Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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3. IN RISPOSTA AGLI AUGURI *

Bisogna che ringrazi io voi, non è vero? Sì: Deo gratias, per le preghiere, gli auguri. Anch'io farò delle preghiere per voi. E siccome non ho soldi, vi darò quel che ho: preghiere, prediche, sante Messe,… vi do Gesù!
Una sola parola intendo ora rivolgervi: preghiamo S. Giuseppe perché dia a me di imitarlo nelle sue virtù, nel silenzio almeno un pochettino; ed a voi d'imitare il Bambino nel vivere sotto la direzione della Maestra, come lui visse sotto la direzione della Madonna e di S. Giuseppe.
Delle raccomandazioni ne faccio spesso, ma ora vorrei dirvi ciò che ho meditato stamattina. Un santo diceva: Nella mia vita ho commesso tanti difetti, ma non faccio mai la pace con essi. Anch'io intendo fare così.
Voi non dovete guardare tanto i difetti; non imitare me, ma la Madonna.
Vi do ora la benedizione. Voi però sapete che io non amo tanto queste cose, perciò in chiesa vi farò la predica.
Restate come Gesù sotto la Madonna: «Erat subditus illis»1.
(E poiché avevamo anche offerto un paramentale nero, il Primo Maestro, riguardandolo ci diceva:)
La pianeta nera ricorda che dobbiamo morire, ma la morte è la porta dell'eternità! Domattina celebrerò per voi e per quelle che sono lontane.
(Nell'istruzione vespertina ci suggerì il frutto ed il ricordo della giornata:)
Rivolgere fiduciosa preghiera a S. Giuseppe perché egli, come custodì e protesse la santa Famiglia, voglia custodire e proteggere la famiglia della Chiesa cattolica, favorendo in essa l'opera delle missioni, la diffusione della verità e della grazia.
~

* Predica stampata in CI, 4[1938]2. La cronaca riferisce che la sera precedente la solennità di S. Giuseppe, la comunità presentò al Fondatore gli auguri ed egli rispose con le “testuali parole”. La data è il 18 marzo 1938. Il titolo messo nella Circolare Interna è “19 MARZO”.

1 Lc 2,51.