Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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Anno IV - N. 13 - 3 Dicembre 1922 - Bollettino Bimensile Conto Corrente posta


Unione Cooperatori Buona Stampa


Opus fac evangelistae
(II Tim. IV 5)



ALBA - Scuola Tipografica Editrice - ALBA

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La Divozione a San Paolo

Sembrava difficile da risvegliare nei cuori dei fedeli: invece no! La Chiesa l'ha sempre inculcata mentre il nome di S. Paolo nella liturgia è costantemente unito a quello di S. Pietro: e noi sacerdoti nel Divino Ufficio e nella S. Messa ad ogni passo ci incontriamo con i due Ss. Apostoli.
Però che S. Paolo fosse un santo onorato dalle persone colte, dai dotti, dalla Chiesa nella liturgia, nei tempi antichi, tutti lo capiscono: pareva invece difficile che la divozione al grande Apostolo divenisse popolare. In Alba al contrario si prova che anche il popolo istruito convenientemente si orienta verso tale divozione.
Nella Cappella di S. Paolo e già un succedersi continuo:
1. Di novene a suo onore.
2. Di persone che vengono a raccomandarsi per grazie speciali, specialmente spirituali.
3. Di candele che si accendono ininterrottamente innanzi la sua immagine per ottenerne la protezione.
4. Di Messe che si fanno celebrare per grazie d'ogni sorta.
5. Di offerte per abbellire la Cappella di S. Paolo.
6. Di persone che vengono ad adempiere il dovere di riconoscenza per grazie ricevute.

Molti ci chiedono foglietti che riportino le preghiere da recitare per celebrare novene al Santo.
La Cappella alle funzioni stenta a contenere le persone che vengono e tutti osservano che fu costruita troppo piccola.
Nel corso della giornata vi sono quasi continuamente persone che vengono per confessarsi o per pregare.

Novena a S. Paolo
per una grazia speciale


Recitare per nove giorni le seguenti orazioni:
Antifona. - O San Paolo Apostolo, predicatore della verità e Dottore dei Gentili, intercedi per noi presso Dio, che ti ha eletto.
Versetto. - Tu sei vaso di elezione, o S. Paolo Apostolo.
Predicatore della verità nel mondo intero.

Preghiera

O Dio, che, per la predicazione del Beato Paolo Apostolo, hai ammaestrato la moltitudine dei Gentili, concedi a noi, ti preghiamo, che sentiamo presso di te il patrocinio di Colui, del quale ve-neriamo i natali. Per Gesù Cristo nostro Signore. Così sia.
Pater, Ave, Gloria.
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Preghiera a S. Paolo per ottenere la pazienza

O glorioso S. Paolo, che da persecutore del nome cristiano sei divenuto un Apostolo ardentissimo per zelo, e che, per far conoscere il Salvatore Gesù fino agli estremi confini del mondo, hai sofferto carcere, flagellazioni, lapidazioni, naufragi e persecuzioni di ogni genere, e in ultimo hai versato fino all'ultima goccia il tuo sangue, ottieni a noi la grazia di ricevere, come favori della divina misericordia, le infermità, le tribolazioni e le disgrazie della vita presente affinché, le vicissitudini di questo nostro esilio non ci raffreddino nel servizio di Dio, ma ci rendano sempre più fedeli e fervorosi. Così sia.

La divozione a Maria Regina degli Apostoli

Le opere principali, le più delicate di Apostolato scelgono loro protettrice la Regina degli Apostoli. È consolante, in questo rifiorire di opere di zelo, il ritorno alle pratiche che hanno assicurato l'esito all'opera dei primi missionari del Vangelo.
Mondovì ha posto sotto la protezione della Regina degli Apostoli l'opera della Predicazione; Torino, l'opera dei Seminari; ora è Roma: sono i Card. Silj e Gasparri, Presidenti dell'opera per la formazione e santificazione del Clero, che ottennero da Benedetto XV la Regina degli Apostoli a patrona dell'Opera; ora i medesimi Cardinali umiliarono la supplica ed ottennero dal S. Padre Pio XI la conferma di avere protettrice la SS. Vergine, onorata sotto il titolo di Regina Apostolorum.
È una divozione che entra: è la divozione dei tempi: sarà di grande gloria alla Madonna: la praticheranno con molta efficacia, quanti oggi si occupano a far del bene spirituale, morale ed economico: specialmente nei campi dei nuovi apostolati: stampa, giovani, organizzazioni cattoliche, economia cristiana.
Maria creerà lo spirito, darà la costanza, otterrà il successo.

