Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera Registrazioni audio ssp 1958
  Scritta nel 1958
  Anno Ed
  Lingua Italiano
  Pagine Totale
  Destinatario Società San Paolo
  Forma Testo
 

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BRANO



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Codice:
100018

SCHEDA - Capitolo: La Sacra Famiglia   Contesto:contesto


La Sacra Famiglia
(10-01-1958)


Sempre venire alla Messa accompagnandoci con Maria al Calvario, e cercando di indovinare e far nostri i sentimenti della Madre di Dio, quando andava ad assistere alla crocifissione e all’agonia, alla morte del Figlio. Poiché la Santa Messa è sempre rinnovazione del sacrificio della Croce, in modo diverso, ma sostanzialmente uguale. Perché il sacrificio della Messa ridondi alla maggior gloria di Dio e alla maggior pace del mondo e della nostra anima, delle Comunità, delle famiglie.
Pace non vuol solamente dire che non ci siano discordie: vuol dire che si sia uniti a Dio: pace con Dio e con gli uomini e con noi stessi.
Domenica prossima è la festa della Sacra Famiglia. La Santa Sede ha voluto mettere sotto la protezione della Sacra Famiglia, le Famiglie Religiose, tutti gli Istituti religiosi: e sono tanti, e sono anche tante le suore che sono negli Istituti religiosi: in Italia circa centocinquantamila – ad esempio – suore, dai conti che hanno fatto, quasi precisi, in questi ultimi mesi.
Chiedere alla Sacra Famiglia che tutte le Famiglie religiose si compongano, si compongano nello spirito e nel modo di vivere sopra l’esempio della Sacra Famiglia. Là la povertà, la castità, l’obbedienza, la vita comune, l’apostolato erano osservati nella miglior maniera, nella massima perfezione. Sempre considerare come vivevano in quella casa le Santissime Persone: Gesù e Maria e Giuseppe. Però, nello stesso tempo, la Sacra Famiglia è stata eletta, nominata a protettrice delle famiglie umane, di tutte le famiglie naturali del mondo, specialmente delle famiglie cristiane.
E allora, pregare per le famiglie! Abbiamo cominciato la pubblicazione del foglio, del periodico “Famiglia Cristiana” appunto per portare alle famiglie quell’istruzione, quel bene che ci era possibile – secondo il nostro Apostolato – portare.
Pregare per le famiglie! E va bene per una suora pregare per le famiglie? Va benissimo, anzi è dovere, per quel che riguarda la propria famiglia, i membri della propria famiglia naturale. Donandosi a Dio, ecco che la famiglia della suora è quella dell’Istituto; quindi gli affetti, le preghiere, l’opera, la salute, il tempo, le forze devono tutte indirizzarsi al proprio Istituto. Questo non solo per dovere religioso, ma per dovere anche di giustizia, di coscienza. Quindi tutto alla nuova famiglia religiosa. Come le mamme che hanno famiglia, devono tutte impegnarsi per la loro famiglia naturale.
La famiglia della religiosa è una famiglia di un grado superiore, di un grado superiore, perché si tratta di una vita che in se stessa, ha la parte principale che è sopranaturale. Poiché si entra per amor di Dio, si sta per amor di Dio, si vive nell’amor di Dio e si muore nell’amor di Dio, e la vita è tutta consacrata al servizio di Dio e al bene delle anime. Famiglia nuova, famiglia nobilissima la famiglia religiosa! Considerare sempre l’Istituto come la propria famiglia.
Ma per rispondere all’altra domanda: bisogna ancor pregare per la famiglia naturale? Ecco. Con l’entrare nell’Istituto non è che distruggiamo il quarto comandamento: “Onora il padre e la madre”. Sempre alla famiglia naturale si deve riconoscenza, perché di là ha avuto inizio la vita nostra: riconoscenza. Sempre quindi amore. E quale aiuto? L’aiuto di preghiera.
