Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera ALLE FIGLIE DI SAN PAOLO 1950-1953 (1951)
  Scritta nel 1951
  Anno Ed 2007
  Lingua Italiano
  Pagine Totale 150
  Destinatario Figlie di San Paolo
  Forma Testo
 

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BRANO



Sigle-Legenda
     
Codice:
42828

SCHEDA - Parte: 1951 -  Capitolo: MEDITAZIONI VARIE 1951   Contesto:contesto Pag.: 197-200


1951

21 Meditazioni varie. Sigla: FSP51

MEDITAZIONI VARIE 1951

Le 21 meditazioni che compongono questa sezione hanno come argomenti principali: l'apostolato, le nostre devozioni, lo studio.
La meditazione n. 6 tratta del rapporto sostanziale che esiste tra pietà e apostolato: “Le opere di apostolato non sono pratiche di pietà, ma si possono chiamare opere di pietà”. Pertanto l'apostolato diventa “opera di pietà e di devozione”. “Le Paoline saranno sante se faranno le due cose assieme, cioè le opere di pietà fervorosamente e le opere di apostolato fervorosamente”.
Il Fondatore insiste sulla necessità di progredire “tutti i giorni un po' ” (n. 8), ma specialmente nell'apostolato perché “l'apostolato è una vita che si comunica a una vita”, “la vera opera dell'apostolo è questa: comunicare quello che si ha, dare ciò che si possiede” (n. 7). Di conseguenza assume grande importanza l'aggiornamento: “Aggiornarci nella parte spirituale, negli studi, nell'apostolato: redazione, tecnica, propaganda”… “che progredisca tutto l'Istituto…” (n. 15).
Per il progresso dell'apostola paolina, il Primo Maestro invita a un rapporto sentito e profondo con Gesù Maestro, con la Regina degli Apostoli, con l'apostolo Paolo, ad andare direttamente alla fonte della verità, a Gesù stesso e “se Gesù è la fonte, Maria è il deposito dell'acqua salutare, S. Paolo ne è il distributore” (n. 8).
Inoltre rivolgendosi a gruppi in formazione scende a trattare argomenti particolari come l'amore delle religiose ai parenti (n. 3), i voti temporanei (n. 4), le sorelle anziane (n. 5).
A base e coronamento del “progredire” stanno però le meditazioni sulle virtù teologali di fede, speranza e carità (n. 11) e la devozione a Maria Regina degli Apostoli (nn.12, 13, 14).
Anche le feste liturgiche (nn. 16, 17, 21), gli offrono spunto per orientare a vivere all'insegna delle parole: “Da qui voglio illuminare, abbiate il dolore dei peccati”. La fedeltà allo spirito si manifesta anche nella scelta dei canti (n. 12).
 
 

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