Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera SAN PAOLO (1926-69) 1937
  Scritta nel 1937
  Anno Ed
  Lingua Italiano
  Pagine Totale 100
  Destinatario Famiglia Paolina
  Forma Testo
 

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BRANO



     
Codice:
7089

SCHEDA - Parte: Anno XII - n. 35 -  Capitolo: Riflessioni a partire dal libro “Oportet orare”   Contesto:contesto Pag.: 3


II. Difficoltà e pretesti.
Ma si fan le prediche... si celebra la santa Messa...
Non creda un Sacerdote di pregare abbastanza perché dice la Messa, perché recita il Breviario, prepara qualche predica agli altri; no: deve ancora fare l'esame di coscienza, la visita, la meditazione ecc.
Medito il richiamo di Gesù agli Apostoli: «Usque modo non petistis quidquam in nomine meo; petite et accipietis ut gaudium sit plenum».
Medito: «Effundam spiritum precum...».
Ma dobbiamo zelare, lavorare...
La Congregazione e le anime hanno diritto al tempo che sopravvanza dalla cura a noi stessi, poiché noi siamo come conca che deve riempirsi e versare per troppo pieno sulle anime. Devi servire prima a Dio con la santificazione di noi stessi: «Attende tibi et lectioni».
Tanto vale un apostolo quanto vale la sua preghiera: per sé e per gli altri: «Posui vos ut eatis et fructum afferatis et fructus vester maneat... Ut quodcumque petieritis Patri det vobis».
Dopo aver provveduto a noi stessi serviremo alle anime: «Ex hominibus assumptus, pro hominibus constituitur in his quae sunt ad Deum, ut offerat dona et sacrificia...».
Si dirà: il lavoro è molto, davvero!... Cioè, si risponde, c'è da fare la preghiera; poi, in quanto vi è tempo, il resto.
Ma vi sono i doveri, vi sono le chiamate. Si risponde: Organizzare tutto bene, ma nell'ordine delle azioni, preceda la preghiera. Dopo di essa si farà quanto si può; ed in caso di impossibilità si diminuiscono le opere di zelo. Alcuni inconsideratamente si vuotano nei primi anni di ministero di quanto avevano accumulato negli anni di noviziato e chiericato; e poi? il sale diviene scipito e non sarà buono a condire, oramai.
Si obietta: dobbiamo dare alle anime! Appunto: la madre si nutre per tenersi in vita e per dare il sovrabbondante in latte ai figli; è carità pel prossimo attendere a noi medesimi: «Hoc enim faciens et teipsum salvum facies et eos qui te audiunt».
 
 

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