Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera SAN PAOLO (1926-69) 1962
  Scritta nel 1962
  Anno Ed
  Lingua Italiano
  Pagine Totale 100
  Destinatario Società San Paolo
  Forma Testo
 

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BRANO



     
Codice:
8333

SCHEDA - Parte: GENNAIO 1962 -  Capitolo: Introdotta la causa per la beatificazione del SERVO di DIO VIGOLUNGO MAGGIORINO   Contesto:contesto Pag.: 1


SAN PAOLO
Casa Generalizia; Roma
Gennaio 1962

“AVE MARIA, LIBER INCOMPREHENSUS, QUAE VERBUM ET FILIUM PATRIS MUNDO LEGENDUM EXHIBUISTI” (S. EPIPHANIUS EP.).

PREGHIERA

O Signore, Dio Onnipotente, che ci hai fatti giungere al principio di questo anno, preservaci in questo tempo dal male con la tua virtù; affinché in questo anno non commettiamo peccato alcuno; ma che compiamo la tua volontà in ogni cosa, santificando i pensieri, i desideri, le azioni. Per la bontà di Gesù Cristo.


Introdotta la causa per la beatificazione del
SERVO di DIO VIGOLUNGO MAGGIORINO

Il giorno 12 corrente dicembre (1961) si è celebrata solennemente la funzione dell'Introduzione del Processo Canonico Diocesano per la beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Vigolungo Maggiorino.
La funzione fu celebrata con l'intervento di Sua Ecc. Mons. Carlo Stoppa, Vescovo di Alba, del suo Vicario Generale Mons. Francesco Gianolio e dei componenti del Sacro Tribunale con a capo il Presidente Can. Priero.
Hanno partecipato alla solenne apertura, con gioia ed entusiasmo, i giovani aspiranti della Pia Società San Paolo della casa Madre di Alba, tutti i seminaristi e una larga rappresentanza delle Congregazioni paoline.
In presbiterio assistevano i familiari di Vigolungo Maggiorino: le due sorelle, un fratello e il cugino Maggiorino Caldellara, Discepolo del Divin Maestro, venuto per la circostanza dalla nostra casa di Parigi.
Dopo il canto solenne del Veni Creator, lesse una lettera di preghiera per l'apertura del processo il Rev.mo Primo Maestro, alla quale rispose Sua Eccellenza Mons. Vescovo.
Data lettura della domanda ufficiale da parte del Postulatore generale, Rev.mo D. Stefano Lamera, seguì il discorso di Mons. Carlo Stoppa che riportiamo più avanti: terminato il discorso si procedette ai giuramenti di rito. La solenne cerimonia che commosse tutti i presenti, si concluse con la recita devota della preghiera al nuovo Servo di Dio e con la benedizione del Vescovo.
In ogni casa della Famiglia Paolina sempre si è letta la vita di questo primo fiore trapiantato in cielo. Lo si è predicato, imitato in qualche misura e soprattutto pregato.
Sono già 43 anni da che Egli è passato all'eterno riposo. Molte volte, e da persone autorevoli, ho ricevuto invito a promuovere questa causa. Sempre si ebbe il desiderio e proposito di farlo. Non si era ancora fatto per varie ragioni.
Persuaso che il caro nostro Aspirante un giorno sarebbe stato glorificato, anche in terra, si è curato di esumare i resti mortali e trasferirli dal cimitero di Benevello al cimitero di Alba.
Man mano che sono passati gli anni è entrata la persuasione che devesi dare ai nostri Aspiranti un modello e protettore per la loro formazione ed amore alla vocazione.
Sarebbe il santo più giovane tra i giovani canonizzati regolarmente secondo le norme di Benedetto XIV.
Il venerato Vescovo di Alba, nel suo discorso di apertura del Processo, lo ha fotografato nello spirito questo nostro caro Aspirante.
 
 

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