La benedizione del Papa

Nel mese scorso il sac. Ugo Mioni, della nostra Società San Paolo, si trovò a Roma dove ebbe occasione di parlare della nostra opera a parecchi Cardinali ed a molti membri dell'alta prelatura. Tutti ebbero parole di grande encomio per un'opera così bella e davvero provvidenziale, dalla quale sperano abbondanti frutti per la diffusione dei buoni principi e la difesa delle verità cristiane ora cotanto ripugnate, ed augurarono alla Pia Società un lieto avvenire.
Il sac. Ugo Mioni ebbe anche la bella sorte di essere stato ricevuto da Sua Santità il Papa Pio XI al quale chiese una speciale benedizione pel Direttore della Pia Società San Paolo, per tutti i suoi membri, per tutti i Cooperatori, e per quanti concorrono, in un qualche modo, al suo sviluppo e la aiutano moralmente o materialmente. Il Santo Padre concesse amorevolmente la chiesta benedizione; ripetè più volte: Sì, sì, benedico, benedico; e tracciò con la destra parecchi segni di croce, per indicare tutto l'affetto paterno e sommosacerdotale, ch'egli trasfondeva in questa benedizione.
Ai nostri così benemeriti cooperatori farà certo piacere e recherà grande
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conforto il sapere, che il Vicario di Gesù Cristo li ha benedetti e questa benedizione così affettuosa, così paterna, data con tanta effusione di cuore, mentre è la maggior ricompensa che essi si potevano sperare per le loro fatiche, sarà certo anche un grande sprone, che li spingerà ad un'attività sempre più intensa, più efficace, a vantaggio di questa più importante tra le opere moderne, la diffusione della Buona Stampa.
Anche le sorelle del grande Pontefice Pio X, che tutti venerano come santo, s'interessarono molto della Pia Società, ed inviarono a tutti i membri una piccola reliquia del loro santo fratello, che certo pregherà in cielo molto per questa più giovane tra le famiglie spuntate sull'albero annoso della Chiesa.

Pericolo della lettura dei giornali cattivi

Distinguiamo in due classi i lettori della stampa periodica e quotidiana; v'hanno lettori i quali sono più o meno istruiti in qualche scienza naturale o profana, e v'hanno altri lettori, e questi molto in maggior numero, destituiti di scienza e fors'anche incapaci d'occuparsene: sono uomini del medio ceto, negozianti, industriali che sanno leggere e scrivere o poco più oltre.
Che diremo della prima classe di lettori? A costoro non potranno tornare nocive e perniciose le letture dei cattivi giornali? La ragione e l'esperienza distruggono su questo punto ogni illusione.
Noi dobbiamo considerare il pericolo delle letture, non già sotto l'aspetto puramente umano e scientifico, sibbene sotto l'aspetto religioso, morale e teologico.
Un medico in un giornale o in un libro potrà facilmente e sicuramente levare un errore di medicina, di chirurgia, di fisiologia, di patologia e di altre scienze cognate e necessariamente connesse: un avvocato potrà distinguere benissimo un errore di logica, di legge, che un libro od un giornale osano annunziare od insinuare.
Ma i libri e massimamente i giornali fanno da maestri in filosofia, in politica, in storia profana e sacra, in diritto canonico, in teologia morale e dogmatica, in esegesi biblica.
E difficilmente cotesti uomini, avvocati, architetti, ingegneri e letterati, congiuntamente alle scienze proprie della loro professione, posseggono eziandio le scienze sacre ed in tal misura e profondità, da essere garantiti da inganni e da abbagli.
Che vorrà poi essere di quella classe d'uomini sprovveduti di sani studi e di senso, nonché religioso, comune, corrotti e depravati? Oh, ponete nelle mani di questi operai, artigiani, osti, pizzicagnoli, caffettieri, mezzani, trafficanti, giornali seri od umoristici, pieni di massime religiose e politiche guaste e pervertitrici; ponete questi giornali nelle mani di questi giovanetti appena trilustri, pieni di sé inesperti, di fanciulle, di donne capricciose, galanti, che amano pavoneggiarsi ed atteggiarsi a spiriti forti: e poi ci saprete dire che cosa sia rimasto loro di fede e di morale cristiana. In nome di Dio: voi lo sapete, un giornale è una specie di enciclopedia: non v'ha un solo giornale che non parli e non dottoreggi di Vangelo, di Chiesa, di Vescovi, di religiosi e di Papi.
Come volete voi che questi uomini,
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questi giovani, queste fanciulle, queste donne non siano disgraziatamente ingannati, e non bevano a larghi sorsi il veleno?
Dunque la conseguenza legittima è questa: tutti, per legge di natura essere rigorosamente obbligati ad abbandonare la lettura di giornali e libri cattivi e perversi, e gravemente peccare tutti quelli i quali non vogliono cessarla.