La religiosa, quanto più è perfettamente religiosa e quanto più aderisce e fa la vita del suo Istituto, quanto in sostanza è più buona suora, tanto meglio aiuta la famiglia naturale. Che spropositi: «Tu vuoi farti suora perché non ci vuoi bene, non pensi a noi!». «Ci penso nel modo più elevato!». Offrendo la nostra vita a Dio, ecco che il Signore benedice la famiglia naturale, mentre che benedice la Famiglia, diciamo, di ordine religioso, la Famiglia, l’Istituto.
La suora fa sempre il massimo bene ai suoi quando è perfetta religiosa, conserva riconoscenza e amore e compie perfettamente la sua vita di religiosa; riconoscenza ed amore alla famiglia naturale, ma vive nelle sue Costituzioni; osserva tutto quel che è prescritto nel proprio Istituto. Vi sono suore che sanno bene portare l’aiuto alla famiglia propria, naturale, santificando la vita nella famiglia religiosa, vivendo da perfette religiose.
Si dirà che non pensino più... è proibito pensare in certe maniere. Certamente non si può mica lavorare nell’Istituto ed essere mantenuta nell’Istituto, e lavorare, intanto, per la propria famiglia! Non si possono mica fare doni ecc. Ciascheduna ha le sue regole. Non entro nei particolari, perché ogni Istituto ha delle determinazioni, per esempio: quando visitare i parenti, visitare il padre e la madre. Ma ciascheduna deve osservare le Regole del proprio Istituto.
Tuttavia, vi sono suore che danneggiano le loro famiglie pensandoci troppo, preoccupandosi troppo, troppo naturalmente. Non si preoccupano soltanto, oppure si preoccupano poco nelle cose della Famiglia, della Famiglia religiosa, mentre che pensano alla famiglia naturale e in modo naturale.
Siete consecrate a Dio: tutto è religioso, tutto quel che si fa, è fatto religiosamente, e quindi alla famiglia naturale si dà un aiuto particolare in altro modo: essendo totalmente di Dio e operando al servizio dell’Istituto in cui si è, e mettendoci anche le intenzioni di ottener le grazie per i membri della famiglia naturale.
Sì, questo bisognerebbe che fosse ben impresso nelle anime.
Vi sono qui sopra degli sbilanci alle volte, degli ondeggiamenti, delle oscillazioni nei cuori. Ciascheduno dei religiosi e, per voi, ciascheduna delle religiose, osservi quello che è nelle proprie Costituzioni, nella propria Regola, e quello che è stato dato come indirizzo nelle spiegazioni che furono date al Noviziato.
Suore che danneggiano la propria famiglia naturale preoccupandosi in modo troppo umano, e suore che aiutano nel modo più perfetto l’anima dei loro cari, e anche non solo l’anima, ma anche tante volte per le cose naturali, la propria famiglia naturale, vivendo da buone suore e comportandosi come si comportavano Maria, Giuseppe e Gesù nella Sacra Famiglia, oh!, comportandosi da vere perfette religiose, da anime perfettamente consacrate a Dio.
Preghiera quindi, e riconoscenza, ma più di tutto, l’amore intenso a Gesù, concentrare il cuore in Gesù, e nella Famiglia religiosa, amandola. Oh come è prezioso, questo amore alla Famiglia religiosa, come è prezioso!
Se una donna amasse poco la sua famiglia, è un delitto – dite –, perché si è consacrata a una famiglia, e ha fatto, ha cominciato la famiglia ai piedi dell’altare con un Sacramento e poi il Signore le ha dato in consegna dei bambini, forse.
Ora, se una suora amasse poco la propria Famiglia religiosa – e l’amore sarebbe scarso quando non si osserva lo spirito della propria Famiglia religiosa –, allora vedete come si trova indietro, indietro: perché alla Famiglia naturale non può più portare l’affetto naturale e dare aiuto nel modo umano, e alla famiglia soprannaturale non porta tutto il contributo delle proprie forze.
Ma, volevo dire adesso, stamattina, ancora quest’altra cosa: pregare per le famiglie naturali. Pregare con queste intenzioni: che i Matrimoni si compongano sempre nello spirito con cui vuole il Vangelo, come vuole il Vangelo, come vuole il Vangelo: Maria andò sposa a San Giuseppe e Gesù quando incominciò il suo ministero apostolico, partecipò alle nozze di Cana e là operò il primo miracolo.
