Alberione Opera Omnia
 


 

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  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera Registrazioni audio ssp 1962
  Scritta nel 1962
  Anno Ed
  Lingua Italiano
  Pagine Totale
  Destinatario Società San Paolo
  Forma Audio
 

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BRANO



mp3
     
Codice:
100005

SCHEDA - Capitolo: L'educazione cristiana della gioventù   Contesto:contesto Pag.: 1


Trascrizione del file: 1962-00-00_educazione.mp3
durata 25' 51''

Don Giacomo Alberione - Roma?, 1962?, alla SSP

L'educazione cristiana della gioventù


Dichiarazione del Concilio Vaticano II sull'educazione cristiana della gioventù. L'educazione cristiana della gioventù: ecco questo è fondamento.
E l'inizio di questa dichiarazione è Gravissimum educationis, cioè “l'estrema importanza dell'educazione nella vita dell'uomo”, l'estrema importanza dell'educazione. Perché: come viene avviato il giovane? o per la strada buona e allora, se continua, arriva a una vita ordinata, cristiana e poi il cielo; e se invece non si cura l'educazione in famiglia, nelle scuole, nella Chiesa, negli ambienti, se è trascurata, che cos'è poi del giovane? È avviato per una strada non buona e non sarà buona la vita successiva. E poi che cos'è nell'eternità?
Avevamo pubblicato tanti anni fa, nel 1922-1924, avevamo iniziato un periodico per i giovani e aveva già fatto dei buoni passi anche nella diffusione. Poi attraverso alla Santa Sede vi è stato questo: e cioè il desiderio che quel periodico fosse incentrato a Roma, particolarmente dell'Azione Cattolica, ecco. Ma poi questo noi l'abbiamo ceduto, perché c'era l'invito dalla Santa Sede, perché si voleva che, essendo da Roma, avesse una maggior diffusione. Ma poi le cose lì non si sono sviluppate come si credeva a Roma.
Oh, qui l'introduzione è così: «I Padri conciliari fanno oggetto di accurata riflessione l'argomento importantissimo dell'educazione cristiana. È desiderio della santa Chiesa che tutti gli uomini, essendo persone umane, possano godere del beneficio di una attenta educazione sia da parte dei genitori in seno alla famiglia, sia nella scuola in cui si completa la formazione educativa iniziata in famiglia. I genitori siano liberi di scegliere secondo coscienza la scuola che preferiscono. Lo Stato procuri l'educazione a tutti i cittadini e aiuti i più capaci, anche se meno favoriti dalla fortuna. La Chiesa sia presente come suo nativo diritto con le scuole cattoliche, con le testimonianze dei suoi figli, con la scelta saggia dei metodi educativi e soprattutto con l'istruzione catechistica e la predicazione della Parola di Dio».
E cioè secondo è avviato il fanciullo, così camminerà su quella via. Se i genitori, le famiglie l'hanno avviato bene, allora c'è da sperare che continuino poi successivamente; ma se invece viene a mancare la buona educazione in famiglia, mancando anche la buona scuola e mancando anche <quando> nella parrocchia <se vi è> [la] cura della gioventù... Oh, dipende di lì! Come se uno deve arrivare a una certa meta, supponiamo di qui a Venezia: bisogna che cominciamo a prendere la strada giusta; e se invece si prende la strada opposta, dove si arriva?
Oh, la Chiesa avvia bene il bambino, dando al bambino il battesimo. E quindi è fatto cristiano. Quindi [avviene] la rigenerazione del bambino, che non resta più soltanto un bambino umano, ma poi resta un bambino cristiano con la grazia di Dio, la vita soprannaturale. Ma poi, dopo questa vita soprannaturale, la vita di grazia, dai 6-7 anni eccetera, allora se il fanciullo è bene aiutato, seguirà la buona strada; se invece è abbandonato od è in mano di persone che non sono capaci di educare e non si curano del fanciullo che cresca bene, allora è la disgrazia somma, la disgrazia somma. Perché il bambino, il fanciullo <che> si avvia a una strada che conduce all'opposto, non al paradiso, ma a che cosa? una via che porta dove?
Quale responsabilità [hanno] i genitori che li han messi al mondo! e quelli che sono gli obblighi degli educatori e nelle parrocchie e nelle scuole e un po' in tutti gli ambienti!
Alle volte arrivano appena a far la prima comunione, conoscendo qualche cosa dei misteri della fede; ma poi dopo quasi tutto finisce lì, in molti luoghi. E allora?