Cooperatori!

È l'ora degli abbonamenti, nessun Cooperatore B. Stampa deve abbonarsi a giornali non solo cattivi ma neppure liberali. Abbonatevi alla Gazzetta d'Alba, o al vostro giornale diocesano, cercate abbonati, fate abbonare quanti sono inscritti alla partecipazione delle mille messe.

La strenna al Bollettino "Unione Cooperatori Buona Stampa"

Durante l'anno l'"Unione Cooperatori Buona Stampa" è venuta diverse volte a trovarvi a casa vostra portandovi buoni consigli. Ora che si avvicina la fine dell'anno siategli riconoscenti… inviategli la vostra strenna; accetta qualunque cosa - avrete un merito pel cielo e tanti ragazzi che pregano per voi.

Un'opera buona

farebbe chi volesse offrire per un chierico ed un fratello minore due piccole trapunte o qualche indumento per l'inverno. Sono due giovani di belle speranze che tendono alla carriera ecclesiastica e che hanno perduto i loro poveri genitori, morti dopo lunga malattia in cui hanno dato fondo a tutto. Essendo di buone speranze ho cercato e trovato chi pensa per la loro pensione: ora occorrerebbero almeno le trapunte e qualche indumento per la stagione fredda.
Sarebbe opera molto buona perché divenuti sacerdoti, come vi è fondamento a sperare, pregherebbero tanto, tanto per i loro benefattori. Chi volesse fare questa carità mandi al sottoscritto che si incarica di consegnare.

Sac. Alberione Giacomo.



Un altro frutto

Di quanto abbiamo pubblicato in copertina è già stato raccolto. Proponevamo di depositare a fondo perduto qualche cartella del consolidato, o somma di denaro, o azione di società.
E così hanno scelto questa forma di beneficienza due altre persone che ci hanno mandate prima quattro poi altre sei mille lire: totale dieci mila lire. Si riservano soltanto l'interesse, eccetto che disgrazie gravi e imprevedute venissero a metterle in bisogno specialissimo.
Deo gratias! È una via silenziosa ed opportuna per fare il bene.

Avviso

Chi si ascrive all'Opera delle Messe avrà una volta il Bollettino Cooperatori per verificare se l'offerta sua fu trasmessa alla Direzione.
Chi vuole invece anche il bollettino per tutto l'anno aggiunga l'abbonamento di L. 3.
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Nella Pia Società S. Paolo


