Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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GIORNO XVII
MESSA LITURGICA1 QUOTIDIANA


Due sono gl’insegnamenti da ricavarsi e le riflessioni da farsi in questa S. Messa:2 il primo si deduce dall’Epistola, il secondo dal S. Vangelo.
L’Epistola è un tratto dell’Apocalissi: S. Giovanni, parla della beatitudine degli eletti: «Beati quelli che muoiono nel Signore», cioè coloro che sono passati all’eternità nella fede, nell’amor di Dio, colla grazia santificante. Già ora, come dice lo Spirito Santo, si riposano dalle fatiche fatte su la terra per servire Dio. Le loro opere li seguono, e verrà il giorno della gloria completa: quando anima e corpo godranno la luce eterna.
Il S. Vangelo ci dà la ragione della risurrezione finale. Noi per la S. Comunione veniamo ad essere le membra di Gesù Cristo: incorporati a Lui, capo di tutti gli eletti. Perciò: come egli è risuscitato, così risorgeremo pure noi. L’Eucarestia è la vita: «Io sono la risurrezione e la vita; chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna; ed io lo risusciterò l’ultimo giorno».
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INTROITO. L’eterno riposo dona loro, o Signore, e la luce perpetua risplenda su di essi. SALMO 64,2-3. A te, Signore, si conviene la lode in Sionne e a te s’adempie il (nostro) voto in Gerusalemme; esaudisci la mia orazione, a te si rivolge ogni creatura. L’eterno riposo...


PEI VESCOVI O SACERDOTI DEFUNTI

ORAZIONE. Dio, che hai innalzato i tuoi servi alla dignità di pontefici o di sacerdoti dando loro il Sacerdozio degli Apostoli, deh! fa’ che siano ancora aggregati per sempre alla loro società.
Per il nostro Signore.

PEI FRATELLI, CONGIUNTI E BENEFATTORI DEFUNTI

ORAZIONE. Dio, largitore di perdono e amatore della salvezza degli uomini, ti preghiamo per la tua clemenza, di concedere che i fratelli della nostra famiglia, congiunti e benefattori usciti da questo mondo, per intercessione della beata Maria sempre Vergine e di tutti i tuoi Santi, raggiungano la società dell’eterna beatitudine.

PER TUTTI I FEDELI DEFUNTI

ORAZIONE. Dio, creatore e redentore di tutti i fedeli, concedi la remissione di tutti i peccati alle anime dei tuoi servi e serve; affinché, per le nostre pie suppliche, conseguano quel
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perdono che sempre bramarono. Tu che vivi...

Lettura del libro dell’Apocalisse del beato Giovanni Apostolo (Ap 14,13).
In quei dì: Udii una voce dal cielo che mi diceva: Scrivi: Beati i morti che muoiono nel Signore. Già fin d’ora, dice lo Spirito, che si riposino dalle loro fatiche: poiché vanno dietro ad essi le loro opere.

GRADUALE. L’eterno riposo dona loro, o Signore, e la luce perpetua risplenda su di essi.
V). SALMO 3,7. Il giusto sarà in memoria eterna: non temerà di udire sinistre parole.
TRATTO. Assolvi, o Signore, le anime di tutti i fedeli defunti da ogni vincolo di peccato.
V). E col soccorso della tua grazia, meritino di scampare il giudizio della condanna.
V). E godere la beatitudine dell’eterna luce.

Seguito del santo Vangelo secondo Giovanni. (Gv 6,51-55).

In quel tempo: Disse Gesù alle turbe dei Giudei: Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno: e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. Altercavano perciò tra loro i Giudei, dicendo:
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Come mai costui può darci a mangiare la sua carne? Disse dunque loro Gesù: In verità, in verità vi dico: Se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

