Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera SAN PAOLO (1926-69) 1953
  Scritta nel 1953
  Anno Ed 1953
  Lingua Italiano
  Pagine Totale 81
  Destinatario Famiglia Paolina
  Forma Testo
 

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BRANO



     
Codice:
7538

SCHEDA - Parte: GENNAIO -  Capitolo: PROVVIDENZA   Contesto:contesto Pag.: 1


Anno XXVIII

“SAN PAOLO”
GENNAIO - 1953
ROMA - Casa Generalizia

“AVE MARIA, LIBER INCOMPREHENSUS, QUAE VERBUM ET FILIUM PATRIS MUNDO LEGENDUM EXHIBUISTI” (S. EPIPHANIUS EP.)

LA PROVVIDENZA NELLE FAMIGLIE PAOLINE

Filosofia e Teologia entrano a trattare l'argomento della Provvidenza; e solo completandosi tra loro ragione e rivelazione si può avere una soluzione interamente soddisfacente; così come solo completandosi volontà e grazia si può raggiungere la santità cristiana e religiosa.
Il pessimismo, il fatalismo, il casualismo, il deismo (Voltaire), il credere ad un cieco destino... dipendono dalla mancanza di fede nella Provvidenza ed insieme da mancanza di ragione. L'ottimismo sereno e fiducioso, per il mondo e la sua storia in generale e per ogni anima è sempre giustificato dalla rivelazione. Ogni cosa ed ogni avvenimento sono visti in una luce buona: tutto è guidato, disposto o permesso da una mente divina e da una volontà paterna, amantissima.
Il concetto di Provvidenza include due concetti diversi, ma connessi: la Previdenza ed il Governo del mondo. La Previdenza: Dio ha fatto l'uomo per il cielo e alla sua glorificazione, fornendolo dei mezzi necessari: «ratio ordinis rerum in finem Providentia in Deo nominatur» (S. Tommaso). Invece con il Governo Dio effettivamente dirige con sapienza e bontà tutto, specialmente l'uomo, al fine, per quanto sta da Lui: «Executio huius ordinis Gubernatio dicitur» (S. Tommaso).
Esclusa la dottrina della Provvidenza, la vita perde ogni senso e diviene un procedere cieco in balìa delle forze fisiche e della malizia degli uomini. Quando invece la fede nella Provvidenza è viva, il senso della intera storia umana è ben definito, elevato, profondo: è Dio che tutto conduce e fa convergere, non già un succedersi ed intrecciarsi di passioni ed interessi individuali. Si insegni bene la storia: al lume della ragione e della fede.
Per la fede nella Provvidenza si scopre Dio che ha cura delle cose grandi e piccole: dall'atomo, dal capello della testa, dal giglio del prato allo sviluppo del mondo fisico, intellettuale, morale; dalla creazione alla consumazione; la vita è allietata da una luce che procede: dall'eternità, dal giudizio universale e dalla sicurezza di una giustizia eterna.
Quanti ragionamenti senza l'uso di ragione e senza la luce del Vangelo e del Crocifisso!
Dio predispone ogni cosa per un fine ed attua infallibilmente il vero disegno: nulla vi è di cieco, imprevisto o non avvertito; tutto viene fatto servire al fine divino. «Attingit a fine usque ad finem fortiter suaviterque disponens omnia». Occorre che noi ci pieghiamo amorosamente al volere di Dio, perché ciò è solo e sempre il nostro bene! Questo «fiat voluntas tua» è tutta la gioia e la piena prudenza! Sopra ogni uomo Dio ha un disegno particolare con grazie particolari e assecondandolo si compirà il disegno di Dio e si raggiungerà la felicità nostra.
 
 

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