Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera Registrazioni audio ssp 1959
  Scritta nel 1959
  Anno Ed 1959
  Lingua Italiano
  Pagine Totale
  Destinatario Famiglia Paolina
  Forma Testo
 

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BRANO



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Codice:
100003

SCHEDA - Capitolo: Prima festa di Gesù Maestro - L’apostolato – La consacrazione.   Contesto:contesto


Prima festa di Gesù Maestro
L’apostolato – La consacrazione.

Celebriamo per la prima volta con questa solennità la festa a Gesù Maestro. Dovrà essere la festa di ogni giorno, praticamente, perché tutta la nostra vita sia da innestare in Cristo Maestro, secondo lo spirito di San Paolo, il suo insegnamento e il suo esempio. Occorre sempre che noi abbiamo del Maestro un giusto concetto e cioè non è l’insegnante soltanto Gesù, ma è nello stesso tempo la via, la verità e la vita. C’è il maestro che insegna ma è il maestro che precede e il maestro che sostiene e il maestro che premia. In lui arriviamo alla santissima Trinità. In lui si ha da compiere quello che è il programma suo, il programma del figlio di Dio incarnato e cioè glorificare il Dio Padre e portare la pace agli uomini. E così la vita paolina si ha da compiere con questo medesimo programma, il programma che è del nostro padre san Paolo che noi dobbiamo sempre studiare, imitare e pregare. L’insegnante delle scuole fa la sua spiegazione, assegna i compiti e le lezioni da studiare, ma una volta che l’alunno è uscito di classe deve egli pensare a fare i compiti, egli pensare a studiare le lezioni. Gesù insegna sì, e ha insegnato meravigliosamente nella sua vita pubblica, però egli ha preceduto quello che avrebbe insegnato nella vita pubblica, lo ha fatto prima. E stava facendolo giorno per giorno in tutta la sua vita pubblica e lo compì mediante la sua passione e morte e resurrezione e ascensione al cielo.
Nello stesso tempo Gesù è sempre accanto a noi per darci la grazia prima di capire, poi di operare. Ed egli promette che chi comprende e assoggetta la mente, chi opera secondo che lui ha insegnato e ha operato, avrà il premio eterno. Egli, il maestro, siede alla destra del Padre in cielo, egli farà venire attorno a sé, raccoglierà attorno a sé tutti coloro che avranno creduto e l’avranno seguito e l’avranno vissuto.
Vi sono parecchie idee da rettificare, e se non si parte dalla idea giusta dal pensiero giusto, non si può fare un programma di vita, praticamente vissuta. Bisogna che noi pensiamo che entrando nella vita religiosa, non portiamo la nostra personalità, portiamo invece le nostre qualità, le nostre attitudini intellettuali, fisiche, spirituali, tutto quello che abbiamo lo portiamo nella congregazione e con l’impegno di impiegare queste nostre attitudini e qualità per formare la personalità nell’Istituto. E, parlando di noi, formare la personalità in Gesù Maestro, secondo l’esempio di san Paolo. Allora incanalare, indirizzare tutte le attitudini, qualità, attività, forze, in una personalità che è propria dell’Istituto. Allora si forma una personalità superiore che è in Cristo, nella Chiesa, in san Paolo, secondo la protezione, le grazie di Maria Regina Apostolorum. Quell’affermazione “io ho la mia personalità” può essere giusta e può essere errata. È errata quando si intende la personalità propria, individuale; è giusta quando si intende la personalità in Cristo, nella Chiesa, in san Paolo.
Nelle nostre costituzioni questo è poi espresso chiaramente, perché? Perché vi sono quattro articoli fondamentali. Chi non li vive, non vivrà la vita paolina, chi li vive vivrà la sua vita paolina ed esercita l’apostolato nel massimo grado. Nel massimo grado, cioè anche in Cristo e in san Paolo e nella Chiesa.
I quattro articoli riguardano: primo, lodi, il lavoro spirituale e tutta la spiritualità e la formazione devono essere secondo la devozione a Gesù Maestro via, verità e vita. Cominciare da ragazzetti, appena entrati, formarsi in Gesù fanciullo, poi in Gesù giovanetto, e poi avanti, in Gesù nella vita adulta e finché si arriverà all’apostolato. E l’apostolato si deve abbracciare subito come tale, appena entrati, amandolo e praticandolo ed esercitandolo con quella generosità che è propria dell’età.
Poi c’è l’articolo, “lo studio è da farsi secondo la devozione a Gesù maestro via verità e vita”. Allora, sempre nelle prime scuole e nelle scuole medie e nelle scuole più alte e nelle suole specie di pastorale: Gesù maestro via verità e vita. Il suo modo che impegna il maestro ed impegna l’alunno e impegna le cose da insegnarsi ed impegna quello che sia da ricavarsi come frutto nella vita.