E anche quando c'è stata la buona educazione fino a 12-14 anni, passano negli ambienti di lavoro e poi vivono in mezzo a una società alle volte non buona, e di lì a un poco il giovane verso 16-18-20 anni si è messo su una strada che non porta al cielo. Dolorosamente questo si avvera.
Perciò l'introduzione: «L'estrema importanza dell'educazione nella vita dell'uomo e la sua incidenza sempre più grande nel progresso sociale contemporaneo sono oggetto di tanta considerazione da parte del santo Concilio ecumenico».
E quindi parla dell'importanza dell'educazione e degli obblighi che c'è da parte dei genitori, dei maestri e di tutti che sono più adulti, perché essendo adulti, uomini, che indichino le strade buone per il giovane, prima fanciullo, poi giovinotto, più avanti.
«Da parte sua la santa Chiesa cattolica, nell'adempimento del mandato ricevuto dal suo divin fondatore, che è quello di annunziare il mistero della salvezza a tutti gli uomini e di instaurare tutto in Cristo, ha il dovere di occuparsi dell'intera vita dell'uomo», di occuparsi dell'intera vita dell'uomo, «anche di quella terrena, in quanto connesse con una vocazione al cielo e perciò ha un suo compito specifico in ordine al progresso e allo sviluppo dell'educazione. Per questo il sacrosanto Sinodo dichiara alcuni principi fondamentali intorno all'educazione cristiana, soprattutto nelle scuole, che toccherà poi ad una speciale commissione postconciliare sviluppare ulteriormente ed alle conferenze episcopali applicare alle diverse situazioni locali».
Ora i punti anche soltanto per accennarli.
«Primo: il diritto dell'uomo all'educazione». Ogni bambino ha diritto ad essere educato bene, perché se i genitori lo han messo al mondo, allora deve compire il padre, compire la madre. Perché se non li educhino bene, li avviano verso la perdizione; e se invece li avviano per la strada buona, li avviano verso la salvezza eterna, il paradiso, la vita eterna. Altrimenti li mette su una strada che porta alla perdizione: la grande responsabilità.
E il bambino ha diritto di essere educato. E se non li educano bene, peccano gravemente e pensano alle volte che pensino solo a sé e non pensino a che cosa verrà dei loro figliuoli. Quindi il bambino ha diritto di essere educato bene e istruito bene e messo su una strada in cui possa vivere umanamente anche, quindi guadagnarsi il pane e come portarsi moralmente, una vita morale. E se noi non facciamo questo, siamo responsabili e che gravità di responsabilità, compreso chi è in collegio, chi è nelle scuole.
Secondo: questa educazione, «nascendo in famiglie cristiane bisogna che i genitori diano una vita cristiana. Tutti i cristiani, in quanto rigenerati nell'acqua e nello spirito santo, sono divenuti una nuova creatura e quindi sono di nome e di fatto figli di Dio, hanno diritto all'educazione cristiana».
Allora chi sarebbero questi a educare il fanciullo? Primo i genitori, primi educatori «i genitori, poiché hanno trasmesso la vita ai figli, hanno l'obbligo gravissimo di educare la prole, vanno pertanto considerati come i primi e i principali educatori di essa», e cioè hanno loro il primo obbligo per l'educazione cristiana. Secondo l'istruzione catechetica e quindi la cura che deve avere il parroco e quando il ragazzo è nella famiglia e quindi è avviato alla parrocchia. Ma quando poi i fanciulli o vanno nei collegi o anche fanciulli che sono un po' moralmente abbandonati, ecco bisogna che tutti si impegnino ad avviare per mezzo dell'istruzione e dell'educazione. Quale responsabilità! e quale responsabilità nelle case di educazione, nei collegi, e nelle associazioni!
Dopo la parte catechetica, la scuola. E si vanno alle scuole, cominciando dall'asilo, poi le elementari, e poi le medie e l'istruzione un po' più elevata: la scuola. La scuola deve istruire per le scienze, la letteratura, eccetera, ma non solo deve dare istruzione scientifica, ma deve dare istruzione morale. Perché, oltre il sapere, è necessario che il giovane sia formato totalmente; non solamente che abbia delle idee, ma che abbia una morale, una morale conforme alla vita cristiana e quindi bisogna che l'educazione sia compita: istruzione e formazione morale.
E quindi deve avviare anche, nelle scuole che è possibile, avviare anche alla preghiera, a ricevere i sacramenti, compiere i doveri cristiani, la messa domenicale, almeno, e tutto quello che è necessario per essere la vita che prepara all'eternità felice.