* * *

L’Offertorio, le Segrete, il Prefazio, ci indicano lo spirito con cui la Chiesa in Gesù Cristo, per Gesù Cristo, con Gesù Cristo, prega per i defunti, nella parte centrale della Messa.
a) Si offrono ostia, calice, incenso, preci, Gesù Cristo stesso, pregando il Signore a gradirle, «per quelle anime di cui oggi facciamo memoria». Si dona cioè a Dio perché Egli doni la luce ed il riposo eterno ai nostri defunti. Si prega Gesù Re, coronato nella gloria, perché liberi tutti i fedeli defunti dalle pene dell’inferno, che qui appunto indicano purgatorio; le liberi da quel profondo abisso di fiamme e pene; le liberi dalla bocca del leone, affinché non le inghiotta il tartaro, e non cadano nel buio. Anzi S. Michele, che alzò la bandiera degli eletti le guidi, come capitano degli eletti, alla luce celeste, promessa ad Abramo ed a tutta la sua stirpe; cioè a quanti fedelmente hanno servito il Signore.
b) Gli Oremus, le Segrete, i Postcommunio della Messa quotidiana, secondo la rubrica, sono: Pei
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Vescovi e Sacerdoti, per i fratelli, congiunti e benefattori, per tutti i fedeli defunti. Ciò significa che noi siamo invitati a pregare con un ordine di carità; e cioè, in primo luogo per quelli che sono i nostri padri dell’anima, secondo lo spirito; per i nostri genitori e congiunti secondo la carne; per tutti i fratelli, come sono i fedeli defunti, salvi, veri figli di Dio come noi.
c) Il Prefazio proclama che è degno, giusto, equo, salutare ringraziare, sempre ed in ogni luogo, il Padre Celeste per mezzo di Gesù Cristo. Infatti per Gesù Cristo noi abbiamo le speranze della risurrezione finale, di modo che se il pensiero della morte ci contrista, la certezza della risurrezione ci allieta. Infatti la morte non è distruzione, ma cambiamento di dimora, di modo che, invece di una casa meschina e povera, avremo un’eterna e gloriosa abitazione in cielo.
Sia dunque gloria a Dio eterno! insieme al suo Figlio diletto Gesù Cristo ed allo Spirito Santo. Lo lodino e lo esaltino gli Angeli e gli Arcangeli, i Troni e le Dominazioni, con tutto l’esercito celeste, cantando:
Santo, Santo, Santo, è il Signore.
A noi pare quasi di accompagnare le anime dei defunti, che, liberate dalle loro pene, fanno il loro ingresso solenne, lodando la Divina Bontà, in cielo.
Ed è specialmente nel momento della consacrazione che noi diamo davvero qualcosa di degno a Dio: diamo il suo Figlio piagato, Agnello Immacolato, santissimo.
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Come suona bella la preghiera che dice il Sacerdote, allorché guardando la Vittima palpitante innanzi a Lui, esclama: «Supplichevoli ti preghiamo, o Dio onnipotente: comanda che questo Corpo e questo Sangue, per le mani del tuo Angelo santo, vengano portati sul tuo sublime altare, al cospetto della tua sublime Maestà; affinché quanti partecipando a questo altare, riceveremo il sacrosanto Corpo e Sangue del tuo Figliuolo, veniamo ricolmi d’ogni benedizione e grazia. – Ricordati, o Signore, dei tuoi servi e delle tue serve, che ci hanno preceduto col segno della fede e dormono il sonno di pace».3


OFFERTORIO. Signore Gesù Cristo, Re della gloria, libera le anime di tutti i fedeli defunti dalle pene dell’inferno, e dal profondo dell’abisso: lìberale dalla bocca del leone affinché non le inghiotta il tartaro e non cadano nel buio: ma il vessillifero San Michele le rappresenti a quella luce santa.
Che una volta promettesti ad Abramo e alla sua discendenza.
Ostie e preci di lode ti offriamo, o Signore: tu le ricevi per quelle anime di cui oggi facciamo memoria; falle passare, Signore, dalla morte alla vita.
Che una volta promettesti ad Abramo e alla sua discendenza.

PEI VESCOVI O SACERDOTI DEFUNTI

SECRETA. Ricevi, te ne preghiamo, Signore,
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le ostie che ti offriamo per le anime dei tuoi servi Pontefici o Sacerdoti: affinché ordini che coloro ai quali donasti in questo secolo la dignità di Pontefice o di Sacerdote, vengano ammessi nel regno dei cieli tra la società dei tuoi santi. Per il Signore...

PEI FRATELLI, CONGIUNTI E BENEFATTORI DEFUNTI

Dio, la cui misericordia non ha limiti, accogli propizio le nostre umili preghiere: e per questo sacramento di nostra salute concedi alle anime dei nostri fratelli, congiunti e benefattori, ai quali hai dato di confessare il tuo nome, la remissione di tutti i peccati.

PER TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Deh! Signore, riguarda propizio alle ostie che ti offriamo per le anime dei tuoi servi e serve; affinché dopo aver donato loro il merito della fede cristiana, ne doni anche il premio. Per il Signore...

PREFAZIO. Per tutti i secoli dei secoli.
R) Così sia.
V) Il Signore sia con voi.
R) E col tuo spirito.
V) In alto i cuori.
R) Li abbiamo al Signore.
V) Rendiamo grazie al Signore Dio nostro.
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R) È degno e giusto.
Veramente è degno e giusto, equo e salutare che noi sempre e dovunque ti rendiamo grazie, Signore santo, Padre onnipotente, eterno Dio, per Cristo Signor nostro. Nel quale ci rifulse la speranza della beata risurrezione, cosicché coloro cui contrista la certezza della morte, sian consolati dalla promessa della futura immortalità. Dacché, Signore, la vita dei tuoi fedeli non si distrugge, ma si commuta; e, demolita la casa di questa dimora terrestre, s’acquista eterna abitazione in Cielo. Onde cogli Angeli ed Arcangeli, coi Troni e Dominazioni, e con tutta la milizia dell’esercito celeste cantiamo l’inno della tua gloria, dicendo senza fine:
Santo, Santo, Santo è il Signore Dio degli eserciti. Della tua gloria sono pieni cielo e terra. Osanna nel più alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nel più alto dei cieli.

* * *

La terza parte della Messa si compone specialmente del Pater, Comunione e preghiere seguenti.

