Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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a tutti gli uomini: quindi l'apostolato. Il paradiso è contemplareDio faccia a faccia, altro che una visione di un momento! È un bene infinito, è il gaudio eterno, è partecipazione al gaudio di Dio che attende i suoi figli al banchetto eterno per inebriarli del suo amore e del suo gaudio. Il paradiso però è indescrivibile, perciò S. Paolo, dopo averlo visto, ci ha descritto un bel niente3. [E dice altrove:] «Nessun occhio umano ha mai veduto, nessun orecchio ha mai sentito parlare di beni così grandi»4. E voleva dire: Aspettate e proverete. Noi dobbiamo dire: Aspettiamo perché Gesù Cristo ce l'ha preparato.
Conseguenze: se il paradiso è bello, conquistiamolo. Il paradiso soddisfa tutto l'essere, soddisfa pienamente. Se è lecito desiderare una cosa, in paradiso c'è. Lassù c'è tutto quello che è veramente buono e utile. Avete diritto all'eredità di Dio, perciò non temete: un giorno entrerete. Il paradiso è disuguale: ognuno riceve la ricompensa secondo i meriti che si è fatti, ed è naturale che chi fa di più, avrà un premio maggiore. Diceva un sacerdote che faceva la predica sul paradiso: Mettetevi la mano sul cuore voi che siete così negligenti e che vi fate così pochi meriti! Mettetevi la mano sul cuore anche voi che avete speso tutta la giornata a servire e ad amare il Signore. Questa sera voi avete aggiunto gemme e gemme alla vostra corona. Chi si fa i meriti se li trova, chi perde i meriti mostra di non essere sapiente. Passa la vita. Il paradiso non passa, ma ci attende. La fatica non è inutile, perché avrà il premio. Dio paga bene, più del merito che possiamo farci. Saggezza! Riempiamo le giornate di meriti.
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3 Cf 2Cor 12, 4.

4 Cf 1Cor 2, 9.