Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera ANIMA E CORPO PER IL VANGELO
  Scritta nel 1953
  Anno Ed 2005
  Lingua Italiano
  Pagine Totale 302
  Destinatario Società San Paolo
  Forma Testo
 

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BRANO



español  Sigle-Legenda
     
Codice:
1875

SCHEDA - Capitolo: “AMERAI IL SIGNORE CON TUTTA LA TUA MENTE”   Contesto:contesto Paragrafo: Nota introduttiva -  Pag.: 13-14-15


“AMERAI IL SIGNORE CON TUTTA LA TUA MENTE”

Nota introduttiva

Alla trattazione di questo tema il Fondatore dedicò ben cinque numeri del San Paolo: settembre 1954, ottobre 1954, gennaio 1955, marzo 1955, maggio 1955.
Il titolo è desunto dal notissimo passo di Dt 6,5, ripreso da Gesù: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Mt 22,37).
Nel libretto pubblicato successivamente (1956), il titolo fu sostituito con
Santificazione della mente. I due concetti, nel pensiero di Don Alberione, si equivalgono: “La santificazione della mente [sta in questo]: amare il Signore con tutta la mente” (cf. DF p. 65).
I numerosi titoletti che scandiscono il testo sono desunti dalle Lettere di San Paolo e dalla Liturgia. Già questo fatto denota che il ragionare e lo scrivere di Don Alberione sono impregnati dei temi dell'Apostolo e dei richiami liturgici.
La trattazione si sviluppa sulla base dei Principi, il cui riferimento primo è sempre a Gesù Cristo, venuto come Maestro, Verità essenziale; Autore della nostra intelligenza; Autore dei Vangeli e della Chiesa, anch'essa Maestra di Verità. Di qui una retta antropologia.
Ciò che costituisce la nobiltà della persona umana, per cui è immagine e somiglianza di Dio, è l'intelligenza. Lo sviluppo della personalità dipende dalla mente. I meriti maggiori e i peccati più gravi “si operano nella mente; mai, almeno, senza la mente”. Di qui l'urgenza per l'apostolo delle edizioni di “comunicare la verità che salva”, poiché dare la Verità significa “dare Dio agli uomini e portare gli uomini a Dio”.
Non è facile risalire alle
fonti cui Don Alberione ha attinto: è noto che egli, lettore molto solerte e attento, si nutriva di numerose opere e autori diversi. Ciò non toglie che si possano individuare alcuni scritti ai quali il Fondatore si è ispirato.
Molto illuminante per l'Autore fu l'enciclica di Pio XI
Divini illius Magistri (31 dicembre 1929), con la quale il Pontefice ribadiva che “fine proprio e immediato dell'educazione cristiana è cooperare con la grazia divina nel formare il vero e perfetto cristiano: cioè Cristo stesso nei rigenerati col Battesimo, secondo la viva espressione dell'Apostolo: “Figliuolini miei, che io nuovamente porto in seno fino a tanto che sia formato in voi Cristo” (Gal 4,19)”.
Un'altra opera alla quale Don Alberione è debitore è
La Chiave della vita, del Can. Francesco Chiesa.1 Di questo scritto, cui si era già richiamato in modo esplicito nel Donec formetur Christus in vobis (1932), utilizza diversi elementi; alcune pagine (ad es., sul bisogno di alimentare la fiamma della fede) sono addirittura trascritte 'ad litteram'. Sempre del Can. Chiesa ha influito il trattato Gesù Maestro,2 segnatamente la parte II (Gesù vero Maestro) e la III (Doveri nostri). E, per i frequenti richiami alla riflessione e ai relativi effetti, vantaggi, mezzi per ottenerla, può essere stato di ispirazione un altro libretto dello stesso autore: “Pensarci su”.3 Ancora, quanto alla sezione “malattie della mente” e specifici rimedi, Don Alberione dipende dall'insegnamento del suo professore e direttore spirituale.4
Alcuni aspetti del tema trattato nel presente opuscolo - in particolare: il necessario riferimento al Cristo Via e Verità e Vita; l'insistenza che l'alunno “è educando, non solo instruendo”; la necessità dell'istruzione e il metodo da seguire; l'accentuazione del rapporto tra convinzioni e scelte pratiche, ecc. - sono desunti dai numerosi testi del noto professore ungherese Dr. Toth Tihamer, le cui pubblicazioni circolavano in Italia negli anni '40.
5
Non va infine trascurato l'influsso del noto
Compendio di Teologia ascetica e mistica, di Adolfo Tanquerey,6 un manuale su cui si sono formate generazioni di sacerdoti e religiosi.
Pur riconoscendo comunque ai suddetti autori il merito di aver fornito al Fondatore notevoli spunti, questa trattazione è indubbiamente un esempio tra i più significativi dell'originalità di Don Alberione. In effetti, forse nessun altro autore ha trattato con maggior forza e chiarezza la necessità di conformarci al Maestro Divino partendo dalla facoltà dell'intelligenza; il bisogno di nutrire la mente di pensieri evangelici; la consapevolezza che sono le convinzioni ad orientare le scelte quotidiane; l'impegno di crescita continua fino alla sostituzione del nostro pensare con il pensare di Gesù... (cf. DF p. 65).
Non va trascurata, infine, una circostanza cronologica di alto significato: l'attuale opuscolo preparava e accompagnava la celebrazione dell'
Anno a Gesù Maestro (1955), dal quale il Fondatore si attendeva grandi frutti per la Famiglia Paolina e per la Chiesa intera.
 
Note
1 Can. F. CHIESA, La Chiave della vita, Pia Società San Paolo, Alba-Roma 1927.
2 Can. F. CHIESA, Gesù Maestro, Pia Società San Paolo, Alba-Roma 1926.
3 Can. F. CHIESA, Pensarci su, Alba 1939.
4 Can. F. CHIESA, Lectiones theologiae dogmaticae recentiori mentalitati et necessitati accomodatae, vol. III, Tractatus de Deo Spiritu Sancto, Alba 1930.
5 Segnaliamo soprattutto: Formazione del giovane, Venezia 1933; Il carattere del giovane, Venezia 1935; L'educatore spirituale del giovane, Venezia 1938; Cristo e il giovane, Venezia 1940.
6 A. TANQUEREY, Compendio di Teologia ascetica e mistica, Roma-Tournai-Parigi 1927.
 

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