Il Pater Noster è la divina preghiera composta da Gesù Cristo, in cui tutto quanto bisogna sperare da Dio è incluso. Comprese dunque anche le grazie da chiedere per il Purgatorio.
Possiamo infatti applicar così le parole:
Padre nostro che sei nei cieli: tu, o Signore, che hai cuore di Padre, accogli questi figli prodighi,
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che ritornano alla tua casa paterna dal terreno pellegrinaggio; hanno contratto un po’ di polvere mondana; ma ordina, o Padre, calzoni nuovi, vesti nuove, il banchetto celeste.

Sia santificato il nome tuo: sono infatti queste anime che loderanno in eterno il tuo santo nome, il tuo potere, la tua virtù.
Venga il tuo regno: che è quello in cui eternamente dominerai circondato dagli spiriti beati; che coronerai della tua carità.
Sia fatta la tua volontà; ed in espiazione quelle anime si assoggettano alla giustizia che le punisce, in perfetta obbedienza; un’obbedienza che è completa come quella degli spiriti celesti.
Da’ a noi il nostro pane quotidiano; il pane eucaristico nella Comunione, per cui suffragheremo quelle anime e pregheremo per accenderci d’amore e di fede.
Rimetti a noi i nostri debiti, perché non cadiamo dopo la morte in quelle fiamme; e per questo vogliamo perfettamente perdonare chi ci ha offesi.
Non ci indurre in tentazione; né le anime purganti, né noi stessi fummo fermi nelle tentazioni; perciò, o Signore, o liberateci, o dateci grazia di non cadere nel pericolo.
Ma liberaci dal male, poiché il peccato è l’unica causa di dannazione per tanti, di Purgatorio per molti; di rimorsi, castighi sulla terra; di offesa e disgusto all’infinita tua Bontà e Maestà ed al tuo Cuore Paterno.
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La Comunione ci unisce a Gesù Cristo; ed in Lui abbiamo la perfetta carità col Padre. Due preghiere facciamo allora: che il Signore dia la luce eterna; che il Signore conceda il riposo eterno a quelle anime. Il Paradiso è infatti: visione, vedere Dio come Egli è, faccia a faccia; riposo d’amore e perfetta soddisfazione nel possesso di Dio.

Le ultime Orazioni sono ancora un’insistenza che la Chiesa fa, per la terza volta, per tutti i suoi figli gementi nel Purgatorio. È l’imitazione della orazione dell’Orto, ove Gesù pregò fino alla terza volta, ripetendo la medesima domanda. È la perseveranza nel chiedere, che ci assicura l’esaudimento. La Chiesa è maestra di tanta Orazione: perciò ci propone il modo con cui chiedere.

COMUNIONE. La luce eterna risplenda su di essi, o Signore: coi tuoi santi in eterno; perché sei buono.
V) L’eterno riposo dona loro, o Signore: e la luce perpetua risplenda su di essi. Coi tuoi santi in eterno; perché sei buono.

PEI VESCOVI, O SACERDOTI DEFUNTI

DOPOCOMUNIONE. L’implorata clemenza di tua misericordia, deh! Signore giovi alle anime dei tuoi Pontefici o Sacerdoti; affinché, per tua misericordia, conseguano l’eterna società di Colui in cui hanno sperato e creduto. Per il Signore...
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PEI FRATELLI, CONGIUNTI E BENEFATTORI DEFUNTI

DOPOCOMUNIONE. Fai, te ne preghiamo, Dio onnipotente e misericordioso, che le anime dei nostri fratelli, congiunti e benefattori, per le quali abbiamo offerto alla tua maestà questo sacrificio di lode, purgate in virtù di questo Sacramento da tutti i peccati, ricevano per tua misericordia la beatitudine dell’eterna luce.

PER TUTTI I FEDELI DEFUNTI

DOPOCOMUNIONE. L’orazione di coloro che ti supplicano, deh! Signore, sia utile alle anime dei tuoi servi e serve; affinché tu le sciolga da tutti i peccati, e faccia loro gustare i frutti di tua redenzione: Tu che vivi.

PRATICA: Ascoltate una Messa seguendola con le soprascritte preghiere.

GIACULATORIA: O dolcissimo Gesù, per l’immenso dolore che avete sofferto nel rendere e nel riconsegnare la vostra anima santa al Vostro Padre, abbiate pietà di queste sante anime.
Abbiate pietà, o Signore!


FRUTTO

Prendete l’abitudine di usare il cosiddetto «Messalino» per sentire 4 la S. Messa.
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1 Prima della riforma post-conciliare del Vaticano II, era detta “messa liturgica” la celebrazione in cui l’assemblea, con l’aiuto del messalino recante la traduzione in lingua corrente, poteva seguire il celebrante senza ricorrere alle preghiere devozionali.

2 Si riferisce qui alla sola Messa dei Defunti, il cui formulario era invariato.

3 È qui riassunto il Canone romano, l’unica prece eucaristica allora in uso nella Chiesa latina.

4 Si noti, ancora una volta, la terminologia impropria corrente prima della riforma liturgica, allorché si parlava di “ascoltare” la messa, o di “sentire la messa”. Oggi con linguaggio più appropriato si dice “partecipazione” o “partecipazione attiva” alla messa.