Perché lì si fondono le famiglie: pregare perché il Sacramento del Matrimonio sia preceduto da una vita santa, da intenzioni sante, e si compia veramente nello Spirito Santo.
Quanti fidanzati vanno a fare gli Esercizi spirituali prima del Matrimonio adesso, ai nostri tempi? E vi sono purtroppo moltissimi che non si preparano come [ci] si deve preparare a un Sacramento. È tanto bello quello che vi è di uso in qualche città, specialmente in una in cui l’ho notato di più: domandano i coniugi che il Signore dia loro un figlio, una figlia, da consacrare a Dio, ecco, da consacrare a Dio.
Così come Maria e San Giuseppe portarono il loro bambino al Tempio, e l’offersero a Dio. E quando questo si compie santamente, si ha una disposizione, e forse una benedizione da Dio per questo.
Poi, pregare perché vi sia nelle famiglie la concordia! Quello che avete studiato nel Catechismo, a riguardo al Sacramento del Matrimonio, sia tutto osservato, e cioè, vi sia tra i coniugi perfetta concordia, collaborazione e impegno, per santificare la casa, santificar la vita domestica. Poi, che ai figli si dia una educazione veramente cristiana, cristiana: sì, cura fisica, cura dell’istruzione, che siano istruiti, ma cura anche dello spirito; non solamente perché il Battesimo sia dato per tempo ai bambini, ma perché i bambini, giunti specialmente all’uso di ragione, imparino come prime parole a dire, a invocare Maria, a invocare Gesù; comincino a pensare e vedere che quel fabbricato che c’è nel centro del paese, che si chiama Parrocchia, non è un fabbricato comune, è l’abitazione di Gesù, è là dove si prega, è là dove si riceve Gesù nella Comunione, è là dove si celebra la Messa, si confessano le proprie colpe. Ecco. E vi è nella Parrocchia un uomo che è consacrato a Dio per il bene spirituale della famiglia parrocchiale.
[Pregare] perché si frequentino i catechismi dei fanciulli! E se i genitori non sono attenti e impegnati, quante trascuranze. È quello che ha scritto un santo: “Mio padre e mia madre si curavano che io crescessi robusto, e che imparassi a scuola; ma quanto all’anima: poco o niente”.
Pregate che i genitori siano illuminati sui loro doveri, e pensino che devono rendere conto a Dio di quei tesori che sono i figli, e che devono custodire e avviare per la vita cristiana, e preparare, indirizzare al Paradiso, come è il fine della vita. Per questo il Signore li dà.
Poi [pregare] che nelle famiglie si conservi sempre la fede; sia allontanato il peccato, il peccato o particolare individuale dei membri – per esempio i figli che disobbediscono – ma anche i peccati sociali della famiglia: quando le famiglie si mettono nell’indifferenza religiosa e non osservano i doveri religiosi, ecco, oppure quando nelle famiglie entra uno spirito di discordia, la divisione tra i membri; quando ciascheduno quasi guarda a se stesso; e poi quando si va peggio, e la famiglia moralmente viene smembrata, viene disfatta, disfatta. La disgrazia maggiore allora è per i figli, certo, ma è pure disgrazia comune, disgrazia comune.
Oh! Anche nell’anno che è finito, vi è stato qua e là la tendenza a stabilire la legge del divorzio; e in uno Stato è stata introdotta. Allora, ecco la rovina delle famiglie.
Pregare perché le leggi che riguardano la famiglia siano leggi sane, leggi conformate al Vangelo. Si porteranno tante ragioni, e in Italia si son portate delle ragioni così strane, per invocare una tale legge. Bisogna proprio che il Signore illumini le menti!
Poi che i genitori non siano lasciati in abbandono, nei loro anni ultimi della vita.