Una piccola novità

Nella Cappella di S. Paolo vennero collocate tre cassettine per le offerte: portano la rispettiva scritta: "per il culto", "per la Buona Stampa", "per il pane". Sono là a disposizione dei Benefattori.
Sopra la porta dell'ospedale di Cavallermaggiore è scritto: "Questa casa è aperta per la salute corporale dei poveri e per la salute eterna dei ricchi". E significa che: mentre i poveri là troveranno la salute corporale; i ricchi, facendo a quella casa offerte, dei beni di cui con loro fu largo il Signore trovano la salute spirituale. La medesima cosa vogliamo dire parlando di queste cassettine: esse daranno pane ai ragazzi della Scuola Tipografica, carta alla Buona Stampa, decoro alle Chiesa di Dio; e nello stesso tempo aggiungeranno alla corona celeste dei nostri Benefattori gemme preziosissime per tutta l'eternità.
Ogni numero daremo il resoconto delle offerte nel modo che facciamo questa volta:
Cassetta per il Culto L. 2,75;
Cassetta per la B. Stampa L. 8,45;
Cassetta per il pane L. 6,25.

La statua del giardino

È giunta oggi, martedì. Sarà la S. Madonna l'assistente di tutte le case attorno a S. Paolo, e specialmente sarà l'assistente dei nostri giovani nelle ore di ricreazione. A coprire la spesa dell'acquisto occorrono ancora L. 200.

La vita dei giovani

Gli alunni hanno avuto gli esami dei Santi: i voti si sono trasmessi alla famiglia: ora proseguono regolari gli studi. Sono frequentati i corsi dalla quarta elementare, ai corsi superiori di teologia morale, con intensi programmi.
L'influenza non ebbe effetti rimarchevoli, i giovani stanno bene: alcuni parenti si stupiscono molto dello stato prosperoso acquistato dai loro figli in pochi mesi.
Certo gli alunni si educano alla responsabilità e al sacrificio: quelli che seguono, avvantaggiano assai nella formazione, e quel che è certo la loro posizione formata d'arte e di scienza, sarà delle più invidiabili.

La benedizione pontificale alla Casa.

Martedì 7 nov. Mons. Vescovo Venerat.mo benedisse solennemente la nuova casa della Scuola Tipografica. Mons. Vescovo visitò la casa maschile e quella delle figlie volle assistere al lavoro dei giovani e al funzionamento di tutte le macchine compositrici e di stampa.
In Cappella si cantò il Veni Creator, e Mons. Vescovo impartì la benedizione solenne col SS. Sacramento, indi, usciti di Cappella, col rito pontificale solenne benedisse la Casa.
Si ritornò in Cappella al canto del Te Deum. Mons. Vescovo, ci parlò del significato della benedizione e del come debbono farla fruttificare Superiori e alunni, Insegnanti e discepoli.
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Quando si partì i giovani fecero una cordialissima ovazione, e l'accompagnarono per via S. Paolo al canto di "Noi vogliam Dio".
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Le Figlie di San Paolo

La nuova casa si completa, anzi cominciano a sentirne bisogno di altra.
Molte piccole sono venute: anche per le figlie è buona la pratica che si ha in Casa : lo studio e il lavoro, messi in sapiente relazione non si escludono, ma si completano: alleviano lo spirito, rallegrano l'anima, accelerano la formazione del senso di responsabilità e del carattere.
L'esperienza e i confronti quotidiani ci provano che tutta la vita della Casa concorre ad elevare le studenti nel sapere e nel giudizio, che è la sostanza del sapere.
Figlie di S. Paolo e alunne sono 60. Insufficienti alle mansioni che dovrebbero avere, occorrerebbero ancor più adulte, più maestre. Ma la Divina Provvidenza estende tra le giovani la vocazione alla Buona Stampa. L'Istituto delle Figlie di S. Paolo vien ognor più e meglio apprezzato come vero Istituto religioso.
Le domande e l'affluenza e la riuscita delle giovani adulte è consolante: ed attesta la bontà e la divinità della vacazione delle figlie alla Buona Stampa.
È quanto solo Dio sa fare: collocare gli esseri più deboli e infermi della società come fulcro per sollevare il mondo. Sono i trionfi della misericordia, dell'umiltà e della confidenza.
In Alba gli studi elementari, complementari e normali proseguono con regolarità.
A Susa le figlie frequentano le complementari: in quella città tengono la libreria cattolica, pubblicano ogni settimana il giornale diocesano, bollettini parrocchiale di Torino di 1000 copie. A mente aggiunsero un nuovo bollettino parrocchiale di Torino di 100 copie. A Susa han bisogno urgente d'una casa nuova e adatta. Tutte han bisogno di preghiere, di benevolenza, di aiuto, di padrini e madrine.

