Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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10. SANTIFICARE IL MESE DI MAGGIO*

Sta per incominciare il mese di maggio e prepariamo il nostro cuore a ricevere in questo tempo molte grazie. Veramente il modo di santificare il mese di maggio vi è già stato indicato nella circolare interna: in maggio conoscere meglio Maria; imitarla meglio, cercare di rassomigliarle; in maggio supplicare la Vergine santissima per tutte le necessità spirituali e materiali, per ciascuna persona e per tutto l'Istituto assieme1.
Ecco le tre ottime pratiche. Se farete questo, il mese di maggio sarà certamente un mese in cui la Vergine santissima scenderà in mezzo alle sue figlie per portare le grazie, mentre voi, sue figlie, andrete a lei ed entrerete sempre di più nella sua intimità, cercando di avere un cuore sempre più simile al suo.
Per disporci a compiere bene questi tre doveri, fermiamoci stamattina su tre pensieri.
Il primo pensiero è quello che espresse S. Elisabetta quando la Vergine andò nella sua casa a farle visita: «Beata te che hai creduto; perché hai creduto si compiranno le cose a te predette»2. E Maria, che aveva creduto all'angelo, che aveva pronunziato il suo sì, divenne la Corredentrice, la Madre di Dio, l'Apostola, la Regina dei martiri. Veramente le parole dell'angelo comprendono tutto questo.
Noi abbiamo sempre un po' la testa dura, ce ne vuole a farci credere! Bisogna essere prudenti, non fare come Eva che credette al serpente, non domandò le prove come Maria, disubbidì a Dio, si rovinò e con sé rovinò la sua discendenza.
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Maria fu prudente e nello stesso tempo ebbe fede. Avere fede e in maggio chiedere aumento di fede. Se c'è più fede, l'albero darà più frutti, la radice è lì. Dove sta il comando dell'uomo? Nella testa. Chi ci guida nella vita? La testa. La nostra mente dev'essere illuminata dalla fede.
Non si crede qualche volta alle Maestre, al confessore, al direttore spirituale, si crede poco agli articoli di fede e si crede poco ai versetti del Vangelo. Il Vangelo dice: «Beati quelli che piangono»3. E noi: Macché! Certo, non tutti i pianti rendono beati. Quando da bambine strillavate, non era ancora quello un pianto beato. Quelli che piangono perché hanno la testa dura, perché sono ancora indietro nella perfezione, questi piangono di un pianto che rende beati.
Che la Madonna santissima ci dia la grazia di credere a tutte le parole di Gesù. Maria quando udiva Gesù, ascoltava, applicava a sé e taceva.
Vi sono delle persone che vogliono sempre aver ragione: Io sono convinto che è così. Ma quella è scienza e la scienza non è la fede. Alla ragione corrisponde la scienza, ma in essa nessun merito; credere ciò che non si vede. Il vedere è scienza, invece il credere a ciò che non si vede è fede.
Quante volte l'obbedienza ci sembra contraria alle convinzioni e a mille ragioni che abbiamo! Credere ciò che non si vede. In pratica vi è una tale confusione tra il lume della ragione e il lume della fede che tante volte dobbiamo proprio chiederne perdono al Signore! Vi è il lume della ragione, della fede, della gloria. Come si arriva al lume della gloria? Con la fede. Non ci fa fare nessun merito il lume della ragione! E il motivo è questo: «Non sunt condignae: non vi è proporzione...»4.
Secondo pensiero: ascoltare il consiglio di Maria: «Fate quello che egli vi dirà»5. Ascoltate sempre. Gesù ha dato un comando che sembrava strano: avreste creduto voi? «Andate, riempite d'acqua le idrie»6.
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Il Signore aspetta sempre il sì per dare le grazie, vuole la nostra cooperazione.
Se c'è questa unione della nostra volontà con la sua che ci fa dire il sì anche quando non crediamo, ci sarà la benedizione di Dio. Oggi in modo speciale pregare per ottenere l'obbedienza in tutto. Quando c'è l'obbedienza, c'è una buona base e la casa è ferma. Poi la casa diventerà più bella, si faranno più belli i muri... questo è compito della carità.
La Madonna non si oppose mai alla volontà di Dio, non disse mai: ma, il ma è principio di male.
Terzo pensiero: «Ecce mater tua!»7.
Andiamo da Maria. Essa è la mamma. Pensate ad una mamma santa in una famiglia buona, ben ordinata: la mamma provvede e pensa un po' a tutto. La mamma del cielo provvederà e penserà a tutti i nostri bisogni. Il mese di maggio si deve fare in due: andare noi da Maria e lei verrà a noi portando le grazie. Quindi molte benedizioni e consolazioni da Maria e da parte nostra molti ossequi a Maria.
La terra a volte è arida e ingrata: siamo alle volte nell'aridità, nella secca e proviamo mille difficoltà, aridità e freddezze che non si vorrebbero avere. Cosa volete andare su e giù dalle scale a fare commenti! Andate da questa madre. Quand'anche quella sorella con cui hai parlato ti avesse detto: Sì, hai proprio ragione..., avresti una consolazione vera? Si parte col cuore più gravato e con uno scoraggiamento che abbatte. Certe critiche sono distruttrici. Quando c'è la critica costruttiva si fa in silenzio, meditando quello che si deve dire, e se si deve dire una parola si dice chiara. Ma la critica distruttiva è da distruggersi.
Si parla tanto dell'efficacia dell'apostolato delle edizioni, ma chi la otterrà? Chi ha fede. Ed allora, ritornando a casa dalla propaganda, la propagandista potrà stare sicura che nei cuori e nelle menti dei lettori qualche cosa entrerà. E la propagandista si ritiri pure a pregare davanti al Santissimo. Il Signore lavorerà.
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Il regno dei cieli è simile a un uomo il quale seminò frumento nel suo campo e poi non ci pensò più8. Si incontreranno nell'eternità: chi ha fatto il bene e chi l'ha ricevuto e ciascuno riceverà il suo premio.
Chiediamo alla Madonna di portare al suo altare nel mese di maggio un'anima bella e di stare attorno a lei con quella pietà e divozione che hanno gli angeli in cielo nel circondare il suo trono.
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* Meditazione, tenuta dal Primo Maestro a [Roma] il 28.4.1951, stampata in sedicesimo con il titolo “Meditazioni” (pp. 11-14) insieme ad altre del 1951: “Fede, speranza e carità”, ritiro mensile del 28.4.1951; “Fede, speranza e carità nei riguardi di Maria Regina degli Apostoli”, del 1° maggio 1951. Esiste anche un foglio a stampa, bianca e volta, inchiostro blu. Vi è inoltre un dattiloscritto che è una sintesi del testo del sedicesimo con questa dicitura: Come passare il mese di maggio (Primo Maestro), Sabato 28 aprile. Si considera come originale il testo del sedicesimo.

1 Cf RA, 5 (1951) 3, proposta della Prima Maestra.

2 Cf Lc 1, 45.

3 Cf Mt 5, 4.

4 Cf Rm 8, 18.

5 Cf Gv 2, 5.

6 Cf Gv 2, 7.

7 Cf Gv 19, 27: «Ecco la tua madre!».

8 Cf Mt 13, 24.