: Art. 257: «Perché si possa conseguire sempre più perfettamente il fine della Società, i Superiori ricordino che, secondo il precetto del nostro padre San Paolo, la parola di Dio non è prigioniera; e che il progresso umano fornisce mezzi sempre più perfetti ed efficaci che non si devono inconsideratamente respingere né accettare con leggerezza. Del resto l'esame e il giudizio sulla utilità e convenienza dei mezzi spetta al Superiore generale col suo Consiglio, salvo sempre il giudizio della Sede Apostolica».

Aspetto ed arte


Circa l'aspetto esterno e l'arte. Se si tratta di Chiese seguiremo sempre le leggi liturgiche e le disposizioni della Santa Sede, in dipendenza dalle commissioni diocesane per l'arte sacra, onde si abbia veramente la domus mea (Dei) e la domus orationis. Parola d'ordine per l'architettura, la pittura, la scultura, il canto, il suono: seguire più perfettamente possibile l'indirizzo della Santa Sede; bando a tutto quello che non si conforma; possedere un sano gusto liturgico e artistico.
Se si tratta di abitazioni e locali di apostolato: costruzioni che all'esterno non dispiacciano e non disdicano né allo spirito di povertà, né alla dignità di una casa religiosa. Qui vale il conciliare in sapienza e prudenza due cose: l'indirizzo ricevuto da Casa Madre, con l'adagio «Paese dove vai usanza che trovi»; purché si tratti di usanze buone. Vi è qualche luogo ove sono risultate diverse casette inadatte.
La forma, nel suo insieme, usata nella costruzione della Casa-Madre è ancora quella da preferirsi: anche l'esperienza lo ha confermato. Ampii ambienti, corridoio in mezzo, possibilità di adattamenti e di sviluppo. Sempre più e sempre meglio: ma i principii generali sono da conservarsi. Quindi si tengano presenti i progressi dell'edilizia, le circostanze di tempo e di luogo.
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Spese


In riguardo alle spese vi è da procedere con molta prudenza, attinta dal Tabernacolo, dai consigli della Casa Generalizia e da persone disinteressate che conoscano, amino. Da notarsi una cosa cui gli esterni non possono badare: le nostre case costano in generale tre volte tanto rispetto agli istituti comuni, cioè: la costruzione, i macchinari, il rifornimento dei magazzini per materie in lavorazione o in attesa di diffusione. Insieme, però, si noti che l'apostolato, ben guidato, frutterà; e la fede in Dio accompagnata da l'innocenza, compiranno i nostri progetti.
In generale tener presente che al termine della costruzione il debito ancora esistente non superi il valore del magazzino di libri e carte in lavorazione.
Evitare in quanto possibile i debiti ipotecari. In ogni modo il debito si possa e debba estinguere in quattro o cinque anni, considerando le entrate ordinarie dell'apostolato e della beneficenza. Si noti che la Pia Società San Paolo, anche all'estero e negli stessi luoghi di missione, ha il suo primo e principale introito dall'apostolato col quale deve vivere e svilupparsi. Non si tratta di un lavoro missionario nel senso comune. Ogni piccolo drappello (qualche Sacerdote e con qualche Discepolo) può subito, ad esempio, aprire una libreria, una propaganda, raccogliere Cooperatori e far altro simile; poi, ogni giorno un piccolo passo. Prima una Betlemme, poi Nazaret, poi si arriva alla vita pubblica. Qui giova anche riportare l'articolo 3 delle Costituzioni: «La Società nel conseguire il suo fine speciale non fa nulla a scopo di lucro. Perciò le offerte o la mercede non si ricevano né si chiedano se non in quanto sono richieste per le necessità, il conveniente sviluppo e la sicurezza della Società e delle sue opere, secondo il prudente giudizio dei Superiori». Così l'articolo 431: "Non si proceda all'erezione di una casa religiosa senza che si possa prudentemente giudicare che dalle opere dell'apostolato, o dalle consuete offerte, oppure in altro modo sarà provveduto convenientemente all'abitazione e al sostentamento dei religiosi».
Lasciarci guidare dalla Provvidenza: le costruzioni si fanno secondo il bisogno; come si prende il cibo per mantenerci nel servizio di Dio e dell'apostolato. Non vasti locali che poi rimangono vuoti.
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L'igiene.


Aria e sole, cortili spaziosi, locali piuttosto elevati, specialmente per la tipografia, i dormitori, gli studi; accorgimenti per facilitare la pulizia personale e generale ; disposizioni convenienti ad eliminare o diminuire i disturbi dall'esterno o dal movimento delle macchine per lo studio, la preghiera, il riposo.
Nostri Vocazionari ben costruiti: Alba, Roma, São Paulo del Brasile, Zalla di Spagna, Catania, Vicenza e Derby in costruzione, la nuova casa di Florida, di Tokyo, ecc.
Sottoporre alla Casa Generalizia i contratti di acquisto di terreni e di case; e i progetti di massima per costruzioni; il preventivo delle spese previste. Saranno esaminati e fatti esaminare.
Per i Vocazionari: la località vicina a città grandi e di molto probabile sviluppo; piuttosto, tuttavia alla periferia. Si hanno così i due vantaggi: sufficiente comunicazione con la città, perché i nostri siano formati alla loro vita speciale di apostoli con i mezzi moderni più efficaci e celeri, non alla vita del clero secolare, né alla vita soltanto contemplativa; d'altra parte sono abbastanza separati da poter attendere assieme alla formazione ed alla vita religiosa in raccoglimento.
Non località deserta o di carattere agricolo; né centro cittadino mondano.

