Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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68. IL MASSIMO RENDIMENTO DELLA VITA68
1. Questa sera mediteremo su questo fatto: che la nostra vita renda il massimo per l'eternità, che guadagniamo il massimo di merito, che sentiamo la responsabilità della vita e delle anime.
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2. Noi possiamo fare il dieci, il quindici, il venti, il venticinque. C'è differenza fra anime e anime. In questo non c'è età che faccia, non c'è ingegno che faccia, è l'impegno, il vero amore di Dio e delle anime. Le cose minime formano la corona per il cielo. Ricordare la parabola del seminatore. Vi sono figliole che hanno vocazione, ma hanno il cuore e la testa dura e lo spirito mondano e non danno ascolto al "vieni e seguimi" (Mt 19,21), voce di Dio che suona all'aria, voce di Dio non ascoltata.
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3. Vi sono figliole che sentono la chiamata di Dio ma non pregano. Hanno sentito la voce di Dio, anche con gusto qualche volta, ma manca l'acqua della grazia. Preparare prima il terreno, che ci sia la grazia. Prima di parlare ci vogliono preghiere affinché la vocazione si radichi e faccia dire: "Voglio".
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4. Persone che sentono l'invito di Dio ma poi sono travagliate dalle loro passioni e la volontà di seguire la vocazione rimane soffocata, le spine delle passioni soffocano il buon grano.
La chiamata di Dio per voi è caduta in buon terreno. La parte di grano caduta in buon terreno produce, il Signore vi ha prediletto dall'eternità, vi ha amate.
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5. Produrre il massimo nella vita, c'è chi produce il trenta, chi il sessanta, chi il cento per uno. Alle otto del mattino vi è già diversità di merito Pensiamo che ci sono le vergini prudenti e le vergini stolte. Noi dobbiamo mirare al cento:
producono il trenta le tiepide,
producono il sessanta le buone,
producono il cento le sante.
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6. Vi . sono suore che dimenticano se stesse: sono tutte nell'obbedienza, e nell'umiltà; esemplari nella pietà, nella carità, industriose perché tutto proceda nel santo timor di Dio, in pace. Gesù dà la sua sapienza e la sua bontà; e dà trenta a chi ha meritato i trenta, dà sessanta a chi ha meritato il sessanta, e a chi ha meritato il cento dà il cento.
Miriamo, tendiamo con tutte le forze al cento per uno.
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7. Ci vogliono tre condizioni: I) retta intenzione; fare tutto solo e sempre per Gesù buon Pastore le nostre cose. 2) Fare tutto per obbedienza. 3) Fare le cose benino.
Si proceda nell'obbedienza, facendo le cose comandate, e stando alla vita comune. Nell'obbedienza vi distinguete dalle figlie del mondo, per l'obbedienza tutto acquista doppio merito. Fare l'obbedienza è fare la volontà di Dio. Se facciamo le cose che vuole Dio, egli è in dovere di pagarvi, se facciamo il bene che vogliamo noi, Dio non paga. Sapessero le anime che merito vi è nell'obbedienza tutte farebbero il voto.
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8. Fare le cose benino, con attenzione, con applicazione della mente, impegnando tutte le energie e il cuore: piace a Gesù, piace anche a me.
Far rendere il nostro giorno di più, la settimana di più; sia un anno questo ricco di raccolto.
E' l'impegno che fa riuscire: anche se la cosa non fosse riuscita, Dio premia l'impegno.

fine esercizi
29 luglio 1952

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68 29 luglio 1952