Poi l’articolo che stabilisce che l’apostolato deve essere conformato alla devozione a Gesù maestro via, verità e vita. Noi dobbiamo dare al mondo la vera ricchezza, dobbiamo portare agli uomini il massimo bene e il massimo bene è dare Gesù Cristo via verità e vita, perché vi sarà la pace quaggiù, il progresso e la sicurezza della felicità eterna. Pensiamo al gran bene che deve portare il paolino al mondo e il gran bene quello che deve dare, che deve dire il paolino al mondo. È una cosa nuova, sotto certi aspetti, e nello stesso tempo è antica quanto è antica la Chiesa.
Poi l’osservanza della vita religiosa nei suoi voti, nelle particolarità delle costituzioni e negli uffici validi e nella vita quotidiana, uniformata a Gesù Cristo maestro via verità e vita. In questa luce quante idee si modificano e si elevano, quante idee e quanti principi e allora non è una devozione, ma è la devozione, questa, la devozione da conoscersi, viversi e nello stesso tempo impegnare tutte le forze perché possiamo estendere questa devozione al mondo, affinché tutto il mondo viva in Cristo e quindi tutti gli uomini arrivino a entrare nella Chiesa, e si faccia un solo ovile sotto un solo pastore e finalmente tutti si radunino lassù in cielo. Che grande spettacolo sarà il giudizio universale, chi ha accettato Gesù Cristo come si è presentato al mondo, come Maria lo ha presentato al mondo e chi lo ha rifiutato. Le due grandi categorie di uomini. Perché questa devozione penetri sono impegnate in modo particolare a pregare le Pie Discepole e i Discepoli di Gesù Maestro.
Pensare che questa è la cosa fondamentale, tutto il resto è mezzo per entrare in quello che è l’essenza. Quando si fanno i voti non si offre solamente il corpo nella castità ma in primo luogo si offre la mente, e quindi, si offre la mente perché sia formata in Gesù Cristo e cioè, accetti colui che fa il voto, accetti tutte le costituzioni, particolarmente nelle parti fondamentali. Non sempre è compresa così , la professione; tutto dobbiamo consegnare a Dio per mezzo della Congregazione, perché incanali le nostre forze verso il suo fine. Incanali le nostre forze, attività e intelligenza verso Gesù Cristo e attraverso Lui, che è mediatore, alla Santissima Trinità, alla glorificazione a compiere il programma “gloria a Dio, pace agli uomini”.
Diciamo certamente nelle difficoltà che sorgono di qua e di là ma queste difficoltà vanno risolte con le costituzioni, con quello che si è professato, perché si è detto di conformare la vita secondo lo spirito delle costituzioni. Ma se noi sbagliassimo qui non saremmo religiosi paolini, continueremmo ad essere noi mentre che la professione ci porta ad essere di Dio, totalmente di Dio, nello spirito della congregazione. E allora il fervore ci sarà sempre, la diligenza negli studi e nell’apostolato sarà sempre più abbondante e i frutti dell’apostolato saranno certamente di grande consolazione, consolazione prima a chi lo fa, consolazione al cuore del Maestro divino e di gloria a Dio.
Considerando, e specialmente nel mese di gennaio, e poi, nella novena a Gesù Maestro, questa necessità fondamentale, sarei ben felice di offrire la mia vita al Signore perché tutti vivano in questo spirito, dal fanciullino che entra per la prima volta tra queste sacre mura fino a colui il quale parte dal suo letto per entrare nell’eternità. Sempre e solo questo. Poi non ci sarà bisogno di raccomandazioni perché anche tutte le disposizioni delle costituzioni e tutte le particolarità e gli orari degli uffici, delle disposizioni quotidiane, del lavoro interiore, dell’apostolato, degli studi, tutto sarà vissuto in un’altra atmosfera, un’atmosfera divina. Il peccato non troverà un luogo dove nascondersi, e ogni anima sarà di Gesù, vivrà in Gesù sotto la protezione di Maria e camminando nello spirito di San Paolo.
La messa, adesso, l’applicherò per questo; ognuno entri in queste disposizioni, se ha bisogno rinnovi l’offerta di sé stesso nello spirito della vera professione religiosa e subito il fanciullo, il giovane, l’aspirante quando si prepara alla comunione pensi “vi offro tutto me stesso” allorché ringrazia poi Gesù che è venuto a lui “vi offro tutto me stesso perché voi vi siete dato tutto voi stesso a me”. Incominci a comprendere ed abbia questa intenzione di dare la mente, la salute, il cuore e tutta la sua attività, i suoi studi, le sue fatiche, il lavoro spirituale e l’attività esteriore, tutto a Gesù Maestro, nello spirito di Gesù Maestro e nello spirito delle costituzioni. O si è paolini in questo senso o si è soltanto in calo. E allora misera vita perché non si ha né la personalità propria né la personalità soprannaturale “vivit vero in me Christus”. Che personalità! In Gesù Cristo si sono unite la natura divina e la natura umana, quanto si eleva colui che si stabilisce in Cristo. E che premio avrà in eterno in cielo.
Sia lodato Gesù Cristo.
 
 

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