La Cappella di San Paolo

Quanti amano la Buona Stampa gravitano verso di essa, verso questa Cappella così piccola: sembra che vi si trovi il segreto dell'apostolato e la forza per valersi del segreto. È veramente così. S. Paolo, la Regina degli Apostoli sono i depositari, e distribuiscono con effusione le grazie dell'apostolato. Ma S. Paolo e la Regina degli Apostoli continuano ad aver bisogno che la loro casa sia convenientemente arredata.

DONI VARI

Il Rev. D. Biennati Piero vi portò 3 amitti e 4 purificatoi. - Una pia persona di Cortemilia vi regalò una cotta elegante, e il Can. Chiesa un finissimo rocchetto da canonico. La famiglia Rinaldi di Cortemilia preparò un pizzo per una nuova tovaglia da altare; la Sig.ra Fea di Alba alcuni metri di guernitura.

LA VIA CRUCIS.

La bella e divota Via Crucis che le zelataci ed i lettori del Buon Angelo hanno voluto regalare alla nostra cappella giungerà presto, e sarà collocata prima di Natale. Costa L. 2200 e le offerte raggiungono la somma di Lire 1384; mancano L. 816.
Non mancheranno certamente persone che faranno il compimento acquistandosi un bel merito pel Paradiso.
Qualunque offerta si accetta con riconoscenza, farà camminare verso il pareggio, e porterà i suoi frutti copiosi di grazia.
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FIORI ALLA CAPPELLA.

Per la divozione di varie persone e specialmente per le premurose attenzioni della instancabile Sig.a Manfredi l'altare di S. Paolo è continuamente adorno di fiori freschi fra i più ricercati della stagione.
La sig.ra Pasini di Alba regalò due bei vasi di foglie sempreverdi da ornamento.

SETA PER PIANETE.

Siamo in casa sette sacerdoti celebranti: tra poco saremo in undici: sovente celebrano nella Cappella di S. Paolo sacerdoti che vengono di fuori e abbiamo una sola pianeta per colore. Più urgente ora è di provvedere una pianeta rossa, una nera, una oro. Divote persone offrirono gratis la fattura: altre persone che vogliono bene a S. Paolo offrano la seta: non sarà difficile trovarla.
La pianeta nera attualmente in uso era la veste di sposa di una distinta benefattrice... e quante volte questa pianeta ha già servito a celebrar la messa per Lei!!....

BANCHI NUOVI.

Dodici banchi nuovi furono collocati in cappella: ora non ce ne stanno più altri: Quando tutta la famiglia è in Chiesa diversi rimangono senza posto.

UN QUADRO DEL SACRO CUORE.

Le Sig.ne Sorelle Panero collocarono in S. Paolo il magnifico quadro del Sacro Cuore, premiato all'Esposizione di Alba, ammirato da quanti lo videro e lo vedono.
È alto oltre due metri. L'immagine del Sacro Cuore campeggia su finissimo velluto trapuntato di decorazioni in filo oro. Ricchissima la cornice in legno dorato. Il valore del quadro sorpassa le due mila lire. Nella Cappella di San Paolo è collocato ora al posto di onore sopra l'immagine di S. Paolo. Gesù è il Divin Maestro, S. Paolo vi ci conduce.

ALTRA ICONA.

Dovremo avere davanti a noi l'immagine della Regina degli Apostoli, e dell'Angelo Custode. Un'anima bella, accompagnata da un cuore divoto, e da mano maestra di pennello vi lavorano attorno.

VINO BIANCO PER LA S. MESSA

Le offerte dirette al Divin Sacrificio entrano le più addentro allo spirito della Chiesa. Hanno preparato vino bianco per le SS. Messe che si celebrano nella Cappella di S. Paolo: il Sig. Ferrero Michele di S. Vittoria litri 20; e il Sig. Boano Giovanni di Govone L. 25. Questo vino cambiato nel Sangue di Gesù scenda in benedizione sulle famiglie degli offerenti.
Colui che aiuta l'apostolo, perché è Apostolo riceverà il premio dell'Apostolo. È promessa di Gesù Cristo.