E poi che tutte le famiglie siano attente a curare i malati, specialmente a far ricevere i Sacramenti. E quando questi malati si aggravano, siano preparati a fare il transito, il transito verso il cielo: non un transito sul buio: «Chissà come andrà quest’anima? al Giudizio come si troverà?». Assicurare, per quanto è possibile, una morte serena.
Poi, non tanto fiori alla sepoltura, ma piuttosto suffragi, suffragi abbondanti per i propri cari trapassati. E che vengano ricordati, dopo morte, questi cari trapassati. E si arriva alle volte fino a quel che chiamano delitto, perché è delitto: dispongono i genitori che siano per loro celebrate delle Messe dopo morte e non le fanno celebrare per avarizia, i figli, alle volte.
Allora la suora supplisca a tutto quello che ci può essere di dimenticato, oppure ingiustamente trascurato, riguardo ai suffragi delle persone che son passate all’Eternità. Supplire, pregare sempre per i defunti, sempre per i defunti.
Vi sono figliuole che alle volte si disperano: «Eh, non ha potuto ricevere bene i Sacramenti... C’è stata una morte improvvisa». E potete aiutarli adesso! «Ma tanto è già morto, la sorte è già decisa, il Giudizio particolare è già avvenuto» si dirà. Il Signore prende e accetta le tue preghiere, che fai adesso, come le avessi fatte prima. Perché a Lui era già presente la tua preghiera, e quindi è già intervenuto il Signore con la grazia. «Eh, ma non ha potuto ricevere i Sacramenti!». E non sappiamo noi che allora basta un atto interiore di pentimento, magari, per rimettersi in grazia di Dio, se non si è ancora allo stato di grazia? [basta] un atto di pentimento buono, perfetto oppure anche i Sacramenti ricevuti con la sola attrizione, col dolore imperfetto, ma un’assoluzione data anche tardi, un Olio santo, dato anche tardi, ma mentre che ancora l’anima non è spirata. In sostanza: non star tanto a lamentarsi, quanto a pregare sempre, sempre!
«Ma era già morto!». Se le preghiere non serviranno per il tuo defunto, la persona a te cara defunta, andranno ad altri. Niente cade inutile, quando preghiamo.
Sì, pregare per tutte le famiglie cristiane. Il periodico “Famiglia Cristiana” ha 650 mila copie, vuol dire che in Italia ci sono 650 mila famiglie, che leggono quell’istruzione dogmatica e morale; e leggono quelle spiegazioni che riguardano la preghiera, il culto, la Messa e i Sacramenti, ecc. Oh! se tutte le famiglie cristiane, ricevessero ogni settimana questa istruzione, questa luce, che viene dal periodico. Perché, disgraziatamente, in molti luoghi, si va poco all’istruzione in chiesa, particolarmente gli adulti e la gioventù maschile. E allora, giacché non vanno a prendere la Parola in chiesa, la Parola di Dio, almeno la ricevano a casa: anche solo qualche parola, qualche buon pensiero. Ecco.
Quindi, comportiamoci bene, sia come membri della Famiglia religiosa e sia come membri di una famiglia naturale. Diamo alla Famiglia religiosa ciò che dobbiam dare: una vita di religiosi perfetti, totalmente dediti al Signore, attraverso la Congregazione; e alla famiglia la riconoscenza, l’amore e la preghiera, specialmente stimando quello: più vivi da perfetta religiosa, e più dai contributo alla tua famiglia.
«Eh, ma una visita alle volte...»: ci son delle osservazioni e delle obiezioni che contano poco. Molte volte il tuo sacrificio di star lontano, di scrivere nella maniera che è permessa negli Istituti – e così le visite, e così donandoti totalmente all’Istituto – quanto contribuisce di più ai tuoi cari! perché è il Signore che fa le cose, è Lui. Che cosa potremmo far noi? qualche parola di conforto, forse? Ma il Signore dà le grazie che penetrano l’anima e che noi non vediamo. Fidiamoci di Dio!
Dunque, per la festa della Sacra Famiglia, esaminiamoci un po’; anche sopra questi punti, così importanti per chi si consacra al Signore.
Sia lodato Gesù Cristo.
 
 

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