Ingegneri ed impresari


Scegliere i migliori moralmente e di vera capacità professionale; avere l'assicurazione che chi eseguisce abbia personale qualificato e di buona fama, ed insieme sufficienti possibilità finanziarie. Ad essi si espongono le nostre necessità ed esigenze: e mentre si concede una giusta parte di iniziativa, occorre guidare, controllare, sostenere, dare la mercede dovuta a chi lavora. Essi sono dei cooperatori dipendenti per preparare locali adatti alle nostre necessità. Non paghe eccessive, ma neppure imposizioni e pretese irragionevoli.

Fede e prudenza


E' ben difficile trovare per acquisto una casa costruita secondo le nostre esigenze; i tentativi di adattarla hanno dato sempre risultato scarso; oltreché, alla fin fine, si è speso di più; e successivamente si è dovuto acquistare un terreno sufficiente ed edificare dalle fondamenta.
Nel primo stabilirsi in una nazione giova una casa in affitto per un certo periodo di tempo, ancorché non presenti tutti i requisiti; ma successivamente è meglio acquistare un terreno in località conveniente e abbondante superficie per iniziare una costruzione nuova, adatta, capace.

In generale


Il Signore ha preparate moltissime vocazioni alla Famiglia Paolina, proporzionalmente al bisogno degli apostolati moderni nella Chiesa. Occorre che abbiamo fiducia vera nella Provvidenza: da una parte evitare la presunzione facendo opere esagerate; dall'altra evitare la sfiducia costruendo casette che non si prestano ad ampliamenti organici - è un chiuder le mani alla Provvidenza. - Camminando nella vera fiducia verranno più sani e numerosi aspiranti, si potrà ampliare la costruzione e compire poco per volta un programma ben studiato. Occorre che noi non mettiamo bastoni alle ruote del carro della Provvidenza: né col peccato né colla neghittosità.
Chiedere al Signore sempre ed insieme: che da una parte conceda il nido; e dall'altra parte mandi i passeri a riempire il nido.
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Fiducia serena nel cercare e reclutare aspiranti per ogni apostolato. Preparare case proporzionate al gran numero; cioè con disegno e progetto ampio, da svilupparsi a poco a poco, man mano che la necessità lo richiede.
Procedere con fede e ragionevolezza: sviluppando tutto come un organismo proporzionato nelle sue membra, man mano che si verificano le necessità: spirito religioso, vocazioni, studi, apostolato, parte economica, abitazioni, ecc.
Questa fiducia si appoggia alla grazia di ufficio e della missione; Dio che ci manda non ci lascerà mancare il necessario. Anche quando Gesù interrogò gli Apostoli se fosse loro mancato qualcosa, perché partiti privi di tutto, questi risposero: «Nulla ci è mancato!» Realizziamo ciò che stabiliscono le Costituzioni.
Art. 178 - «La Società si prepara i futuri membri fin dalla loro tenera età nelle sue case di studio, in cui gli aspiranti sono istruiti con ogni cura in ordine alla loro vocazione. Perciò la Società deve avere case proprie per gli studi, adatte non solo per gli studi ecclesiastici, ma anche per gli studi classici o medi».

Uso delle Case


Per l'uso: curare che non si imbrattino i muri con peccati, negligenze, offese a Dio; che si abusi della possibilità di chiudersi e nascondersi per fare meno bene; che il peccato trovi la porta aperta e possa nascondersi in qualche maniera.
Si raccomanda vivamente di usare tutti gli accorgimenti per evitare i pericoli di incendii, di cadute, ecc.; ma nello stesso tempo occorrono le assicurazioni incendio, civile, furti ecc. specialmente per i magazzini di carte.
Qui giova ricordare che nei nostri vocazionari il servizio familiare è prestato dalle Suore; perciò ad esse si preparino locali sufficienti e decorosi; si dispongano i mezzi di comunicazione e separazione conformemente alle leggi della clausura; alle quali leggi si devono aggiungere la carità, la riservatezza, ed un complesso di attenzioni che lo spirito delle, leggi suggeriscono.
In generale è molto più facile costruire le chiese e le case, che santificarle, riempiendole di meriti, vocazioni, apostolato, vita religiosa e lieta, preghiera; facendole anticamere e luogo di preparazione alla Casa Celeste. «Tuis fidelibus, Domine, vita mutatur, non tollitur, et dissoluta terrestris huius incolatus domo, aeterna in coelis habitatio comparatur». Le case per la conservazione devono essere curate con molte attenzioni. E' vero che muri, porte, finestre, mobili, ecc. tutto deve essere costruito robustamente come esige una comunità e con gioventù; ma inoltre, tutti devono usare ogni cosa con riguardo e rispetto come proprietà della Chiesa (attraverso l'Istituto) ; la povertà esige cure ed attenzioni per ogni parte.
La pulizia, l'ordine, la ventilazione, le riparazioni frequenti dai tetti ai pavimenti, alle tinte, ecc. dimostrino che si ha rispetto anche a noi stessi e all'apostolato, applicando pure qui il «Domine, dilexi decorem domus tuae». Quando saremo vicini alla morte la vista della camera e locali, degli oggetti, libri, abiti, mobili, ecc. (anche l'inginocchiatoio) non ci ricordino che l'uso santo fattone! Tutto è, infatti, solo in uso, come strumento per lavorare la corona eterna e prepararsi una bella casa in cielo: «Dispone dormii tuae quia morieris tu et non vives».
Uscirà la nostra salma dalla porta per sempre! e prepariamo anche tombe convenienti per religiosi! ma l'anima possa fare il definitivo ingresso in cielo: «Veni... coronaberis». Dopo aver santificato la casa nostra in terra.

Sac. Alberione

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