Unione di preghiere

Invochiamo fervide preghiere per la Sig.ra Maria Bertucci di Brugnato (Spezia); pel Sig. Cattaneo di Govone che desidera avere notizie del figlio disperso; per una maestra d'Alba.
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Vigolungo Maggiorino
aspirante all'apostolato B. Stampa


Diamo a puntate una breve e semplice biografia del giovanetto Maggiorino Vigolungo, alunno della Scuola Tipografica, morto il 27 Luglio 1918.
Che cosa ha fatto questo fanciullo di straordinario da meritare che gli venisse scritta la vita? - Oh! nulla di straordinario; egli fu un giovanetto comune, che ebbe anzi i suoi piccoli difetti e ne portò qualcuno anche fino alla tomba.
Ma in questo vi è qualcosa più del comune: che lavorò costantemente e con tutte le forze a correggere i suoi difetti. Di più: egli fu tanto attento nell'osservanza delle regole comuni da divenire eccezionale. Ancora: egli ci appare come un'anima piuttosto rara per la elevatezza delle sue aspirazioni e per il grado molto alto che raggiunse in alcune virtù e nel distacco dalla terra.
Ciò che apparirà piuttosto raro si è che Maggiorino a 13 anni aveva già compreso così bene l'apostolato della Buona Stampa da superare in questo persone assai più adulte. E vi aspirava e lavorava con tanto, tanto zelo: quanto aveva d'amore a Gesù.


Nascita - Carattere

BENEVELLO

Vigolungo Maggiorino nacque a Benevello (presso Alba) il 6 maggio 1904 da Vigolungo Francesco e Caldellara Secondina.
Ricevette il Battesimo il giorno 8 del mese stesso.
L'ambiente in cui egli passò i suoi primi anni era molto favorevole ad una buona formazione.
Benevello è un piccolo paese delle Langhe, abitato quasi esclusivamente da contadini laboriosi, di costumi, semplici e morigerati. D. Brovia Luigi vi è parroco da 48 anni, e si può dire che ha già egli stesso cresciuta l'attuale generazione; formandola, con la bontà, lo zelo, la divina parola, ad una vita veramente cristiana. Quel paese ebbe anche la fortuna di possedere insegnanti elementari veramente esemplari, tanto nella scuola che nella loro vita privata. La famiglia Vigolungo, in cui crebbe il piccolo Maggiorino, si può dire una famiglia benedetta dal Signore: uno zio morì sacerdote, il padre, che ora è già andato ad abbracciarlo in Paradiso, era un ottimo cristiano e così si deve dire della madre che compie sempre i suoi doveri di cristiana, i fratelli e le sorelle di buon cuore, di pietà schietta, di ingegno aperto

DONI DEL SIGNORE

Maggiorino venne favorito da Dio di doni particolari: possedeva una memoria felicissima, per cui riteneva con tenacia ciò che imparava nella scuola, nei libri e dalla viva voce dei genitori. Aveva un ingegno eletto che gli permetteva di comprendere con facilità cose che sembravano anche superiori alla età. Sentiva in se stesso una voglia prepotente, quasi irresistibile di imparare, imparare bene, andare fino al fondo delle cose. Tempestava tutti di domande per sapere sempre tutti i perché. Vi era in lui una fantasia fervida, un'attività esuberante, un'energia non comune, una inclinazione fortissima ad elevarsi a cose alte, alle più ardue anzi. Tanto che bastava che una cosa contenesse difficoltà perché egli vi si sentisse portato. E furono queste sue qualità naturali che non ancora del tutto ben regolate degenerarono qualche volta in certi eccessi o manifestazioni che costituiscono i suoi difetti.
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Le Ss. Messe da trecento a mille

"Tutte le Messe che desiderate vi siano celebrate dopo morte, abbiate cura di farle celebrare durante la vostra vita: senza fidarvi di quelli che resteranno sulla terra dopo la vostra morte. S. Leonardo da Porto Maurizio".
"Colui che vuol farsi del bene per la sua anima, se lo faccia di propria mano quando è vivo, e non si fidi di quei che gli sopravvivranno. È proverbio in Italia che fa più luce una candela davanti che una torcia di dietro". Da "il Sacrificio della Messa".

