Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera SAN PAOLO (1926-69) 1969
  Scritta nel 1969
  Anno Ed
  Lingua Italiano
  Pagine Totale 100
  Destinatario Società San Paolo
  Forma Testo
 

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BRANO



     
Codice:
8859

SCHEDA - Parte: Gennaio 1969 -  Capitolo: FESTA DEL DIVIN MAESTRO   Contesto:contesto Pag.: 1


Anno XLIV
“SAN PAOLO”
Gennaio 1969
Roma Casa Generalizia,

“AVE MARIA, LIBER INCOMPREHENSUS, QUAE VERBUM ET FILIUM PATRIS MUNDO LEGENDUM EXHIBUISTI” (S. EPIPHANIUS EP.)

FESTA DEL DIVIN MAESTRO

Voi mi chiamate Signore e Maestro, e dite bene, perché lo sono (Giov 13,13): è l'affermazione che risuona ai nostri orecchi nel ritorno annuale della festa paolina di Gesù Maestro Divino; da noi onorato come Via, Verità e Vita; festa che ci invita ad approfondire sempre più questo titolo che Gesù ama e si applica, per penetrare maggiormente nella conoscenza di Lui e, mediante la conoscenza, nell'amore e nella imitazione, fare passi necessari per arrivare a ciò che costituisce la méta stabilitaci dal Padre Celeste, il fine della vita umana, la caparra sicura della felicità eterna: la identificazione con Gesù Cristo stesso.
Nei difficili tempi che stiamo passando, in un disorientamento tanto profondo che ha poche corrispondenze nella Storia, alta e solenne risuona la voce di Cristo, Inviato del Padre: Uno solo è il vostro Maestro: Cristo!
Ai nostri giorni è diventato di moda non solo la parola «contestare», ma la contestazione stessa, contro tutto e contro tutti, inglobando in un unico ammasso buono e cattivo, antico e moderno; alto e basso, in una confusione e in un disordine di cui i contestatori sono i primi a non rendersi conto. E il bello - o il brutto - è questo: che mentre si va contro tutti e contro tutto, mentre non si vogliono più riconoscere né princìpi né autorità, ci si attacca inflessibilmente alla propria opinione, al proprio modo di vedere e alla propria idea, come all'unica giusta, intangibile e sicurissima. E' l'eterno: «Togliti tu, che mi ci metto io»! L'eterna, inconscia o conscia, lotta dell'egoismo umano, che si erge a giudice e discriminatore, oppositore e carnefice, pur di costruirsi un piedistallo donde poter dominare incontrastato.
 
 

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