Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera SAN PAOLO (1926-69) 1948
  Scritta nel 1948
  Anno Ed 1948
  Lingua Italiano
  Pagine Totale 36
  Destinatario Società San Paolo
  Forma Testo
 

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BRANO



     
Codice:
7204

SCHEDA - Parte: GENNAIO -  Capitolo: [Don Giaccardo]   Contesto:contesto Pag.: 1


Anno XXIII

“S. PAOLO”
GENNAIO 1948

La morte del M. Giaccardo

È stata inviata a tutte le Case d'Italia la seguente lettera:
Oggi, sabato, giorno di San Timoteo Martire, alle ore 13,30, dopo confortato da tutti i carismi della Religione e dall'assistenza piissima dei Confratelli, delle Figlie di San Paolo e delle Pie Discepole, benedicendo a tutte le Famiglie Paoline, chiudeva santamente la sua laboriosa e fervorosa giornata terrena il nostro caro e dolce Fratello

SAC. GIUSEPPE TIMOTEO GIACCARDO
PRIMO CONSIGLIERE E VICARIO GENERALE

Chiniamo la fronte innanzi agli imperscrutabili disegni di Dio, il Quale ha permesso che la Famiglia Paolina fosse privata di Colui che fu fedelissimo tra i fedeli e venisse così penosamente provata.
È opinione comune che è passato tra noi vergine e santo e che portò alla tomba la stola battesimale; perciò fin d'ora prego vivamente tutti perché sia di Lui conservato gelosamente ogni scritto, vestito, memoria.

***

Era nato il 13 giugno 1896, battezzato il medesimo giorno, cresimato il 13 settembre 1908; entrato in Congregazione il 4 luglio 1917; emise i voti religiosi il 5 ottobre 1921; fu ordinato Sacerdote il 19 ottobre 1919.

Si ricordino i suffragi a norma degli articoli 234 e 236: Corso Gregoriano; quattro Messe ognuno dei Sacerdoti nella Casa Generalizia; due i Sacerdoti di tutte le altre Case. Il resto come negli articoli suddetti.
Il prossimo numero sarà dedicato alla Sua santa memoria.

PER LA CHIESA
REGINA DEGLI APOSTOLI

In questo tempo molto affetto hanno mostrato i figli verso la Madre.
I Consiglieri Generali hanno dichiarato: «Occorre continuare i lavori di costruzione a costo di qualunque sacrificio».
Avevo chiesto il parere se continuare nei lavori, spese, raccolta di offerte. Si è persuasi che questo sia obbligo di riconoscenza per la promessa fatta e per la salvezza nostra in mezzo a tante distruzioni. Ed insieme sia mezzo e ricchezza e garanzia di ogni materna benedizione! «Neque volentis, neque currentis, sed miserentis est Dei».
La Casa Generalizia non può fare un bene maggiore alle Case filiali ed all'Istituto.
Dall'U.S.A. ho ricevuto offerta molto considerevole, fatta, come già altre volte, nel silenzio e pietà filiale.
Nell'occasione delle feste Natalizie sono stati parecchi quelli che mandarono «al Bambino in ossequio e per mezzo della sua Madre». E così si fece fronte alla rata mensile di Dicembre u.s. «Chi dà qualcosa a Maria riceve sempre dieci volte tanto!»
Chiediamo per la Chiesa a Maria e si dà con certa filiale devozione. Non cessiamo di chiedere in molte maniere per le altre cose in Italia ed all'Estero; e viene molto meno. Ma ognuno sa che in coscienza le offerte si spendono secondo le intenzioni dei benefattori: e non potrebbe farsi diversamente. Io non ho coscienza di aver disposto di cinque centesimi fuori della volontà di Dio.
Un grande mezzo per fortificare i vocazionari è la divozione alla Maestra, Madre e Regina.
Vi è il Patto da recitare. Lo ripeto almeno una volta per giorno. Dirizziamo bene le intenzioni alla gloria di Dio; ed a pace degli uomini! Ciò significa «vivere in Christo». Stiamo tra le braccia di Maria; poggiamo la testa su la testa di Gesù, come preghiera per pensare come Lui; poggiamo sul petto il Cuore di Gesù; baciamo le mani ed i piedi di Gesù per operare in Gesù e camminare nelle sue vie.
 
 

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