Col primo gennaio 1923 si è creduto bene, vedendo l'aumentare degli inscritti all'opera delle messe, portarle da 300 a 1000. Anche le persone già inscritte partecipano ugualmente a tutte le mille messe. Cooperatori, farete un'opera santa zelando quest'opera destinata a tanto bene. Diamo sotto un altro lungo elenco di inscritti.
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Nuovi mezzi per alimentare la Buona Stampa

Si erano suggeriti i legati testamentari per la Buona Stampa e la Pia Società San Paolo. L'esempio l'avevano già dato due ottime Signore una lasciò alla Casa L. 8000; l'altra vi legò Lire 5000; un terzo esempio l'ha dato il caro D. Attilio Destefanis di Benevello: nel suo testamento ricordò l'opera della Buona Stampa con l'offerta di L. 600. Le mille messe che ogni anno si celebrano nella Pia Società S. Paolo per i benefattori saranno copioso suffragio alla loro anima.
Bisogna aggiungere: Esprimete a Dio la vostra riconoscenza nei giorni di letizia, con offerte alla Buona Stampa, che deve aprire alle anime la sempiterna letizia del Cielo.
L'appello viene dopo i fatti. L'avv. Giacomo Gianoglio, che nutre per S. Paolo un culto di tenerezza, per la fausta circostanza della nascita del suo secondogenito, mandò alla Cappella di S. Paolo L. 100: e per meritare al figlio la protezione del grande Apostolo gli impose pure il nome di Paolo con quelli di Giuseppe, Domenico, Maria. Iddio dia al bimbo un cuore di Apostolo, e ai genitori felicità.
I Coniugi A. Bertosso, nel lieto giorno delle nozze di argento mandarono alla Buona Stampa L. 100: e possano con più gaudio celebrare le nozze d'oro e di diamante.
Gli esempi meritano di essere imitati.

Gruppi parrocchiali B. Stampa

Bisogna anche organizzare la diffusione della Buona Stampa: fortunatissime quelle parrocchie, quei paesi che arriveranno i primi.
In diversi luoghi il centro propulsore è la Cassa Rurale, il Comitato Parrocchiale, la Società Buona Stampa: questi aderiscano all'Unione Cooperatori Buona Stampa: ne avranno molti vantaggi.
Dove mancano questi centri si costituisca la Sezione Cooperatori Buona Stampa, il Comitato Buona Stampa; sarà il braccio, il piede, la voce del Parroco nel campo della Buona Stampa. Le anime avranno fatto un grande guadagno.
Chi prendere?
Prendere delle energie nuove: Le persone da tempo abbonate al giornale cattolico, far delegare dalle compagnie religiose, dalle associazioni cattoliche, una persona, unire i delegati in gruppo, dar loro un presidente attivo. Gli effetti buoni di una persona che lavori in questo campo saranno rimarchevoli.


Teol. Alberione G. - Direttore Respons.
Scuola Tipografica - Alba

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Associazione Generale delle Biblioteche

Presso la Pia Società San Paolo, Alba è costituita un'Associazione delle Biblioteche con lo scopo di dare maggior sviluppo all'istruzione scientifica, morale ed educativa. L'Associazione fonderà quindi Biblioteche circolanti, aiuterà le già esistenti fornirà loro libri ottimi a prezzi accessibili, curerà la stampa di libri più atti allo scopo. Tutte le biblioteche possono aderirvi. La tassa d'inscrizione è di L. 5 e quella di associazione di lire 10 annue. Alle Biblioteche federate, si concederà uno sconto del 30 per cento sui nostri e uno sconto dal 10 al 25 per cento sui libri di altre case e saranno tenute a loro disposizione tutte le opere più adatte.
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