Allora in tante nazioni hanno aperto accanto alle scuole civili, le scuole cattoliche, come – supponiamo – in Francia, Stati Uniti e altre nazioni. Perché, quando nelle scuole dello stato non si forma totalmente il giovane, allora si son promosse queste scuole cattoliche. E quello che estende sempre di più il numero delle conversioni negli Stati Uniti, dipende tanto dalle scuole parrocchiali. Sono stato in una parrocchia che erano duemila i fanciulli nelle scuole della parrocchia, perché una parrocchia che aveva circa cinquantamila persone, parrocchiani; ed è un vescovo molto diligente a questo riguardo, ed è un vescovo italiano. Oh, la scuola cattolica.
Poi vi sono le scuole superiori, specialmente quando incomincia l'insegnamento del liceo e poi delle università. E che cosa si insegna? Vi si insegna la scienza umana. Occorre insieme che ci sia la scienza morale e se nelle scuole di liceo, scuole superiori in generale, – compreso l'università, – se i giovani non vengono anche educati cristianamente in quelle scuole, è utile e necessario che si prepari altrimenti il fanciullo, con l'azione cattolica o delle scuole supplementari per istruzione morale. La coordinazione delle scuole cattoliche.
E quindi allora bisogna dire che [= bisogna considerare] anche le pubblicazioni che vanno in mano al fanciullo, al giovane, specialmente quando comincia a trovarsi all'età di 15-20 anni, 25: e che cosa avrà come princìpi di dottrina e di princìpi della morale e l'obbligo di vivere cristianamente con la liturgia? Quindi le associazioni cattoliche per le scuole.
«Il sacrosanto sinodo esorta vivamente anche i giovani perché, convinti della eccellenza del compito educativo, siano generosamente pronti ad intraprenderlo, specie in quelle regioni dove per lo scarso numero di maestri, corre pericolo l'educazione della gioventù».
Ah, sì! C'è quella tendenza di lasciare somma libertà al fanciullo, al giovane. Libertà, ma libertà sì, però non la libertà che porta e apre le strade al male. Bisogna che si rispetti la libertà delle anime più giovani, ma bisogna insegnare quello che è bene, altrimenti, quante scuole di male ci sono nel mondo? gli scandali, le letture, gli spettacoli, e ciò che viene trasmesso dalla televisione, dalla radio, che canta dal mattino alla sera, fino a mezzanotte ancora. E allora bisogna pensare che tutto deve essere ispirato ad una vita sociale buona ed una vita cristiana, una vita morale, una vita presente che prepari all'eternità.
La Chiesa educa per l'eternità: non solamente, ecco, mi prendo una laurea, mi prendo una via, sì. Ma non c'è solo la via per condurre la vita, la vita per un mestiere, la professione: è necessario; ma questo è solamente un inizio di vita: la vita eterna, quella è la vita eterna.
«Il sacrosanto Sinodo nell'esprimere la sua gratitudine ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose e ai laici che in spirito di dedizione evangelica svolgono la nobile opera educativa e didattica di qualsiasi tipo e grado, li esorta a perseveranza, con generosità nel compito intrapreso, sforzandosi di distinguersi nella formazione degli alunni allo spirito di Cristo e nell'arte pedagogica che educa e nelle applicazioni scientifiche, in modo che promuovano non solo il rinnovamento della Chiesa all'interno, ma anche esse mantengano e ne accentuino la benefica presenza nel mondo moderno, specie in quello intellettuale», perché in tante scuole alte l'educazione intellettuale non è buona.
Allora quando si è votato questo Gravissimum educationis per l'educazione, non c'è stato dubbio <a dire> che qualcheduno avesse detto “negativo”: tutti hanno dato “positivo” [nel]la votazione.
Allora, conclusione.
Pregare per gli educatori.
Secondo: dare noi il buon esempio.
Terzo che tutti prendano, questi giovani! Perché non basta che si dicano le cose buone, bisogna che le accettino, quindi abbiano la grazia.
Portare in voi queste intenzioni: per la formazione del fanciullo, del giovane; questo: pregare in questo senso. E quanto più si stampino cose che riguardino la formazione, tanto più è buono il nostro apostolato: preparare la gioventù alla vita e preparare la vita presente alla vita eterna.
Sia lodato Gesù Cristo.
 
 

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