Alberione Opera Omnia
 


 

Indicazioni bibliografiche

  Autore

Don Giacomo Alberione
  Titolo Opera Registrazioni audio ssp 1954
  Scritta nel 1954
  Anno Ed
  Lingua Italiano
  Pagine Totale
  Destinatario Figlie di San Paolo
  Forma Testo
 

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BRANO



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Codice:
100001

SCHEDA - Capitolo: Professione religiosa delle Figlie di San Paolo del 19.3.1954   Contesto:contesto


Professione religiosa delle Figlie di San Paolo
Roma 19.3.1954
Col Magnificat abbiamo ringraziato il Signore il quale si è degnato chiamare a sé questi fiori eletti i quali ora sono messi accanto al Tabernacolo per tutta la vita. Essi devono, da una parte, dare grande gloria a Dio e in secondo luogo attendere alla perfezione religiosa e di più consecrare e spendere le loro forze nell’apostolato.
Le Figlie di San Paolo come le altre Famiglie Paoline sono persone che lavorano, e lavorano assiduamente.
Ma, adesso, essendo breve il tempo, aggiungo una parola di ringraziamento a tutti i genitori, ai parroci, ai cooperatori, a tutti i parenti e alle persone che hanno aiutato queste figliuole raggiungere questo stato, lo stato religioso. Una parola di ringraziamento particolarmente a quelli che si sono adoperati per formare il loro spirito, il loro spirito paolino. Quello che essi oggi hanno promesso al Signore è veramente opera grande, sì, grande, e le difficoltà non sono poche. Il nemico della salute nostra sempre va preparando insidie, e d’altra parte la nostra natura è ben debole, debolissima!
Ma intanto come ricordo esse possono conservare questa parola che deve dar forza in ogni momento: “Da me nulla posso, con Dio posso tutto”1. Per amor di Dio voglio far tutto, a Dio l’onore a me il disprezzo. Ecco esse devono sempre guardare su all’ostia divina, “da a noi forza, porta aiuto”. Devono sempre guardare a Maria Regina degli Apostoli la quale accompagna tutti e accompagnerà le Figlie di San Paolo in ogni momento nel loro apostolato. E guardare a San Paolo, il quale si professava debolissimo e tuttavia, pieno di ardimento, pronunziava quelle parole che sembrano un’audacia: «omnia possum in eo qui me confortat», in Colui che mi dà forza posso tutto2. Sempre mirare alla gloria di Dio, sempre mirare alla salvezza delle anime, sempre cercare la nostra perfezione. Con questi intendimenti si può camminare sicuri, da una parte appoggiati a Gesù, maestro divino, maestro di ogni apostolato ed egli stesso apostolo e dall’altra parte appoggiati a Maria, che accompagna col suo potere le Figlie, seguendo san Paolo.
Avanti con fiducia. Questo giorno lo ricorderete in punto di morte quando già starete per passare all’eternità, farete l’ultima eterna professione. Allora il sacerdote non vi dirà solo più “Centuplum accipietis et vitam aeternam possidebitis”3 ma in qualche maniera vi introdurrà. Allora ricorderete che nella vita avete ricevuto il centuplo di grazie e ne benedirete il Signore e farete la professione eterna, che non è solamente perpetua per tutta la vita, la professione eterna dietro l’invito di Gesù, come dietro l’invito di Gesù oggi avete fatta la vostra prima o seconda o perpetua professione. Ecco, se sarete fedeli…
Fedeltà, dunque, sempre ogni giorni. Quando poi Gesù vi dirà “Veni sponsa Christi”4 ecco voi risponderete il “sì”, generosamente come generosamente avete risposto il “sì” alla vocazione divina.
Segue la Benedizione.
 
Note
1 Espressione tratta dalla preghiera: Atto di umiltà attribuita a s. Francesco di Sales (1567-1622). Cf Le Preghiere della Famiglia Paolina, (1962), p. 191.
2 Cf Fil 4,13.
3cfr. Matt. 19, 27-30.
4 Cfr. Liber Usualis, Commune Virginum, ant. ad Magn. I Vesperis.
 

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